Violazioni dei Diritti Umani nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.
Oltre il muro: la RASD

ATTUALITA' dall' 1 al 30 settembre 2005
N° 9
La posizione criminale delle autorità
marocchine contro la società sahraui
indifesa sta portando i prigionieri politici ad una morte certa. Tale
situazione si aggrava ogni giorno di più, per l'intransigenza che il governo
marocchino sta dimostrando con questi prigionieri.
Le foto dei prigionieri nel Carcel Negro di
El Ayoun riflettono la situazione disumana che tutti i detenuti stanno vivendo
e che ormai non è più possibile resti nascosta all'opinione pubblica.
Lo stato di salute della quasi totalità dei 37
scioperanti della fame ha raggiunto uno stadio allarmante. Le loro famiglie hanno
fatto un appello drammatico a tutti
coloro che hanno a cuore la giustizia, “per
venire in aiuto ai loro figli morenti a fuoco lento nell'indifferenza totale
delle autorità marocchine di occupazione".
L'organizzazione Mondiale Contro la Tortura
(OMCT) aveva anche espresso la sua
"viva preoccupazione" per "la sicurezza e l'integrità
fisica e psicologica dei prigionieri politici sahraui in sciopero della fame
dall’8 agosto 2005" nelle prigioni marocchine facendo appello per un
"intervento urgente" per salvare la loro vita, secondo un comunicato
dell'organizzazione pubblicato a Ginevra recentemente.
Il Ministro sahraui della salute, Boullahi Said,
aveva richiesto all’inizio di settembre, una "perizia medica seguita da
una commissione dell’ONU", per verificare lo stato di salute "critico"
della maggioranza dei 37 prigionieri politici sahraui in sciopero della fame dall’8
agosto ultimo scorso e venire loro in aiuto, ma tale visita non è mai stata
eseguita.
Amnesty International lancia una campagna
d’invio di lettere al Ministro della Giustizia marocchino in favore dei
difensori dei diritti umani sahraui detenuti.
http://www.amnesty.asso.fr/01_informer/12_actualite/maroc/maroc_sarahouis.htm
Si può firmare e spedire la lettera a :
http://www.es.amnesty.org/actua/sahara_sep05/
1 settembre 2005.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Due
manifestazioni sono state organizzate questo giovedì a Hay Mattalla, e nel
viale Magreb arabo nei quartieri popolari di El Ayoun, in segno di solidarietà
coi prigionieri politici sahraui e per richiedere il referendum di
autodeterminazione del popolo sahraui.
I
manifestanti sono stati dispersi violentemente dalle forze del GUS che ne hanno
ferito parecchi, secondo testimoni oculari.
Parallelamente
a questo assembramento pacifico,ai famigliari dei prigionieri politici sahraui
in sciopero della fame da più di tre settimane nel Carcel negro di El Ayoun, è stato impedito dalle autorità
coloniali marocchine di visitare i loro figli. I famigliari hanno improvvisato subito
un sit-in di parecchie ore davanti alla prigione. Le autorità penitenziarie
hanno permesso allora solamente la visita a due famiglie, cosa che queste hanno
rifiutato, in solidarietà con le altre famiglie impedite di incontrare i
suoi.
Le
forze del GUS sono intervenute violentemente per disperderli ferendo nove di
essi e inseguendoli nelle vie di Hay Mattalla per impedire che continuassero la manifestazione. E’ stata rinforzata la
sorveglianza di tutte le vie di questo
quartiere popolare, famoso per la resistenza contro il colonialismo
marocchino.
·
Chahid El Hafed. Campi profughi (Tindouf).
Uno
sciopero della fame di 24 ore generalizzato a livello delle 25 daïra dei campi
profughi sahraui, è iniziato questo giovedì in risposta all’invito del Governo
lanciato il 25 agosto scorso per esprimere la solidarietà del popolo sahraui
coi 37 prigionieri politici sahraui in sciopero della fame da 24 giorni nelle
carceri marocchine.
"Con
questa azione vogliamo oggi esprimere il sostegno e la solidarietà coi nostri
compatrioti, incarcerati arbitrariamente dalle autorità coloniali marocchine
per avere richiesto pacificamente il diritto del loro popolo
all'autodeterminazione ed all'indipendenza ", ha detto Mohamed Lemine Ahmed, membro della
Segreteria nazionale durante una grande riunione popolare organizzata a Chahid
El Hafed.
Ould Ahmed ha richiesto al Governo marocchino, "di liberare
immediatamente ed incondizionatamente tutti i prigionieri politici sahraui, di fermare la campagna di
repressione sistematica e di togliere lo stato d’assedio imposto nel territorio
sahraui dalla occupazione coloniale fin dal 1975 da parte delle forze armate
marocchine".
Riunioni
similari e marce di sostegno sono state
organizzate simultaneamente a livello
di tutte le daïra della Repubblica e nelle regioni militari dei territori
liberati sahraui, per chiedere la liberazione immediata ed incondizionata di
quelle donne e quegli uomini innocenti che non hanno commesso altro reato
che l’avere richiesto pacificamente un
diritto garantito dal Diritto internazionale. (SPS)
·
Carcel Negro
In un atto solidale coi carcerati politici sahraui
in sciopero della fame, circa 125 carcerati comuni sono entrati in sciopero della fame di 24 ore.
