Oltre il muro: la RASD

Violazioni dei Diritti Umani

nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.

 

ATTUALITA' dall' 1 al 31 marzo 2006.

N°3

 

 

 

 

Aspettando Mohamed VI

El Ayoun. Territori Occupati.

 

Numerose famiglie sahraui, la cui abitazione si trovava in prossimità delle vie principali, sono state espulse dalle loro case. Gli abitanti del quartiere di Matallah sono stati cacciati via. Due licei sono completamente occupati dalle forze di polizia.

 

La TV ha comunicato alla popolazione di El Ayoun che alcune arterie cittadine sono temporaneamente interdette all'accesso per la popolazione. Le vie di comunicazione tra il Sahara Occidentale ed il Marocco sono controllate per impedire che studenti sahraui delle università marocchine raggiungano il Sahara Occidentale.

 

Una nuova campagna di terrore e di intimidazione si è scatenata: molti cittadini sahraui sono stati condotti, senza spiegazione, fuori dalla città con l'interdizione di ritornare durante parecchi giorni. Altri devono presentarsi ogni giorno al commissariato ove sono costretti a passare la notte.

 

Le autorità marocchine hanno acquistato delle migliaia di daraa e di malhfa (abiti tradizionali sahraui) che vengono distribuiti tra i coloni marocchini. Questi vengono poi trasportati ad El Ayoun, Boujdour, Dakhla e Smara  per acclamare il re travestiti da sahraui.

 

- La visite du roi Mohamed VI au Sahara Occidental:

http://www.arso.org/AARASD200306.htm

http://www.arso.org/USAppeal170306.htm

http://www.arso.org/commCan180306.htm

http://www.arso.org/asvalencia200306.htm

 http://www.arso.org/sweden220306.htm

 

Tazmamart (Marocco).

Le autorità marocchine hanno fatto radere al suolo, qualche settimana fa, i due edifici della prigione di Tazmamart, il famoso carcere segreto che è servito da bara per 30 marocchini coinvolti in due tentativi di colpo di stato nel 1971 e 1972.

 

Rabat.

Le autorità marocchine hanno annunciato che il progetto marocchino di autonomia per il Sahara occidentale sarebbe terminato per il prossimo aprile. I partiti politici sono stati convocati per il 3 marzo al Palazzo reale per consultazione. Avranno tempo fino al 30 marzo per formulare proposte.

Il partito Ennhadji Eddimocrati (La via democratica), attraverso il suo segretario nazionale, Abdallah Harrif,  ha rifiutato di partecipare a tale riunione affermando in una dichiarazione ufficiale che "la soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale non può essere trovata che nel quadro di un referendum di autodeterminazione della popolazione sahraui, seguendo la legalità internazionale". Nel luglio scorso lo stesso partito aveva affermato che le autorità marocchine non dimostrano una reale volontà di cambiare l'attuale approccio sul Sahara Occidentale, e ostacolano la messa in opera del processo referendario preconizzato dalle Nazioni Unite.

Ennhadji Eddimocrati  ha chiesto inoltre che sia organizzata una vera conferenza nazionale sul problema del Sahara Occidentale, con la partecipazione delle autorità, degli attori politici e della società civile marocchina, insieme ai rappresentanti delle nazioni circostanti e dei militanti sahraui dei territori amministrati dal Marocco, per cercare una soluzione a questo processo di decolonizzazione che "non può essere trovata che in un quadro democratico". "La posizione d'Ennahdj Eddimocrati sul Sahara Occidentale è chiara e ben nota"  afferma il segretario generale del partito, che aveva già inviato nel luglio scorso una lettera di rifiuto alla partecipazione per un'altra riunione di partiti organizzata dal Governo  nel Palazzo Reale sull'argomento, spiegando che tale riunione era fatta per legittimare la posizione ufficiale marocchina e raccogliere l'unanimità dei partiti.

 

 

 

Inondazioni

http://www.arso.org/inondations.htm

http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/doc106?OpenForm&rc=1&cc=dza

http://www.spsrasd.info/sps-060306.html

http://www.spsrasd.info/sps-s060306.html#4

http://www.elpais.es/articulo/elpporint/20060227elpepiint_10/Tes/internacional/casas/derrumbaron/ruido/lluvia

 

1° marzo 2006.

·        Tifariti. Territori Liberati.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha ricevuto un messaggio di felicitazioni da parte del colonnello Ely Ould Mohamed Val, presidente del Consiglio Militare per la Giustizia e la Democrazia e capo dello stato della Mauritania, in occasione del 30° anniversario della proclamazione della RASD.

Nella stessa occasione il Presidente Abdelaziz ha ricevuto messaggi di solidarietà dal Mozambico, da parte della Segretaria del Comitato Centrale del Frelimo, per le relazioni con l'Estero, Sig.a Amelia Matos Sumbane; dal Segretario Generale del Congresso Nazionale Africano (ANC);    dall'Associazione Italiana di Solidarietà con il popolo sahraui; dalla Commissione della Gioventù e dell'Educazione algerina, e dalla Lega dei Giuristi e dei Giornalisti di Mosca.

 

·        Chaid El Hafed.

Il primo segretario del Comitato centrale del partito Comunista cubano e capo dello stato, Fidel Castro Ruiz, ha riaffermato in una lettera indirizzata al Presidente della RASD, "la solidarietà  completa del suo paese alla giusta lotta che porterà il popolo sahraui alla libertà e all'indipendenza"..

 

2 marzo 2006.

·        Madrid.

Il partito Esquerra Republicana de Catalunya ha presentato un progetto di mozione alla camera Bassa del Parlamento in cui si chiede al Governo spagnolo di riconoscere ufficialmente la Repubblica Araba Sahraui Democratica (RASD) e lo stabilimento di relazioni diplomatiche bilaterali.

 

·        Algeri.

L'ambasciata degli USA ad Algeri ha indicato in un comunicato che il Dipartimento americano della Difesa "si assumerà un trasporto aereo strategico di aiuti umanitari, che include tende ed equipaggiamenti sanitari" offerti ai rifugiati sahraui vittime delle recenti inondazioni.

 

3 marzo 2006.

·        Smara. Territori Occupati.

