::: Angelica Sauprel Scutti :::

Esiste musica che nasce da un non meglio precisato spazio del corpo, chiamatela anima, chiamatela rabbia o amore: è da lì che viene la musica che veramente ha un senso. Quello di Angelica è un percorso iniziato in totale solitudine un martedì pomeriggio e terminato all’alba di un fluorescente domani. Il risultato è un songbook che va via tutto di un fiato ed in cui trovano spazio confessioni, astrazioni, poesie e molta musica, quella suonata ed arrangiata da lei nei quindici pomeriggi che danno il titolo all’album. Una straordinaria ricchezza di idee musicali e contenuti, sintetizzata in canzoni selvatiche e sincere, che, come alcuni hanno fatto notare, semplicemente, non sembrano scritte da una donna. Nulla di gratuito o di stereotipato, ma solo lo stretto necessario, per un chiaro esempio di musica libera da condizionamenti e sovrastrutture.

Assenti le indicazioni biografiche perché “…ho pubblicato solo un singolo per giunta di un disco che non è questo.”

Una nota a parte meritano le interpretazioni vocali originali prese dalla sua demo, la partecipazione al progetto di un batterista d’eccezione ( Alessandro Canini ) che si riscopre bassista e si appoggia sui brani senza click e l’inedita copertina in formato Posterpack, che rimanda alle proporzioni del vinile. Le pagine sono quelle di uno dei diari usati da Angelica, con i testi battuti a mano con una vecchia macchina da scrivere degli anni ’30, scelta “… perché altre fonts sono troppo leggibili. Finisce che si legge tutto il testo prima che inizi la canzone. In questo modo senza musica non lo capisci, però, se ascolti, lo scopri”.

Il Disco: POMERIGGI SIMILABISSALI

01 MAKE LOVE WITH...(Allumettes Muller Version)
02 ALLUMETTES
03 PAR AVION
04 ALIEN TAXI
05 INIT
06 E' TEMPO
07 A.M.
08 ACCALAPPIACANI
09 POCO IMPORTANTE
10 PENNY ARCADES
11 AI DOCKS
12 GUARDA, IMPARA, RICORDA
13 WHITE-HOLE HORTENSIA
14 ALIEN TAXI (instrumental)

Le Canzoni -- INTRO - MAKE LOVE WITH ... (Allumettes Muller Version) : chi si schiera tra i commensali spesso si sente raggirato se il tiramisù servito a fine pasto non mantiene le promesse, senza considerare il fatto che persino del ristorante al quale siamo accomodati non resterà in futuro traccia alcuna.

ALLUMETTES, letteralmente in francese "fiammiferi", è un parametro della scala utilizzata dai fast food per controllare che le patatine siano tutte uguali. In questo caso l’allusione è al piccolo buco dove veniamo forzati a passare, quali che siano le nostre caratteristiche personali ed emotive.

PAR AVION. C’è chi apprende artificialmente l’istinto della migrazione perchè si trova in situazioni di innaturale necessità e deve allora, suo malgrado, imparare a volare, anche se il rischio è alto ed il ritorno improbabile.

ALIEN TAXI parla del sorpasso che vivo da ogni lato: umano, artistico, spirituale, dove ogni giorno c’è qualcosa da rincorrere, che disorienta ed, al tempo stesso, verso cui sento necessità di avvicinarmi perchè spinta da una bruciante voglia di fare esperienze ed andare avanti.

INIT avevo circa sette anni quando iniziai a leggere libri e fumetti d’avventura divorando decine di volumi e facendo sempre più domande sulla realtà delle cose. Di tutte le esperienze che ricordo nessuna segnò un limite così netto tra coscienza dell'ingiustizia del mondo e precedente indifferenza a tutto ciò.

E’TEMPO racconta di come rimasi bloccata dalle paranoie di chi avevo accanto, delle mie immobilità simulate per paura di creare problemi agli altri. Posso solo dire che oggi non ho più intenzione di prendere precauzioni nei confronti delle cose, di venire invischiata in mille dubbi su questioni già decise e sprecare così il valore di tutto.

