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Dichiarazione pubblica di Amnesty International (A.I.)
sul processo dei sahraui difensori dei diritti umani ad El Ayoun.
AI:MDE 29/10/2005
EFAI
15 dicembre 2005.

L'incarcerazione dei 7 sahraui difensori dei diritti umani al termine di un processo durato solo poche ore costituisce un grave passo indietro per i diritti umani nel Sahara Occidentale governato dal Marocco dal 1975.
Secondo A.I. questo processo, che si è ugualmente concluso con la condanna di altri 7 imputati accusati di aver partecipato a manifestazioni contro il Marocco, non ha rispettato le regole dell'equità. A.I. conferma perciò l'opinione che i 7 difensori dei diritti umani siano senza alcun dubbio prigionieri d'opinione. AI conosce bene queste 7 persone, militanti da gran tempo a favore dei diritti fondamentali. Persone che hanno contribuito largamente a raccogliere informazioni sulle violenze commesse dalle forze marocchine durante le manifestazioni organizzate quest'anno per chiedere l'indipendenza o l'autonomia del Sahara Occidentale dal Marocco.
Ieri la Corte d'Appello di El Ayoun ha condannato i 14 accusati a pene carcerarie, al termine di un processo in cui questi non sono stati nemmeno autorizzati a citare testi a loro discarico. Sono stati riconosciuti colpevoli di diversi capi di accusa, connessi per la maggior parte alla partecipazione ed all'incitamento a proteste violente. I sette difensori dei diritti umani sono stati condannati a periodi di carcere da 7 mesi a 2 anni ed i loro altri sette co-accusati da 6 mesi a 3 anni. In dettagli, per i difensori dei diritti umani: Aminatou Haidar è stata condannata a 7 mesi di carcere; Alì Salem Tamek ad 8 mesi; Mohamed El Moutaouakil, Houssein Lidri, Brahim Noumria e Larbi Messaoud a 10 mesi ciascuno; Hamad Hmad a 2 anni. AI mette seriamente in dubbio l'equità del processo.

Prove poco attendibili
Secondo alcune informazioni le condanne si fondano quasi esclusivamente sulle dichiarazioni scritte di agenti di polizia che hanno affermato che gli accusati avevano riconosciuto la propria colpa. Tuttavia gli accusati hanno dichiarato di non aver mai fatto tale affermazione oppure di averla fatta sotto tortura o altri maltrattamenti inflitti loro durante la detenzione. La corte ha ritenuto le dichiarazioni dei poliziotti come prove senza esaminare come dovuto le affermazioni degli accusati. Secondo gli avvocati della difesa tutti gli accusati avevano rifiutato di firmare qualsiasi "confessione" durante la detenzione provvisoria ed hanno contestato durante il processo le accuse fatte loro.

Nessun testimone a discarico.
Gli avvocati della difesa hanno chiesto di citare testimoni, in particolare persone che avrebbero potuto contestare le dichiarazioni dei poliziotti, ma la Corte ha respinto queste richieste, apparentemente senza giustificazione. Il diritto degli accusati di far citare e d'interrogare testi è un punto essenziale del diritto della difesa in un processo equo.
A.I. ha inviato l'avvocato tunisino Samir Ben Amor, specializzato nella difesa dei diritti umani, come osservatore già alla prima udienza del processo che doveva aprirsi il 30 novembre 2005, udienza che è subito stata sospesa e rinviata. In realtà, contrariamente alla pratica corrente, in modo inatteso ed inesplicabile, le autorità non hanno fatto comparire gli accusati davanti al tribunale altro che alla fine della prima giornata così che gli avvocati della difesa si sono ritirati per protesta.

I 14 accusati sono tuttora detenuti nel carcere di El Ayoun. Hanno 10 giorni per decidere se fare appello contro il giudizio della Corte. Un ottavo imputato, difensore dei diritti umani, Brahim Dahane, è ugualmente tenuto in detenzione e dovrà comparire in tribunale separatamente. A.I. ritiene che anche questi sia un prigioniero d'opinione. A.I. ha il timore che le condanne pronunciate dalla Corte d'Appello di El Ayoun possano compromettere il lavoro a favore dei diritti fondamentali nel Sahara Occidentale, dove i difensori dei diritti umani sono stati più volte oggetto di persecuzione in questi ultimi anni poiché raccoglievano e denunciavano le violazioni delle libertà fondamentali da parte delle autorità marocchine in quel territorio.

Per saperne di più
- Maroc et Sahara occidental. Des défenseurs des droits humains sahraouis pris pour cible (index AI : MDE 29/008/2005), rapport d'une quinzaine de pages publié le 24 novembre 2005 ;
- Maroc et Sahara occidental. Des défenseurs des droits humains comparaissent en justice (index AI : MDE 29/009/2005), déclaration publique diffusée le 28 novembre 2005

Service de presse d'Amnesty International à Londres, au +44 20 7413 5566, ou consulter le site http://www.amnesty.org