Oltre il muro:
la RASDViolazioni dei Diritti Umani
nei Territori Occupati del Sahara
Occidentale.
ATTUALITA' dall' 1 al 28 febbraio 2006.
N°2

RASD-MAROC-ONU
Il Popolo sahraui non accetta l’autonomia proposta dal
Marocco.
http://www.spsrasd.info/sps-270206.html#2
Mohamed Abdelaziz « L’ONU ha deviato da suo
obiettivo »
-http://www.elwatan.com/2006-02-27/2006-02-27-37092
1° febbraio 2006.
·
Bouznika (Marocco).
Si
sono concluse le riunioni durate 3 giorni della Conferenza preparatoria del
Forum Social Maghrébin. 400 rappresentanti dei paesi del Maghreb e di
associazioni nate dall'immigrazione hanno discusso gli orientamenti per una
azione comune. Una delegazione sahraui, composta da 6 attivisti di cui 5
provenienti da El Ayoun e da Smara (Lahcen
e Lahoussine Moutik, Lahbib e Abdessalam Eddymaoui, Nguia Bouda e Mohamed Ahmed
Tirsal) ha preso parte ai lavori, insieme a 13 studenti sahraui di
Casablanca. La delegazione sahraui è stata accolta calorosamente dai
partecipanti. Due dei sahraui sono stati incaricati della redazione del rapporto finale: Bachir Moutik, venuto dalla Francia
come rappresentante di CORELSO, rapporteur del gruppo Pace e Soluzione del
conflitto, e Lahcen Moutik, rapporteur per il gruppo Mobilitazione e
Allargamento. Lo scopo di quest'ultimo gruppo era quello di trovare il sistema
per mobilitare la società civile maghrebina e per contattare le OnG che non
hanno potuto assistere a questo primo incontro.
·
2006. El Ayoun. Territori Occupati.
Alì Salem Mohamed Yahdid
Mohamed Saleh è morto l'altro ieri ad El Ayoun all'età di 100 anni. Salem aveva partecipato ai
primi movimento rivoluzionari nel Sahara. Arrestato il 26 febbraio 1976 era
scomparso durante 15 anni in carcere segrete marocchine, senza che i familiari
potessero sapere se fosse vivo o morto, e liberato soltanto nel 1991. Due dei
suoi 8 figli sono stati uccisi in combattimento nei primi anni dell'occupazione
marocchina del Sahara Occidentale, una delle sue figlie, Fatimetou Alì Salem, è
stata anch'essa desaparecida e ex-prigioniera politica per alcuni anni.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Aminattou Haidar, in un comunicato pervenuto alla SPS ha chiesto alla
comunità internazionale di "proteggere i civili sahraui indifesi contro la repressione selvaggia che si è
abbattuta du di loro dall'inizio dell'intifada dell'indipendenza" (maggio
2005). Essa inoltre ha chiesto al Governo Marocchino la liberazione incondizionata
di tutti i detenuti politici sahraui, e in primo luogo degli attivisti per i
diritti umani, e che sia tolto lo stato d'assedio imposto sul territorio
sahraui permettendo agli osservatori stranieri e alla stampa internazionale
l'accesso per rendersi conto della
situazione degradante dei diritti umani in cui è costretto il popolo sahraui
nel Sahara Occidentale.
·
2006. Madrid.
La
segretaria di Stato per la Cooperazione del Governo Spagnolo, Leira Pajin, ha dichiarato che la
Spagna ha "un obbligo storico"
verso il popolo sahraui e che il suo paese deve "agire attraverso gli sforzi diplomatici possibili per trovare una
soluzione definitiva e giusta al conflitto del Sahara Occidentale"
·
Unione Europea.
Alcuni
eurodeputati hanno chiesto alla Commissione Europea se non fosse il caso
d'intervenire per far riconsiderare la causa intentata dal tribunale di El
Ayoun contro Alì Salem Tamek. La condanna contro quest'ultimo era infatti stata
aggravata nel giudizio d'appello del 24 gennaio scorso, da 8 a 10 mesi di carcere.
·
Madrid.
Reporter
senza Frontiere(RSF) in un comunicato si mostra sorpresa "per la decisione del Governo marocchino di
proibire nel suo paese la distribuzione dell'edizione del 2 di febbraio del
giornale spagnolo Il Mondo contenente un articolo del giornalista Ali Lemrabet. " Il Governo
marocchino non si ferma davanti a nulla per mettere a tacere Ali Lemrabet, la
bestia nera del palazzo reale. Dopo averlo imprigionato, avergli proibito
di esercitare la professione e averlo perseguitato, le autorità di Rabat
vogliono dissuadere la stampa internazionale di aprirgli le sue
pagine", denuncia RSF. Senza pronunciarsi sul contenuto dell'articolo, RSF
"chiede alle autorità di non
proibire la distribuzione de Il Mondo, né di nessuna altra testata della stampa
spagnola". Nell’aprile del 2005 gli è stato proibito per 10 anni
l’esercizio della professione di giornalista. RSF riporta anche una
dichiarazioni di Lemrabet, "perfino
i regimi più repressivi del mondo che proibiscono ai suoi
giornalisti di scrivere liberamente all'interno delle sue frontiere, non
prolungano all'estero tale proibizione”.
·
Rabat.
