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Pubblicato “Au Bout Du Monde”, il nuovo album di Salvatore Passaro


Dopo il grande successo di Salvador, il primo singolo pubblicato lo scorso aprile, Salvatore si presenta con un secondo coinvolgente singolo, D'Azur, estratto dal suo nuovo album dal titolo AU BOUT DU MONDE che dagli inizi di Febbraio è disponibile nei negozi.

Au Bout Du Monde

La faccia in copertina, per la prima volta, così come il nome, Salvatore Passaro. un profilo che ricorda l'homme a tete de chou di Serge Gainsbourg a cui per alcuni versi somiglia - l'espressione insolente e consapevole, a dire 'questo sono io' oppure 'sparate qui'. Determinato, sicuro di sè, intenso, affascinante, ambiguo, delicato. Erano gli anni novanta quando si era presentato, ed era così: disarmante per passione e malizia, girava per radio e interviste con una chitarra, i capelli lunghi, gli occhi tersi e un credo e un ego possenti. Arrivava dal salento, allora molto meno di moda di oggi, con la sua musica aveva fatto breccia nel cuore di un discografico importante, che lo aveva firmato, e si faceva chiamare erz. Parlava di amore, di solitudine, di riscatto, di relazioni chiuse e di voglia di libertà. Era un tipo originale, in grado di scrivere canzoni artigianali e profonde. Chi lo conobbe allora avrà mantenuto in scaffale il suo omonimo disco d'esordio, del novantaquattro, per le belle canzoni che aveva. E forse anche i lavori che a quello seguirono; Radioluxemburg, del novantasette, e Desernauta, del novantanove, ultima prova discografica a tutt'oggi.

Sette anni di silenzio, in cui sono successe molte cose, alcune delle quali rese note dai giornali. Salvatore Passaro è un nome che attraversa come una meteora la cronaca e il gossip, poi sparisce, per ritornare ora, ben in evidenza, sulla copertina di un nuovo disco.

Non fatevi trarre in inganno dal titolo: au bout du monde non è una fuga, semmai un ritorno a casa. Sono lettere scritte dai luoghi dell'infanzia, dall'età dei sogni, riscoprendo e ricongiungendosi a paesaggi, ritmi e valori lasciati ad aspettare a casa. È Ulisse che torna alla sua itaca, è il porto dopo il viaggio al termine della notte. È ricongiungersi alla propria storia, al proprio carattere, al proprio nome e cognome e farne, da ora in poi, la propria forza, il proprio vanto. Nonostante tutto, al di là di tutto, Salvatore Passaro l'anno venturo compie 40 anni e certi passaggi non si fanno mai a caso, ma nei momenti importanti au bout du monde è un disco così, che non poteva che arrivare dopo aver vissuto tante vite e altrettante averne cambiate, fino a farne di tutte una sola.

E così, importanti, sono anche queste canzoni: ci troverete dentro l'odore del mare, del vento, degli ulivi, del sole, di passeggiate sulla spiaggia e di ore passate a guardare l'orizzonte infinito lasciando affiorare lentamente i propri perchè e di questi farsi una ragione. Sono canzoni semplici e profonde, che dicono, e sanno dire tra le righe, molto più di quanto sembrino esprimere al primo ascolto. Trasmettono un senso di armonia, di pace ritrovata, il ricongiungersi di un uomo al suo destino, alla sua vita. Parlano d'amore, ma non solo, raccontano la voglia di Salvatore Passaro di alzarsi in piedi, dal fondo del mondo, e dire la mia vita, e firmarla con nome e cognome.

Au bout du monde – Tracklist:

1. Il Mare
2. D'azur
3. July
4. Lisbona
5. Rosa d'aria
6. Preparerai
7. Hey
8. Storia di Marzo e Settembre
9. Salvador