Ritorsioni marocchine contro Tamek per la sua
intervista a El Mundo
Madrid, 3 settembre 2005
La
rappresaglia contro Tamek non ha tardato molto. Dopo l'intervista telefonica
rilasciata ad Ali Lembaret, e pubblicata dal quotidiano spagnolo El Mundo, Tamek
è stato separato dagli altri detenuti e isolato in un'ala del penitenziario
sotto stretta sorveglianza.
Nell'intervista
Tamek denunciava la campagna di diffamazione e le minacce subite prima e dopo
il suo arresto. Subito dopo la pubblicazione dell'intervista Tamek è stato
convocato dal direttore della prigione nel suo ufficio, alla presenza di agenti
della polizia politica (DST)
Dopo
le minacce e l'ultimatum di non parlare più coi “nemici del paese”, la sua
cella è stata perquisita e lo hanno trasferito in un'altra ala della prigione.
Da quel momento Tamek non può più muoversi senza essere accompagnato da uno o
più agenti.
Da
notare che il Governo di Rabat, accusando Tamek di essere un
"separatista", riconosce "per la prima volta" che i Sahraui
sono incarcerati per "motivi politici e non per reati comuni, come
affermava fino a ieri la versione ufficiale
·
Ginevra.
L'organizzazione
Mondiale Contro la Tortura (OMCT) ha espresso la sua "viva preoccupazione
per la sicurezza e l'integrità fisica e psicologica dei prigionieri politici sahraui
in sciopero della fame dal 9 agosto 2005 nelle prigioni marocchine e
chiede un intervento urgente per salvare la loro
vita.
L'organizzazione
ha chiesto alle autorità marocchine di garantire la sicurezza e l'integrità
fisica e psicologica di tutti i prigionieri politici sahraui in sciopero della
fame e di assicurare loro un'assistenza sanitaria adeguata.
Ha
chiesto anche la liberazione immediata di tutti i prigionieri
incarcerati senza valide accuse e, nei casi in cui tali accuse
esistano, processarli in un tribunale civile, indipendente ed imparziale
garantendo la correttezza processuale per tutti gli imputati.
L'organizzazione
ha richiesto un'inchiesta esauriente ed imparziale sui casi di maltrattamenti e
torture inflitte ai prigionieri, per identificare i responsabili, tradurli
davanti ad un tribunale civile, indipendente ed imparziale e applicare loro le
sanzioni penali e/o amministrative previste dalla legge.
L'OMCT
cita gli esempi di tre di questi prigionieri in sciopero della fame, Yaya Béchir, Elmousaui Dkhil,
Hamadi El Karcha, portati il 26 agosto 2005 all'ospedale di El Ayoun in
precarie condizioni di salute (svenimenti, attacchi cardiaci). I medici
marocchini avrebbero cercato di convincerli a mettere fine al loro
sciopero della fame e, non essendoci riusciti, li hanno rinviati in
prigione.
In
una lettera inviata il 28 agosto 2004 al Re del Marocco, Mohamed VI, l'OMCT
aveva già manifestato la sua preoccupazione sulla situazione del popolo sahraui
nel suo complesso ed in modo particolare per i prigionieri sahraui nelle
carceri marocchine e per i loro parenti, ricordando i casi dell'assassinio
sotto la tortura di due cittadini sahraui : Chouihi Slimane e Bouceta Mohamed Barca, uccisi rispettivamente a
fine aprile 2004 e nel novembre 2002.
L'attivista sahraui dei diritti umani e
prigioniera politica Aminatou Haidar,
incarcerata nella Prigione Nera di El Ayoun, ha iniziato uno sciopero della
fame illimitato con una trentina di prigionieri politici sahraui in differenti
prigioni marocchine dal 9 agosto 2005 per esigere soddisfazione alle loro
rivendicazioni.
5 settembre 2005. El Ayoun. Territori
Occupati.
Centinaia
di Sahraui hanno manifestato nella serata, al quartiere Matalla di El Ayoun, il
loro rigetto del colonialismo marocchino nel loro paese, richiedendo la
liberazione immediata ed incondizionata dei 37 prigionieri politici sahraui in
sciopero della fame dall’ 8 agosto nelle carceri marocchine. Parecchie persone
sono state ferite e altre fermate in seguito all'intervento violento delle
forze marocchine per disperdere la folla, come indicato da testimoni oculari
senza potere precisare il numero dei feriti né dei detenuti.
7 settembre
2005. Parigi.
L'associazione degli Amici della RASD (AARASD) ha
lanciato mercoledì scorso un appello alle "autorità morali e
politiche" della Francia perché sia fatto il massimo sforzo affinché il
potere marocchino "riconosca la gravità della situazione" dei
prigionieri politici sahraui in sciopero della fame da un mese, e si impegni
con gli scioperanti in un dialogo per discutere le loro rivendicazioni
"affinché il peggio non arrivi".
