Oltre il muro: la RASD

Violazioni dei Diritti Umani

nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.

 

ATTUALITA' dall' 1 al 28 febbraio 2006.

 

N°2

 

 

 

 

RASD-MAROC-ONU

Il Popolo sahraui non accetta l’autonomia proposta dal Marocco.

http://www.spsrasd.info/sps-270206.html#2

Mohamed Abdelaziz « L’ONU ha deviato da suo obiettivo  »

-http://www.elwatan.com/2006-02-27/2006-02-27-37092

 

1° febbraio 2006.

·        Bouznika (Marocco).

Si sono concluse le riunioni durate 3 giorni della Conferenza preparatoria del Forum Social Maghrébin. 400 rappresentanti dei paesi del Maghreb e di associazioni nate dall'immigrazione hanno discusso gli orientamenti per una azione comune. Una delegazione sahraui, composta da 6 attivisti di cui 5 provenienti da El Ayoun e da Smara (Lahcen e Lahoussine Moutik, Lahbib e Abdessalam Eddymaoui, Nguia Bouda e Mohamed Ahmed Tirsal) ha preso parte ai lavori, insieme a 13 studenti sahraui di Casablanca. La delegazione sahraui è stata accolta calorosamente dai partecipanti. Due dei sahraui sono stati incaricati della  redazione del rapporto finale: Bachir Moutik, venuto dalla Francia come rappresentante di CORELSO, rapporteur del gruppo Pace e Soluzione del conflitto, e Lahcen Moutik, rapporteur per il gruppo Mobilitazione e Allargamento. Lo scopo di quest'ultimo gruppo era quello di trovare il sistema per mobilitare la società civile maghrebina e per contattare le OnG che non hanno potuto assistere a questo primo incontro.

 

·        2006. El Ayoun. Territori Occupati.

Alì Salem Mohamed Yahdid Mohamed Saleh è morto l'altro  ieri ad El Ayoun all'età di 100 anni. Salem aveva partecipato ai primi movimento rivoluzionari nel Sahara. Arrestato il 26 febbraio 1976 era scomparso durante 15 anni in carcere segrete marocchine, senza che i familiari potessero sapere se fosse vivo o morto, e liberato soltanto nel 1991. Due dei suoi 8 figli sono stati uccisi in combattimento nei primi anni dell'occupazione marocchina del Sahara Occidentale, una delle sue figlie, Fatimetou Alì Salem, è stata anch'essa desaparecida e ex-prigioniera politica per alcuni anni.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Aminattou Haidar, in un comunicato pervenuto alla SPS ha chiesto alla comunità internazionale di "proteggere i civili sahraui indifesi  contro la repressione selvaggia che si è abbattuta du di loro dall'inizio dell'intifada dell'indipendenza" (maggio 2005). Essa inoltre ha chiesto al Governo Marocchino la liberazione incondizionata di tutti i detenuti politici sahraui, e in primo luogo degli attivisti per i diritti umani, e che sia tolto lo stato d'assedio imposto sul territorio sahraui permettendo agli osservatori stranieri e alla stampa internazionale l'accesso  per rendersi conto della situazione degradante dei diritti umani in cui è costretto il popolo sahraui nel Sahara Occidentale.

 

·        2006. Madrid.

La segretaria di Stato per la Cooperazione del Governo Spagnolo, Leira Pajin, ha dichiarato che la Spagna ha "un obbligo storico" verso il popolo sahraui e che il suo paese deve "agire attraverso gli sforzi diplomatici possibili per trovare una soluzione definitiva e giusta al conflitto del Sahara Occidentale"

·        Unione Europea.

Alcuni eurodeputati hanno chiesto alla Commissione Europea se non fosse il caso d'intervenire per far riconsiderare la causa intentata dal tribunale di El Ayoun contro Alì Salem Tamek. La condanna contro quest'ultimo era infatti stata aggravata nel giudizio d'appello del 24 gennaio scorso, da 8 a 10 mesi di carcere.

 

·        Madrid.

Reporter senza Frontiere(RSF)  in un comunicato si mostra sorpresa "per la decisione del Governo marocchino di proibire nel suo paese la distribuzione dell'edizione del 2 di febbraio del giornale spagnolo Il Mondo contenente un articolo del giornalista Ali Lemrabet. " Il Governo marocchino non si ferma davanti a nulla per mettere a tacere Ali Lemrabet, la bestia nera del palazzo reale. Dopo averlo  imprigionato, avergli proibito di esercitare la professione e  averlo perseguitato, le autorità di Rabat vogliono dissuadere la stampa  internazionale di aprirgli le sue pagine", denuncia RSF. Senza pronunciarsi sul contenuto dell'articolo, RSF "chiede alle autorità di non proibire la distribuzione de Il Mondo, né di nessuna altra testata della stampa spagnola". Nell’aprile del 2005 gli è stato proibito per 10 anni l’esercizio della professione di giornalista.  RSF riporta anche una dichiarazioni di Lemrabet, "perfino i regimi  più repressivi del mondo che proibiscono ai suoi  giornalisti di scrivere liberamente all'interno delle sue frontiere, non  prolungano all'estero tale  proibizione”.

 

·        Rabat.

Il ministro marocchino degli Affari Esteri, Mohamed Benaissa, ha inviato una lettera al Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan affermando che il Marocco è disposto ad iniziare negoziati prima possibile sul problema del Sahara Occidentale e che presenterà prossimamente un progetto di autonomia a tale scopo. Benaissa protesta inoltre contro ciò che definisce "la creazione di un fatto compiuto nella zona tampone,  in cui sono  stati costruiti edifici e svolte attività diplomatiche fino a concludere anche contratti con compagnie petrolifere".

 

2 febbraio 2006.

·        Windhoek. Namibia.

Il presidente della Namibia, Hifikepunye Lucas Pohamba, ha riaffermato "la posizione chiara e costante di sostegno alla causa sahraui" chiedendo "una soluzione rapida del conflitto del Sahara Occidentale per favorire la pace e la stabilità della regione". La Namibia intrattiene ottime relazioni con la RASD fin dal giugno 1990.