Il
ministro marocchino degli Affari Esteri, Mohamed
Benaissa, ha inviato una lettera al Segretario Generale dell'ONU Kofi Annan affermando che il Marocco è
disposto ad iniziare negoziati prima possibile sul problema del Sahara
Occidentale e che presenterà prossimamente un progetto di autonomia a tale
scopo. Benaissa protesta inoltre contro ciò che definisce "la creazione di
un fatto compiuto nella zona tampone,
in cui sono stati costruiti
edifici e svolte attività diplomatiche fino a concludere anche contratti con
compagnie petrolifere".
2 febbraio 2006.
·
Windhoek. Namibia.
Il
presidente della Namibia, Hifikepunye
Lucas Pohamba, ha riaffermato "la posizione chiara e costante di
sostegno alla causa sahraui" chiedendo "una soluzione rapida del
conflitto del Sahara Occidentale per favorire la pace e la stabilità della
regione". La Namibia intrattiene ottime relazioni con la RASD fin dal
giugno 1990.
·
Rabat.
L'Associazione
Marocchina di Difesa dei Dritti Umani (AMDH) ha denunciato come arbitrarie le
condanne inflitte ai 14 detenuti politici sahraui e l'aumento della pena ad
alcuni di loro in seconda istanza, così come tutte le violazioni dei diritti
umani che i militanti sahraui hanno subito fin dal loro arresto ed in seguito fino alla loro condanna. L'AMDH
ha voluto inoltre ricordare che Amnesty International aveva affermato che i
militanti sahraui "sono stati condannati con un processo ingiusto".
·
New York.
Il
rappresentante del Fronte Polisariuo all'ONU, Ahmed Boukhari, ha
protestato contro la proposta marocchina di una autonomia, poiché tale proposta
rappresenta una violazione dei principi
che hanno portato al cessate-il-fuoco, firmato dalle due parti a suo tempo, e
che teneva in considerazione il diritto del popolo sahraui
all'autodeterminazione. Per questo il Marocco dovrà assumerne le responsabilità
politiche in caso di sua rottura. Boukhari ha ricordato che il Fronte Polisario
riconosce soltanto il diritto all'autodeterminazione attraverso un referendum,
che gli accordi di Madrid del 1975 non hanno alcuna validità giuridica così che
la presenza del Marocco nel Sahara Occidentale deve essere considerata illegale,
tanto è vero che la risoluzione 3437 dell'Assemblea Generale dell'ONU ha
qualificato quella presenza come "un'occupazione militare".
·
Goulimine (Sud del Marocco).
Circa
300 sahraui, uomini, donne e ragazzi, hanno organizzato una manifestazione di
protesta contro la occupazione marocchina del Sahara Occidentale davanti alla
sede della wilaya di Goulimine (corrispondente alla Prefettura), dalle ore
11,00 fino alle 15,30 quando le forze di polizia sono riuscite a disperdere i
manifestanti . Si contano parecchi feriti.
3 febbraio 2006.
·
Goulimine. Sud del Marocco.
La
popolazione sahraui ha di nuovo manifestato la propria protesta in modo più
massiccio, con una marcia di circa un migliaio di persone che partendo dal quartiere di Tairat alle
9,30 si sono dirette verso la sede
della wilaya. Le forze dell'ordine hanno istituito posti di blocco ed hanno caricato la folla con manganelli e bombe
lacrimogene. Quattro persone sono state ospedalizzate per le lesioni subite:
Taouil Mustapha, con ematomi vari alle mani, al dorso e ai piedi
Razak Abdelkader, varie ferite al capo che hanno necessitato molti
punti di sutura,
Mansouri Sahid, varie ferite al capo, anche queste suturate,
Lektaif lehbib, ematomi e ferite contuse al dorso, alle braccia e
alle gambe.
Nel
pomeriggio la città era deserta, tutti i negozi chiusi, le scuole chiuse,
pattuglie dei GUS, della polizia e dell'esercito circolano armate di tutto
punto nelle strade di tutti i
quartieri.
·
Bir Lehlou. Territori liberati.
Il
Presidente della RASD, Mohamed
Abdelaziz, in una nuova lettera al Segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, relativa alle dichiarazioni
fatte dal Ministro degli Esteri marocchino Mohamed
Benaissa, ha riaffermato il rigetto sahraui ad ogni proposta di soluzione
del conflitto del Sahara Occidentale che non rispetti il diritto inalienabile
del popolo sahraui all'autodeterminazione, stimando che le manovre marocchine
in atto rappresentino un attentato al processo di pace, la fine della MINURSO e,
di conseguenza, la fine della ragione fondamentale della firma, dell'entrata in
vigore e della continuità dell'attuale cessate-il-fuoco. Abdelaziz ha ricordato
che il Fronte Polisario non riconosce al Marocco alcuna rivendicazione ed ancor
meno una sovranità sul territorio del Sahara Occidentale e che gli accordi di
Madrid del 1975 sono stati un atto illegale che non cambia in nulla la natura
coloniale del problema che resta un problema di decolonizzazione incompiuta.
Come tale il problema va risolto in conformità della carta dell'ONU.
