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Il prigioniero
politico sahraui Amidan El Ouali è stato sottoposto ad un
intervento chirurgico intestinale.
Il 13 settembre
2005, nell'ospedale Belmehdi di El Ayoun, è stato ricoverato
e poi operato all'intestino il prigioniero politico sahraui Amidan
Elouali. Elouali era in gravi condizioni di salute dovute soprattutto
allo sciopero della fame e prima di essere ospedalizzato aveva sofferto
di crisi cardiache. Malgrado le forti pressioni da parte delle autorità
marocchine perché rompesse lo sciopero della fame, El Ouali
ha sempre totalmente rifiutato di farlo.
Lo stato
di salute della prigioniera politica Aminatou Haidar è grave.
La prigioniera
politica sahraui e attivista per i diritti umani Aminatou Haidar
è in condizioni di salute molto gravi. Essendo in un sciopero
della fame illimitato dal 9 agosto u.s. insieme ad altri 37 prigionieri
sahraui essa soffre di frequenti crisi cardiache e di prolungate
perdite di coscienza oltre che di forti dolori all'apparato digerente.
La signora Haidar, rifiutando le cure di alcuni dottori che le sono
stati proposti accusandoli di connivenza con gli agenti della sicurezza
marocchina , ha richiesto l'intervento di un comitato di medici
neutrali che vengano a visitare sia lei che gli altri scioperanti
della fame.
Il prigioniero
politico sahraui Lahcen Zraiguinate risponde al procuratore generale
di El Ayoun: "Dignità o martirio".
Il prigioniero
politico sahraui Lahcen Zraiguinate (N° di matricola 26126)
è stato condotto davanti al procuratore generale di El Ayoun
oggi mercoledì 14 settembre, mentre era in sciopero della
fame per protestare contro il suo arresto, avvenuto il 14 maggio
u.s. sulla spiaggia di Foum Elouad vicino ad El Ayoun.
Lahcen era stato portato in tribunale in condizioni difficili, ma
il presidente aveva rifiutato di vederlo a causa del grave stato
fisico. Allora era stato portato in un lenzuolo davanti al procuratore
generale che ha esercitato pressioni perché interrompesse
lo sciopero della fame promettendogli di venire incontro ad alcune
sue richieste. Lahcen ha risposto con due sole parole. "Dignità
o martirio". La famiglia di Lahcen, venuta a vedere il figlio,
ha intonato slogan di condanna dello stato di salute in cui è
stato ridotto.
Come se fosse già morto Lahcen è stato riportato nel
Carcel Negro di El Ayoun da cui poi è stato permesso ai familiari
di portarlo a casa in una licenza temporanea.
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