 

·        Rabat.

L'Associazione Marocchina di Difesa dei Dritti Umani (AMDH) ha denunciato come arbitrarie le condanne inflitte ai 14 detenuti politici sahraui e l'aumento della pena ad alcuni di loro in seconda istanza, così come tutte le violazioni dei diritti umani che i militanti sahraui hanno subito fin dal loro arresto ed  in seguito fino alla loro condanna. L'AMDH ha voluto inoltre ricordare che Amnesty International aveva affermato che i militanti sahraui "sono stati condannati con un processo ingiusto".

 

·        New York.

Il rappresentante del Fronte Polisariuo all'ONU, Ahmed  Boukhari, ha protestato contro la proposta marocchina di una autonomia, poiché tale proposta rappresenta  una violazione dei principi che hanno portato al cessate-il-fuoco, firmato dalle due parti a suo tempo, e che teneva in considerazione il diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione. Per questo il Marocco dovrà assumerne le responsabilità politiche in caso di sua rottura. Boukhari ha ricordato che il Fronte Polisario riconosce soltanto il diritto all'autodeterminazione attraverso un referendum, che gli accordi di Madrid del 1975 non hanno alcuna validità giuridica così che la presenza del Marocco nel Sahara Occidentale deve essere considerata illegale, tanto è vero che la risoluzione 3437 dell'Assemblea Generale dell'ONU ha qualificato quella presenza come "un'occupazione militare".

 

·        Goulimine (Sud del Marocco).

Circa 300 sahraui, uomini, donne e ragazzi, hanno organizzato una manifestazione di protesta contro la occupazione marocchina del Sahara Occidentale davanti alla sede della wilaya di Goulimine (corrispondente alla Prefettura), dalle ore 11,00 fino alle 15,30 quando le forze di polizia sono riuscite a disperdere i manifestanti . Si contano parecchi feriti.

 

3 febbraio 2006.

·        Goulimine. Sud del Marocco.

La popolazione sahraui ha di nuovo manifestato la propria protesta in modo più massiccio, con una marcia di circa un migliaio di persone  che partendo dal quartiere di Tairat alle 9,30  si sono dirette verso la sede della wilaya. Le forze dell'ordine hanno istituito  posti di blocco ed hanno caricato la folla con manganelli e bombe lacrimogene. Quattro persone sono state ospedalizzate per le lesioni subite:

Taouil Mustapha, con ematomi vari alle mani, al dorso e ai piedi

Razak Abdelkader, varie ferite al capo che hanno necessitato molti punti di sutura,

Mansouri Sahid, varie ferite al capo, anche queste suturate,

Lektaif lehbib, ematomi e ferite contuse al dorso, alle braccia e alle gambe.

 

Nel pomeriggio la città era deserta, tutti i negozi chiusi, le scuole chiuse, pattuglie dei GUS, della polizia e dell'esercito circolano armate di tutto punto  nelle strade di tutti i quartieri.

 

·        Bir Lehlou. Territori liberati.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, in una nuova lettera al Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, relativa alle dichiarazioni fatte dal Ministro degli Esteri marocchino Mohamed Benaissa, ha riaffermato il rigetto sahraui ad ogni proposta di soluzione del conflitto del Sahara Occidentale che non rispetti il diritto inalienabile del popolo sahraui all'autodeterminazione, stimando che le manovre marocchine in atto rappresentino un attentato al processo di pace, la fine della MINURSO e, di conseguenza, la fine della ragione fondamentale della firma, dell'entrata in vigore e della continuità dell'attuale cessate-il-fuoco. Abdelaziz ha ricordato che il Fronte Polisario non riconosce al Marocco alcuna rivendicazione ed ancor meno una sovranità sul territorio del Sahara Occidentale e che gli accordi di Madrid del 1975 sono stati un atto illegale che non cambia in nulla la natura coloniale del problema che resta un problema di decolonizzazione incompiuta. Come tale il problema va risolto in conformità della carta dell'ONU.

Il Marocco è d'altronde sufficientemente informato del contenuto e della portata del giudizio del Tribunale Internazionale di Giustizia del 16 ottobre 1975, che nega qualsiasi validità alle sue rivendicazioni territoriali sul territorio sahraui, così come del parere successivo del Dr. Hans Corel, incaricato del Dipartimento Legale dell'ONU in data 29 gennaio 2002, considerante che gli accordi di Madrid "non hanno trasferito la sovranità sul territorio né conferito a nessuno dei firmatari la condizione di Potenza Amministratrice, poiché la Spagna non poteva trasferire unilateralmente questo ruolo".  Abdelaziz ha infine ricordato al Segretario Generale dell'ONU, che il cessate-il-fuoco, che è stato accettato e firmato dalle due parti in conflitto, il Marocco e il Polisario, fa "parte integrante di un Piano di Regolamento il cui obiettivo è quello di permettere al popolo sahraui di esercitare attraverso un referendum di autodeterminazione giusto e libero, organizzato e supervisionato dall'ONU  in collaborazione con l'UA, il suo diritto alla libera determinazione" come lo stabiliscono i paragrafi 4 e 6 del Piano di Regolamento del 1991.

 

4 febbraio 2006.

·        Copenaghen.

La Danimarca ha richiesto alla Commissione Europea (UE) l'assicurazione che gli accordi di sfruttamento delle risorse della pesca tra Marocco ed UE siano conformi alla legalità sia secondo il diritto internazionale che per ciò che riguarda il rispetto dello statuto del Sahara Occidentale in quanto territorio autonomo.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Gli studenti dei licei di El Ayoun hanno espresso la loro solidarietà con i detenuti politici sahraui, uscendo in strada nei loro abiti tradizionali, scandendo slogan ed innalzando bandiere della RASD.

Tre studenti sahraui del liceo Lemsala, Chtouki Moulay Ahmed, Dah Hassan e El Ghali Lechgar, sono stati arrestati ed interrogati sotto tortura per più di 6 ore prima di essere rilasciati in uno stato “critico”.

