Oltre il muro:
la RASDViolazioni dei Diritti Umani
nei Territori Occupati del Sahara
Occidentale.
ATTUALITA' dall' 1 al 31 marzo 2006.
N°3
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Aspettando Mohamed VI El Ayoun.
Territori Occupati. Numerose famiglie sahraui, la
cui abitazione si trovava in prossimità delle vie principali, sono state
espulse dalle loro case. Gli abitanti del quartiere di Matallah sono stati
cacciati via. Due licei sono completamente occupati dalle forze di polizia. La TV ha comunicato alla
popolazione di El Ayoun che alcune arterie cittadine sono temporaneamente
interdette all'accesso per Una nuova campagna di terrore e
di intimidazione si è scatenata: molti cittadini sahraui sono stati condotti,
senza spiegazione, fuori dalla città con l'interdizione di ritornare durante
parecchi giorni. Altri devono presentarsi ogni giorno al commissariato ove
sono costretti a passare la notte. Le autorità marocchine hanno
acquistato delle migliaia di daraa e di malhfa (abiti tradizionali sahraui)
che vengono distribuiti tra i coloni marocchini. Questi vengono poi
trasportati ad El Ayoun, Boujdour, Dakhla e Smara per acclamare il re travestiti da sahraui. -
La visite du roi Mohamed VI au Sahara Occidental: http://www.arso.org/AARASD200306.htm http://www.arso.org/USAppeal170306.htm http://www.arso.org/commCan180306.htm http://www.arso.org/asvalencia200306.htm http://www.arso.org/sweden220306.htm |
Tazmamart (Marocco).
Le autorità marocchine hanno fatto radere al suolo, qualche settimana
fa, i due edifici della prigione di Tazmamart, il famoso carcere segreto che è
servito da bara per 30 marocchini coinvolti in due tentativi di colpo di stato
nel 1971 e 1972.
Rabat.
Le autorità marocchine hanno
annunciato che il progetto marocchino di autonomia per il Sahara occidentale
sarebbe terminato per il prossimo aprile. I partiti politici sono stati
convocati per il 3 marzo al Palazzo reale per consultazione. Avranno tempo fino
al 30 marzo per formulare proposte.
Il partito Ennhadji Eddimocrati
(La via democratica), attraverso il suo segretario nazionale, Abdallah Harrif, ha rifiutato di partecipare a tale riunione
affermando in una dichiarazione ufficiale che "la soluzione del conflitto nel
Sahara Occidentale non può essere trovata che nel quadro di un referendum di
autodeterminazione della popolazione sahraui, seguendo la legalità
internazionale". Nel luglio scorso lo stesso partito aveva
affermato che le autorità marocchine non dimostrano una reale volontà di
cambiare l'attuale approccio sul Sahara Occidentale, e ostacolano la messa in
opera del processo referendario preconizzato dalle Nazioni Unite.
Ennhadji Eddimocrati ha chiesto inoltre che sia organizzata una
vera conferenza nazionale sul problema del Sahara Occidentale, con la
partecipazione delle autorità, degli attori politici e della società civile
marocchina, insieme ai rappresentanti delle nazioni circostanti e dei militanti
sahraui dei territori amministrati dal Marocco, per cercare una soluzione a
questo processo di decolonizzazione che "non può essere trovata che in un
quadro democratico". "La posizione d'Ennahdj Eddimocrati sul
Sahara Occidentale è chiara e ben nota" afferma il segretario generale del partito,
che aveva già inviato nel luglio scorso una lettera di rifiuto alla
partecipazione per un'altra riunione di partiti organizzata dal Governo nel Palazzo Reale sull'argomento, spiegando
che tale riunione era fatta per legittimare la posizione ufficiale marocchina e
raccogliere l'unanimità dei partiti.
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Inondazioni http://www.arso.org/inondations.htm http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/doc106?OpenForm&rc=1&cc=dza http://www.spsrasd.info/sps-060306.html |
1° marzo 2006.
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Tifariti.
Territori Liberati.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha ricevuto un
messaggio di felicitazioni da parte del colonnello Ely Ould Mohamed Val, presidente del Consiglio Militare per la
Giustizia e la Democrazia e capo dello stato della Mauritania, in occasione del
30° anniversario della proclamazione della RASD.
Nella stessa occasione il
Presidente Abdelaziz ha ricevuto messaggi di solidarietà dal Mozambico, da
parte della Segretaria del Comitato Centrale del Frelimo, per le relazioni con
l'Estero, Sig.a Amelia Matos Sumbane;
dal Segretario Generale del Congresso Nazionale Africano (ANC); dall'Associazione Italiana di Solidarietà
con il popolo sahraui; dalla Commissione della Gioventù e dell'Educazione
algerina, e dalla Lega dei Giuristi e dei Giornalisti di Mosca.
·
Chaid El
Hafed.
Il primo segretario del Comitato
centrale del partito Comunista cubano e capo dello stato, Fidel Castro Ruiz, ha riaffermato in una lettera indirizzata al
Presidente della RASD, "la
solidarietà completa del suo paese alla
giusta lotta che porterà il popolo sahraui alla libertà e
all'indipendenza"..
2 marzo 2006.
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Madrid.
Il partito Esquerra Republicana
de Catalunya ha presentato un progetto di mozione alla camera Bassa del
Parlamento in cui si chiede al Governo spagnolo di riconoscere ufficialmente
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Algeri.
L'ambasciata degli USA ad Algeri ha indicato in un comunicato che
il Dipartimento americano della Difesa "si assumerà un trasporto aereo strategico di aiuti umanitari, che
include tende ed equipaggiamenti sanitari" offerti ai rifugiati
sahraui vittime delle recenti inondazioni.
3 marzo 2006.
·
Smara.
Territori Occupati.
Grandi manifestazioni di gioia
hanno accolto l'arrivo a Smara delle famiglie di Loud Ould Salek Ould Seina e di Mheiuiba ment Ali Boulla, arrivati
nel programma di visite familiari organizzato dall'HCR.