"Sembrerebbe che l'attuale governo marocchino ed in primo
luogo Mohamed VI stiano ritornando ai peggiori crimini degli anni di piombo,
lasciando morire dei prigionieri di opinione per non voler cedere su nessun
punto", è stato affermato dall'associazione in un comunicato stampa
pubblicato mercoledì a Parigi
8
settembre 2005. El Ayoun. Territori
Occupati.
6
giovani sahraui, Saidi Hmoudi, El
Moussawi Ahmed Valle, Sidi Mahmoud Boutengiza, Mohamed Cheij Ahmed Aidou,
Mouloud Chbeiki, e Hammada Hamdi Bazaid, sono stati fermati durante
manifestazioni e scontri tra manifestanti pacifici e forze di repressione.
I nuovi detenuti che vengono ad aggiungersi
ai 37 prigionieri politici sahraui, sono stati brutalizzati e torturati dalla
polizia marocchina sotto gli ordini del famoso boia marocchino, Ichi Aboulhassan,
capo del Gruppo Urbano di Sicurezza (GUS), e di altri ufficiali marocchini
della polizia giudiziaria.
10 settembre 2005.
·
Carcel Negro: Aminatou.
un funzionario penitenziario ha informato i
compagni di Aminatou in suddetta prigione che la loro collega era in stato di
salute molto critico e che dovevano aiutarla affinché fermasse il suo sciopero.
È in un pessimo stato di salute, incapace di muoversi e di parlare. Tanto più
che Aminatou soffre di parecchie malattie croniche ed ha subito già
un'operazione chirurgica al livello della colonna vertebrale. Gli agenti della
prigione l'hanno supplicata di cessare lo sciopero, ma lei ha rifiutato,
esprimendo il suo desiderio di morire e non più subire offese e umiliazioni. Ha
avuto un attacco di convulsioni ed è svenuta.
·
Carcel Negro.
Taoubbali Elhafed e Baba El Arabi sono ancora ricoverati
nell’ ospedale di Inezgane .
·
Madrid.
L'intergruppo del Parlamento europeo "Amicizia col popolo
sahraui" ha proposto di nuovo la Sig.ra Aminatou Haidar, attivista sahraui dei diritti umani, come
candidata al Premio Sacharov dei diritti umani, secondo quanto riportato da
Europa press.
La Sig.ra Haidar, è "conosciuta per la sua
difesa dei diritti del popolo sahraui di fronte all'occupazione
marocchina". E' stata incarcerata durante "la repressione scatenatasi
dal mese di giugno dall'esercito e dalla polizia di Mohamed VI nei Territori
Occupati del Sahara Occidentale", ha specificato un comunicato della
Sinistra Unita Federale ( IUF).
Attraverso questa iniziativa di sostegno del
Parlamento europeo alla candidatura della Sig.ra Haidar al premio,
"vogliamo attirare l'attenzione della comunità internazionale e del
Governo spagnolo affinché intervengano esigendo politicamente dal Marocco che
sia messo un fine a queste repressioni e siano liberati immediatamente i prigionieri",
ha aggiunto il portavoce dell'Intergruppo.
La Sig.ra Aminatou Haidar, è stata brutalizzata
selvaggiamente dal Gruppo Urbano di Sicurezza marocchino (GUS) il 17 giugno
scorso, in mezzo alla strada, prima di essere malmenata nella sede del commissariato
di polizia ad El Ayoun. E' stata suturata con 14 punti per una larga ferita
alla testa oltre a parecchie altre ferite sul corpo e sulle braccia ed è stata
messa in detenzione in un stato di salute critica.
Due giorni dopo il suo arresto, i suoi bambini ed i
suoi genitori sono stati espulsi dalla loro casa. La detenuta è stata
presentata il seguente giorno davanti al tribunale di El Ayoun sotto alta
sorveglianza, per un processo frettoloso ed illegale in modo da permettere alle
autorità marocchine di metterla in carcere per un po' di tempo.
Ricevendo questo premio, la Sig.ra Haidar sarebbe la
terza attivista politica sahraui a
ricevere un premio internazionale per i diritti umani: i suoi connazionali Sidi Mohamed Daddach ed Ali Salem Tamek, sono stati infatti
insigniti rispettivamente del premio Rafto 2002, il primo, e del premio Juan
Antonio Gonzales Carballo 2005, il
secondo.
11 settembre 2005.
·
Assa, sud Marocco.
I
cittadini sahraui ad Assa hanno organizzato domenica una manifestazione pacifica
per la liberazione immediata ed incondizionata dei 37 prigionieri politici sahraui
in sciopero della fame nelle prigioni marocchine da più di 35 giorni.
I
manifestanti hanno ribattezzato una delle grandi arterie della città, Lawina, con
il nome di Mohamed Moutauakil, uno degli attivisti sahraui in sciopero della
fame nella prigione di Oukacha a Casablanca.
Hanno percorso inoltre le arterie della città prima di essere fermati
dalle forze di polizia, della gendarmeria e del GUS sulla Piazza Ali Salem
Tamek dove hanno improvvisato un sit-in.
·
Rabat.