 

5 febbraio 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Arresto di Balla Cheijatou Alì Salem. Interrogato per più di 8 ore e rilasciato dopo che gli agenti di polizia  lo avevano maltrattato e gli avevano urinato addosso

 

·        Chahid El Hafed. Territori liberati.

La Mezza Luna Rossa Sahraui (CRS) ha lanciato un  appello urgente  a tutte le organizzazioni umanitarie per venire in aiuto alle migliaia di bambini, di donne e di anziani rifugiati nel sud dell'Algeria, dando la responsabilità all'ONU, all'Alto Commissariato per i Rifugiati e al Programma Mondiale per l'Alimentazione del silenzio tenuto da questi organismi davanti alla attuale situazione di grave carenza di aiuti.

Il CRS ha inoltre ricordato che lo stock di medicinali per i rifugiati sahraui, finanziato negli ultimi anni dall'Ufficio Europeo di aiuti umanitari (ECHO), è completamente esaurito; che la somma destinata da ECHO per l'assistenza in medicinali non ha rappresentato altro che il 25% dei bisogni di prima necessità per i rifugiati sahraui e che i quantitativi per l'assistenza previsto dal novembre u.s. non sono stati ancora consegnati.

 

·        Chahid El Hafed. Territori liberati.

L'osservatorio americano di difesa dei diritti umani, Human Rights Watch, afferma che "i diritti umani continuano ad essere violati nel Marocco e nel Sahara Occidentale, dove le forze di sicurezza usano la violenza per reprimere le manifestazioni di protesta della popolazione sahraui mentre la Giustizia continua ad essere iniqua".

 

·        Dakhla. Territori Occupati.

Durante manifestazioni di protesta della popolazione le forze di occupazione marocchine intervenute brutalmente hanno ferito 7 dimostranti, attivisti per i diritti umani: El Mamy Amar Salem, Oulad Chiekh El Mahjoub, Miské Ahmed Zein, Hamadi Ahmed Menhanoun, Mohamed Brahim Machman, Ahmed Baya, Wanna Beida, tutti attualmente in condizioni gravi. Altre 14 persone sono state malmenate selvaggiamente : Bouaila Salama Hamdi, Bouaila Mohamed Yahdih, Bouaila Mohamed Mahmoud, Bouaila Gouha, Bouaila Melah, Bouaila Chreifa, Youcef Mrabih, Hamdi Ali Bouna, Laroussi El Meki, Sidi El Hafed, Allah Chegaf, Khadou Amar Salem, Nguiya Bouaila, bela Cheikhatou Ali Salem. Le forze di sicurezza marocchine hanno inoltre devastata l'abitazione delle famiglie di Adou Ahmed Zein, di Dala Bouaila e di Othman Bouaila, mentre hanno arrestato il cittadino Bela Bouaila.

 

·        Chahid El Hafed. Territori liberati.

Il Comitato algerino di solidarietà con il popolo sahraui ha chiesto alla comunità internazionale che siano applicate le risoluzioni dell'ONU sul Sahara Occidentale "per assicurare la pace, la stabilità e lo sviluppo di tutti i popoli della regione, ivi compreso il popolo del Sahara Occidentale."

 

·        Goulimine. Sud del Marocco.

La popolazione sahraui della città è tornata sulle piazze con una marcia di protesta. Le forze di polizia sono intervenute e ci sono stati numerosi scontri con i manifestanti, che hanno bruciato copertoni di auto e scritto slogan a favore dell'indipendenza sui muri delle strade. Molte persone sono state arrestate e, al momento attuale, non si sa dove siano state portate  Le abitazioni di militanti sahraui per i diritti umani sono accerchiate e sorvegliate da agenti dei servizi segreti. Anche gli studenti sahraui hanno manifestato per conto loro nelle sedi scolastiche, innalzando bandiere della RASD.

Una diecina di agenti dei servizi segreti marocchini verso le ore 21 sono penetrati nella casa dell'attivista sahraui per i diritti umani Lamin Said Mohamed Sahel, sfondandone la porta, e dopo aver perquisito e saccheggiato l'alloggio, hanno arrestato Lamin . Non sono state date spiegazioni ai parenti né si sa dove l'arrestato sia stato condotto. Dall'alloggio sono stati asportati  il computer, il cellulare, un altro telefono, vari libri e vari CD.

Altri quattro cittadini sahraui sono stati arrestati durante le manifestazioni pacifiche che hanno avuto luogo in città  per il rispetto dei diritti umani: Rgueibi Lkhlipha, Lakraini Moustapha, Chekraoui Bachir e Aabani Brahim

 

·        Ouarzazate. Marocco.

 Alì Sbaai ould Mohamed Cheikh ould Sid Laabasse, cittadino di origine sahraui con doppia cittadinanza marocchina e svizzera, medico e proprietario di una agenzia di turismo e di spedizioni, ha denunciato le autorità locali perché tolleranti un traffico di dromedari, di sigarette e di haschich con l'Algeria. Arrestato per ritorsione il 2 febbraio scorso e condannato a 6 mesi di carcere, ha iniziato uno sciopero della fame per protesta. La popolazione ha manifestato più volte contro la condanna e in segno di solidarietà con Alì Sbaai.

 

7 febbraio 2006.

·        Madrid.

Il quotidiano spagnolo El Paìs ha sottolineato in un importante e dettagliato articolo di ieri dell'esperto per i problemi sahraui, Tomàs Bàrbulo, che "rinunciare al Regolamento sulla questione del Sahara Occidentale,  accettato sia dal Marocco che dal Polisario nel 1991,  sarebbe per l'ONU rinunciare al proprio ruolo, anche se il ruolo che svolge la MINURSO oggi è lungi dal corrispondere agli obiettivi per i quali la sua missione fu creata e cioè quello di organizzare un referendum di autodeterminazione in 8 mesi". Oggi infatti, dopo 15 anni, dopo 31 proroghe e 600 milioni di euro di spese, il referendum è ancora in alto mare.

In relazione alla liberazione dei prigionieri di guerra, l'articolista di El Paìs nota che il Polisario ha liberato nell'agosto scorso gli ultimi prigionieri marocchini mentre il Marocco non ha dato nemmeno notizie dei prigionieri sahraui scomparsi nelle carceri del Marocco.

