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Solidarietà
con i sahraui nelle prigioni marocchine
A partire dal
9 agosto 2005 tutti prigionieri sahraui arrestati in seguito alle
ultime proteste e incarcerati nelle prigioni marocchine hanno iniziato
uno sciopero della fame ad oltranza che è stato sospeso provvisoriamente
il 29 settembre. La vita di 37 prigionieri sahraui è rimasta
appesa ad un filo per 51 terribili giorni.
In prigione
solo perché sono sahraui
Tutti gli appelli
affinché venissero liberati sono rimasti senza effetto. Le
autorità marocchine sono rimaste sorde ad ogni richiesta.
Per questo è stata indetta una giornata di solidarietà
cui tutti possono unirsi per far conoscere la propria indignazione:
5 ottobre: Giornata
europea di solidarietà
con le vittime della repressione
nei territori occupati del Sahara Occidentale
Dal 21 maggio
nei Territori occupati del Sahara Occidentale è in corso
una resistenza popolare, nonviolenta, per protestare contro la violazione
sistematica dei diritti fondamentali. I sahraui chiedono la fine
dell'occupazione della propria patria da parte del Marocco e la
possibilità di scegliere, con un referendum di autodeterminazione,
il proprio futuro, come stabilito dalle Nazioni Unite.
La risposta
delle autorità marocchine è stata violentissima, e
una repressione anche più forte si è abbattuta sulla
popolazione dei Territori occupati. Le manifestazioni pacifiche
che durano da ormai da più di quattro mesi sono disperse
da parte delle forze dell'ordine con una violenza inaudita che non
risparmia nessuno. Non si contano più i feriti, i maltrattamenti,
gli arresti arbitrari, i casi di tortura. Particolarmente presi
di mira sono gli attivisti dei diritti umani, quasi tutti arrestati.
Invece di scoraggiare
la protesta, la repressione ha fatto sì che l'indignazione
popolare crescesse. E' l'esempio più chiaro che i sahraui
non ne vogliono più sapere della situazione attuale. Se i
sahraui volessero vivere sotto la dominazione del Marocco, come
sostiene la propaganda del regime, perché allora si impedisce
loro di votare in un referendum?
Trent'anni
bastano!
Autodeterminazione e libertà per tutti i sahraui
L'occupazione
militare del Sahara Occidentale da parte del Marocco è iniziata
proprio nell'ottobre del 1975. Trent'anni più tardi il popolo
sahraui è più che mai deciso a riprendersi la sua
libertà.
Sosteniamo la
lotta del popolo sahraui con la firma di appelli, l'invio di lettere
di protesta, manifestazioni di solidarietà. Continuiamo la
mobilitazione fino alla liberazione di tutti i detenuti sahraui
dalle carceri marocchine.
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