Grandi manifestazioni di gioia hanno accolto l'arrivo a Smara delle famiglie di Loud Ould Salek Ould Seina e di Mheiuiba ment Ali Boulla, arrivati nel programma di visite familiari organizzato dall'HCR.

 

·        Boujdour. Territori Occupati.

Alcuni studenti sahraui hanno innalzato bandiere della RASD durante una manifestazione per il rispetto dei diritti umani e il diritto all'indipendenza. Tre giovani sono stati arrestati: Elazza Babait, Maelainin Babait e Khaya Safia. Molti i feriti. Otto famiglie di manifestanti sono state maltrattate e minacciate.

 

·        Dakhla. Territori Occupati.

Le autorità coloniali marocchine hanno licenziato dal suo impiego abusivamente l'attivista sahraui per i diritti umani Mamay Ahmed Menhenoun, nel tentativo di dissuaderlo dalla sua attività politica e d'informazione dell'opinione internazionale sulle flagranti violazioni dei diritti umani perpetrati dal Marocco nel Sahara Occidentale. Tale misura segue altri tentativi per indebolire il movimento di difesa dei diritti umani a Dakhla cacciandone gli attivisti sahraui: l'espulsione di El Mami Amar Salem, il licenziamento abusivo di Oulad Chiekh El Majoub e di Wani Beida, e le torture inflitte a Miské Ahmed Zein. Quest'ultimo soffre ancora per le lesioni riportate che lo hanno immobilizzato in letto per alcune settimane. La città di Dakhla resta in permanenza in stato d'assedio specie nei quartieri abitati da maggioranza sahraui e attorno agli edifici scolastici.

 

4 marzo 2006.

·        Chahid El Hafed. Campi profughi

Il presidente della Namibia, Hifikepuiye Pohamba, ha riaffermato il suo sostegno e solidarietà al popolo sahraui nella sua lotta per l'autodeterminazione e l'indipendenza.

 

·        Parigi.

Il Comitato per il Rispetto delle Libertà e dei Diritti umani nel Sahara Occidentale (CORELSO) ha chiesto al Parlamento Europeo di dare udienza alle associazioni che si stanno esprimendo sulla "violazione del diritto internazionale" costituito dall'accordo di pesca tra UE e Marocco.

 

·        Goulimine.

Nove giovani sahraui, arrestati in seguito alle manifestazioni del febbraio scorso sono stati trasferiti nel carcere civile di Inzegane e presentati il 2 marzo davanti al giudice d'istruzione. Si tratta di Mohamed Lamine Sahel, Hamdi Labayed, Bachir Handi, Bachir Charguaoui, Bachir Driouech, Lekhlifa Errequibi, Saleh Choukri, Brahim Aabanni e Mustapha Bakrim. E'  stato costituito un collettivo composto da rappresentanti sindacali, di associazioni per i diritti umani e di militanti, per la liberazione e la solidarietà dei detenuti.

·        Roma dal 4 al 10 marzo 2006.

Incontri e  concerti per il popolo che da 30 anni lotta per la sua autodeterminazione.
Inizia oggi alla provincia di Roma una settimana di mobilitazione e di iniziative per l'autodeterminazione e i diritti umani del popolo Sahraui, in occasione del trentennale della fondazione della Repubblica araba Sahraui democratica (RASD). Il programma prevede una serie di incontri in varie scuole e realtà locali della provincia e si conclude, venerdì prossimo 10 marzo, con un incontro alla sede della provincia (Palazzo Valentini, via IV novembre 119/a). Interverranno, fra gli altri, Omar Mansour (governatore di El Ayoun), Enrico Gasbarra (presidente della Provincia), Paolo Beni (presidente nazionale Arci) e Massimo Pineschi (presidente del Consiglio regionale Lazio). Presiederà Adriano Labbucci, presidente del consiglio provinciale di Roma. La provincia promuove e finanzia - insieme all'Arci - una serie di progetti di cooperazione nel campo profughi di El Ayoun. In quest'ambito, è stato costruita l'anno scorso un'arena cinematografica intitolata a Tom Benetollo e si prevede per il prossimo futuro l'apertura di un centro giovanile.

5 marzo 2006.

·        Chahid El Hafed. Campi profughi.

La biblioteca del Centro Margherita Emery per la documentazione e la promozione dei diritti umani (CEMEM) è stato inaugurato nella sede dell'AFAPREDESA, sotto la presidenza di Abdessalam Omar. Margherite Emery è una militante di lunga data del BIRDHSO. Alla cerimonia era presente una delegazione italiana, i rappresentanti del POLISARIO in Italia, membri dell'AFAPREDESA e della stampa nazionale ed internazionale, insieme ad un gran numero di civili sahraui. La sig.a Eugenia Rossi, membro del Consiglio del Comune di Modena, ha consegnato una medaglia d'oro, simbolo della lotta per i diritti umani.

 

·        Smara. Territori Occupati.

Gli studenti sahraui hanno organizzato manifestazioni pacifiche sventolando bandiere della RASD e scandendo slogan di condanna all'occupazione marocchina del Sahara Occidentale.

 

·        Chahid El Hafed. Campi profughi.

Il rappresentante dell'osservatorio americano di difesa dei diritti umani Human Rights Watch, ha affermato che i diritti umani continuano ad essere violati nel Sahara Occidentale dove le forze di sicurezza marocchine usano la violenza per reprimere manifestazioni di protesta della popolazione sahraui, mentre i tribunali continuano con i loro processi farsa.

 

6 marzo 2006.

·        Chahid El Hafed. Campi profughi.

Il Comitato nazionale algerino di solidarietà con il popolo sahraui (CNASPS) chiede alla comunità internazionale di appoggiare le risoluzioni dell'ONU sul Sahara Occidentale per assicurare la pace, la stabilità  e lo sviluppo dei popoli del Maghreb, ivi compreso il popolo sahraui.

 

·        Algeri.

La Germania attraverso la sua ambasciata ad Algeri,  ha accordato un aiuto immediato di 100.000 euro a favore dei rifugiati sahraui sinistrati dalle recenti inondazioni nella regione di Tindouf.

 

·        Bruxelles.