Il
Marocco è d'altronde sufficientemente informato del contenuto e della portata
del giudizio del Tribunale Internazionale di Giustizia del 16 ottobre 1975, che
nega qualsiasi validità alle sue rivendicazioni territoriali sul territorio
sahraui, così come del parere successivo del Dr. Hans Corel, incaricato del Dipartimento Legale dell'ONU in data 29
gennaio 2002, considerante che gli accordi di Madrid "non hanno trasferito la sovranità sul territorio né conferito a nessuno
dei firmatari la condizione di Potenza Amministratrice, poiché la Spagna non
poteva trasferire unilateralmente questo ruolo". Abdelaziz ha infine ricordato al Segretario
Generale dell'ONU, che il cessate-il-fuoco, che è stato accettato e firmato
dalle due parti in conflitto, il Marocco e il Polisario, fa "parte integrante di un Piano di Regolamento il
cui obiettivo è quello di permettere al popolo sahraui di esercitare attraverso
un referendum di autodeterminazione giusto e libero, organizzato e
supervisionato dall'ONU in
collaborazione con l'UA, il suo diritto alla libera determinazione"
come lo stabiliscono i paragrafi 4 e 6 del Piano di Regolamento del 1991.
4 febbraio 2006.
·
Copenaghen.
La
Danimarca ha richiesto alla Commissione Europea (UE) l'assicurazione che gli
accordi di sfruttamento delle risorse della pesca tra Marocco ed UE siano
conformi alla legalità sia secondo il diritto internazionale che per ciò che
riguarda il rispetto dello statuto del Sahara Occidentale in quanto territorio
autonomo.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Gli
studenti dei licei di El Ayoun hanno espresso la loro solidarietà con i
detenuti politici sahraui, uscendo in strada nei loro abiti tradizionali,
scandendo slogan ed innalzando bandiere della RASD.
Tre
studenti sahraui del liceo Lemsala,
Chtouki Moulay Ahmed, Dah Hassan e El Ghali Lechgar, sono stati arrestati
ed interrogati sotto tortura per più di 6 ore prima di essere rilasciati in uno
stato “critico”.
5 febbraio 2006.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Arresto
di Balla Cheijatou Alì Salem.
Interrogato per più di 8 ore e rilasciato dopo che gli agenti di polizia lo avevano maltrattato e gli avevano urinato
addosso
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Chahid El Hafed. Territori liberati.
La
Mezza Luna Rossa Sahraui (CRS) ha lanciato un
appello urgente a tutte le
organizzazioni umanitarie per venire in aiuto alle migliaia di bambini, di
donne e di anziani rifugiati nel sud dell'Algeria, dando la responsabilità
all'ONU, all'Alto Commissariato per i Rifugiati e al Programma Mondiale per
l'Alimentazione del silenzio tenuto da questi organismi davanti alla attuale
situazione di grave carenza di aiuti.
Il
CRS ha inoltre ricordato che lo stock di medicinali per i rifugiati sahraui,
finanziato negli ultimi anni dall'Ufficio Europeo di aiuti umanitari (ECHO), è
completamente esaurito; che la somma destinata da ECHO per l'assistenza in
medicinali non ha rappresentato altro che il 25% dei bisogni di prima necessità
per i rifugiati sahraui e che i quantitativi per l'assistenza previsto dal
novembre u.s. non sono stati ancora consegnati.
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Chahid El Hafed. Territori liberati.
L'osservatorio
americano di difesa dei diritti umani, Human Rights Watch, afferma che "i diritti umani continuano ad essere violati
nel Marocco e nel Sahara Occidentale, dove le forze di sicurezza usano la
violenza per reprimere le manifestazioni di protesta della popolazione sahraui
mentre la Giustizia continua ad essere iniqua".
·
Dakhla. Territori Occupati.
Durante
manifestazioni di protesta della popolazione le forze di occupazione marocchine
intervenute brutalmente hanno ferito 7 dimostranti, attivisti per i diritti
umani: El Mamy Amar Salem, Oulad Chiekh
El Mahjoub, Miské Ahmed Zein, Hamadi Ahmed Menhanoun, Mohamed Brahim Machman,
Ahmed Baya, Wanna Beida, tutti attualmente in condizioni gravi. Altre 14
persone sono state malmenate selvaggiamente : Bouaila Salama Hamdi, Bouaila Mohamed Yahdih, Bouaila Mohamed Mahmoud,
Bouaila Gouha, Bouaila Melah, Bouaila Chreifa, Youcef Mrabih, Hamdi Ali Bouna,
Laroussi El Meki, Sidi El Hafed, Allah Chegaf, Khadou Amar Salem, Nguiya
Bouaila, bela Cheikhatou Ali Salem. Le forze di sicurezza marocchine hanno
inoltre devastata l'abitazione delle famiglie di Adou Ahmed Zein, di Dala Bouaila e di Othman Bouaila, mentre hanno
arrestato il cittadino Bela Bouaila.
·
Chahid El Hafed. Territori liberati.
Il
Comitato algerino di solidarietà con il popolo sahraui ha chiesto alla comunità
internazionale che siano applicate le risoluzioni dell'ONU sul Sahara
Occidentale "per assicurare la pace, la stabilità e lo sviluppo di tutti i
popoli della regione, ivi compreso il popolo del Sahara Occidentale."
·
Goulimine. Sud del Marocco.
La
popolazione sahraui della città è tornata sulle piazze con una marcia di
protesta. Le forze di polizia sono intervenute e ci sono stati numerosi scontri
con i manifestanti, che hanno bruciato copertoni di auto e scritto slogan a
favore dell'indipendenza sui muri delle strade. Molte persone sono state
arrestate e, al momento attuale, non si sa dove siano state portate Le abitazioni di militanti sahraui per i
diritti umani sono accerchiate e sorvegliate da agenti dei servizi segreti.