Quattro
formazioni politiche marocchine dei diritti umani, l'Organizzazione Marocchina
dei Diritto dell'uomo (OMDH), l'Associazione Marocchina dei Diritti dell'uomo (AMDH),
il Foro Verità e Giustizia, (FVJ), e l'Osservatorio Marocchino delle Prigioni, hanno
inviato una lettera comune al Ministro della Giustizia Marocchina, sollecitando
una visita ai 37 prigionieri politici sahraui in sciopero della fame, secondo
un comunicato delle stesse associazioni pubblicato a Rabat.
I
firmatari hanno indicato che seguono con "una grande preoccupazione" la situazione dei prigionieri
politici sahraui "in sciopero della
fame, sciopero che non è stato
interrotto fino alla pubblicazione di questa lettera" scritta martedì passato,
"secondo le sezioni delle nostre
formazioni e della difesa degli scioperanti" (…) "contrariamente al
comunicato pubblicato dal vostro ministero."
Alcuni
dei 37 prigionieri politici, che le associazioni citano per nome, sono stati trasferiti
all'ospedale a causa del deterioramento del loro stato di salute", hanno
precisato i firmatari, sottolineando che "di fronte al pericolo che mina la loro salute ed al
loro diritto all'integrità fisica", le quattro formazioni si sono viste
obbligate a reagire con questa lettera al Ministro marocchino della Giustizia
per permettere loro di visitare le prigioni marocchine di Oukacha e di Ait
Melloul e quella di El Ayoun nel Sahara Occidentale, "per informarsi della
veridicità della situazione e parteciparne le notizie dall'opinione pubblica
nazionale ed internazionale".
12 settembre
2005.
·
El Ayoun (Territori
occupati).
Alle 16,30
circa due prigionieri politici sahraui, Aalouate Sidi Mohamed e Bouchama Naffaa
nel Carcel negro di El Ayoun hanno perso
conoscenza. I loro compagni di cella hanno chiesto alle autorità del carcere di
ricoverarli in ospedale, cosa che fu fatta solo verso le ore 18. I medici,
coadiuvati da agenti dei servizi di polizia, hanno tentato di convincerli ad
interrompere lo sciopero della fame, ma i prigionieri sahraui hanno risposto
che l'unico metodo per convincerli era quello di rispondere alle richieste di
rispetto dei diritti umani.
·
Goulimine
Khadija Moutik è stato licenziato del suo
lavoro nelle municipalità di Goulimine per avere partecipato alla marcia di
Asrir. Aveva subito già anteriormente importanti pressioni.
·
Ferrara. Italia.
Conferenza Nazionale sul diritto
all’autodeterminazione del Popolo Sahraui organizzata dall’ARCI, dal Comune e
dalla Provincia di Ferrara, intitolata: Sahara
Occidentale Terra e Libertà, con la testimonianza di Houria figlia di uno scomparso sahraui e del
Presidente di AFAPREDESA.
13 settembre 2005.
·
Bir Lehlu. Territori liberati.
Il
Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha sollecitato l'arcivescovo sudafricanoDesmond Mpilo Tutu, per un suo
intervento al Marocco affinché siano liberati i 37 prigionieri politici sahraui
in sciopero della fame e il cui stato di salute ha raggiunto uno stadio molto
critico.
·
El Ayoun .Territori
Occupati.
Non
trascorre praticamente un giorno senza che la popolazione sahraui, nelle
differenti città sahraui delle zone occupate soprattutto ad El Ayoun, la
capitale occupata del Sahara Occidentale, non esca in strada in manifestazioni,
sit-in o semplici assembramenti di piccoli gruppi nei principali posti pubblici
della città, specialmente la sera o tardi nella notte sfidando il coprifuoco, che
non è dichiarato, ma imposto dalle forze coloniali sulle città sahraui dallo
scoppio “dell’intifada dell'indipendenza", cioè dal mese di maggio scorso. I manifestanti chiedono la liberazione dei
37 prigionieri politici sahraui, inalberando in parecchi casi le bandiere nazionali e reclamando l'indipendenza
del loro paese del giogo coloniale marocchino
Sabato
scorso, 2 manifestazioni si sono svolte per esempio, quasi allo stesso tempo,
ad El Ayoun nei Territori Occupati ed ad Assa nel sud del Marocco. Le due
manifestazioni avevano le stesse rivendicazioni, e cioè la liberazione
immediata dei prigionieri politici sahraui e l'indipendenza del Sahara
Occidentale; i manifestanti nelle due città scandivano gli stessi slogan. Bandiere
della RASD sono state inalberate dai
manifestanti ad El Ayoun.
Malgrado
la natura pacifica di tutte queste manifestazioni, le forze coloniali
marocchine non esitano in nessun modo ad intervenire con grande brutalità
contro i partecipanti ed i passanti che si azzardano a trovarsi li vicino.
Questi
interventi generano nella maggior arte dei casi, scontri tra manifestanti e
forze di repressione, con arresti, torture di manifestanti, imprigionamenti
illegali senza giudizi o dopo condanne inique.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Nell'ospedale Ben M’Hedi di El Ayoun,
è stato ricoverato e poi operato d’urgenza
all'intestino il prigioniero politico sahraui Amidan El Ouali. El Ouali era in gravi condizioni di salute dovute
soprattutto allo sciopero della fame. Prima di essere ospedalizzato aveva
sofferto di crisi cardiache. Malgrado le forti pressioni da parte delle
autorità marocchine perché rompesse lo sciopero della fame, El Ouali ha sempre totalmente rifiutato di farlo.