L'articolista ha inoltre affermato che il Marocco vorrebbe una MINURSO debole ma che non desidera la sua partenza poiché la sua presenza permette lo stato attuale delle cose, protegge cioè lo sfruttamento illegale delle risorse naturali del Sahara Occidentale e tiene lontani i rifugiati sahraui dal loro territorio. Il Polisario è anche favorevole al mantenimento della MINURSO ma solo se rafforzata in modo da poter regolare il conflitto in conformità delle risoluzioni pertinenti dell'ONU.

Nell'articolo si cita inoltre il fatto che il Marocco ha installato due gigantesche antenne in vicinanza del quartiere generale della MINURSO ad El Ayoun che nessuno sa a cosa servano ma che vengono associate nell'opinione di molti, ad una stazione di ascolto sulla MINURSO. In una intervista con il comandante delle forze militari della MINURSO, il generale di brigata danese Kurt Mosgaard, questi si è detto all'oscuro della funzione di dette antenne ma non ha né confermato né smentito la loro funzione di spionaggio. In ogni modo il quartier generale della MINURSO è strettamente sorvegliato dalla polizia marocchina che procede all'identificazione di ogni visitatore e, in alcuni casi, ne impedisce l'ingresso. Ad una domanda a proposito delle mine disseminate dall'esercito marocchino lungo il muro militare (detto il Muro della Vergogna),  costruito dal Marocco e che divide in due zone il Sahara Occidentale, il capo della MINURSO ha indicato che ne esistono circa un milione, di cui solo qualche migliaio è stato disinnescato. "Il problema delle mine continuerà a porsi nel territorio  lungo il muro per almeno 50 anni. Il clima caldo e secco e la sabbia impediscono l'ossidazione delle mine così che restano attive per molti anni" ha concluso il capo della MINURSO.

 

·        Chahid El Hafed. Territori liberati.

Il Governo della RASD ha accolto con soddisfazione l'annuncio fatto dalla società petrolifera australiana Baraka, nel suo rapporto di attività del 1° gennaio 2006, di porre fine alle attività di prospezione nella regione di Tarfaya che tocca una parte del territorio sahraui, ha dichiarato il Rappresentante del Fronte Polisario in Australia, Kamal Fadel. 

Il Governo sahraui aveva ricordato alla società l'illegalità della sua presenza in una zona che ingloba una parte delle acque territoriali sahraui chiedendole, di conseguenza, di ritirarsi dalla zona.  

Cogliendo questa occasione il Polisario  "rinnova  il suo appello  a Kerr Mcgee, altra compagnia petrolifera, ed ai suoi partner di ritirarsi immediatamente dalle acque territoriali del Sahara Occidentale perché la loro presenza costituisce un affronto al popolo sahraui". 

L'attività illegale di queste compagnie è "un fattore di destabilizzazione in una regione particolarmente delicata con molta tensione e resistenza civile dei sahraui". Questa presenza "paralizza il processo di decolonizzazione in corso e costituisce un sostegno morale ed economico all'intransigenza del regime marocchino”.

Il governo della RASD ha esortato tutti gli azionisti, gli investitori, i consiglieri e gli imprenditori di usare tutta la loro influenza per convincere Kerr McGee ed i suoi partner a rispettare i principi del diritto internazionale e gli sforzi di pace dell'ONU mettendo, "immediatamente", fine al loro impegno nel Sahara Occidentale. 

 

8 febbraio 2006.

·        Quito (Ecuador).

La repubblica dell'Ecuador  e la RASD hanno annunciato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due stati.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Nuove manifestazioni di cittadini sahraui a favore dell'indipendenza e del referendum di autodeterminazione si sono svolte nel centro cittadino , represse dalle forze di polizia che hanno disperso ed inseguito i manifestanti. Le forze di polizia sono in uno stato isterico dovuto al continuo apparire di nuove manifestazioni in diversi quartieri  con scritte sui muri e apparizione di bandiere della RASD su pali telefonici o su edifici cittadini. Tre giovani sorelle sahraui, Chikha Salama Ould Mnayssir (di 19 anni), Hjabbouha Salama Ould Mnayssir (di 17 anni) e Ghlaya Salama Ould Mnayssir (di 14 annui) sono state arrestate nella loro case dalle forze di repressione marocchine. La loro madre, Sig.a Khadijattou Alì Omar Bachir, insieme ad un figlio di 22 anni, Abdallah Salama Mnayssir, erano già stati arrestati tempo fa e " scomparsi" nelle mani dei servizi di polizia.

 

·        Roma.

L’incontro nella libreria ‘Bibli’ di Roma. è stato promosso dal Gruppo Italia 2 di Amnesty International, guidato da Laura Novelli, che ha introdotto brevemente il dibattito, da Marisa Rodano, ex-partigiana, parlamentare alla Costituente, ex parlamentare europea e oggi segretaria nazionale dell’ANSPS (Associazione nazionale di solidarietà con il popolo Sahraui), e dal vice rappresentante del Polisario in Italia Salem Hamada.

 

9 febbraio 2006.

·        Algeri.

Il presidente della repubblica algerina, Abdelaziz Bouteflika, ha affermato che " il problema del Sahara Occidentale è un problema di decolonizzazione la cui soluzione è nell'esercizio del popolo sahraui al suo diritto all'autodeterminazione…L'Algeria non è direttamente coinvolta nel conflitto, malgrado i tentativi del Marocco per comprometterla, ma tuttavia il governo algerino si interessa al conflitto poiché si tratta di un problema di pace e di stabilità della nostra regione".

 

·        El Ayoun. Territori occupati.