Nick Dearden, direttore della campagna internazionale degli attivisti di 19 nazioni che vogliono impedire all'UE di ratificare l'accordo di pesca con il Marocco ha affermato che, proprio nell'anno in cui il popolo sahraui commemora il 30° anniversario della fondazione della RASD, l'UE vuole firmare un accordo che permette a dei paesi europei e al Marocco di approfittare della sua povertà. "Ci appelliamo all'UE per non ratificare tale accordo che, allo stato attuale, è in completa contraddizione  con la politica e con i principi dell'UE e dei suoi stati membri".

 

8 marzo 2006.

·        Boujdour. Territori Occupati.

Le autorità coloniali marocchine hanno interrogato lungamente e minacciato di ritorsioni 8 famiglie di studenti sahraui che avrebbero organizzato lunedì scorso manifestazioni inneggianti all'autodeterminazione e chiedenti il ritiro immediato dell'occupazione marocchina. Questi interrogatori fanno parte del piano di intimidazione contro la cittadinanza sahraui da parte del governo marocchino.

 

Le forze di repressione marocchine sono intervenute brutalmente per disperdere una nuova  manifestazione di studenti ed hanno arrestato una giovane studentessa, Khaya Safia, che hanno poi interrogato sotto tortura durante molte ore.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Un gruppo di giovani sahraui ha organizzato una manifestazione nella notte tra lunedì e martedì nel viale El Arak di El Ayoun, scandendo slogan a favore dell'indipendenza del Sahara Occidentale. Le forze di polizia e l'esercito hanno bloccato tutte le strade adiacenti e proceduto ad alcuni arresti.

 

Alcune diecine di donne sahraui appoggiate da numerosi  studenti che sventolavano bandiere della RASD, hanno inscenato una manifestazione pacifica nel viale Jiratoria,  in occasione della giornata internazionale della donna, chiedendo a gran voce il diritto del popolo sahraui all' autodeterminazione  e all' indipendenza.. Le forze di occupazione marocchine intervenute hanno disperso i manifestanti con la forza.

 

Nella strategia di intimidazioni e ricatti verso gli attivisti sahraui per i diritti umani, la polizia marocchina continua a minacciare il cittadino sahraui Bachir Jenhaoui, padre del detenuto politico Likhlipha  Jenhaoui.  A Bachir Jenhaoui sono stati confiscati i documenti della sua auto per la semplice ragione di aver chiesto chiarimenti sulla continua sorveglianza di cui è fatto oggetto quotidianamente da parte di agenti marocchini.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

I difensori sahraui per i diritti umani hanno lanciato un appello agli organismi internazionali ed alle associazioni per i diritti umani, per la liberazione del dr. Alì Sbaai ould Mohamed Chiekh ould Sid Laabasse, detenuto nel carcere di M'hamed al Ghizlane dal 2 febbraio scorso, con una condanna a 6 mesi di carcere, e che sta facendo uno sciopero della fame di protesta contro l'ingiusta ed illegale procedura giudiziaria nei suoi confronti.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Cerimonia di installazione del nuovo prefetto di polizia marocchina, Bouchaib Rmail, che rimpiazza Ibrahim Bensami, e del capo della gendarmeria reale nel Sahara Occidentale occupato, Benhashir.

 

9 marzo 2006.

·        M'hamed al Ghizlane (Sud del Marocco).

Il dr. Alì Sbaai è stato oggi rimesso in libertà dopo che folti gruppi di cittadini sahraui e marocchini avevano manifestato davanti al carcere chiedendo la sua liberazione immediata

 

·        Boujdour. Territori Occupati.

Grandi manifestazioni si sono verificate in 6 edifici scolastici della città organizzate da studenti sahraui che hanno scandito slogan contro l'occupazione marocchina e richiedenti l'indipendenza del Sahara Occidentale. Le forze di occupazione hanno represso violentemente le manifestazioni, procedendo ad alcuni arresti.

 

·        Rabat.

Il partito Ennhadji Eddimocrati (La via democratica), attraverso il suo segretario nazionale, Abdallah Harrif,  ha affermato in una dichiarazione ufficiale durante una riunione in cui erano stati invitati i rappresentanti dei vari partiti politici marocchini, che "la soluzione del conflitto nel Sahara Occidentale non può essere trovata che nel quadro di un referendum di autodeterminazione della popolazione sahraui, seguendo la legalità internazionale"

 

·        Nouakchot (Mauritania).

La Lega Mauritana degli Amici del popolo sahraui  (LIMAPS) ha chiesto recentemente al Governo del Marocco di ritirarsi immediatamente dal Sahara Occidentale conformemente agli appelli della comunità internazionale.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

I manifestanti hanno innalzato nell’edificio più alto del quartiere della Jiratoria una bandiera della RASD che ha sventolata per tutta la mattinata prima che la polizia marocchina riuscisse a rimuoverla. 

 

·        Sparizioni.

Le famiglie di 15 giovani sahraui scomparsi dopo il loro arresto da parte della polizia dal 25 dicembre 2005, hanno lanciato un appello alle autorità marocchine affinché diano notizie sugli  scomparsi. Quei giovani erano stati arrestati mentre tentavano di emigrare alle isole Canarie.

 

10 marzo 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Le forze di repressione marocchina hanno arrestato due giovani sahraui in un cibercaffè mentre stavano navigando in alcuni siti che riferiscono notizie sulla causa del popolo sahraui e sulla sua  lotta per i diritti umani Lili Namoud e Ndour Marane. I due giovani sono stati condotti a un  centro di polizia dove sono stati sottoposti ad un interrogatorio durato alcune ore, con l'accusa di appartenere alla rete di appoggio al Polisario, di aiutare gli informatori sahraui che trasmettono notizie via internet, a nascondersi e ad avere relazioni con le famiglie che vivono nei campi dei rifugiati in Algeria.

Poco prima una grande manifestazione organizzata da giovani studenti sahraui aveva avuto luogo nel viale Skeikima, con scontri con la polizia.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

 Continuano le manifestazioni ad El Ayoun alla vigilia della visita che il re Mohamed VI dovrebbe fare in città. In attesa della visita reale c’è molto nervosismo nei servizi di sicurezza marocchini a El Ayoun; Chiusi le scuole, la polizia cerca di allontanare gli studenti dalla città per paura che organizzino manifestazioni. La città è presidiata da agenti segreti,  forze militari ed unità di intervento contro tumulti.

