Riassunto degli avvenimenti della settimana passata nei Territori occupati.
24 luglio 2005. Sahara Occidentale.

Arresto dei principali leaders del movimento di rivolta civile:


Lunedì 18 luglio 2005:
Ali Salem Tamek arrestato all'uscita dall'aereo di ritorno dalla Spagna.

Mercoledì 20 luglio 2005:
Mohamed Elmoutaoikli, M. Fadel Gaudi, Noumria Brahim, Lidri Elhoucine e Larbi Messaoud arrestati, a Casablanca i primi due, ad El Ayoun gli altri.

Giovedì 21 luglio 2005:
Tamek è stato messo in detenzione provvisoria e imprigionato nel Carcel Negro di El Ayoun.

Sabato 23 luglio 2005:
Fadel Gaudi è stato rilasciato. Per gli altri 4 l'arresto è stato prolungato dal procuratore.

Secondo le ultima informazioni Elmoutaoikil sarebbe stato interrogato a Casablanca dal direttore generale della Sicurezza nazionale marocchina, il generale Hamidou Laanigri in persona. Lidri e Noumri sono stati torturati più volte nel PC del CMI di El Ayoun dall'équipe di torturatori noto e in presenza del direttore della sicurezza nazionale marocchina per il Sahara Occidentale, Brahim bensami. I due detenuti hanno perso più volte conoscenza e lo stato di salute di Lidri ha richiesto il ricovero in ospedale ad El Ayoun. Le tracce delle torture erano visibili sul loro corpo secondo quanto riferito da un altro detenuto; i metodi di tortura usati sono stati questi: "attaccati con una corda per i piedi e sospesi in aria con la testa che veniva immersa in un secchio pieno di acqua mescolata con un detergente ed urina, facendoveli riemergere solo quando erano semi-asfissiati". Altre volte "venivano legati mani e piedi e venivano sospesi ad una sbarra orizzontale con in più dei pesi sul dorso." Alcune volte hanno subito "scariche elettriche nelle parti più sensibili del corpo."
Tra i torturatori sono stati riconosciuti Ichi Abou El Hassan, comandante dei GUS, Arsin Mbarak, capo della polizia locale, Brahim Sami, governatore coloniale di El Ayoun, Mheiri Abdellah, comandante della compagnia mobile d'intervento (CMI) ed Abdelhak Rabii, capo del RG di El Ayoun.
La principale infrastruttura di comunicazione e di coordinazione dei difensori dei diritti umani sahraui è stata così smantellata dall'intervento della polizia, ma una rete mobile si è subito riformata e le informazioni circolano ugualmente.
Alcune manifestazioni spontanee hanno avuto luogo i diversi posti malgrado lo stato di assedio poliziesco.
In un recente discorso sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, il ministro sahraui dei territori occupati, Khalil Sidi M'hamed, ha avvertito che "si stanno verificando rischi di una scalata le cui conseguenze saranno imprevedibili per la regione."

Facendo il bilancio della situazione Khalil ha stimato che "oltre 3500 sahraui sono scomparsi nelle carceri marocchine dall'ottobre del 1975, data dell'invasione marocchina del Sahara Occidentale; tra di essi la sorte di 526 civili e di 150 combattenti sahraui resta tuttora sconosciuta. Oltre 15.000 persone sono rimaste vittime di detenzioni arbitrarie, più di 20.000 vittime di torture o altri maltrattamenti fisici o morali, 250 vittime di sentenze inique da parte di tribunali militari o civili, 115 persone sono state assassinate, oltre 15.000 deportate dai territori occupati all'interno del Marocco ed oltre 200.000 persone sono state esiliate nei paesi vicini".