Anche gli studenti sahraui hanno manifestato per conto loro nelle sedi
scolastiche, innalzando bandiere della RASD.
Una
diecina di agenti dei servizi segreti marocchini verso le ore 21 sono penetrati
nella casa dell'attivista sahraui per i diritti umani Lamin Said Mohamed Sahel, sfondandone la porta, e dopo aver
perquisito e saccheggiato l'alloggio, hanno arrestato Lamin . Non sono state
date spiegazioni ai parenti né si sa dove l'arrestato sia stato condotto.
Dall'alloggio sono stati asportati il
computer, il cellulare, un altro telefono, vari libri e vari CD.
Altri
quattro cittadini sahraui sono stati arrestati durante le manifestazioni
pacifiche che hanno avuto luogo in città
per il rispetto dei diritti umani: Rgueibi
Lkhlipha, Lakraini Moustapha, Chekraoui Bachir e Aabani Brahim
·
Ouarzazate. Marocco.
Alì
Sbaai ould Mohamed Cheikh ould Sid Laabasse, cittadino di origine sahraui con doppia cittadinanza marocchina e
svizzera, medico e proprietario di una agenzia di turismo e di spedizioni, ha
denunciato le autorità locali perché tolleranti un traffico di dromedari, di
sigarette e di haschich con l'Algeria. Arrestato per ritorsione il 2 febbraio
scorso e condannato a 6 mesi di carcere, ha iniziato uno sciopero della fame per protesta. La popolazione ha manifestato più volte contro la
condanna e in segno di solidarietà con Alì Sbaai.
7 febbraio 2006.
·
Madrid.
Il
quotidiano spagnolo El Paìs ha sottolineato in un importante e dettagliato
articolo di ieri dell'esperto per i problemi sahraui, Tomàs Bàrbulo, che "rinunciare al Regolamento sulla questione del Sahara
Occidentale, accettato sia dal Marocco
che dal Polisario nel 1991, sarebbe per
l'ONU rinunciare al proprio ruolo, anche se il ruolo che svolge la MINURSO oggi
è lungi dal corrispondere agli obiettivi per i quali la sua missione fu creata
e cioè quello di organizzare un referendum di autodeterminazione in 8 mesi". Oggi infatti, dopo 15 anni, dopo 31 proroghe
e 600 milioni di euro di spese, il referendum è ancora in alto mare.
In
relazione alla liberazione dei prigionieri di guerra, l'articolista di El Paìs
nota che il Polisario ha liberato nell'agosto scorso gli ultimi prigionieri
marocchini mentre
il Marocco non ha dato nemmeno notizie dei prigionieri sahraui scomparsi nelle
carceri del Marocco.
L'articolista
ha inoltre affermato che il Marocco vorrebbe una MINURSO debole ma che non
desidera la sua partenza poiché la sua presenza permette lo stato attuale delle
cose, protegge cioè lo sfruttamento illegale delle risorse naturali del Sahara
Occidentale e tiene lontani i rifugiati sahraui dal loro territorio. Il
Polisario è anche favorevole al mantenimento della MINURSO ma solo se
rafforzata in modo da poter regolare il conflitto in conformità delle
risoluzioni pertinenti dell'ONU.
Nell'articolo
si cita inoltre il fatto che il Marocco ha installato due gigantesche antenne
in vicinanza del quartiere generale della MINURSO ad El Ayoun che nessuno sa a
cosa servano ma che vengono associate nell'opinione di molti, ad una stazione
di ascolto sulla MINURSO. In una intervista con il comandante delle forze
militari della MINURSO, il generale di brigata danese Kurt Mosgaard, questi si è detto all'oscuro della funzione di dette
antenne ma non ha né confermato né smentito la loro funzione di spionaggio. In
ogni modo il quartier generale della MINURSO è strettamente sorvegliato dalla
polizia marocchina che procede all'identificazione di ogni visitatore e, in alcuni casi, ne
impedisce l'ingresso. Ad
una domanda a proposito delle mine disseminate dall'esercito marocchino lungo
il muro militare (detto il Muro della Vergogna), costruito dal Marocco e che divide in due zone il Sahara
Occidentale, il capo della MINURSO ha indicato che ne esistono circa un
milione, di cui solo qualche migliaio è stato disinnescato. "Il problema
delle mine continuerà a porsi nel territorio
lungo il muro per almeno 50 anni. Il clima caldo e secco e la sabbia
impediscono l'ossidazione delle mine così che restano attive per molti
anni" ha concluso il capo della MINURSO.
·
Chahid El Hafed. Territori liberati.
Il
Governo della RASD ha accolto con soddisfazione l'annuncio fatto dalla società
petrolifera australiana Baraka, nel suo rapporto di attività del 1° gennaio
2006, di porre
fine alle attività di prospezione nella regione di Tarfaya che tocca
una parte del territorio sahraui, ha dichiarato il Rappresentante del Fronte
Polisario in Australia, Kamal
Fadel.
Il
Governo sahraui aveva ricordato alla società l'illegalità della sua presenza in
una zona che ingloba una parte delle acque territoriali sahraui chiedendole, di
conseguenza, di ritirarsi dalla zona.
Cogliendo
questa occasione il Polisario "rinnova
il suo appello a Kerr Mcgee, altra compagnia petrolifera, ed ai suoi
partner di ritirarsi immediatamente dalle acque territoriali del Sahara
Occidentale perché la loro presenza costituisce un affronto al popolo
sahraui".