Gli attivisti sahraui dei diritti umani detenuti nel Carcel Negro e in altre prigioni marocchine, hanno indirizzato alla compagnia petrolifera americana Kerr-Mcgee un invito a non più rinnovare il suo contratto  di prospezioni nei territori occupati del Sahara Occidentale, firmato con il Marocco e scadente il 6 aprile 2006, poiché illegale, in violazione al diritto internazionale, senza il consenso dei veri proprietari del territorio e cioè del popolo sahraui.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Il detenuto politico, difensore dei diritti umani e presidente dell'Associazione sahraui delle vittime di violazioni dei diritti umani commesse dal Marocco, Brahim Dahane, è comparso davanti al GIP. Era stato arrestato il 30 ottobre scorso per le sue attività di difensore dei diritti umani e il sostegno da lui dato alla famiglia del martire Hamdi Lembarki. Le autorità marocchine hanno falsificato il verbale, che Dahane non ha né visto né firmato e stanno tentando di incriminarlo per delitti di natura penale.

 

·        Oslo. Norvegia.

 La  Fondazione Norvegese per i Diritti Umani RAFTO, in relazione all'aggravarsi della situazione di violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale, ha rivolto un appello al Governo Norvegese chiedendo di fare pressione sul Governo del Marocco per mettere un termine  ai trattamenti disumani come torture, umiliazioni e minacce contro i difensori dei diritti umani sahraui ingiustamente condannati, di rivedere i processi contro i 14 detenuti politici sahraui davanti al tribunale di El Ayoun e di  autorizzare rappresentanti del Governo Norvegese, di OnG e dei mass-media  ad accedere liberamente nel territorio del Sahara Occidentale occupato.

 

·        Parigi.

Gli 11 avvocati osservatori al processo contro i 14 attivisti sahraui per i diritti umani, originari di 5 diverse nazioni, hanno rilasciato un rapporto collettivo sulla loro missione d'osservazione ad El Ayoun.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

14 cittadini sahraui, arrestati nei giorni passati in seguito a manifestazioni per l'indipendenza del Sahara Occidentale, sono comparsi davanti al giudice d'istruzione del tribunale di El Ayoun. Si tratta di Brahim Dahane, Sidi Sayli, El Idrissi Sidi Bedde, Hadi Maouloud, Njourni Baha, Chayne Med, Cheikh Amaydane, Ait Abaylou Brahim, Leghzal Taher, Malaaynin Tergui, Moustapha Labras, Brahim Labras, Eddaha Tanji e El Bachir.

 

 Cinque giovani sahraui, arruolati contro il loro volere nell'esercito marocchino, e che avevano disertato per raggiungere l'armata di liberazione sahraui, sono stati intercettati dalle guardie di frontiera con l'Algeria. Non si hanno notizie della loro sorte.

 

11 febbraio 2006.

·        Boujdour. Territori Occupati.

Gruppi di cittadini sahraui che manifestavano a favore dell'indipendenza e che brandivano bandiere sahraui, sono stati dispersi dalle forze di polizia marocchina. Numerosi i feriti, 3 gli arrestati tra i quali Hafed Abdelmoulay ould Hafed, con una brutta ferita al capo. Le famiglie degli arrestati hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al commissariato.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Il Marocco ha bloccato l'accesso ad El Ayoun ad una delegazione di diplomatici scandinavi (Norvegia, Svezia e Finlandia). Secondo Ronny Hansen, presidente del Comitato Norvegese per il Sahara Occidentale, la delegazione costituita da diplomatici che lavorano a Rabat, aveva ottenuto l’OK dalle autorità marocchine per visitare il Sahara. Sarebbero stati dissuasi alla vigilia della loro partenza, per telefono. I diplomatici scandinavi avevano in programma di incontrare attivisti sahraui favorevoli all’indipendenza, ufficiali marocchini e rappresentanti della Minurso . Secondo il portavoce del ministero norvegese degli Affari Esteri, le autorità marocchine hanno considerato che l'oggetto del loro viaggio a El Aaiun era "improprio". Le cancellerie dei diplomatici respinti hanno vivamente protestato per il rifiuto marocchino. È la seconda volta nel giro di tre mesi che rappresentanti scandinavi si vedono rifiutare, da Rabat, l'accesso nel Sahara. Il ministro delegato agli Affari Esteri marocchino aveva, in novembre, assicurato al suo omologo svedese che “si trattava di un malinteso" rassicurandolo e chiedendoli di evitare "d'ora in poi questo genere di  situazioni inopportune", ha riportato l'agenzia spagnolo EFE.

I paesi scandinavi hanno deciso di portare il problema dei diritti umani nel Sahara Occidentale davanti alle istanze dell'Unione Europea. (Le journal-hebdo)

 

·        Da Bologna a El Ayoun occupata.

Radio for Peace, Yakoub e Jacqueline Philippe con l’aiuto di Giulio  in diretta telefonica con Aminattou Haidar a El Ayoun. Aggiornamento sulla situazione nel territorio occupato, sulle violazioni continue sulla popolazione, sulla situazione nel Carcel negro, sul non rispetto dell’etica dei medici marocchini durante questa fase di repressione che continua all’infinito. Chi ne vuole sapere di più  http://www.radiokcentrale.it/du.htm

12 febbraio 2006.

Nei giorni scorsi (tra il 9 e l'11 febbraio) negli accampamenti dei profughi Sahraui nella regione di Tindouf (Algeria) si sono verificate delle inondazioni a causa delle forti piogge e il conseguente straripamento dei torrenti.

 

Secondo le prime stime della Mezza Luna Rossa almeno il 50% delle strutture dei campi (oltre alle case, dispensari, ospedali, asili e scuole) sono andate distrutte e circa 12.000 famiglie si trovano senza tetto.

 

Si temono emergenze sanitarie a causa delle acque stagnanti che rappresentano un potenziale fattore di epidemie tra i rifugiati. Sono state interrotte le attività scolastiche per il rischio di ulteriori crolli delle strutture; numerose famiglie dovranno essere evacuate nei prossimi giorni.

 

Le associazioni e le ong italiane e straniere presenti nei campi hanno sospeso i rispettivi progetti per fronteggiare lo stato d'emergenza. Il CRIC e Africa 70 in questo momento hanno operatori nei campi che, in coordinamento con le altre ong ed associazioni e con le istituzioni sahraui e internazionali, stanno verificando la situazione, raccogliendo dati ed informazioni in modo da ottenere un quadro chiaro delle necessità nel breve e nel medio periodo che permetterà di individuare i settori prioritari in cui orientare le azioni di appoggio alla popolazione.