 

10 / 12 marzo 2006. Bouznika (Marocco).

Il 2° Congresso nazionale del Forum marocchino Verità e Giustizia si è riunito con la partecipazione di 300 persone, vittime di violazioni e difensori dei diritti umani. 8 di loro erano sahraui. Il nuovo consiglio nazionale di 83 persone, comprende 4 sahraui: Lahcen Moutik, Mayara Mohamed ould Haiba, Adnane Brahim e Mohamed El Moutaouakil (questi in carcere attualmente). Il Consiglio  dovrà designare un Ufficio esecutivo di 15 persone e il nuovo presidente.

 

11 marzo 2006.

·        Pretoria. Sud Africa

L'ambasciatore sahraui in Africa del Sud, Ubbi Bechraya, è stato ricevuto nella sede del parlamento sudafricano dalla sua presidente, la sig.a Gertrude Monkila, alla quale ha consegnato un messaggio del presidente del parlamento sahraui. Nell'incontro tra le due parti si è parlato della dinamica internazionale tendente a decolonizzare il Sahara Occidentale e dell' impegno del parlamento sahraui a sostenere il parlamento africano, che rappresenta l'istituzione democratica continentale sulla quale i popoli africani fondano la maggior speranza per l'approfondimento della democrazia e nello stesso tempo la sfida allo sviluppo. La sig.a Monkila ha vivamente ringraziato il governo sahraui e ha rinnovato l'appoggio costante della sua istituzione al diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione e all'indipendenza.

 

·        Agadir. Marrakech. Marocco.

Tre studenti sahraui, Al Asri Ramdan, Majid Zein Al Arab e Boutmit Brahim, sono stati feriti al capo, al dorso e alle braccia, durante scontri con la polizia marocchina, scatenatisi nella notte tra venerdì e sabato nel campus universitario della città di Agadir. Le forze di polizia erano coadiuvate da studenti marocchini arruolati dai servizi di informazione del governo. Gli agenti di polizia, diretti dal responsabile della DST, Mohamed El Mehdi, e dal direttore del campus, Merzoug, hanno bloccato le uscite del campus dando la caccia agli studenti sahraui.

 

Alla notizia di tali aggressioni, anche gli studenti sahraui di Marrakech hanno organizzato un sit-in  in segno di protesta e di solidarietà con i colleghi di Agadir.

 

·        Chahid El Hafed. Campi profughi.

Due membri del Congresso degli USA, Joseph Pitts e Donald M. Payne, hanno espresso la loro preoccupazione in relazione alla  prossima votazione in seno al Parlamento Europeo sull'accordo di pesca tra il Marocco e l'Unione Europea, affermando che lo sfruttamento delle risorse del Sahara Occidentale costituisce una violazione delle dottrine dell'ONU e delle norme internazionali relative ai territori non autonomi.

Chiedono pertanto in una lettera indirizzata al Commissario per la pesca dell'UE, Joe Borg, che l'accordo escluda le acque territoriali del Sahara Occidentale, così come gli USA hanno già  fatto escludendo il territorio sahraui nell'accordo commerciale firmato recentemente con il Marocco. Secondo la lettera "il conflitto del Sahara occidentale non è stato ancora risolto e per questo ogni esplorazione e/o  sfruttamento delle risorse di quel territorio è inappropriato”

 

·        Notte fra il 12 e il 13 marzo 2006. Agadir. Marocco.  

Sette studenti sahraui sono stati arrestati ed un altro ferito, (medicato poi con 4 punti alla testa), all'università di Agadir durante gli scontri avvenuti, tra gli studenti sahraui da una parte e studenti marocchini a fianco dei servizi di informazione e la polizia marocchina dell'altra parte. 

Gli studenti arrestati sono: Mohamed El Kentaoui, Bekar El Kentaoui, Bada El Kentaoui, Sid'Ahmed El Kentaoui, Zouaoui Abdelaziz, Maalainin Legdali, Ahmed Baba El Kentaoui. Lo studente ferito dalla polizia è   Salah Mohamed Ali Garioun. La polizia marocchina ha inoltre devastato molte  abitazioni degli studenti sahraui dentro al campus universitario. 

 In soccorso degli studenti di Agadir sono arrivati anche studenti delle università di Marrakech e Rabat. Le manifestazioni degli studenti sono continuate anche martedì 14 con altri tre studenti arrestati, portando a 10 il totale degli  arresti in soli tre giorni.

 

·        Madrid.

32 comuni di 4 province della Catalogna hanno offerto 100.000 euro per i rifugiati sahraui che nelle ultime settimane erano stati colpiti dalle gravi inondazioni che hanno lasciato oltre 60.000 famiglie senza un rifugio. 

 

13 marzo 2006.

·        RASD.

Dopo che alcune fonti mediatiche avevano diffuso la notizia ufficiosa che il re del Marocco si sarebbe recato tra breve in visita ufficiale nelle più importanti città del Sahara Occidentale, il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha inviato d'urgenza al Segretario Generale dell'ONU, Kofi Annan, una lettera chiedente "con insistenza" il suo intervento per spingere  Mohamed VI a non compiere tale visita, stimando che ciò costituirebbe una "vera provocazione" preceduta come sempre da una "campagna di terrore e di intimidazioni" contro la popolazione sahraui .

La visita servirebbe al re del Marocco per "vantare i meriti di quello che il suo governo chiama eufemisticamente l'iniziativa per l'autonomia, che non è niente altro che un discorso sorpassato ed una  manovra mirante ad aggirare il diritto internazionale". Secondo il Presidente della RASD "il Sahara Occidentale, territorio non autonomo, si trova ancora sotto la responsabilità legale, morale ed effettiva delle Nazioni Unite" che hanno il dovere di "adempiere ai propri obblighi e assumere pienamente le responsabilità proteggendo in particolare la popolazione civile sahraui e preservando i loro diritti alla libera espressione, a manifestare pacificamente, a muoversi liberamente e ad aprire il territorio agli osservatori internazionali, ai mass media e agli organismi di tutto il mondo". Nel frattempo, mentre il governo marocchino non ha ancora dato notizia ufficiale di questa visita, le autorità marocchine nei territori occupati del Sahara Occidentale hanno consolidato ed intensificato la loro presenza militare con migliaia di soldati delle forze armate reali, della gendarmeria, della polizia e delle altre forze ausiliarie, hanno costruito barriere e posti di controllo nelle principali arterie cittadine ed espulso, manu militari, le famiglie e gli studenti universitari sahraui le cui residenze si trovavano in prossimità di tali vie.