L'attività
illegale di queste compagnie è "un
fattore di destabilizzazione in una regione particolarmente delicata con molta
tensione e resistenza civile dei sahraui". Questa presenza "paralizza il processo di decolonizzazione in
corso e costituisce un sostegno morale ed economico all'intransigenza del
regime marocchino”.
Il
governo della RASD ha esortato tutti gli azionisti, gli investitori, i
consiglieri e gli imprenditori di usare tutta la loro influenza per convincere
Kerr McGee ed i suoi partner a rispettare i principi del diritto internazionale
e gli sforzi di pace dell'ONU mettendo, "immediatamente", fine al
loro impegno nel Sahara Occidentale.
8 febbraio 2006.
·
Quito (Ecuador).
La
repubblica dell'Ecuador e la RASD hanno
annunciato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra i due stati.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Nuove
manifestazioni di cittadini sahraui a favore dell'indipendenza e del referendum
di autodeterminazione si sono svolte nel centro cittadino , represse dalle
forze di polizia che hanno disperso ed inseguito i manifestanti. Le forze di
polizia sono in uno stato isterico dovuto al continuo apparire di nuove
manifestazioni in diversi quartieri con
scritte sui muri e apparizione di bandiere della RASD su pali telefonici o su
edifici cittadini. Tre giovani sorelle sahraui, Chikha Salama Ould Mnayssir (di
19 anni), Hjabbouha Salama Ould Mnayssir (di 17 anni) e Ghlaya Salama Ould
Mnayssir (di 14 annui) sono state arrestate nella loro case dalle forze di
repressione marocchine. La loro madre, Sig.a Khadijattou Alì Omar Bachir,
insieme ad un figlio di 22 anni, Abdallah Salama Mnayssir, erano già stati
arrestati tempo fa e " scomparsi" nelle mani dei servizi di polizia.
·
Roma.
L’incontro
nella libreria ‘Bibli’ di Roma. è stato promosso dal Gruppo Italia 2 di Amnesty
International, guidato da Laura Novelli, che ha introdotto
brevemente il dibattito, da Marisa
Rodano, ex-partigiana, parlamentare alla Costituente, ex parlamentare
europea e oggi segretaria nazionale dell’ANSPS (Associazione nazionale di
solidarietà con il popolo Sahraui), e dal vice rappresentante del Polisario in
Italia Salem Hamada.
9 febbraio 2006.
·
Algeri.
Il
presidente della repubblica algerina, Abdelaziz Bouteflika, ha affermato che
" il problema del Sahara Occidentale è un problema di decolonizzazione la
cui soluzione è nell'esercizio del popolo sahraui al suo diritto
all'autodeterminazione…L'Algeria non è direttamente coinvolta nel conflitto,
malgrado i tentativi del Marocco per comprometterla, ma tuttavia il governo
algerino si interessa al conflitto poiché si tratta di un problema di pace e di
stabilità della nostra regione".
·
El Ayoun. Territori occupati.
Gli
attivisti sahraui dei diritti umani detenuti nel Carcel Negro e in altre
prigioni marocchine, hanno indirizzato alla compagnia petrolifera americana
Kerr-Mcgee un invito a non più rinnovare il suo contratto di prospezioni nei territori occupati del Sahara
Occidentale, firmato con il Marocco e scadente il 6 aprile 2006, poiché
illegale, in violazione al diritto internazionale, senza il consenso dei veri
proprietari del territorio e cioè del popolo sahraui.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Il
detenuto politico, difensore dei diritti umani e presidente dell'Associazione
sahraui delle vittime di violazioni dei diritti umani commesse dal Marocco, Brahim Dahane, è comparso davanti al
GIP. Era stato arrestato il 30 ottobre scorso per le sue attività di difensore
dei diritti umani e il sostegno da lui dato alla famiglia del martire Hamdi Lembarki. Le autorità marocchine
hanno falsificato il verbale, che Dahane non ha né visto né firmato e stanno
tentando di incriminarlo per delitti di natura penale.
·
Oslo. Norvegia.
La
Fondazione Norvegese per i Diritti Umani RAFTO, in relazione
all'aggravarsi della situazione di violazioni dei diritti umani nel Sahara
Occidentale, ha rivolto un appello al Governo Norvegese chiedendo di fare
pressione sul Governo del Marocco per mettere un termine ai trattamenti disumani come torture,
umiliazioni e minacce contro i difensori dei diritti umani sahraui
ingiustamente condannati, di rivedere i processi contro i 14 detenuti politici
sahraui davanti al tribunale di El Ayoun e di
autorizzare rappresentanti del Governo Norvegese, di OnG e dei
mass-media ad accedere liberamente nel
territorio del Sahara Occidentale occupato.
·
Parigi.
Gli
11 avvocati osservatori al processo contro i 14 attivisti sahraui per i diritti
umani, originari di 5 diverse nazioni, hanno rilasciato un rapporto collettivo
sulla loro missione d'osservazione ad El Ayoun.
·
El Ayoun. Territori
Occupati.
14 cittadini sahraui, arrestati nei giorni passati
in seguito a manifestazioni per l'indipendenza del Sahara Occidentale, sono
comparsi davanti al giudice d'istruzione del tribunale di El Ayoun. Si tratta
di Brahim Dahane, Sidi Sayli, El Idrissi
Sidi Bedde, Hadi Maouloud, Njourni Baha, Chayne Med, Cheikh Amaydane, Ait
Abaylou Brahim, Leghzal Taher, Malaaynin Tergui, Moustapha Labras, Brahim
Labras, Eddaha Tanji e El Bachir.