 

 

foto sull’inondazione le potete trovare sul sito:trovate

http://www.uco.es/voluntariado/fotos_inundaciones_sahara.htm

 

 

·        Chaid El Hafed.

L'Armata Nazionale Popolare Algerina (ANP) ha inviato nei campi profughi sahraui nella regione di Tindouf importanti quantità di aiuti umanitari come anche alcune équipes mediche specializzate, varie strutture mediche mobili e ambulanze, in aiuto alla popolazione colpita dalle piogge torrenziali e dalle inondazioni che hanno allagato quei campi profughi.

 

La Mezza Luna Rossa sahraui  ha lanciato un appello urgente a tutti i governi e a tutte le organizzazioni internazionali per aiutare i rifugiati sahraui colpiti dall'alluvione.

Secondo le prime stime oltre 12.000 famiglie  hanno perso tutto, dalle tende o altre abitazioni/rifugio in mattoni di argilla, alle poche  riserve di alimenti e di vestiario che avevano. I danni hanno anche colpito gli edifici governativi di base quali le scuole, gli ospedali e gli ambulatori. Non sono segnalate perdite di vite umane o feriti gravi.

E' stata costituita una unità di crisi da parte del Governo della RASD incaricata di garantire l'applicazione corretta delle misure di aiuto alle persone danneggiate.

 

·        Smara

Manifestazioni pacifiche per l'indipendenza si sono verificate in vari quartieri della città in occasione dell'arrivo delle famiglie venute dai campi profughi di Tindouf nel programma di scambi di visite tra le famiglie sahraui divise dal "muro della vergogna". 

 

13 febbraio 2006.

·        Chahid el Hafed..

Il Governo della RASD ha preso nota con piacere della posizione del Governo spagnolo espressa in un comunicato del Ministero degli Esteri spagnolo, nella quale sono state ben determinate le due parti in conflitto per il Sahara Occidentale e cioè il Fronte Polisario, quale rappresentante legittimo del popolo sahraui, e il governo del Marocco.

 

·        Bruxelles.

19 organizzazioni hanno lanciato una campagna dal titolo "Pescate altrove! Niente pesca europea nel Sahara Occidentale" chiedendo ai membri del Parlamento Europeo e agli Stati membri dell'UE, di vietare ogni tipo di pesca a battelli europei  nelle acque del Sahara Occidentale.

 

·        Boujdour. Territori Occupati.

L'ex detenuto politico sahraui Hafed Abdelmoulay ould Hafed è comparso davanti al giudice d'istruzione.

Una nuova manifestazione è partita dal liceo Omar Bnou Al Khattab in sua solidarietà, violentemente dispersa dalla polizia.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Unità di forze mobili marocchine (CMI) insieme a gruppi di GUS e di soldati, continuano a sorvegliare le principali arterie della città. Numerosi edifici scolastici, in particolare il liceo Lamsalla, sono ormai da tre mesi strettamente controllati dalle forze di sicurezza che provocano gli studenti sahraui anche entrando negli edifici scolastici, con la collaborazione dei direttori e sorveglianti marocchini. Due studenti, Ahmed Salem Mohamed Salem e Khayrou Mahmoud El Karrashi, sono stati fermati e maltrattati per alcune ore.

 

·        Mhamid el Ghezlan. (sud del Marocco).

Gli abitanti della regione (giurisdizione di Ouarzazate) hanno manifestato protestando in corteo per l'arresto del medico dottor Alì Sbai Labbas, avvenuto il 2 febbraio scorso e subito condannato a 6 mesi di carcere in assenza di avvocati e dopo un processo farsa. Il dr. Labbas, figlio di un famoso resistente contro il dominio coloniale francese, ha deciso di iniziare uno sciopero della fame di protesta contro il suo arresto illegale e il ridicolo processo. E' probabile che le origini sahraui del dr. Labbas abbiano a che fare con il suo arresto e la sua condanna. Proveniente da una famiglia agiata il dr. Labbas ha studiato in Marocco, poi in Russia ed ha approfondito i suoi studi in Svizzera dove viveva e lavorava. Avendo deciso di tornare nella sua città natale per aiutare la sua comunità a sormontare la situazione economica e sociale molto precaria colà esistente, si è attivato per costruire alcuni progetti turistici e culturali e per conservare il patrimonio storico e culturale del suo popolo mettendo le sue conoscenze, la sua esperienza e la sua fortuna a disposizione per quella causa.

 

14 febbraio 2006.

·        Chahid el Hafed.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha ricevuto il rappresentante dell'agenzia spagnola di Cooperazione internazionale (AECI), sig.a Ana Gonzalez Ortiz, che lo ha informato sugli aiuti che l'AECI ha già iniziato ad inviare per alleviare le condizioni dei rifugiati sahraui colpiti dall'alluvione: 3 aerei-cargo, di cui 2 già atterrati a Tindouf, con 48 tonnellate di aiuti umanitari d'urgenza, il materiale per impiantare un ospedale mobile, accompagnati da un'équipe  composta da 4 medici e alcuni infermieri specializzati in aiuti di emergenza.

 

·        Fez . Marocco.

Il Ministro degli Esteri britannico, Jack Straw, nel corso di una breve visita in Marocco, ha dichiarato che "ogni ricerca di soluzioni al conflitto per il Sahara Occidentale sarà compiuta nel quadro delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell'ONU"

 

15 febbraio 2006.

·        Tan Tan.

La popolazione sahraui della città ha chiesto la liberazione immediata del concittadino

Souwayehel Mohamed arrestato il 7 febbraio scorso. Si tratta di un parente del defunto Lekhlifi Abba Chiekh, ucciso dall'ufficiale marocchino Hmed Naji. I funerali di Lekhlifi non sono ancora stati celebrati; l'ufficiale è stato trasferito ad Agadir.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Quattro cittadini sahraui, arrestati nei giorni scorsi, sono stati rilasciati dopo aver subito violenti interrogatori: si tratta di Rguibi Hayoun, Salam Ezzerwali, Mbarek Fahmi e Elhairesh Mohamed.