 

·        Roma.

La settimana di solidarietà con il popolo sahraui, organizzata dal Consiglio della Provincia di Roma in collaborazione con ANSPS, nel quadro delle commemorazioni del 30° anniversario della RASD, è terminata con una conferenza nella sede del Consiglio provinciale alla presenza delle autorità locali e del governatore dei campi dei rifugiati sahraui di El Ayoun, Omar Mansour.

Il Presidente del Consiglio provinciale di Roma, Adriano Labbucci ha salutato "la lotta e le rivendicazioni pacifiche di un popolo martire confinato al rango di rifugiato dall'intransigenza e dal blocco delle autorità marocchine e dal silenzio delle istituzioni internazionali". Il co-presidente del  Gruppo interparlamentare "Pace per il Sahara Occidentale", on. Carlo Leoni, ha sottolineato che "le risoluzioni dell'ONU sono senza equivoci e chiare. Il Marocco deve piegarsi a quelle risoluzioni e rispettarle nell'interesse di tutti" . Leoni ha chiesto al Governo italiano di impegnarsi attivamente per la causa del popolo sahraui. La segretaria dell'Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahraui (ANSPS), Marisa Rodano, ha chiesto alle Nazioni Unite e alle istituzioni internazionali "di applicarsi pienamente per trovare uno sbocco ad un conflitto che si tenta di nascondere creando altre zone d'ombra".

Jacqueline Philippe, rappresentante dell’ANSPS e del BIRDHSO per i diritti umani, ha delineato la situazione delle violazioni nei Territori Occupati soffermandosi sulla violenta repressione che si è abbattuta sulle popolazioni civila che non fanno altro che richiedere il loro diritto legittimo di andare a votare per il referendum di autodeterminazione.  

Sono intervenuti inoltre:

Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma, Massimo Pineschi, Presidente del Consiglio Regionale Lazio, Paolo Beni, Presidente dell’Arci, Angelo Bonelli, assessore regionale all’Ambiente e alla Cooperazione tra i popoli, Gianfranco Benzi, Dip.to internazionale CGIL, Giulia Olmi, Consiglio Direttivo del CISP.

 

I cittadini marocchini presente all’iniziativa hanno replicato in un modo rabbioso, confuso e da maleducati.

 

Conferenze, dibattiti, esposizioni fotografiche e proiezioni di filmati in scuole e università della capitale sono stati realizzati durante questa settimana di solidarietà per far conoscere la realtà e le sofferenze del popolo sahraui e per sensibilizzare la società italiana sulla situazione del Sahara Occidentale perdurante da 30 anni. Si ricorda che la provincia di Roma è gemellata dal 1988 con la wilaya di El Ayoun (nei campi profughi di Tindouf), e che numerose azioni di aiuti umanitari e di solidarietà si sono concretizzate negli anni passati nell'ambito di quel gemellaggio firmato tra le due parti.

 

14 marzo 2006. Boujdour. Territori Occupati.

Gli studenti  sahraui del liceo Mohamed Ahmed Rachidi e del collegio Oumar Ibn El Khatab, hanno organizzato una manifestazione per chiedere la fine immediata dell'occupazione marocchina del Sahara Occidentale ed il diritto all'autodeterminazione del popolo sahraui. 

I manifestanti hanno sventolato le bandiere della RASD e scandito slogan in favore dell'indipendenza del Sahara Occidentale. 

Le forze di repressione marocchine sono intervenute violentemente per disperdere i manifestanti inseguendoli poi per le vie di Boujdour.  Continuano anche le pressioni e le intimidazioni sulle famiglie degli studenti che manifestano.

 

15 marzo 2006.

·        Chahid El Hafed. Campi profughi.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz,  ha insistito "sulla necessità di mediatizzare ampiamente la lotta pacifica portata avanti dalle popolazioni sahraui sotto occupazione marocchina" nota oggi come "intifada dell'indipendenza".

 

·        Johannesburg.

La Commissione degli Esteri del Parlamento .Sud Africano sta elaborando un progetto di risoluzione sostenente il diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza per il popolo sahraui.

 

·        Madrid.

 La Spagna è “impegnata attivamente nella ricerca di una soluzione al conflitto del Sahara Occidentale nel quadro delle Nazioni Unite che prevede l'esercizio del diritto all'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale" ha  ribadito, martedì a Madrid, il ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos. 

"Abbiamo un impegno attivo e responsabile per superare lo stallo politico" in cui si trova il processo di regolamentazione del conflitto, ha affermato. Questo impegno attivo presuppone "l'utilizzo di tutte le risorse della politica estera spagnola, nel quadro delle Nazioni Unite, per una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile che preveda l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale". 

Ha aggiunto che, in questa ottica, “Madrid ha moltiplicato negli ultimi mesi, i contatti con le parti: il Marocco, il Fronte Polisario e gli Stati interessati".   

Il capo della diplomazia spagnola ha detto che gli incontri avuti nella regione dall'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, l'ambasciatore Peter Van Walsum, costituiranno un "apporto molto importante" al rapporto che Kofi Annan presenterà al Consiglio di Sicurezza di fine aprile. 

Moratinos si augura che il Segretario generale delle Nazioni Unite non si limiti, nel suo rapporto, a "fare un’analisi realistica della situazione" ma presenti al Consiglio di Sicurezza, alle parti ed ai paesi interessati delle "proposte costruttive ed efficaci, in grado di dar vita a nuove dinamiche " come risultato dalla nomina del nuovo inviato personale. 

"Speriamo che le Nazioni Unite aiutino ad uscire dal vicolo cieco il processo di regolamentazione valutando tutte le opzioni; ma questo processo dovrà, in ogni caso, rispettare il principio di autodeterminazione stabilito dalle Nazioni Unite, inserendolo in ogni proposta di soluzione definitiva".  