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Boujdour.
Territori Occupati.
Alcuni studenti sahraui hanno
innalzato bandiere della RASD durante una manifestazione per il rispetto dei
diritti umani e il diritto all'indipendenza. Tre giovani sono stati arrestati: Elazza Babait, Maelainin Babait e Khaya
Safia. Molti i feriti. Otto famiglie di manifestanti sono state maltrattate
e minacciate.
·
Dakhla.
Territori Occupati.
Le autorità coloniali marocchine
hanno licenziato dal suo impiego abusivamente l'attivista sahraui per i diritti
umani Mamay Ahmed Menhenoun, nel
tentativo di dissuaderlo dalla sua attività politica e d'informazione
dell'opinione internazionale sulle flagranti violazioni dei diritti umani
perpetrati dal Marocco nel Sahara Occidentale. Tale misura segue altri
tentativi per indebolire il movimento di difesa dei diritti umani a Dakhla
cacciandone gli attivisti sahraui: l'espulsione di El Mami Amar Salem, il licenziamento abusivo di Oulad Chiekh El Majoub e di Wani Beida,
e le torture inflitte a Miské Ahmed Zein.
Quest'ultimo soffre ancora per le lesioni riportate che lo hanno immobilizzato
in letto per alcune settimane. La città di Dakhla resta in permanenza in stato
d'assedio specie nei quartieri abitati da maggioranza sahraui e attorno agli
edifici scolastici.
4 marzo 2006.
·
Chahid El
Hafed. Campi profughi
Il presidente della Namibia, Hifikepuiye Pohamba, ha riaffermato il
suo sostegno e solidarietà al popolo sahraui nella sua lotta per
l'autodeterminazione e l'indipendenza.
·
Parigi.
Il Comitato per il Rispetto delle
Libertà e dei Diritti umani nel Sahara Occidentale (CORELSO) ha chiesto al
Parlamento Europeo di dare udienza alle associazioni che si stanno esprimendo
sulla "violazione del diritto
internazionale" costituito dall'accordo di pesca tra UE e Marocco.
·
Goulimine.
Nove giovani sahraui, arrestati
in seguito alle manifestazioni del febbraio scorso sono stati trasferiti nel
carcere civile di Inzegane e presentati il 2 marzo davanti al giudice
d'istruzione. Si tratta di Mohamed
Lamine Sahel, Hamdi Labayed, Bachir Handi, Bachir Charguaoui, Bachir Driouech,
Lekhlifa Errequibi, Saleh Choukri, Brahim Aabanni e Mustapha Bakrim.
E' stato costituito un collettivo
composto da rappresentanti sindacali, di associazioni per i diritti umani e di
militanti, per la liberazione e la solidarietà dei detenuti.
·
Roma dal 4 al 10 marzo 2006.
Incontri e concerti per il popolo che da 30 anni lotta
per la sua autodeterminazione.
Inizia oggi alla provincia di Roma una settimana di mobilitazione e di
iniziative per l'autodeterminazione e i diritti umani del popolo Sahraui, in
occasione del trentennale della fondazione della Repubblica araba Sahraui
democratica (RASD). Il programma prevede una serie di incontri in varie scuole
e realtà locali della provincia e si conclude, venerdì prossimo 10 marzo, con
un incontro alla sede della provincia (Palazzo Valentini, via IV novembre
119/a). Interverranno, fra gli altri, Omar
Mansour (governatore di El Ayoun), Enrico
Gasbarra (presidente della Provincia), Paolo Beni (presidente nazionale
Arci) e Massimo Pineschi (presidente
del Consiglio regionale Lazio). Presiederà Adriano
Labbucci, presidente del consiglio provinciale di Roma. La provincia
promuove e finanzia - insieme all'Arci - una serie di progetti di cooperazione
nel campo profughi di El Ayoun. In quest'ambito, è stato costruita l'anno
scorso un'arena cinematografica intitolata a Tom Benetollo e si prevede per il prossimo futuro l'apertura di un
centro giovanile.
5 marzo 2006.
·
Chahid El
Hafed. Campi profughi.
La biblioteca del Centro Margherita Emery per la documentazione
e la promozione dei diritti umani (CEMEM) è stato inaugurato nella sede dell'
·
Smara.
Territori Occupati.
Gli studenti sahraui hanno
organizzato manifestazioni pacifiche sventolando bandiere della RASD e
scandendo slogan di condanna all'occupazione marocchina del Sahara Occidentale.
·
Chahid El Hafed. Campi profughi.
Il rappresentante dell'osservatorio
americano di difesa dei diritti umani Human
Rights Watch, ha affermato che i diritti umani continuano ad essere violati
nel Sahara Occidentale dove le forze di sicurezza marocchine usano la violenza
per reprimere manifestazioni di protesta della popolazione sahraui, mentre i
tribunali continuano con i loro processi farsa.
6 marzo 2006.
·
Chahid El
Hafed. Campi profughi.
Il Comitato nazionale algerino di
solidarietà con il popolo sahraui (CNASPS) chiede alla comunità internazionale
di appoggiare le risoluzioni dell'ONU sul Sahara Occidentale per assicurare la
pace, la stabilità e lo sviluppo dei
popoli del Maghreb, ivi compreso il popolo sahraui.
·
Algeri.
La Germania attraverso la sua ambasciata ad Algeri, ha accordato un aiuto immediato di 100.000
euro a favore dei rifugiati sahraui sinistrati dalle recenti inondazioni nella
regione di Tindouf.
·
Bruxelles.