 

·        Dakhla. Territori Occupati.

La polizia marocchina ha arrestato e maltrattato per alcune ore lo studente Edday Dayda Larabass prima di rilasciarlo.

 

·        Algeri.

L'ambasciatore iraniano in Algeria, Houssein Waleb, ha affermato in una intervista al quotidiano algerino Al Massa, che "l'Iran non concepisce una soluzione al conflitto per il Sahara Occidentale altro che nel quadro delle Nazioni Unite”.

 

16 febbraio 2006.

·        Smara. Territori occupati.

Ouzmani Laoulad ould Eman, soprannominato Loud, è stato condannato a un anno di carcere e ad una multa di 5000 dirham. Era stato arrestato il 5 febbraio scorso per aver fatto sventolare una bandiera sahraui. Durante il processo Loud ha testimoniato di essere stato torturato e che agenti di polizia gli hanno praticato a forza una iniezione, per neutralizzarlo durante il trasporto nel carcere di El Ayoun.

 

·        Chahid el Hafed. Territori Liberati.

L'Alto Commissariato delle NU per i Rifugiati (HCR) ha annunciato l'invio di soccorsi ai rifugiati dei campi profughi colpiti dall'alluvione. Un ponte aereo con partenza dalla Giordania è attualmente in allestimento per far arrivare tende, coperte, materassi e teloni di plastica. In collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (PAM) l'HCR prevede la distribuzione di alimenti d'urgenza alle famiglie colpite.

 

·        Algeri.

Il governo italiano ha deciso di sbloccare un "aiuto d'urgenza" a favore dei rifugiati sahraui colpiti dall'alluvione, per un valore di 85.000 euro  costituito da tende, coperte e medicinali, materiale  che sarà distribuito  dalla Mezza Luna algerina. Un aereo cargo è atteso nella giornata di sabato all'aeroporto di Tindouf. Altri aiuti italiani sono previsti da parte di varie regioni, amministrazioni locali ed OnG.

 

·        Madrid.

La Croce Rossa spagnola ha messo a disposizione della popolazione sahraui dei campi profughi di Tindouf 3 aerei-cargo  con 34 tonnellate di aiuti umanitari urgenti, che decolleranno tra oggi e domani dalla base aerea di Torrejòn de Ardoz e da quella delle Isole Canarie.

 

·        El Ayoun. Territorio Occupati.

Una unità di forze di repressione marocchina ha arrestato il cittadino sahraui Ahmoudi Hammad.

 

17 febbraio 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Poliziotti  in abiti civili hanno arrestato alle ore 21  il cittadino sahraui Alì Med Baha Med Taglabout di 18 anni, e lo hanno trasportato al commissariato dove è stato interrogato e brutalmente percosso per essere poi rilasciato dopo alcune ore. Nuovamente convocato in questura insieme al padre 57enne, è stato di nuovo bastonato di fronte al genitore con l'accusa di aver incitato altri giovani alla sommossa, aver confezionato bandiere sahraui e ammucchiato sassi sul tetto per poi gettarli sugli agenti dell'ordine. Prima di essere rilasciato ad Alì sono  state proposte due alternative: o cessare la sua attività o essere arrestato e condotto subito in carcere. Alì  ha preferito scegliere la prima soluzione.

 

·        Addis Abeba.

Il presidente della Commissione dell'Unione Africana (UA), Alpha Omar Konaré,  ricevendo Mhamed Khadad, membro della segreteria nazionale del Fronte Polisario ed emissario del presidente della RASD, ha riconfermato la posizione dell'UA per il Sahara Occidentale, dichiarando che "l'UA considera che la soluzione del conflitto è nello stretto rispetto  del diritto inalienabile del popolo sahraui all' autodeterminazione, conformemente alla legalità internazionale e alle risoluzioni pertinenti dell'ONU e dell'UA." 

 

·        Bruxelles.

Le conseguenze dell'accordo di pesca dell'UE con il Marocco, che include le acque territoriali del Sahara Occidentale, sono  state oggetto di discussione in seno alla commissione di esperti, a richiesta dei Governi inglese, svedese e danese. Mentre la Commissione reputa che quelle acque siano sotto amministrazione marocchina e che il popolo sahraui beneficerebbe  ugualmente del nuovo accordo, l'ONU ha chiaramente dichiarato illegale lo sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale.

 

·        Dakhla. Territori Occupati.

 L'attivista dei diritti umani Aoulad Chikh Mahjoub arrestato  davanti alla sede della delegazione marocchina della pesca marittima da 5 agenti, è stato portato in località fuori dalla città e poi abbandonato dopo aver subito torture. Trasportato all'ospedale da un passante, i medici si sono rifiutati di ospedalizzarlo. E' stata depositata una denuncia per questo rifiuto. Mahjoub era stato già ferito al capo durante una manifestazione il 27 giugno 2005 e nuovamente picchiato e ferito dalla polizia durante una manifestazione di pochi giorni fa.

 

·        Goulimine. Sud Marocco.

Sahel Lamine, arrestato a Goulimine il 6 febbraio scorso, è stato torturato prima del suo trasferimento nella prigione di Inzegane. Agenti di polizia marocchini hanno arrestato ieri il cittadino sahraui Moukhtar Benjelloun mentre era al suo posto di lavoro.

Il piccolo Butabaa  Mahfud, di 12 anni, è stato arrestato e maltrattato nel commissariato della polizia giudiziaria durante tre ore dall'agente Ichi Aboulhasan.

 

18 febbraio 2006.

·        Madrid / Chaid El Hafed..Territori Occupati.

Il presidente della Commissione Affari Esteri al Congresso dei deputati spagnoli, José Antonio Duràn y Lleida, ha affermato il 16 febbraio scorso, che la proposta del Marocco di offrire uno statuto di autonomia al Sahara sotto sovranità marocchina "sarebbe una buona soluzione."