Parlando dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale, ha detto che il Governo spagnolo ha espresso, in molte occasioni, alle autorità marocchine la "necessità di rispettare i diritti individuali dei detenuti e delle persone processate ''. Ha ribadito anche la richiesta di "trasparenza" nell’informazione sugli avvenimenti  in corso in questi territori.          Il ministro spagnolo ha, infine, qualificato come "molto positiva" l'iniziativa del Fronte Polisario di liberare, nell'agosto 2005, gli ultimi prigionieri di guerra marocchini (più di 400).

 

16 marzo 2006.

·        Londra.

Il Coordinatore sahraui con la MINURSO, M'hamed Khadad, ha firmato 8 accordi petroliferi con ditte inglesi che hanno risposto alla gara d'appalto internazionale promossa dalla RASD nel maggio scorso a Londra.

 

·        Smara. Territori Occupati.

Grandi manifestazioni si sono svolte nella città, capitale culturale del Sahara Occidentale, per protestare contro la visita del re Mohamed VI ad El Ayoun. Le forze di repressione marocchine non hanno tardato ad intervenire violentemente per disperdere i manifestanti. In serata  altri gruppi di giovani sahraui hanno organizzato una manifestazione attorno alla scuola Hassan II, scandendo slogan a favore dell' indipendenza sahraui. Le principali strade della città sono state chiuse al traffico e posti di blocco sono sparpagliati ovunque. Cinque giovani sahraui (El Arbi Hadi Bougida, Bachir Embarek Haidar, Salama Salek Abdelouadoud e Moulay Ahmed Najem) sono stati arrestati e condotti ad un centro di polizia ove sono stati interrogati sotto tortura.

 

·        Agadir. Sud del Marocco.

Sei studenti sahraui  (Fita Hassana, Hababa Mahfoud, Brahim Lebsir, Lemzoudi Athman, Ramdan Alezri e Boufarion Saleh) sono stati feriti ed altri 8 sono stati arrestati in corso di alcuni scontri che si sono svolti nella notte nel campus universitario della città tra studenti sahraui e studenti marocchini protetti dalle forze di polizia. Gli arrestati sono: El Filali Mahmoud, El Kenti Sidi Amar, Anzoula Mahid, Emheimar Hamadi, El Geilani Abdel Wahab, Maoumed Mohamed, Alhoudeibi Ahmed e Sidi Buia Latif.

 

·        Madrid.

Il Governo spagnolo non prenderà posizione né a favore né contro la proposta di autonomia presentata dal Marocco , ha dichiarato un portavoce del Governo. [ABC/Europa Press]

http://www.abc.es/abc/pg060316/actualidad/espana/200603/16/RC-sahara.asp

 

17 marzo 2006.

·        Spagna.

Una carovana di solidarietà proveniente dalla Spagna con 104 veicoli  carichi di prodotti alimentari è partita diretta ai campi profughi di Tindouf (Algeria). Essa è seguita dalla prima carovana algerina di solidarietà costituita da una trentina di camion carichi di 250 tonnellate di prodotti alimentari e di coperte che è partita da Sétif portando la solidarietà di numerose città algerine. Arriverà a Tindouf il 23 marzo.

 

·        Territori occupati  e Sud marocchino.

9 detenuti politici sahraui arrestati durante le manifestazioni occorse a Goulimine nel febbraio scorso, hanno iniziato uno sciopero della fame nelle carceri di Ait Melloul  e di Inezgane.

In previsione della visita del re Mohamed VI nel Sahara Occidentale, le autorità marocchine hanno consolidato e intensificato la presenza di truppe nel territorio. Soldati, provenienti in parte dal "Muro della vergogna", blindati, camion, veicoli armati di mitragliatrici pesanti ecc., si sono schierate attorno alle città di El Ayoun e Boujdour.Le forze armate marocchine hanno allestito un aeroporto militare a Sidi Ghazi, 10 km a nord di Boujdour, per accogliere il re. Militari, elementi della gendarmeria, dei GUS e della polizia hanno istituito barriere e posti di blocco all'interno della città.  Contemporaneamente nelle università marocchine le autorità governative hanno impedito agli studenti sahraui di spostarsi verso il Sahara Occidentale. Ad El Ayoun tuttavia gli studenti dei collegi hanno organizzato una manifestazione innalzando bandiere della RASD e ritratti del Presidente Abdelaziz  in segno di protesta per la visita del re.

 

18 marzo 2006.

·        Londra.

Il coordinatore sahraui con le Nazioni Unite ha informato i responsabili del Ministero britannico degli Affari Esteri che il governo sahraui ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell'ONU di esaminare, nel corso della prossima discussione sul dossier sahraui, di allargare le prerogative della MINURSO includendovi "la protezione dei diritti umani che deve fare oggetto di rapporti periodici".

 

·        Agadir.

Gli studenti sahraui della città esprimono la loro solidarietà con gli studenti arrestati  avvertendo che sono pronti a ritirare la loro iscrizione scolastica e decidere di abbandonare in massa le scuole per dirigersi verso El Ayoun, nel Sahara Occidentale. 

 

19 marzo 2006.

·        Bir Lehlou .

La visita che il re del Marocco sta per fare nel Sahara Occidentale "aggrava la tensione e minaccia seriamente la sicurezza della regione" ha avvertito il Governo della RASD in un comunicato diffuso oggi.

 

·        Dakhla. Territori Occupati.

Il cittadino sahraui Dleimi Bakar, che lavora alla TV marocchina, è stato arrestato e torturato da agenti della sicurezza marocchina.

 

·        El Ayoun Territori Occupati.

Il Presidente della sezione dell’Associazione marocchina dei Diritti Umani di El Ayoun, Hammoud Iguilid cittadino sahraui, è stato prelevato dalle forze di repressione marocchina in una via del centro della capitale sahraui. 

Sei agenti in civile del Raggruppamento Urbano di intervento (GUS) l'hanno bloccato davanti alla sede dell'agenzia della Banca popolare sul viale Smara, l’hanno ammanettato e spinto brutalmente in un furgoncino che ha preso una destinazione sconosciuta, hanno affermato testimoni oculari. 

L'ultimo arresto di questo ex-prigioniero politico scampato alle carcere segrete marocchine, sposato e padre di un bambino, risale all'inizio dell'Intifada, nel maggio 2005. Un gruppo dello stesso GUS era penetrato con la forza nella sua casa ad El Ayoun, verso le quattro del mattino per prelevarlo e condurlo in un centro di interrogatorio dove è stato forzato a cambiare la stesura di un rapporto accusatorio sulle violazioni dei diritti dell'uomo nel Sahara Occidentale che si preparava a pubblicare.   