In
ospedale inoltre era stato malmenato da agenti del GUS penetrati nella sua
stanza, tirandolo fuori dal letto
mentre era sottoposto a fleboclisi, e colpendolo con pugni e calci davanti al
personale medico e ad agenti di custodia senza che questi reagissero. I familiari del detenuto,
non appena hanno saputo dell'accaduto sono corsi all'ospedale protestando ed
accusando lo stato marocchino delle possibili conseguenze sulla salute del
giovane. La madre di Amidan è svenuta per l'emozione.
14 settembre
2005.
·
El Ayoun. Territori
Occupati.
Le autorità
marocchine hanno respinto dall'aeroporto di El Ayoun una delegazione delle
Isole Canarie che era venuta con lo scopo di incontrare alcuni attivisti
sahraui dei diritti umani, controllare le condizioni di vita dei carcerati
sahraui e rendersi conto della
situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale. Ne facevano parte
rappresentanti del Partito Socialista Spagnolo, del Partito dell'Alleanza delle
Canarie e del Partito Indipendente di Lanzarote. E' questa la nona delegazione straniera a cui viene vietato di entrare ad El Ayoun
dall'inizio dell'intifada sahraui, dal maggio scorso.
·
Bologna. Italia.
Incontro pubblico con i rappresentanti dei Popoli
ospiti in Regione Emilia Romagna. Conferenza intitolata “Le città per i Diritti
dei popoli”. Per la voce del Popolo Sahraui interviene Houria Ahmed Lemaadel figlia di Ahmed Lemaadel El Bou scomparso dal
1976 nelle carceri marocchine.
15 settembre 2005.
·
Carcere
di Oukacha. Marocco.
L'amministrazione carceraria anche in questo carcere
ha permesso le visite per i detenuti restringendole però ad un solo familiare
per detenuto. Questa disposizione è stata recepita molto male dai familiari i
quali si sono radunati davanti al portone del carcere scandendo slogan di
rivendicazione della libertà per i loro figli e fratelli e condannando
l'atteggiamento disumano delle autorità marocchine. Quei detenuti che erano in
condizioni fisiche sufficienti per recarsi nella stanza delle visite hanno
rifiutato di tornare in cella per protesta a quella disposizione.
·
New York.
Il
Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha inviato una lettera aperta ai
dirigenti del mondo riunitisi per il 60°
summit dell'ONU a New York e nel quale chiede la decolonizzazione del Sahara
Occidentale e la liberazione dei prigionieri politici sahraui in Marocco di cui
alcuni in sciopero della fame e in pericolo di morte.
·
Bruxelles.
Il
Comitato di Sostegno al Popolo Sahraui in Europa ha organizzato un
assembramento giovedì davanti all'ambasciata del Marocco in Belgio per chiedere
"un'inchiesta esauriente ed imparziale sulle circostanze dei cattivi
trattamenti e torture inflitte ai prigionieri sahraui", ha riportato
l'agenzia di stampa algerina, APS.
Secondo
un comunicato del comitato, l'assembramento mira anche ad esigere la liberazione immediata di tutti i
prigionieri politici sahraui ed il rispetto dei diritti umani della popolazione
civile sahraui nei territori occupati."
·
Rabat.
Il
Presidente del Parlamento europeo, Josep
Borrell ha dichiarato mercoledì a Rabat che il piano Baker per
l'autodeterminazione del popolo sahraui "è il solo piano riconosciuto a livello internazionale nel quadro delle
Nazioni Unite", hanno riportato le agenzie di stampa.
Il Parlamento europeo si “occupa e si
preoccupa" del problema del Sahara Occidentale ma pensa che la soluzione
debba essere fornita dall'Onu", ha affermato il Presidente del Parlamento
europeo al termine di un colloquio col presidente della Camera marocchina dei
rappresentanti, M. Abdelwahed Radi,
rigettando così il tentativo del Governo marocchino di svuotare la richiesta
sahraui della decolonizzazione senza conformarsi alla legalità internazionale.
·
El Ayoun. Territori
Occupati.
Nella notte, alcune diecine di giovani sahraui hanno
manifestato di fronte al palazzo di governo del quartiere di Bucraa, ad El
Ayoun, sventolando bandiere nazionali sahraui contro l'occupazione marocchina.
La manifestazione è durata una ventina di minuti, sciolta poi brutalmente dalla
polizia urbana di sicurezza (GUS). Non va dimenticato che in tutte le città del
Sahara Occidentale occupato ove c'era già uno spiegamento costante di forze di
polizia, in queste ultime settimane tale spiegamento è aumentato notevolmente
in previsione delle molteplici manifestazioni attese per l'inizio dell'anno
scolare.
Gli attivisti sahraui per i diritti
umani peggiorano
Ø
Lo stato di salute della prigioniera politica Aminatou
Haidar è grave.