Nick Dearden, direttore della campagna internazionale degli
attivisti di 19 nazioni che vogliono impedire all'UE di ratificare l'accordo di
pesca con il Marocco ha affermato che, proprio nell'anno in cui il popolo
sahraui commemora il 30° anniversario della fondazione della RASD, l'UE vuole
firmare un accordo che permette a dei paesi europei e al Marocco di
approfittare della sua povertà. "Ci
appelliamo all'UE per non ratificare tale accordo che, allo stato attuale, è in
completa contraddizione con la politica
e con i principi dell'UE e dei suoi stati membri".
8 marzo 2006.
·
Boujdour.
Territori Occupati.
Le autorità coloniali marocchine
hanno interrogato lungamente e minacciato di ritorsioni 8 famiglie di studenti
sahraui che avrebbero organizzato lunedì scorso manifestazioni inneggianti
all'autodeterminazione e chiedenti il ritiro immediato dell'occupazione
marocchina. Questi interrogatori fanno parte del piano di intimidazione contro
la cittadinanza sahraui da parte del governo marocchino.
Le forze di repressione
marocchine sono intervenute brutalmente per disperdere una nuova manifestazione di studenti ed hanno arrestato
una giovane studentessa, Khaya Safia,
che hanno poi interrogato sotto tortura durante molte ore.
·
El Ayoun.
Territori Occupati.
Un gruppo di giovani sahraui ha
organizzato una manifestazione nella notte tra lunedì e martedì nel viale El
Arak di El Ayoun, scandendo slogan a favore dell'indipendenza del Sahara
Occidentale. Le forze di polizia e l'esercito hanno bloccato tutte le strade
adiacenti e proceduto ad alcuni arresti.
Alcune diecine di donne sahraui
appoggiate da numerosi studenti che
sventolavano bandiere della RASD, hanno inscenato una manifestazione pacifica
nel viale Jiratoria, in occasione della
giornata internazionale della donna, chiedendo a gran voce il diritto del
popolo sahraui all' autodeterminazione e
all' indipendenza.. Le forze di occupazione marocchine intervenute hanno
disperso i manifestanti con la forza.
Nella strategia di intimidazioni
e ricatti verso gli attivisti sahraui per i diritti umani, la polizia
marocchina continua a minacciare il cittadino sahraui Bachir Jenhaoui, padre del detenuto politico Likhlipha Jenhaoui. A Bachir Jenhaoui sono stati confiscati i
documenti della sua auto per la semplice ragione di aver chiesto chiarimenti
sulla continua sorveglianza di cui è fatto oggetto quotidianamente da parte di
agenti marocchini.
·
El Ayoun.
Territori Occupati.
I difensori sahraui per i diritti
umani hanno lanciato un appello agli organismi internazionali ed alle
associazioni per i diritti umani, per la liberazione del dr. Alì Sbaai ould Mohamed Chiekh ould Sid
Laabasse, detenuto nel carcere di M'hamed al Ghizlane dal 2 febbraio
scorso, con una condanna a 6 mesi di carcere, e che sta facendo uno sciopero
della fame di protesta contro l'ingiusta ed illegale procedura giudiziaria nei
suoi confronti.
·
El Ayoun.
Territori Occupati.
Cerimonia di installazione del
nuovo prefetto di polizia marocchina, Bouchaib
Rmail, che rimpiazza Ibrahim
Bensami, e del capo della gendarmeria reale nel Sahara Occidentale
occupato, Benhashir.
9 marzo 2006.
·
M'hamed
al Ghizlane (Sud del Marocco).
Il dr. Alì Sbaai è stato oggi rimesso in libertà dopo che folti gruppi di
cittadini sahraui e marocchini avevano manifestato davanti al carcere chiedendo
la sua liberazione immediata
·
Boujdour.
Territori Occupati.
Grandi manifestazioni si sono
verificate in 6 edifici scolastici della città organizzate da studenti sahraui
che hanno scandito slogan contro l'occupazione marocchina e richiedenti l'indipendenza
del Sahara Occidentale. Le forze di occupazione hanno represso violentemente le
manifestazioni, procedendo ad alcuni arresti.
·
Rabat.
Il partito Ennhadji Eddimocrati (La via democratica), attraverso il suo
segretario nazionale, Abdallah Harrif, ha affermato in una dichiarazione ufficiale
durante una riunione in cui erano stati invitati i rappresentanti dei vari
partiti politici marocchini, che "la
soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale non può essere trovata che nel
quadro di un referendum di autodeterminazione della popolazione sahraui,
seguendo la legalità internazionale"
·
Nouakchot
(Mauritania).
·
El Ayoun.
Territori Occupati.
I manifestanti hanno innalzato
nell’edificio più alto del quartiere della Jiratoria una bandiera della RASD che
ha sventolata per tutta la mattinata prima che la polizia marocchina riuscisse
a rimuoverla.
·
Sparizioni.
Le famiglie di 15 giovani sahraui
scomparsi dopo il loro arresto da parte della polizia dal 25 dicembre 2005,
hanno lanciato un appello alle autorità marocchine affinché diano notizie
sugli scomparsi. Quei giovani erano
stati arrestati mentre tentavano di emigrare alle isole Canarie.
10 marzo 2006.
·
El Ayoun.
Territori Occupati.
Le forze di repressione
marocchina hanno arrestato due giovani sahraui in un cibercaffè mentre stavano
navigando in alcuni siti che riferiscono notizie sulla causa del popolo sahraui
e sulla sua lotta per i diritti umani Lili Namoud e Ndour Marane. I due
giovani sono stati condotti a un centro
di polizia dove sono stati sottoposti ad un interrogatorio durato alcune ore,
con l'accusa di appartenere alla rete di appoggio al Polisario, di aiutare gli
informatori sahraui che trasmettono notizie via internet, a nascondersi e ad
avere relazioni con le famiglie che vivono nei campi dei rifugiati in Algeria.
Poco prima una grande
manifestazione organizzata da giovani studenti sahraui aveva avuto luogo nel
viale Skeikima, con scontri con la polizia.
·
El Ayoun.
Territori Occupati.