Cinque
giovani sahraui, arruolati contro il loro volere nell'esercito marocchino, e
che avevano disertato per raggiungere l'armata di liberazione sahraui, sono
stati intercettati dalle guardie di frontiera con l'Algeria. Non si hanno
notizie della loro sorte.
11 febbraio
2006.
·
Boujdour. Territori
Occupati.
Gruppi di cittadini sahraui che manifestavano a
favore dell'indipendenza e che brandivano bandiere sahraui, sono stati dispersi
dalle forze di polizia marocchina. Numerosi i feriti, 3 gli arrestati tra i
quali Hafed Abdelmoulay ould Hafed,
con una brutta ferita al capo. Le famiglie degli arrestati hanno organizzato un
sit-in di protesta davanti al commissariato.
·
El Ayoun. Territori
Occupati.
Il Marocco ha bloccato
l'accesso ad El Ayoun ad una delegazione di diplomatici scandinavi (Norvegia,
Svezia e Finlandia). Secondo Ronny Hansen, presidente del Comitato
Norvegese per il Sahara Occidentale, la delegazione costituita da diplomatici
che lavorano a Rabat, aveva ottenuto l’OK dalle autorità marocchine per
visitare il Sahara. Sarebbero stati dissuasi alla vigilia della loro partenza,
per telefono. I diplomatici scandinavi avevano in programma di incontrare
attivisti sahraui favorevoli all’indipendenza, ufficiali marocchini e
rappresentanti della Minurso . Secondo il portavoce del ministero norvegese
degli Affari Esteri, le autorità marocchine hanno considerato che l'oggetto del
loro viaggio a El Aaiun era "improprio". Le cancellerie dei
diplomatici respinti hanno vivamente protestato per il rifiuto marocchino. È la
seconda volta nel giro di tre mesi che rappresentanti scandinavi si vedono
rifiutare, da Rabat, l'accesso nel Sahara. Il ministro delegato agli Affari Esteri
marocchino aveva, in novembre, assicurato al suo omologo svedese che “si trattava di un
malinteso" rassicurandolo e chiedendoli di evitare "d'ora
in poi questo genere di situazioni inopportune", ha riportato
l'agenzia spagnolo EFE.
I
paesi scandinavi hanno deciso di portare il problema dei diritti umani nel Sahara
Occidentale davanti alle istanze dell'Unione Europea. (Le journal-hebdo)
·
Da Bologna a El Ayoun occupata.
Radio for Peace, Yakoub e
Jacqueline Philippe con l’aiuto di Giulio in diretta telefonica con Aminattou Haidar a El Ayoun.
Aggiornamento sulla situazione nel territorio occupato, sulle violazioni
continue sulla popolazione, sulla situazione nel Carcel negro, sul non rispetto
dell’etica dei medici marocchini durante questa fase di repressione che
continua all’infinito. Chi ne vuole sapere di più http://www.radiokcentrale.it/du.htm
12 febbraio
2006.
Nei giorni scorsi (tra il 9
e l'11 febbraio) negli accampamenti dei profughi Sahraui nella regione di
Tindouf (Algeria) si sono verificate delle inondazioni a causa delle forti
piogge e il conseguente straripamento dei torrenti.
Secondo le prime stime
della Mezza Luna Rossa almeno il 50% delle strutture dei campi (oltre alle
case, dispensari, ospedali, asili e scuole) sono andate distrutte e circa
12.000 famiglie si trovano senza tetto.
Si temono emergenze
sanitarie a causa delle acque stagnanti che rappresentano un potenziale fattore
di epidemie tra i rifugiati. Sono state interrotte le attività scolastiche per
il rischio di ulteriori crolli delle strutture; numerose famiglie dovranno
essere evacuate nei prossimi giorni.
Le associazioni e le ong
italiane e straniere presenti nei campi hanno sospeso i rispettivi progetti per
fronteggiare lo stato d'emergenza. Il CRIC e Africa 70 in questo momento hanno
operatori nei campi che, in coordinamento con le altre ong ed associazioni e
con le istituzioni sahraui e internazionali, stanno verificando la situazione,
raccogliendo dati ed informazioni in modo da ottenere un quadro chiaro delle
necessità nel breve e nel medio periodo che permetterà di individuare i settori
prioritari in cui orientare le azioni di appoggio alla popolazione.
foto sull’inondazione le potete trovare
sul sito:trovate
http://www.uco.es/voluntariado/fotos_inundaciones_sahara.htm

·
Chaid El Hafed.
L'Armata Nazionale Popolare Algerina (ANP) ha
inviato nei campi profughi sahraui nella regione di Tindouf importanti quantità
di aiuti umanitari come anche alcune équipes mediche specializzate, varie strutture
mediche mobili e ambulanze, in aiuto alla popolazione colpita dalle piogge
torrenziali e dalle inondazioni che hanno allagato quei campi profughi.
La
Mezza Luna Rossa sahraui ha lanciato un
appello urgente a tutti i governi e a tutte le organizzazioni internazionali
per aiutare i rifugiati sahraui colpiti dall'alluvione.
