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La repressione marocchina intende ostacolare la lotta sahrawi per l'autodeterminazione (giuristi)
Parigi, 03/06/2008
Un gruppo di giuristi internazionali, chiamato ad osservare i processi intentati dal Marocco contro i militanti sahrawi dei diritti dell'uomo, sottolinea che « la repressione scatenata contro il popolo sahrawi intende ostacolare la sua lotta per il suo diritto all'autodeterminazione ».
Il gruppo (composto da Nicola Quatrano, magistrato italiano per conto di OSSIN - Osservatorio internazionale onlus - , France Weyl e Aline Chanu, avvocatesse francesi per conto dell'AIJD - Association internationale des juristes démocrates - , dell'AAA - Association américaine des juristes - e di DS - Droit-Solidarité - , e da Andres Marin e José Alfredo Pereira, avvocati spagnoli rappresentanti di ODH - Observatorio des derechos humanos y extranjeria - ) ribadisce in un comunicato la « preoccupazione a fronte alla moltiplicazione dei processi contro i militanti saheawi ».
I giuristi citano il caso di Ennaama ASFARI, militante sahrawi dei diritti dell'uomo e co-presidente del Comitato per il rispetto delle libertà e dei diritti umani nel Sahara Occidentale (CORELSO), con sede a Parigi. Secondo il gruppo, « i processi intentati contro di lui non si fondano su alcun elemento serio, ma sono legati direttamente alla sua militanza ».
I giuristi hanno potuto assistere alle due udienze del processo ASFARI, il 21 e 28 aprile 2008 presso il Tribunale di Marrakech. Il militante sahrawi « é stato interpellato nella serata del 13 aprile 2008 a Marrakech, dove si trovava per motivi personali e dove era pedinato da diversi giorni da un gruppo di poliziotti in borghese ». Il gruppo di giuristi ha potuto inoltre constatare che ASFARI é stato vittima di diverse violazioni del codice penale marocchino: tra il 13 e il 15 aprile, non ha potuto far avvertire la famiglia, né avere un contatto con un avvocato; nel corso della sua detenzione ha subito gravi violenze e, nonostante le sue ripetute richieste, non gli é stata concessa la visita di un medico. Inoltre, le sue dichiarazioni contraddicono quelle di un presunto testimone.
Infine, i giuristi osservatori ritengono che, a causa dell'attuale situazione nel Sahara occidentale, della personalità e militanza di Ennaama ASFARI, delle molestie che ha subito come altri militanti dei diritti dell'uomo, processi come quello in corso non sono che « montature per reprimere ogni tipo di azine in favore dei diritti all'autodeterminazione del popolo sahrawi ».
Fonte SPS
Traduzione di F.F.
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