Continuano le
manifestazioni ad El Ayoun alla vigilia della visita che il re Mohamed VI
dovrebbe fare in città. In attesa della visita reale c’è molto nervosismo nei
servizi di sicurezza marocchini a El Ayoun; Chiusi le scuole, la polizia cerca
di allontanare gli studenti dalla città per paura che organizzino
manifestazioni. La città è presidiata da agenti segreti, forze militari
ed unità di intervento contro tumulti.
10 / 12 marzo 2006. Bouznika (Marocco).
Il 2° Congresso nazionale del
Forum marocchino Verità e Giustizia si è riunito con la partecipazione di 300
persone, vittime di violazioni e difensori dei diritti umani. 8 di loro erano
sahraui. Il nuovo consiglio nazionale di 83 persone, comprende 4 sahraui: Lahcen Moutik, Mayara Mohamed ould Haiba,
Adnane Brahim e Mohamed El Moutaouakil (questi in carcere attualmente). Il
Consiglio dovrà designare un Ufficio
esecutivo di 15 persone e il nuovo presidente.
11 marzo 2006.
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Pretoria.
Sud Africa
L'ambasciatore sahraui in Africa
del Sud, Ubbi Bechraya, è stato
ricevuto nella sede del parlamento sudafricano dalla sua presidente,
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Agadir.
Marrakech. Marocco.
Tre studenti sahraui, Al Asri Ramdan, Majid Zein Al Arab e
Boutmit Brahim, sono stati feriti al capo, al dorso e alle braccia, durante
scontri con la polizia marocchina, scatenatisi nella notte tra venerdì e sabato
nel campus universitario della città di Agadir. Le forze di polizia erano
coadiuvate da studenti marocchini arruolati dai servizi di informazione del
governo. Gli agenti di polizia, diretti dal responsabile della DST, Mohamed El Mehdi, e dal direttore del campus, Merzoug, hanno bloccato le
uscite del campus dando la caccia agli studenti sahraui.
Alla notizia di tali aggressioni,
anche gli studenti sahraui di Marrakech hanno organizzato un sit-in in segno di protesta e di solidarietà con i
colleghi di Agadir.
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Chahid El
Hafed. Campi profughi.
Due membri del Congresso degli
USA, Joseph Pitts e Donald M. Payne,
hanno espresso la loro preoccupazione in relazione alla prossima votazione in seno al Parlamento
Europeo sull'accordo di pesca tra il Marocco e l'Unione Europea, affermando che
lo sfruttamento delle risorse del Sahara Occidentale costituisce una violazione delle dottrine dell'ONU e
delle norme internazionali relative ai territori non autonomi.
Chiedono pertanto in una lettera
indirizzata al Commissario per la pesca dell'UE, Joe Borg, che l'accordo escluda le acque territoriali del Sahara
Occidentale, così come gli USA hanno già
fatto escludendo il territorio sahraui nell'accordo commerciale firmato
recentemente con il Marocco. Secondo la lettera "il conflitto del Sahara occidentale non è stato ancora risolto e per
questo ogni esplorazione e/o
sfruttamento delle risorse di quel territorio è inappropriato”
·
Notte fra il 12 e il 13 marzo 2006. Agadir.
Marocco.
Sette studenti sahraui sono stati
arrestati ed un altro ferito, (medicato poi con 4 punti alla testa),
all'università di Agadir durante gli scontri avvenuti, tra gli studenti sahraui
da una parte e studenti marocchini a fianco dei servizi di informazione e la
polizia marocchina dell'altra parte.
Gli studenti arrestati sono: Mohamed El Kentaoui, Bekar El Kentaoui,
Bada El Kentaoui, Sid'Ahmed El Kentaoui, Zouaoui Abdelaziz, Maalainin Legdali,
Ahmed Baba El Kentaoui. Lo studente ferito dalla polizia è Salah Mohamed Ali Garioun. La polizia marocchina
ha inoltre devastato molte abitazioni degli studenti sahraui dentro al
campus universitario.
In soccorso degli studenti di Agadir sono
arrivati anche studenti delle università di Marrakech e Rabat. Le
manifestazioni degli studenti sono continuate anche martedì 14 con altri tre
studenti arrestati, portando a 10 il totale degli arresti in soli tre giorni.
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Madrid.
32 comuni di 4 province della
Catalogna hanno offerto 100.000 euro per i rifugiati sahraui che nelle ultime
settimane erano stati colpiti dalle gravi inondazioni che hanno lasciato oltre
60.000 famiglie senza un rifugio.
13 marzo 2006.
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RASD.
Dopo che alcune fonti mediatiche
avevano diffuso la notizia ufficiosa che il re del Marocco si sarebbe recato
tra breve in visita ufficiale nelle più importanti città del Sahara
Occidentale, il Presidente della RASD, Mohamed
Abdelaziz, ha inviato d'urgenza al Segretario Generale dell'ONU, Kofi Annan, una lettera chiedente
"con insistenza" il suo
intervento per spingere Mohamed VI a non compiere tale visita,
stimando che ciò costituirebbe una "vera
provocazione" preceduta come sempre da una "campagna di terrore e di intimidazioni" contro la popolazione
sahraui .
La visita servirebbe al re del
Marocco per "vantare i meriti di
quello che il suo governo chiama eufemisticamente l'iniziativa per l'autonomia,
che non è niente altro che un discorso sorpassato ed una manovra mirante ad aggirare il diritto
internazionale". Secondo il Presidente della RASD "il Sahara Occidentale, territorio non autonomo, si trova ancora
sotto la responsabilità legale, morale ed effettiva delle Nazioni Unite"
che hanno il dovere di "adempiere
ai propri obblighi e assumere pienamente le responsabilità proteggendo in
particolare la popolazione civile sahraui e preservando i loro diritti alla
libera espressione, a manifestare pacificamente, a muoversi liberamente e ad
aprire il territorio agli osservatori internazionali, ai mass media e agli
organismi di tutto il mondo". Nel frattempo, mentre il governo
marocchino non ha ancora dato notizia ufficiale di questa visita, le autorità
marocchine nei territori occupati del Sahara Occidentale hanno consolidato ed
intensificato la loro presenza militare con migliaia di soldati delle forze
armate reali, della gendarmeria, della polizia e delle altre forze ausiliarie,
hanno costruito barriere e posti di controllo nelle principali arterie
cittadine ed espulso, manu militari, le famiglie e gli studenti universitari
sahraui le cui residenze si trovavano in prossimità di tali vie.