Secondo
le prime stime oltre 12.000 famiglie
hanno perso tutto, dalle tende o altre abitazioni/rifugio in mattoni di
argilla, alle poche riserve di alimenti
e di vestiario che avevano. I danni hanno anche colpito gli edifici governativi
di base quali le scuole, gli ospedali e gli ambulatori. Non sono segnalate
perdite di vite umane o feriti gravi.
E'
stata costituita una unità di crisi da parte del Governo della RASD incaricata
di garantire l'applicazione corretta delle misure di aiuto alle persone
danneggiate.
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Smara
Manifestazioni pacifiche per l'indipendenza si sono
verificate in vari quartieri della città in occasione dell'arrivo delle
famiglie venute dai campi profughi di Tindouf nel programma di scambi di visite
tra le famiglie sahraui divise dal "muro della vergogna".
13 febbraio
2006.
·
Chahid el Hafed..
Il Governo della RASD ha preso nota con piacere
della posizione del Governo spagnolo espressa in un comunicato del Ministero
degli Esteri spagnolo, nella quale sono state ben determinate le due parti in
conflitto per il Sahara Occidentale e cioè il Fronte Polisario, quale
rappresentante legittimo del popolo sahraui, e il governo del Marocco.
·
Bruxelles.
19 organizzazioni hanno lanciato una campagna dal
titolo "Pescate
altrove! Niente pesca europea nel Sahara Occidentale" chiedendo
ai membri del Parlamento Europeo e agli Stati membri dell'UE, di vietare ogni
tipo di pesca a battelli europei nelle
acque del Sahara Occidentale.
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Boujdour. Territori
Occupati.
L'ex detenuto politico sahraui Hafed Abdelmoulay ould Hafed è comparso davanti al giudice
d'istruzione.
Una nuova manifestazione è partita dal liceo Omar
Bnou Al Khattab in sua solidarietà, violentemente dispersa dalla polizia.
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El Ayoun. Territori
Occupati.
Unità di forze mobili marocchine (CMI) insieme a
gruppi di GUS e di soldati, continuano a sorvegliare le principali arterie
della città. Numerosi edifici scolastici, in particolare il liceo Lamsalla,
sono ormai da tre mesi strettamente controllati dalle forze di sicurezza che
provocano gli studenti sahraui anche entrando negli edifici scolastici, con la
collaborazione dei direttori e sorveglianti marocchini. Due studenti, Ahmed Salem Mohamed Salem e Khayrou Mahmoud
El Karrashi, sono stati fermati e maltrattati per alcune ore.
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Mhamid el Ghezlan. (sud del
Marocco).
Gli abitanti della regione (giurisdizione di
Ouarzazate) hanno manifestato protestando in corteo per l'arresto del medico
dottor Alì Sbai Labbas, avvenuto il
2 febbraio scorso e subito condannato a 6 mesi di carcere in assenza di
avvocati e dopo un processo farsa. Il dr. Labbas, figlio di un famoso
resistente contro il dominio coloniale francese, ha deciso di iniziare uno
sciopero della fame di protesta contro il suo arresto illegale e il ridicolo
processo. E' probabile che le origini sahraui del dr. Labbas abbiano a che fare
con il suo arresto e la sua condanna. Proveniente da una famiglia agiata il dr.
Labbas ha studiato in Marocco, poi in Russia ed ha approfondito i suoi studi in
Svizzera dove viveva e lavorava. Avendo deciso di tornare nella sua città
natale per aiutare la sua comunità a sormontare la situazione economica e
sociale molto precaria colà esistente, si è attivato per costruire alcuni
progetti turistici e culturali e per conservare il patrimonio storico e
culturale del suo popolo mettendo le sue conoscenze, la sua esperienza e la sua
fortuna a disposizione per quella causa.
14 febbraio
2006.
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Chahid el Hafed.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha ricevuto il rappresentante dell'agenzia
spagnola di Cooperazione internazionale (AECI), sig.a Ana Gonzalez Ortiz, che lo ha informato sugli aiuti che l'AECI ha
già iniziato ad inviare per alleviare le condizioni dei rifugiati sahraui
colpiti dall'alluvione: 3 aerei-cargo, di cui 2 già atterrati a Tindouf,
con 48 tonnellate di aiuti umanitari d'urgenza, il materiale per impiantare un
ospedale mobile, accompagnati da un'équipe
composta da 4 medici e alcuni infermieri specializzati in aiuti di
emergenza.
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Fez . Marocco.
Il Ministro degli Esteri britannico, Jack Straw, nel corso di una breve
visita in Marocco, ha dichiarato che "ogni
ricerca di soluzioni al conflitto per il Sahara Occidentale sarà compiuta nel
quadro delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e dell'ONU"
15 febbraio
2006.
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Tan Tan.
La popolazione sahraui della città ha chiesto la
liberazione immediata del concittadino
Souwayehel
Mohamed
arrestato il 7 febbraio scorso. Si tratta di un parente del defunto Lekhlifi
Abba Chiekh, ucciso dall'ufficiale marocchino Hmed Naji. I funerali di Lekhlifi
non sono ancora stati celebrati; l'ufficiale è stato trasferito ad Agadir.
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El Ayoun. Territori
Occupati.
Quattro cittadini sahraui, arrestati nei giorni
scorsi, sono stati rilasciati dopo aver subito violenti interrogatori: si
tratta di Rguibi Hayoun, Salam
Ezzerwali, Mbarek Fahmi e Elhairesh Mohamed.
