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E QUINDI PER CHE COSA E' STATO FATTO IL TUTTO?
di Robert Fisk
20 Maggio, 2003
Più di 70 morti in una settimana. Ringraziamenti per la guerra
in Iraq. Grazie sig. Bush e grazie sig. Blair, per avere reso il nostro
mondo più sicuro sbarazzandoci del vero tiranno. Saddam Hussein,
che non ha mai avuto alcun collegamento con l'11 settembre 2001, con
le bombe di Riyadh o con le bombe a Casablanca. E La "liberazione"
dell'Iraq era supposta liberarci dai bombardieri di Al Qaeda.
Così ha detto il sig. Blair. Così detto il sig. Straw.
Potreste comunicare con noi, prego, signori Blair e Straw? Per che cosa
è stato l'Iraq? No, non possiamo fare asserzioni di responsabilità
per il massacro di Casablanca, ma la natura del freddo calcolo che sta
dietro le bombe di Casablanca è sufficiente. Un bombardiere suicida
uccide se stesso facendo saltare e di conseguenza aprendo le porte del
Jewish community centre. A questo punto i suo compagni sopravvissuti
si fanno saltare in aria all'interno.
Non erano tanto gli Ebrei come i Cristiani "gente del Libro",
onorati quindi dall'Islam? Ma d'altra parte, e ci è sempre un
"ma d'altra parte", non era il Marocco "un amico"
dell'Occidente, un paese che è ricorso ancora una volta alla
tortura durante l'anno passato nella sua battaglia pro-America contro
il "terrorismo", e quindi ancora un altro paese in cui i diritti
dell'uomo hanno conquistato un posto secondo nella guerra del presidente
Bush al terrorismo? Osama bin Laden ha sempre detto che la sua intenzione
era di rovesciare "le corrotte monarchie del mondo Arabo".
E' stata l'Arabia Saudita all'inizio della settimana, è stato
il Marocco alla fine.
Quindi, per tornare al punto. Dieci bombardieri suicidi uccidono innocenti
a Casablanca, un numero che è più della metà del
totale degli assassini dell'11 settembre 2001. E soltanto cinque giorni
prima Al Qaeda colpisce Riyadh.
Non era il presidente Bush che si vantava con noi di come l'America
avesse inflitto un colpo devastante "nella guerra al terrore"
in Iraq? Non era il Vice Presidente Cheney che ci aveva informato che
Al Qaeda stava annaspando per il bombardamento americano dell'Afghanistan?
Non era il segretario alla Difesa Rumsfeld che avrebbe voluto farci
credere che metà della leadership di Al Qaeda fosse stata eliminata
con la cattura o l'omicidio (parliamoci francamente) per mano dell'America?
Che si dia quindi un'occhiata ai fatti.
L'Afghanistan è in una condizione di caos, il suo patetico governo
controlla a malapena Kabul. L'Iraq è in una condizione ancor
più incipiente di caos, in gran parte senza elettricità,
soldi o petrolio. E questa è una guerra del bene contro la malvagità?
Casablanca è una pagina spiacente e pertinente nella storia della
follia dell'America nel mondo Arabo. Così, che cosa verrà
dopo? Più auto esaltazione da parte del presidente Bush che afferma
stare vincendo "la guerra contro il terrore" o più
asserzioni sì, lui ve lo detto, che "la guerra al terrore"
è eterna? Che il cielo risparmi noi tutti.
Robert Fisk è un corrispondente dall'estero per The Independent
(Regno Unito), dove questo articolo è stato in primo luogo pubblicato.
È l'autore di: Pity Thy Nation: The Abduction of Lebanon (The
Nation Books, 2002).
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