·
Roma.
La settimana di solidarietà con
il popolo sahraui, organizzata dal Consiglio della Provincia di Roma in
collaborazione con ANSPS, nel quadro delle commemorazioni del 30° anniversario
della RASD, è terminata con una conferenza nella sede del Consiglio provinciale
alla presenza delle autorità locali e del governatore dei campi dei rifugiati
sahraui di El Ayoun, Omar Mansour.
Il Presidente del Consiglio
provinciale di Roma, Adriano Labbucci ha
salutato "la lotta e le
rivendicazioni pacifiche di un popolo martire confinato al rango di rifugiato
dall'intransigenza e dal blocco delle autorità marocchine e dal silenzio delle
istituzioni internazionali". Il co-presidente del Gruppo interparlamentare "Pace per il
Sahara Occidentale",
Jacqueline Philippe, rappresentante dell’ANSPS e del
Sono intervenuti inoltre:
Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma, Massimo Pineschi, Presidente del
Consiglio Regionale Lazio, Paolo Beni, Presidente
dell’Arci, Angelo Bonelli, assessore
regionale all’Ambiente e alla Cooperazione tra i popoli, Gianfranco Benzi, Dip.to internazionale CGIL,
I cittadini marocchini presente all’iniziativa hanno replicato in un
modo rabbioso, confuso e da maleducati.
Conferenze, dibattiti,
esposizioni fotografiche e proiezioni di filmati in scuole e università della
capitale sono stati realizzati durante questa settimana di solidarietà per far
conoscere la realtà e le sofferenze del popolo sahraui e per sensibilizzare la
società italiana sulla situazione del Sahara Occidentale perdurante da 30 anni.
Si ricorda che la provincia di Roma è gemellata dal 1988 con la wilaya di El
Ayoun (nei campi profughi di Tindouf), e che numerose azioni di aiuti umanitari
e di solidarietà si sono concretizzate negli anni passati nell'ambito di quel
gemellaggio firmato tra le due parti.
14 marzo 2006. Boujdour.
Territori Occupati.
Gli studenti sahraui del
liceo
I manifestanti hanno sventolato
le bandiere della RASD e scandito slogan in favore dell'indipendenza del Sahara
Occidentale.
Le forze di repressione
marocchine sono intervenute violentemente per disperdere i manifestanti
inseguendoli poi per le vie di Boujdour. Continuano anche le pressioni e
le intimidazioni sulle famiglie degli studenti che manifestano.
15 marzo 2006.
·
Chahid El
Hafed. Campi profughi.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha insistito "sulla necessità di mediatizzare ampiamente la lotta pacifica portata
avanti dalle popolazioni sahraui sotto occupazione marocchina" nota
oggi come "intifada
dell'indipendenza".
·
Johannesburg.
La Commissione degli Esteri del
Parlamento .Sud Africano sta elaborando un progetto di risoluzione sostenente
il diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza per il popolo sahraui.
·
Madrid.
La Spagna è “impegnata attivamente nella ricerca di
una soluzione al conflitto del Sahara Occidentale nel quadro delle Nazioni Unite che prevede l'esercizio del diritto
all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale" ha
ribadito, martedì a Madrid, il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos.
"Abbiamo un impegno attivo e
responsabile per superare lo stallo politico" in cui si trova il
processo di regolamentazione del conflitto, ha affermato. Questo impegno attivo
presuppone "l'utilizzo di tutte le
risorse della politica estera spagnola, nel quadro delle Nazioni Unite, per una
soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile che preveda
l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale".
Ha aggiunto che, in questa
ottica, “Madrid ha moltiplicato negli ultimi mesi, i contatti con le parti: il
Marocco, il Fronte Polisario e gli Stati interessati".
Il capo della diplomazia spagnola
ha detto che gli incontri avuti nella regione dall'inviato personale del
Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale,
l'ambasciatore Peter Van Walsum,
costituiranno un "apporto molto importante" al rapporto che Kofi
Annan presenterà al Consiglio di Sicurezza di fine aprile.
Moratinos si augura che il
Segretario generale delle Nazioni Unite non si limiti, nel suo rapporto, a
"fare un’analisi realistica della situazione" ma presenti al
Consiglio di Sicurezza, alle parti ed ai paesi interessati delle "proposte
costruttive ed efficaci, in grado di dar vita a nuove dinamiche " come
risultato dalla nomina del nuovo inviato personale.
"Speriamo che le Nazioni
Unite aiutino ad uscire dal vicolo cieco il processo di regolamentazione
valutando tutte le opzioni; ma questo processo dovrà, in ogni caso, rispettare
il principio di autodeterminazione stabilito dalle Nazioni Unite, inserendolo
in ogni proposta di soluzione definitiva".
Parlando dei diritti umani nei
territori occupati del Sahara Occidentale, ha detto che il Governo spagnolo ha
espresso, in molte occasioni, alle autorità marocchine la "necessità di rispettare i diritti
individuali dei detenuti e delle persone processate ''. Ha ribadito anche
la richiesta di "trasparenza" nell’informazione sugli
avvenimenti in corso in questi territori.
Il ministro spagnolo ha, infine,
qualificato come "molto positiva" l'iniziativa del Fronte Polisario
di liberare, nell'agosto 2005, gli ultimi prigionieri di guerra marocchini (più
di 400).