La prigioniera politica sahraui e attivista per i
diritti umani Aminatou Haidar è in
condizioni di salute molto gravi. Essendo in un sciopero della fame illimitato
dal 9 agosto u.s. insieme ad altri 37 prigionieri sahraui essa soffre di frequenti crisi cardiache e di prolungate
perdite di coscienza oltre che di forti dolori all'apparato digerente.
La signora Haidar, rifiutando le cure di
alcuni dottori che le sono stati proposti accusandoli di connivenza con gli
agenti della sicurezza marocchina , ha
richiesto l'intervento di un comitato di medici neutrali che vengano
a visitare sia lei che gli altri
scioperanti della fame.
Ø
Tamek non sta bene
Tamek è stato ricoverato in
ospedale in condizioni di salute gravi. Non poteva più parlare ed aveva febbre
elevata. Tamek
soffriva già di varie malattie in seguito ai precedenti scioperi della fame:
crisi di asma, disturbi dell'apparato digerente, del fegato e di cuore. Egli ha
sempre rifiutato di essere ospedalizzato per paura di essere trattato dai
medici marocchini come un malato psichiatrico.
Ø Il
prigioniero politico sahraui Lahcen Zraiguinate
Il prigioniero politico sahraui Lahcen Zraiguinate
(N° di matricola 26126) è stato condotto davanti al procuratore generale di El
Ayoun oggi mercoledì 14 settembre,
mentre era in sciopero della fame per protestare contro il suo arresto,
avvenuto il 14 maggio u.s. sulla spiaggia di Foum Elouad vicino ad El Ayoun.
Lahcen era stato portato in tribunale in barella, ma
il presidente aveva rifiutato di vederlo a causa del grave stato fisico. Allora era stato portato sempre in barella
davanti al procuratore generale che ha esercitato pressioni perché
interrompesse lo sciopero della fame promettendogli di venire incontro ad
alcune sue richieste.
Lahcen ha risposto con due sole parole. "Dignità o martirio". La famiglia
di Lahcen, venuta a vedere il figlio, ha intonato slogan di condanna contro il governo per lo stato di salute in cui il
figlio è stato ridotto.
Visto il suo stato di salute Lahcen è stato
riportato nel Carcel Negro da cui poi è stato permesso ai familiari di portarlo
a casa in una "licenza temporanea”.

Il presidente del tribunale ha rinviato il processo
al 26 ottobre p.v. ma il prigioniero ha rifiutato tale rinvio chiedendo subito
il dibattito e che siano in particolare specificate le ragioni del suo arresto.
Egli infatti era stato arrestato a Foou Elouad con l'accusa, in un primo
momento, di aver tentato di assassinare
il Governatore di El Ayoun e successivamente di aver distrutto beni pubblici
mentre era sotto interrogatorio nei locali della polizia giudiziaria. Il
giudice ha confermato il rinvio al 26 ottobre.
Ø
Brahim Noumria.
è
paralizzato da due giorni e si trova in uno stato di salute "critico"
esito delle torture che aveva subito nei locali della polizia prima del suo trasferimento alla prigione di Oukacha
(Casablanca). E’ stato
portato in visita su di una sedia a rotelle.
Ø Lidri Hossein
,
presenta ferite alla testa e sulle braccia. La sua mano destra ha perso la sensibilità dopo le torture subite il 17 giugno 2005 durante
l'interrogatorio in carcere da parte di agenti della polizia e dei servizi
segreti.
Ø
Bouchama Nafaa ed Alouat Sidi
Mohamed
altri
due prigionieri politici in sciopero
della fame dall’ 8 agosto scorso nel Carcel negra di El Ayoun hanno perso conoscenza e sono stati trasferiti in
condizioni critiche all'ospedale Ben M’Hidi di El Ayoun.
Ø Mohamed Elmoutaoikil, Brahim Noumria, Elhoucine Lidri e Larbi Massaoud
hanno potuto finalmente essere visitati dalle loro
famiglie dopo oltre un mese di divieti. I familiari sono rimasti molto
spaventati dalla grande perdita di peso degli attivisti ridotti quasi a
scheletri.
I 4 attivisti rifiutano di essere ospedalizzati
poiché diffidano dei medici marocchini implicati in altre connivenze con la
polizia.
Ø Bougarfa Abderrahman e Hassanna El Maki
Questi prigionieri politici sahraui hanno perso
conoscenza in seguito allo sciopero della fame. Abbandonati alla loro sorte in
mezzo agli altri prigionieri sono stati soccorsi solo verso le 21 e trenta.
Mentre Bougarfa è stato condotto in
ospedale incosciente, El Maki è
rimasto in carcere , secondo il volere del direttore. A Bougarfa in ospedale i
medici hanno applicato una fleboclisi, ma una volta ripresa conoscenza il
paziente si è strappato il tubo della flebo esigendo dai medici di essere
riportato tra i suoi compagni. Rispondendo alle pressioni del personale medico
affinché interrompesse lo sciopero della fame, Bougarfa ha affermato che fino a
che il governo marocchino non aprirà un dialogo per risolvere le richieste dei
carcerati politici sahraui, non ci sarà una soluzione e che tutti loro preferiscono la morte anziché vivere sottomessi e senza libertà.