AM. Il testo parla di quei capannelli che si formano la mattina presto presso i cantieri, i mercati generali e tutti i luoghi che utilizzano manovalanza occasionale. La delusione di chi non viene chiamato si accompagna, al tempo stesso, ad una scanzonata capacità di stare con gli altri, ridere e fare due chiacchiere, poichè anche quell’attesa è un appuntamento. Per quanto labile è una certezza che si ripete.

ACCALAPPIACANI ( si scambiano figurine di cani ) ossessioni ed involuzioni, lotta tra perdenti, minacce brandendo un cucchiaio da cucina, caraccollando dalle scale.

POCO IMPORTANTE è un racconto fedele delle mie giornate no. Come un animale sono capace di esprimere in pochi secondi di furia indecifrabile tutto il malessere celato da un’indifferenza apparente. La cronaca racconta che scritto questo pezzo mi sia messa a piangere, ma nessuno può confermare nè smentire l’accaduto.

PRESENT credo che in amore il gesto più grande sia quello di permettere a chi si ama di fare la propria vita, se necessario anche lontano da noi. Essere grati a chiunque gli offra il suo aiuto anche accettando che riesca a farlo in maniera, non solo differente, ma anche migliore della nostra.

AI DOCKS è un testo scherzoso su un ipotetico avvicendamento ai vertici della malavita organizzata, che, come accade il più delle volte, così organizzata non è. Racconta di come affari più grandi delle capacità di chi li intraprende e la cupidigia smodata non finiscano per procurare altro che una povertà ancora più pesante per tutti.

GUARDA, IMPARA, RICORDA. Alcune teorie affermano che immagini e ricordi legati ad un particolare momento vissuto vadano a formare, per un corto circuito cerebrale, il paesaggio che potremo vedere eternamente al momento della nostra morte. Ognuno, istintivamente, vedendo scorrere l’attimo che lo segnerà per sempre sembra intuire il significato che esso assumerà nel suo futuro.

WHITE-HOLE HORTENSIA L’aprirsi di tutto quel bianco, della bellezza di un fiore così mistico. La spirale che trattiene i pensieri appena nati dal formularsi ed un placido adagiarsi nella sospensione di ogni temporalità.

Le influenze musicali: “Scrivo canzoni da quando ancora non c’erano in giro persone come Tracy Chapman o Ben Harper ed a 12 anni già mi sentivo bruciata del tutto, pensavo, perché non ho cominciato prima!. Forse per questo non ho le stesse influenze musicali che hanno i miei coetanei. Nirvana, Red Hot, il trip-hop dei Massive, l’alternative di Beck, il college-punk, il brit-pop, l’hip-hop, Radiohead, Bjork, Moby, Buckley, Donà e Consoli, Afterhours e Marlene, io li vedevo ragazzi come me e suonavo quando anche loro facevano i loro primi concerti! Perciò ad influenzarmi davvero resta quello che già ascoltavo: Hendrix, Dylan, psichedelia e progressive, i Velvet e Lou Reed, Cohen, Sex Pistols e gli Stooges, i Police ed i Cure, cioè quello che a casa i miei ed i miei amici più grandi, ascoltavano. Non so se queste influenze si rispecchino nelle sonorità che adotto, forse no, ma di certo ne sono una chiave di lettura.

Per il resto non amo gli anni ’80 tranne Prince, che ho consumato, e Nick Cave che seguo dai Birthday Party. Mi annoiano anche i R.E.M., di una noia simile a quando ascolti i canti in parrocchia. Avevo un negozietto di dischi proprio sotto casa e mi fermavo a rovistare per ore tra le copertine degli LP, poi il sabato andavo a piedi da Disfunzioni a San Lorenzo. E’ così che ho scoperto i Birthday, gli Einsturzende, fino ad arrivare a Beck, scovato addirittura in Cecoslovacchia! Quando venne in concerto al Circolo degli Artisti, che era ancora nella gloriosa sede di P.zza Vittorio, io lì avevo già suonato! Negli ultimi anni la cosa più emozionante che ho scoperto sono stati Methel & Lord, scovati su quell’unica demo masterizzata inviata ad Enzimi e finita a Point of View, che era in giuria. Li ascoltavo continuamente dicendo frasi del tipo…se ci fosse un disco così io lo comprerei…è la cosa più forte che si sente in giro…le canzoni più belle degli ultimi dieci anni… alla fine ho convinto tutti e queste cose le penso ancora!”.

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