16 marzo 2006.
·
Londra.
Il Coordinatore sahraui con la
MINURSO, M'hamed Khadad, ha firmato 8 accordi petroliferi con ditte inglesi che
hanno risposto alla gara d'appalto internazionale promossa dalla RASD nel
maggio scorso a Londra.
·
Smara.
Territori Occupati.
Grandi manifestazioni si sono
svolte nella città, capitale culturale del Sahara Occidentale, per protestare contro la visita del re Mohamed VI ad
El Ayoun. Le forze di repressione marocchine non hanno tardato ad intervenire
violentemente per disperdere i manifestanti. In serata altri gruppi di giovani sahraui hanno
organizzato una manifestazione attorno alla scuola Hassan II, scandendo slogan
a favore dell' indipendenza sahraui. Le principali strade della città sono
state chiuse al traffico e posti di blocco sono sparpagliati ovunque. Cinque
giovani sahraui (El Arbi Hadi Bougida,
Bachir Embarek Haidar, Salama Salek Abdelouadoud e Moulay Ahmed Najem) sono
stati arrestati e condotti ad un centro di polizia ove sono stati interrogati
sotto tortura.
·
Agadir.
Sud del Marocco.
Sei studenti sahraui (Fita
Hassana, Hababa Mahfoud, Brahim Lebsir, Lemzoudi Athman, Ramdan Alezri e
Boufarion Saleh) sono stati feriti ed altri 8 sono stati arrestati in corso
di alcuni scontri che si sono svolti nella notte nel campus universitario della
città tra studenti sahraui e studenti marocchini protetti dalle forze di
polizia. Gli arrestati sono: El Filali Mahmoud, El Kenti Sidi Amar, Anzoula
Mahid, Emheimar Hamadi, El Geilani Abdel Wahab, Maoumed Mohamed, Alhoudeibi
Ahmed e Sidi Buia Latif.
·
Madrid.
Il Governo spagnolo non prenderà posizione né a favore né
contro la proposta di autonomia presentata dal Marocco , ha dichiarato un
portavoce del Governo. [ABC/Europa
Press]
http://www.abc.es/abc/pg060316/actualidad/espana/200603/16/RC-sahara.asp
17 marzo 2006.
·
Spagna.
Una carovana di solidarietà
proveniente dalla Spagna con 104 veicoli
carichi di prodotti alimentari è partita diretta ai campi profughi di
Tindouf (Algeria). Essa è seguita dalla prima carovana algerina di solidarietà
costituita da una trentina di camion carichi di 250 tonnellate di prodotti
alimentari e di coperte che è partita da Sétif portando la solidarietà di
numerose città algerine. Arriverà a Tindouf il 23 marzo.
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Territori
occupati e Sud marocchino.
9 detenuti politici sahraui
arrestati durante le manifestazioni occorse a Goulimine nel febbraio scorso, hanno iniziato uno sciopero della fame
nelle carceri di Ait Melloul e di
Inezgane.
In previsione della visita del re Mohamed VI nel Sahara Occidentale, le
autorità marocchine hanno consolidato e intensificato la presenza di truppe nel
territorio. Soldati, provenienti in parte dal "Muro della vergogna",
blindati, camion, veicoli armati di mitragliatrici pesanti ecc., si sono
schierate attorno alle città di El Ayoun e Boujdour.Le forze armate marocchine
hanno allestito un aeroporto militare a Sidi Ghazi,
18 marzo 2006.
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Londra.
Il coordinatore sahraui con le
Nazioni Unite ha informato i responsabili del Ministero britannico degli Affari
Esteri che il governo sahraui ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU di
esaminare, nel corso della prossima discussione sul dossier sahraui, di
allargare le prerogative della MINURSO includendovi "la protezione dei diritti umani che deve fare oggetto di rapporti
periodici".
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Agadir.
Gli studenti sahraui della città
esprimono la loro solidarietà con gli studenti arrestati avvertendo che sono pronti a ritirare la loro
iscrizione scolastica e decidere di abbandonare in massa le scuole per
dirigersi verso El Ayoun, nel Sahara Occidentale.
19 marzo 2006.
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Bir
Lehlou .
La visita che il re del Marocco
sta per fare nel Sahara Occidentale "aggrava
la tensione e minaccia seriamente la sicurezza della regione" ha
avvertito il Governo della RASD in un comunicato diffuso oggi.
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Dakhla.
Territori Occupati.
Il cittadino sahraui Dleimi Bakar, che lavora alla TV
marocchina, è stato arrestato e torturato da agenti della sicurezza marocchina.
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El Ayoun
Territori Occupati.
Il Presidente della sezione
dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani di El Ayoun, Hammoud Iguilid cittadino sahraui, è
stato prelevato dalle forze di repressione marocchina in una via del centro
della capitale sahraui.
Sei agenti in civile del
Raggruppamento Urbano di intervento (GUS) l'hanno bloccato davanti alla sede
dell'agenzia della Banca popolare sul viale Smara, l’hanno ammanettato e spinto
brutalmente in un furgoncino che ha preso una destinazione sconosciuta, hanno
affermato testimoni oculari.
L'ultimo arresto di questo
ex-prigioniero politico scampato alle carcere segrete marocchine, sposato e
padre di un bambino, risale all'inizio dell'Intifada, nel maggio 2005. Un
gruppo dello stesso GUS era penetrato con la forza nella sua casa ad El Ayoun,
verso le quattro del mattino per prelevarlo e condurlo in un centro di
interrogatorio dove è stato forzato a cambiare la stesura di un rapporto
accusatorio sulle violazioni dei diritti dell'uomo nel Sahara Occidentale che
si preparava a pubblicare.
Gli osservatori pensano che
l'arresto di Iguilid faccia parte delle misure di sicurezza draconiane
(sorveglianza di tutti i quartieri delle città sahraui) spiegamento
impressionante di tutti i corpi di polizia, della gendarmeria, dell'esercito e
di altri arruolati dalle autorità coloniali marocchine in previsione della
visita imminente del re Mohamed VI nei Territori Occupati del Sahara
Occidentale.