Ø Toubali El
Hafed e Baba El Arbi,
che
sono stati trasferiti dalla prigione di El Ayoun a quella di Ait Melloul di
Agadir, sono "in gravi condizioni all'ospedale di Inzegane" (Marocco).
Ø Hmad Hamad,
attivista dei diritti umani, soffre anche egli di
ferite profonde a livello della gamba sinistra a causa dei trattamenti disumani
inflittigli il 17 giugno 2005 per la sua partecipazione alle manifestazioni
pacifiche di El Ayoun. Se non riceverà in tempo il trattamento medico adeguato
Hamad corre il rischio di essere amputato.
Ø Hussein Non dour
ha la mano sinistra, fratturata in due punti in
seguito alle torture subite. Anche lui corre il rischio di essere amputato se
non gli si saranno prodigate le cure necessarie.
Ø Abdelaziz Daiiy
soffre di problemi cardiaci aggravatisi per le
torture di cui è stato fatto oggetto. Soffre inoltre di convulsioni. Per colpi
ricevuti sul capo.
Ø Mahmud Mustafa Haddad
soffre di malattie croniche ai reni. Necessita di
cure urgentemente.
Ø Sidi Mohamed Aalouat
presenta tracce evidenti di torture fisiche e soffre
anche lui di malattie croniche.
Altri detenuti politici perdono spesso
conoscenza a seguito dei maltrattamenti e delle torture inflitte loro. Si
tratta degli attivisti Abderrahman Bougarfa, Hassen El Meki, Yaya El Béchir,
Daoudi Aamar, Hamadi El Kercha, Bouchama Nafaa. Luali Amiydan, Baba l'Aarabi,
El Hafed Taoubali, Hama Eshrih, El Haeirich Hassenna, Mousaui Sid'Ahmed,
Eshtiyu Mahyub e Balla Sid Mohamed.
16 settembre 2005.
·
Rabat.
L'Associazione Marocchina dei Diritti Umani
(AMDH) ha qualificato come "irresponsabile e fallimentare" la
gestione marocchina dei diritti umani nel Sahara Occidentale, chiedendo di
permettere la visita delle organizzazioni umanitarie internazionali e delle
stampa estera ai 37 sahraui in sciopero della fame nelle prigioni
marocchine.
"Riaffermiamo
di nuovo che uno sciopero della fame, è in atto e che la situazione nella quale
si trovano gli scioperanti è pericolosa e può sfociare in una tragedia, a causa
della posizione negativa e disumana dei responsabili, ed in primo luogo del Ministero
della Giustizia che continua a diffondere comunicati falsi e
ingannevoli", ribadisce il comunicato di AMDH in risposta ad una
lettera del Ministro marocchino della Giustizia che nega l'esistenza di questi
scioperanti della fame, posizione sostenuta dalla maggioranza dei media
marocchini.
L'AMDH
ha espresso la sua "profonda
costernazione per il modo con il quale il Ministero della Giustizia marocchino,
gestisce lo sciopero". Un modo "privo di un minimo di responsabilità e di credibilità", ha
sottolineato l'organizzazione, chiedendo di "permettere" alle
organizzazioni internazionali dei diritti umani ed alla stampa nazionale
ed estera di visitare la prigione civile di El Ayoun, la prigione di Ail
Melloul ed il complesso penitenziario di Oukacha a Casablanca, per "giudicare della veridicità del comunicato
del Ministero della Giustizia marocchina".
Parlando
dello stato di salute di questi 37 prigionieri politici sahraui in sciopero della
fame dall’8 agosto , l'AMDH afferma che sono in uno stato di salute molto
deteriorato e che hanno perso tutti la metà del loro peso."
Afferma
che, aggiungendo che la famiglia di Lahcen
Zraiguinate, teme che la sua
rimessa in libertà provvisoria sia "un tentativo di liberarsi della responsabilità, considerato il suo
stato di salute molto grave".
·
Casablanca. Marocco.
Nel carcere di Oukacha (Casablanca) già il giorno
dopo aver accordato il permesso di visita ai familiari dei 4 detenuti sahraui Moutauikil, Noumria, Lidri e Messoud le
autorità carcerarie hanno di nuovo proibito tali visite. Ciò per timore che i
familiari rivelassero la barbarie e le atrocità che i detenuti politici stanno
vivendo nelle loro celle, informandone il resto del mondo. Questo fa loro
tenere un comportamento nervoso, intransigente e disumano, senza una chiara
visione delle decisioni da prendere.
·
Washington.
(SPS) Un membro del Congresso degli USA, la Sig.ra.
Cynthia McKinney, membro del Comitato del Bilancio e del Sotto-comitato contro
il Terrorismo, ha dichiarato la sua "totale adesione" alla campagna
internazionale lanciata da Amnesty International per il sostegno dei
prigionieri politici sahraui, esprimendo la sua preoccupazione per la
detenzione, la tortura e lo stato di salute dei prigionieri politici in
sciopero della fame.
·
Stoccolma.
Alcuni parlamentari di differenti partiti politici
e rappresentanti della società civile
svedese, hanno sostenuto la necessità di una decolonizzazione veloce del Sahara
Occidentalee ed esortato il Marocco a liberare i prigionieri politici sahraui
in sciopero della fame dall'8 agosto scorso, durante una manifestazione
organizzata mercoledì ultimo scorso con la partecipazione di rappresentanti
dell'organizzazione svedese degli studenti, di ONG ed un gran numero di
giornalisti.