Gli osservatori pensano che l'arresto di Iguilid faccia parte delle misure di sicurezza draconiane (sorveglianza di tutti i quartieri delle città sahraui) spiegamento impressionante di tutti i corpi di polizia, della gendarmeria, dell'esercito e di altri arruolati dalle autorità coloniali marocchine in previsione della visita imminente del re Mohamed VI nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.

 

·        El Ayoun. Territori occupati.

Il direttore del carcere di El Ayoun aveva annunciato ai detenuti sahraui che "sarebbero  stati tutti liberati tra poco". Ciò ha suscitato grandi speranze tra i famigliari e gli amici dei detenuti che hanno passato invano tutta la notte davanti al carcere. Successivamente non è seguito nulla di fatto.

Nella giornata alcuni supposti "infermieri" marocchini si sono presentati nel carcere con il pretesto di visitare i detenuti sahraui prima dell’ arrivo del re. Ma i detenuti hanno rifiutato ogni contatto con tali infermieri piuttosto strani.

 

20 marzo 2006.

·  Chahid El Hafed. Campi profughi.

"Uno show con, sullo sfondo, il terrore, organizzato  per camuffare la pericolosa crisi che il Marocco sta attraversando"  così è stata definita la visita del re del Marocco nel Sahara Occidentale da parte del Ministro sahraui per i Territori Occupati, Khalil sidi M'hamed.

 Il Ministro ha inoltre “fatto appello ai cittadini marocchini del Sahara Occidentale affinchè non condividano la responsabilità delle repressioni" sottolineando che i due popoli, sahraui e marocchino, sono vittime dello stesso Governo marocchino".

 

·        El Ayoun. Territorio Occupati.

Il re del Marocco, che era atteso per il giorno 21, è arrivato oggi nel pomeriggio ad El Ayoun. Numerosi marocchini, vestiti con i costumi tradizionali sahraui, sono affluiti trasportati da camion e ammassati lungo il percorso del corteo reale per osannare l'arrivo del re. Mohamed VI  ha installato il suo quartier generale presso l'hotel Parador.

Tutti gli impiegati e funzionari statali sono stati costretti  a venire ad applaudire il re. Le forze di polizia controllavano le carte di assistenza sociale, gli assenti rischiando di perdere il contributo mensile essenziale per la loro sopravvivenza economica. Tutti i commercianti sono stati obbligati a chiudere i negozi.

Alcune manifestazioni di oppositori sahraui si sono verificate qua e là nella città, con anche distribuzione di volantini contro la visita del re, ma sono state rapidamente represse. Numerosi giovani sono stati arrestati. A Boujdour e a Dakhla studenti sahraui hanno manifestato nelle strade la loro condanna per la visita del re. A Smara almeno 10 persone sono state ferite durante manifestazioni di protesta e 11 abitazioni sahraui sono state saccheggiate dalla polizia.

Gli studenti sahraui di un liceo di El Ayoun hanno rifiutato di essere trasportati a bordo di camion militari per prender parte a forza alle attività di benvenuto. Alcuni giovani, con bandiere sahraui, hanno percorso correndo alcune vie della città, distribuendo volantini. Scontri ed arresti sono continuati per tutta la notte. Si calcola che almeno 80 giovani sahraui siano stati arrestati.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Le autorità coloniali, reprimendo una manifestazione di protesta contro la visita del re nel Sahara Occidentale hanno arrestato l'ex detenuto politico Salek  Bazeid insieme ad altri cittadini sahraui non ancora identificati.

 

21 marzo 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Mohamed VI ha annunziato l'inizio di vari progetti di sviluppo per l'alimentazione e per l'acqua potabile, per l'ingrandimento dell'aeroporto di El Ayoun e la costruzione di quello di Boujdour.

A Boujdour, malgrado lo spiegamento massiccio delle forze di polizia, alcuni giovani hanno percorso le strade principali della città distribuendo volantini e bandierine sahraui. Alcuni arresti tra cui quello di un bambino di 10 anni, Mohamed Boukhari Mseini, a Smara.

 

·        Rabat.

Il Governo marocchino ha comunicato che il re non annuncerà il progetto di autonomia per il Sahara Occidentale, come sembrava dovesse fare nel suo discorso ad El Ayoun, ma che quel progetto sarà presentato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU alla fine del mandato della MINURSO.

 

22 marzo 2006.

·        Madrid.

La stampa spagnola ha dato largo spazio alla visita del re del Marocco nel Sahara Occidentale. El Paìs ha notato che la non divulgazione della data esatta di arrivo del re è da imputarsi al tentativo di evitare manifestazioni ostili da parte sahraui. Anche il fatto che le autorità marocchine non abbiano invitato la stampa straniera e nemmeno quella marocchina a venire ad El Ayoun comunicando una data precisa, avvalora quel timore. El Mundo e ABC hanno riportato l'assenza di spontaneità delle manifestazioni di accoglienza da parte della popolazione alla visita del  re, a cui partecipavano quasi esclusivamente coloni marocchini, agenti in borghese e altri marocchini fatti affluire con camion da varie parti del Marocco. Tutti i funzionari e impiegati di stato sono stati mobilitati insieme alle loro famiglie per festeggiare nelle strade la venuta del re. Ciò malgrado, manifestini sono circolati in molti quartieri con scritte come "Tu non sei il benvenuto, figlio di quello che ha tentato di distruggere i sahraui"  "Abdelaziz è il nostro leader" "Ragazzino di Rabat, non gusterai il riposo sulla terra dei Sahraui"  "Ragazzino, ragazzino, vai insieme a tuo padre nell'inferno". La popolazione sahraui rigetta in pieno la visita del re e la considera una provocazione verso i sahraui e una violazione della legalità internazionale Sulla torre del deposito dell'acqua UNEP sono improvvisamente apparse 4 grandi bandiere della RASD, poi rapidamente sequestrate dalla polizia. Il giornale El Mundo ha precisato che su una popolazione della città di 350.000 abitanti di El Ayoun solo un terzo sono sahraui, il resto essendo marocchino deve seguire per forza le direttive che gli sono imposte dal Governo. Il quotidiano ABC ha ricordato che "il Marocco non ha alcun diritto sul Sahara Occidentale e che il Consiglio di Sicurezza delle NU non ha mai riconosciuto al Marocco il diritto di amministrare il territorio del Sahara Occidentale, territorio ancora da decolonizzare. Il giornale ricorda infine che "il Marocco aveva approfittato della malattia del generale Franco per occupare il territorio e che il governo spagnolo dell'epoca, indebolito per la malattia del capo dello stato e di fronte ad una transizione politica incerta aveva ceduto il territorio sahariano al Marocco, benchè non avesse alcun diritto a farlo, tale competenza essendo attribuita alle Nazioni Unite."