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El Ayoun.
Territori occupati.
Il direttore del carcere di El
Ayoun aveva annunciato ai detenuti sahraui che "sarebbero stati tutti liberati
tra poco". Ciò ha suscitato grandi speranze tra i famigliari e gli
amici dei detenuti che hanno passato invano tutta la notte davanti al carcere.
Successivamente non è seguito nulla di fatto.
Nella giornata alcuni supposti
"infermieri" marocchini si
sono presentati nel carcere con il pretesto di visitare i detenuti sahraui
prima dell’ arrivo del re. Ma i detenuti hanno rifiutato ogni contatto con tali
infermieri piuttosto strani.
20 marzo 2006.
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Chahid El
Hafed. Campi profughi.
"Uno show con, sullo sfondo,
il terrore, organizzato per camuffare la
pericolosa crisi che il Marocco sta attraversando" così è stata definita la visita del re del Marocco
nel Sahara Occidentale da parte del Ministro sahraui per i Territori Occupati,
Khalil sidi M'hamed.
Il Ministro ha inoltre “fatto appello ai
cittadini marocchini del Sahara Occidentale affinchè non condividano la
responsabilità delle repressioni" sottolineando che i due popoli, sahraui
e marocchino, sono vittime dello stesso Governo marocchino".
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El Ayoun.
Territorio Occupati.
Il re del Marocco, che era atteso
per il giorno 21, è arrivato oggi nel pomeriggio ad El Ayoun. Numerosi marocchini, vestiti con i
costumi tradizionali sahraui, sono affluiti trasportati da camion e ammassati
lungo il percorso del corteo reale per osannare l'arrivo del re. Mohamed VI ha installato il suo quartier generale presso
l'hotel Parador.
Tutti gli impiegati e funzionari
statali sono stati costretti a venire ad
applaudire il re. Le forze di polizia controllavano le carte di assistenza
sociale, gli assenti rischiando di perdere il contributo mensile essenziale per
la loro sopravvivenza economica. Tutti i commercianti sono stati obbligati a
chiudere i negozi.
Alcune manifestazioni di oppositori
sahraui si sono verificate qua e là nella città, con anche distribuzione di
volantini contro la visita del re, ma sono state rapidamente represse. Numerosi
giovani sono stati arrestati. A Boujdour e a Dakhla studenti sahraui hanno
manifestato nelle strade la loro condanna per la visita del re. A Smara almeno
10 persone sono state ferite durante manifestazioni di protesta e 11 abitazioni
sahraui sono state saccheggiate dalla polizia.
Gli studenti sahraui di un liceo
di El Ayoun hanno rifiutato di essere trasportati a bordo di camion militari
per prender parte a forza alle attività di benvenuto. Alcuni giovani, con
bandiere sahraui, hanno percorso correndo alcune vie della città, distribuendo
volantini. Scontri ed arresti sono continuati per tutta
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Le autorità coloniali, reprimendo
una manifestazione di protesta contro la visita del re nel Sahara Occidentale
hanno arrestato l'ex detenuto politico Salek Bazeid insieme ad altri cittadini sahraui
non ancora identificati.
21 marzo 2006.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Mohamed VI ha annunziato l'inizio di vari progetti di sviluppo per
l'alimentazione e per l'acqua potabile, per l'ingrandimento dell'aeroporto di
El Ayoun e la costruzione di quello di Boujdour.
A Boujdour, malgrado lo
spiegamento massiccio delle forze di polizia, alcuni giovani hanno percorso le
strade principali della città distribuendo volantini e bandierine sahraui.
Alcuni arresti tra cui quello di un bambino di 10 anni, Mohamed Boukhari
Mseini, a Smara.
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Rabat.
Il Governo marocchino ha
comunicato che il re non annuncerà il progetto di autonomia per il Sahara
Occidentale, come sembrava dovesse fare nel suo discorso ad El Ayoun, ma che
quel progetto sarà presentato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU alla fine del
mandato della MINURSO.
22 marzo 2006.
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Madrid.
La stampa spagnola ha dato largo
spazio alla visita del re del Marocco nel Sahara Occidentale. El Paìs ha notato che la non
divulgazione della data esatta di arrivo del re è da imputarsi al tentativo di
evitare manifestazioni ostili da parte sahraui. Anche il fatto che le autorità
marocchine non abbiano invitato la stampa straniera e nemmeno quella marocchina
a venire ad El Ayoun comunicando una data precisa, avvalora quel timore. El Mundo e ABC hanno riportato l'assenza di spontaneità delle manifestazioni
di accoglienza da parte della popolazione alla visita del re, a cui partecipavano quasi esclusivamente
coloni marocchini, agenti in borghese e altri marocchini fatti affluire con
camion da varie parti del Marocco. Tutti i funzionari e impiegati di stato sono
stati mobilitati insieme alle loro famiglie per festeggiare nelle strade la
venuta del re. Ciò malgrado, manifestini sono circolati in molti quartieri con
scritte come "Tu non sei il benvenuto, figlio di quello che ha tentato di
distruggere i sahraui"
"Abdelaziz è il nostro leader" "Ragazzino di Rabat, non
gusterai il riposo sulla terra dei Sahraui" "Ragazzino, ragazzino, vai insieme a tuo
padre nell'inferno". La popolazione sahraui rigetta in pieno la visita del
re e la considera una provocazione verso i sahraui e una violazione della
legalità internazionale Sulla torre del deposito dell'acqua UNEP sono
improvvisamente apparse 4 grandi bandiere della RASD, poi rapidamente
sequestrate dalla polizia. Il giornale El Mundo ha precisato che su una
popolazione della città di 350.000 abitanti di El Ayoun solo un terzo sono
sahraui, il resto essendo marocchino deve seguire per forza le direttive che
gli sono imposte dal Governo. Il quotidiano ABC ha ricordato che "il
Marocco non ha alcun diritto sul Sahara Occidentale e che il Consiglio di
Sicurezza delle NU non ha mai riconosciuto al Marocco il diritto di
amministrare il territorio del Sahara Occidentale, territorio ancora da
decolonizzare. Il giornale ricorda infine che "il Marocco aveva
approfittato della malattia del generale Franco per occupare il territorio e
che il governo spagnolo dell'epoca, indebolito per la malattia del capo dello
stato e di fronte ad una transizione politica incerta aveva ceduto il
territorio sahariano al Marocco, benchè non avesse alcun diritto a farlo, tale
competenza essendo attribuita alle Nazioni Unite."
