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APPELLO URGENTE

Io sottoscitto Lmami Aamar Salem, presidente del comitato contro la tortura
di Dakhla mentre mi recavo per un breve soggiorno il 26 febbraio 2006 a Nouadibou,
in Mauritania, venendo dalla città di Dakhla (Sahara Occidentale occupato
dallo stato marocchino), vengo fermato da un gruppo di doganieri marocchini
e della gendarmeria reale marocchina. Benché tutte le mie carte fossero in
regola sono stato pestato selvaggiamente e trattato in modo disumano senza
nessuno ragione

I poliziotti marocchini mi hanno confiscato tutte i mie documenti tra cui il
passaporto e mi hanno buttato come un sasso al di là della frontiere verso
la Mauritania sotto le minacce, gli insulti e le botte.

Adesso, sono a 3 chilometri della frontiere senza riparo né cibo, in un
stato molto critico.

Peggio ancora, quando lunedì mattina 27 febbraio ho tentato di avvicinarmi
ai doganieri marocchini per rechiedere i miei documenti, mi hanno
minacciato sparando verso di me con i fucili.

A questo punto ho deciso di ritornare nel posto dove mi avevano scaricato e
dove vivo in condizioni pietose.

Ora dichiaro ciò che segue:

- condanno questo atto criminale di cui lo stato marocchino è responsabile.


- Chiamo l'ONU e tutte le ONG umanitarie ad intervenire urgentemente per
salvare la mia vita e rendermi alla mia famiglia a Dakhla.

- Inizio un sit-in aperto qui a 3 chilometri dalle frontiera mauritano
marocchina, finché lo stato marocchino non soddisfi la mia rivendicazione.