17 settembre 2005. Tantan. Sud Marocco.
I servizi segreti interrogano il cittadino sahraui Hassana Mohamed Elhafed, all'entrata
del Mougar (festival culturale e turistico tradizionale rinomato). Hassana è interrogato
durante due ore a proposito di suo fratello, un ex-scomparso, sulle sue
relazioni con i militanti dei diritti umani sahraui così come sulle ragioni
delle sue visite ripetute al Mougar che fra altro è sotto stretta sorveglianza
delle forze di sicurezza marocchine.
18 settembre 2005.
·
El Ayoun (Territori
occupati).
L'organizzazione Mondiale
Contro la Tortura (OMCT) ha espresso la sua "più viva preoccupazione per
la sicurezza e l'integrità fisica e psicologica dei prigionieri politici
sahraui in sciopero della fame dal 9 agosto 2005", chiamando il Governo
marocchino a prendere le misure necessarie affinché gli scioperanti
"abbiano accesso ad un'assistenza sanitaria adeguata e gratuita, e che le
loro rivendicazioni siano prese in considerazione il più presto
possibile." È la seconda volta in
un mese che l'OMCT esprime "viva
preoccupazione per i prigionieri politici sahraui" e che rinnova il
suo appello per un "intervento urgente" per salvare le loro
vite.
·
Barcellona.
Uno sciopero
simbolico della fame di 24 ore, lanciato dagli Amici del popolo sahraui della
Catalogna, in segno di solidarietà coi 37 prigionieri politici sahraui che
negano di alimentarsi da 40 giorni nelle carceri marocchine, si è concluso
questa domenica alle ore 12.
·
El Ayoun (Territori
occupati)
Dopo 40 giorni di sciopero della fame, una
quindicina dei 37 prigionieri politici sahraui sono "in pericolo di
morte", ma la "loro determinazione è ferma", secondo quanto
riferito dai famigliari che hanno organizzato giovedì scorso un sit-in davanti
alla sede del tribunale coloniale di El Ayoun, chiedendo la loro liberazione
immediata ed incondizionata.
"Tutti hanno perso più della metà del loro peso
e la maggior parte di essi è stata
trasferita incosciente negli ospedali per rianimazione", afferma un
comunicato pubblicato domenica dalla SPS.
Aminatou Haidar è svenuta più volte la
settimana scorsa La "sua vita è realmente in pericolo", secondo
testimoni oculari che l'hanno potuta vedere nella prigione di El Ayoun
all'inizio della settimana scorsa.
Alì
Salem Tamek è stato condotto, incosciente, all'ospedale di Ait Melloul
(Agadir) sotto una forte scorta. Lì, rianimato, ha rifiutato che i medici gli somministrassero dei
medicinali, temendo che recassero offesa alla sua salute mentale, essendo
stato minacciato a più riprese dai suoi
carcerieri di farlo trasferire in un ospedale per alienati mentali.
Alla prigione di Oukacha (Casablanca), le autorità
marocchine hanno rifiutato ai famigliari di poter visitare i tre attivisti sahraui
dei diritti umani in sciopero della fame, Brahim
Noumria, Mohamed El Moutawakil e Lidri El Hussein. Il loro stato di salute
è pericoloso secondo questi famigliari che continuano ad aspettare davanti al
portone della prigione, per visitare i loro figli.
Quei famigliari avevano lanciato la settimana scorsa
un appello drammatico rivolto alle "anime innamorate di giustizia per
venire in aiuto ai loro figlioli che stanno morendo a fuoco lento
nell'indifferenza totale delle autorità marocchine di occupazione."
"Riaffermiamo di nuovo che lo sciopero della
fame continua e che la situazione pericolosa nella quale si trovano gli
scioperanti può generare una tragedia a causa della gestione negativa e
disumana dei responsabili del governo marocchino ed in primo luogo del Ministro
della Giustizia che non smette di diffondere comunicati ingannevoli",
aveva precisato l'Associazione Marocchina dei Diritti Umani (AMDH)
recentemente, in risposta ad una lettera del Ministro marocchino della
Giustizia che negava l'esistenza di questi scioperanti della fame.
Parecchie organizzazioni internazionali, come
Amnesty International, l'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura, parecchi
parlamentari europei, partecipanti a vari congressi ed altre personalità
politiche internazionali hanno espresso viva preoccupazione per la sicurezza e
l'integrità fisica e psicologica dei prigionieri politici sahraui in sciopero
della fame nelle prigioni marocchine e chiedono incessantemente la loro
liberazione immediata.
Lo stato di salute del prigioniero politico sahraoui
Ali Salem Tamek è sempre più critico. Da 9 giorni, egli vomita e
sputa sangue. Le condizioni della sua detenzione sono drammatiche. E' stato
isolato in una cella e vigilato 24 ore su 24 da agenti penitenziari
marocchini. I suoi compagni Toubali Lhafed e Baba Laarabi
continuano sempre ad essere degenti nell'ospedale di Inzegane da più di dieci
giorni.