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Bruxelles.
Le discussioni sui diritti di
pesca continuano in seno alla UE. Il dossier ritorna alla Commissione della
Pesca dopo che la Commissione dello Sviluppo aveva respinto gli emendamenti
presentati.
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Smara. Territori Occupati.
Grandi manifestazioni di protesta
si sono scatenate oggi in città, sulla piazza Hamada Sidi Elalem nel quartiere
Awda organizzate da studenti sahraui. Le forze di repressione marocchine
sono immediatamente intervenute facendo
uso di manganelli e di cani inseguendo gli studenti nelle strade in una vera
caccia all'uomo. Tra gli arrestati: Maeainin
Mokhtar Ahmed, Nasiri Hafed e Ettarrouzi Yahdid.
10 donne sahraui sono state
ferite durante scontri con le forze di repressione marocchine. Le forze di
occupazione marocchine hanno anche arrestato la cittadina sahraui Aziza Tanji e dopo averla
selvaggiamente picchiata l'hanno lasciata in mezzo ad un strada dove è stata
poi soccorsa da alcuni passanti.
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Dakhla.
Territori Occupati.
Alcune diecine di giovani sahraui
hanno innalzato la bandiera della RASD su alcuni edifici della città in segno
di rifiuto da parte dei sahraui alla visita di Mohamed VI ad El Ayoun. Numerosi
gli arresti.
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Boujdour.
Territori Occupati.
Manifestazioni e arresti tra cui
quello di Mohamed Abeidallah. Ad
altri cittadini sahraui è stato imposto di lasciare la città e di ritornare
solo dopo la fine della visita reale.
23 marzo 2006. Rabat.
Alcuni studenti sahraui si sono
radunati davanti alla sede del Consiglio
consultivo per i Diritti Umani, esigendo notizie sulla sorte di 15
giovani sahraui scomparsi dal 25 dicembre scorso.
24 marzo 2006.
Nell'edizione del 24 marzo il
quotidiano Al Sharq Al Awsat ha annunciato che ci sarà in questi
giorni una amnistia reale comprendente
anche alcuni detenuti sahraui.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Il militante Larbi El Moussamib, ex detenuto politico sahraui e membro del
Bureau della sezione Sahara del Forum Verità e Giustizia, è stato arrestato
dalla polizia marocchina e tenuto tutto il pomeriggio nel commissariato senza
che gli siano state date giustificazioni dell'arresto.
Nuova manifestazione in serata
nel quartiere Inaach, dispersa violentemente dalla polizia che ha saccheggiato
anche numerose abitazioni di sahraui. Molti i feriti e gli arrestati. Il
bilancio non è stato ancora reso noto.
Oggi il re è di nuovo ad El
Ayoun.
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Madrid,
Il Consiglio generale degli
avvocati spagnoli (CGAE) ha pubblicato un rapporto nel quale parla delle
" gravi violazioni delle norme e dei trattati internazionali" commesse
dalle autorità marocchine nei processi ai prigionieri politici sahraui.
Il rapporto è stato elaborato da
una missione di osservatori del CGAE che ha assistito nel
Nelle sue conclusioni, il CGAE
sottolinea che" il Sahara Occidentale è un territorio non autonomo oggetto
di un processo di “decolonizzazione
incompiuta" questo implica che la sua "occupazione da parte di qualsiasi paese è contraria al Diritto"
e che non si può applicare il diritto penale di uno all’altro Stato.
Affrontando lo svolgimento dei
processi i giuristi spagnoli hanno constatato che un" grande"
numero di militari e poliziotti appartenenti ai vari corpi di sicurezza
marocchina era dislocato attorno al tribunale. Hanno rilevato interventi
continui da parte degli agenti di polizia e dei militari, presenti in aula
contro gli imputati, li reprimevano e li picchiavano.
La polizia ha fatto uso della
forza e della violenza contro la popolazione sahraui all'esterno del tribunale
e contro le famiglie degli imputati dentro al tribunale anche in presenza
degli osservatori, sottolinea il documento.
La missione del CGAE ha rilevato
dei vizi di forma nelle detenzioni, negli interrogatori, e il non rispetto dei
principi che reggono il diritto penale. Una forte presenza militare durante lo
svolgimento dell’istruttoria penale, denunce di tortura sugli imputati
per estorcere dichiarazioni.
Il rapporto sottolinea che le
famiglie non sono state avvisate dell’arresto del loro famigliare e nemmeno del
luogo della carcerazione poiché le autorità marocchine sono ricorse a
"centri militari e segreti."
A ciò si aggiungono "condanne eccessive rispetto alle
accuse " e la privazione per i detenuti del loro diritto ad
essere visitati da un medico malgrado le denunce di torture,
l'arbitrarietà di questi processi in cui il principio di presunzione di
innocenza è stato violato come dimostrato dalla dichiarazione del procuratore
del re che ha chiesto per gli imputati "pene esemplari per il resto della popolazione" adottando
un" atteggiamento
inquisitorio" .
Questa arbitrarietà è palese
nella differenza delle pene, senza che ciò sia giustificato da un" elemento obiettivo".
Tra l