A tale affermazione ha risposto la responsabile sahraui per gli Affari Esteri del Parlamento della RASD, Sig.a Larabas, dichiarando che "il Parlamento sahraui è indignato per quella dichiarazione, contraria alla legalità internazionale e al principio di un referendum di autodeterminazione".

 

·        Pisa. Italia.

Partenza del 13° volo di solidarietà.

 

19-24 febbraio 2006. Algeri.

Un seminario internazionale sulla lotta al terrorismo nel Maghreb e nella regione Sahel

sahariana si è tenuto ad Algeri con la partecipazione di 8 paesi africani (senza il Marocco, che non ha accettato di venire) e varie nazioni americane ed europee  (senza la Spagna). Il seminario era organizzato dal Centro africano di studi e ricerche sul terrorismo (CAERT) e dal Centro di Studi Strategici  sull'Africa (CESA) del dipartimento americano della Difesa.

19 febbraio 2006.

·        Madrid.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, in una intervista al giornale spagnolo "Mundo negro", ha dichiarato che "la Spagna, quale potenza amministratrice della sua ex-colonia, ha il dovere di sostenere il diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione e deve condannare le violazioni dei diritti umani commesse dal Marocco nei territori occupati del Sahara Occidentale".

 

20 febbraio 2006.

·        Dakhla. Territorio Occupati.

Il giovane sahraui El Luali Yekber Hasana Barray di 17 anni è stato prelevato in strada e condotto al commissariato di polizia dove è stato torturato, insultato e minacciato di morte con una pistola puntata da parte del responsabile della Sicurezza regionale Hariz El Aarbi, tristemente noto per le sue violenze. E' stato poi condotto fuori città spogliato dei suoi averi e abbandonato con alcune fratture costali e ferite al capo.

 

·        L’Organizzazione Mondiale contro la Tortura (OMT)

La Segreteria internazionale del’OMT ha lanciato un appello dal titolo: "Torture a bambini/ Uso eccessivo della forza da parte della polizia/ Detenzioni arbitrarie/ Scomparse forzate".

21 febbraio 2006.

 

·        Smara. Territori Occupati.

Sette cittadini sahraui sono stati arrestati durante una manifestazione pacifica nel quartiere Tan Tan: Ahmed Haddi, Eddaoudi Ambarek, Chiekh Hammadi, Frahani Lahbib, Azzaz El Ouali, El Mousaoui e Lakhdir Ambaré. Numerosi anche i feriti tra cui molti bambini e molte donne.

 

·        Chahid el Hafed. Territori liberati.

Oltre 200 atleti provenienti da Spagna, Italia, Germania e Algeria sono attesi nella wilaya di El Ayoun (Campi profughi sahraui) per partecipare alla 6a maratona internazionale prevista negli ultimi giorni del mese.

 

22 febbraio 2006.

·        Isole Canarie.

Una delegazione di parlamentari delle Baleari che voleva raggiungere il Sahara Occidentale, è stata bloccata alla partenza dell'aereo marocchino nell'aeroporto di Las Palmas nelle Isole Canarie, per ordine delle autorità marocchine.

 

·        Ouarzazate (Marocco).

Il Dr. Sbai Labbas che era stato arrestato il 2 febbraio scorso e condannato a 6 mesi di carcere, (vedi nota del 6 febbraio scorso) ha avuto in appello una diminuzione della condanna a 3 mesi. Il Dr. Sbai non accettando tale condanna continua lo sciopero della fame. Si può sottoscrivere la petizione in suo favore su:

<http://mhamid-travel.com/labbas/>

 

23 febbraio 2006Emilia Romagna. Italia.

Un charter di solidarietà partirà il 24 febbraio dall´Emilia-Romagna per i campi profughi Sahraui del deserto algerino. Più di 100 cittadini emiliano-romagnoli parteciperanno alle celebrazioni del 30° anniversario della proclamazione dello Stato sahraui in esilio e alla "Sahara Marathon 2006"  del 28 febbraio nonostante l´estrema emergenza determinata dalla violentissima pioggia, abbattutasi tra il 9 e il 12 febbraio scorso in quella zona, e che ha danneggiato gravemente le strutture dei campi profughi, distruggendone praticamente tre su quattro. Oltre la metà delle abitazioni nei campi di Awserd, Smara e El Ayoun, vicino a Tindouf, è stata infatti distrutta dalle inondazioni e un altro 25% è stato gravemente lesionato. Anche le infrastrutture dei campi hanno subito seri danneggiamenti e molti edifici pubblici sono crollati. Nessun ambulatorio al momento è utilizzabile e anche gli ospedali, compresi i depositi di farmaci e l´equipaggiamento medico, sono stati gravemente colpiti. Nei tre campi sono state distrutte anche molte scuole.

 

23 febbraio 2006.

·        Palma di Maiorca (Spagna).

La deputata del gruppo Popolare spagnolo (GP) Carmen Feliu, considera "indegno" il divieto del governo marocchino ad una delegazione parlamentare delle Isole Baleari, di lasciare il territorio spagnolo con destinazione El Ayoun occupata.

 

·        Bologna- Firenze. Italia. No al Muro!

Trasmissione di Radio for Peace e Nova Radio (Firenze) sui Muri come strumento di divisione tra i popoli. Al centro del programma ci saranno il Muro minato che divide il Sahara Occidentale, la situazione dei campi dopo l'alluvione, il Muro in costruzione tra Israele e Palestina, la campagna internazionale per una pace giusta, i possibili "ponti" per superare e abbattere questi muri, veri e propri strumenti di uno scontro di civiltà.

Verranno effettuati collegamenti in diretta con il Sahara Occidentale, i campi sahraui e la Palestina. La trasmissione è supportata anche da Radio Città Pescara, Radio Sherwood, Radio Beckwith, Radio Onda Rossa, Radio Onde Furlane che la ritrasmetteranno sulle proprie frequenze. Pagina speciale: http://www.radioforpeace.info/30rasd.htm

 

24 febbraio 2006.

·        Chahid El Hafed.

Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz,  ha ricevuto una nutrita delegazione italiana composta da parlamentari, sindaci e  altri rappresentanti di enti locali, e membri di comitati di solidarietà, in visita nei campi profughi.