 

·        Bruxelles.

Le discussioni sui diritti di pesca continuano in seno alla UE. Il dossier ritorna alla Commissione della Pesca dopo che la Commissione dello Sviluppo aveva respinto gli emendamenti presentati.

 

·         Smara. Territori Occupati.

Grandi manifestazioni di protesta si sono scatenate oggi in città, sulla piazza Hamada Sidi Elalem nel quartiere Awda organizzate da studenti sahraui. Le forze di repressione marocchine sono  immediatamente intervenute facendo uso di manganelli e di cani inseguendo gli studenti nelle strade in una vera caccia all'uomo. Tra gli arrestati: Maeainin Mokhtar Ahmed, Nasiri Hafed e Ettarrouzi Yahdid.

10 donne sahraui sono state ferite durante scontri con le forze di repressione marocchine. Le forze di occupazione marocchine hanno anche arrestato la cittadina sahraui Aziza Tanji e dopo averla selvaggiamente picchiata l'hanno lasciata in mezzo ad un strada dove è stata poi soccorsa da alcuni passanti.

 

·        Dakhla. Territori Occupati.

Alcune diecine di giovani sahraui hanno innalzato la bandiera della RASD su alcuni edifici della città in segno di rifiuto da parte dei sahraui alla visita di Mohamed VI ad El Ayoun. Numerosi gli arresti.

 

·        Boujdour.  Territori Occupati.

Manifestazioni e arresti tra cui quello di Mohamed Abeidallah. Ad altri cittadini sahraui è stato imposto di lasciare la città e di ritornare solo dopo la fine della visita reale.

23 marzo 2006. Rabat.

Alcuni studenti sahraui si sono radunati davanti alla sede del Consiglio  consultivo per i Diritti Umani, esigendo notizie sulla sorte di 15 giovani sahraui scomparsi dal 25 dicembre scorso.

 

24 marzo 2006.

Nell'edizione del 24  marzo il quotidiano Al Sharq Al Awsat ha annunciato che ci sarà in questi giorni  una amnistia reale comprendente anche  alcuni detenuti sahraui.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Il militante Larbi El Moussamib, ex detenuto politico sahraui e membro del Bureau della sezione Sahara del Forum Verità e Giustizia, è stato arrestato dalla polizia marocchina e tenuto tutto il pomeriggio nel commissariato senza che gli siano state date giustificazioni dell'arresto.

Nuova manifestazione in serata nel quartiere Inaach, dispersa violentemente dalla polizia che ha saccheggiato anche numerose abitazioni di sahraui. Molti i feriti e gli arrestati. Il bilancio non è stato ancora reso noto. La signora Djimi Ekl Ghalia, vice presidente dell'Associazione Sahraui delle Vittime delle gravi Violazioni dei diritti Umani commesse dallo stato marocchino, e suo marito Dah Moustapha, entrambi  già desaparecidos nel 1987 e nel 1991, sono stati di nuovo arrestati mentre andavano a visitare la madre del detenuto politico Ahmad Hammad.

Oggi il re è di nuovo ad El Ayoun.

 

·        Madrid,

 Il Consiglio generale degli avvocati  spagnoli (CGAE) ha pubblicato un rapporto nel quale parla delle " gravi violazioni delle norme e dei trattati internazionali" commesse dalle autorità marocchine nei processi ai prigionieri politici sahraui.

Il rapporto è stato elaborato da una missione di osservatori del CGAE che ha assistito nel 2005 a molti processi di attivisti sahraui dei diritti umani nel Sahara Occidentale.

Nelle sue conclusioni, il CGAE sottolinea che" il Sahara Occidentale è un territorio non autonomo oggetto di un processo di “decolonizzazione incompiuta" questo  implica che la sua "occupazione da parte di qualsiasi paese è contraria al Diritto" e che non si può applicare il diritto penale di uno all’altro Stato.

Affrontando lo svolgimento dei processi  i giuristi spagnoli hanno constatato che un" grande" numero di militari e poliziotti appartenenti ai vari corpi di sicurezza marocchina era dislocato attorno al tribunale. Hanno rilevato interventi continui da parte degli agenti di polizia e dei militari, presenti in aula contro gli imputati, li reprimevano e li picchiavano.

La polizia ha fatto uso della forza e della violenza contro la popolazione sahraui all'esterno del tribunale e contro le famiglie degli imputati dentro al tribunale anche  in presenza degli osservatori, sottolinea il documento.

La missione del CGAE ha rilevato dei vizi di forma nelle detenzioni, negli interrogatori, e il non rispetto dei principi che reggono il diritto penale. Una forte presenza militare durante lo svolgimento dell’istruttoria penale,  denunce di tortura sugli imputati per estorcere dichiarazioni.

Il rapporto sottolinea che le famiglie non sono state avvisate dell’arresto del loro famigliare e nemmeno del luogo della carcerazione poiché  le autorità marocchine sono ricorse a "centri militari e segreti."

A ciò si aggiungono "condanne eccessive  rispetto alle accuse " e la  privazione per i detenuti del loro diritto ad essere visitati da un medico  malgrado le denunce di torture, l'arbitrarietà di questi processi in cui il principio di presunzione di innocenza è stato violato come dimostrato dalla dichiarazione del procuratore del re che ha chiesto per gli imputati "pene esemplari per il resto della popolazione" adottando un" atteggiamento inquisitorio" .

Questa arbitrarietà è palese nella differenza delle pene, senza che ciò sia giustificato da un" elemento obiettivo".

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