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Dakhla. Territori Occupati.
La polizia marocchina ha arrestato e maltrattato per
alcune ore lo studente Edday Dayda
Larabass prima di rilasciarlo.
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Algeri.
L'ambasciatore iraniano in Algeria, Houssein Waleb, ha affermato in una
intervista al quotidiano algerino Al Massa, che "l'Iran non concepisce una soluzione al conflitto per il Sahara
Occidentale altro che nel quadro delle Nazioni Unite”.
16 febbraio
2006.
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Smara. Territori occupati.
Ouzmani
Laoulad ould Eman, soprannominato Loud, è
stato condannato a un anno di carcere e ad una multa di 5000 dirham. Era stato
arrestato il 5 febbraio scorso per aver fatto sventolare una bandiera sahraui.
Durante il processo Loud ha testimoniato di essere stato torturato e che agenti
di polizia gli hanno praticato a forza una iniezione, per neutralizzarlo
durante il trasporto nel carcere di El Ayoun.
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Chahid el Hafed. Territori
Liberati.
L'Alto Commissariato delle NU per i Rifugiati (HCR)
ha annunciato l'invio di soccorsi ai rifugiati dei campi profughi colpiti
dall'alluvione. Un ponte aereo con partenza dalla Giordania è attualmente in
allestimento per far arrivare tende, coperte, materassi e teloni di plastica.
In collaborazione con il Programma Alimentare Mondiale (PAM) l'HCR prevede la
distribuzione di alimenti d'urgenza alle famiglie colpite.
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Algeri.
Il
governo italiano ha deciso di sbloccare un "aiuto d'urgenza" a favore
dei rifugiati sahraui colpiti dall'alluvione, per un valore di 85.000 euro costituito da tende, coperte e medicinali,
materiale che sarà distribuito dalla Mezza Luna algerina. Un aereo cargo è
atteso nella giornata di sabato all'aeroporto di Tindouf. Altri aiuti italiani
sono previsti da parte di varie regioni, amministrazioni locali ed OnG.
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Madrid.
La Croce Rossa spagnola ha messo a disposizione
della popolazione sahraui dei campi profughi di Tindouf 3 aerei-cargo con 34 tonnellate di aiuti umanitari
urgenti, che decolleranno tra oggi e domani dalla base aerea di Torrejòn de
Ardoz e da quella delle Isole Canarie.
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El Ayoun. Territorio
Occupati.
Una unità di forze di repressione marocchina ha
arrestato il cittadino sahraui Ahmoudi
Hammad.
17 febbraio
2006.
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El Ayoun. Territori
Occupati.
Poliziotti
in abiti civili hanno arrestato alle ore 21 il cittadino sahraui Alì
Med Baha Med Taglabout di 18 anni, e lo hanno trasportato al commissariato
dove è stato interrogato e brutalmente percosso per essere poi rilasciato dopo
alcune ore. Nuovamente convocato in questura insieme al padre 57enne, è stato
di nuovo bastonato di fronte al genitore con l'accusa di aver incitato altri
giovani alla sommossa, aver confezionato bandiere sahraui e ammucchiato sassi
sul tetto per poi gettarli sugli agenti dell'ordine. Prima di essere rilasciato
ad Alì sono state proposte due
alternative: o cessare la sua attività o essere arrestato e condotto subito in
carcere. Alì ha preferito scegliere la
prima soluzione.
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Addis Abeba.
Il presidente della Commissione dell'Unione Africana
(UA), Alpha Omar Konaré, ricevendo Mhamed Khadad, membro della segreteria nazionale del Fronte
Polisario ed emissario del presidente della RASD, ha riconfermato la posizione
dell'UA per il Sahara Occidentale, dichiarando che "l'UA considera che la soluzione del conflitto è nello stretto
rispetto del diritto inalienabile del
popolo sahraui all' autodeterminazione, conformemente alla legalità
internazionale e alle risoluzioni pertinenti dell'ONU e dell'UA."
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Bruxelles.
Le conseguenze dell'accordo di pesca dell'UE con il
Marocco, che include le acque territoriali del Sahara Occidentale, sono state oggetto di discussione in seno alla
commissione di esperti, a richiesta dei Governi inglese, svedese e danese.
Mentre la Commissione reputa che quelle acque siano sotto amministrazione
marocchina e che il popolo sahraui beneficerebbe ugualmente del nuovo accordo, l'ONU ha chiaramente dichiarato illegale lo
sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale.
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Dakhla. Territori Occupati.
L'attivista
dei diritti umani Aoulad Chikh Mahjoub
arrestato davanti alla sede della
delegazione marocchina della pesca marittima da 5 agenti, è stato portato in
località fuori dalla città e poi abbandonato dopo aver subito torture.
Trasportato all'ospedale da un passante, i medici si sono rifiutati di
ospedalizzarlo. E' stata depositata una denuncia per questo rifiuto. Mahjoub
era stato già ferito al capo durante una manifestazione il 27 giugno 2005 e
nuovamente picchiato e ferito dalla polizia durante una manifestazione di pochi
giorni fa.
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Goulimine. Sud Marocco.
Sahel Lamine, arrestato a Goulimine il 6
febbraio scorso, è stato torturato prima del suo trasferimento nella prigione
di Inzegane. Agenti di polizia marocchini hanno arrestato ieri il cittadino
sahraui Moukhtar Benjelloun mentre
era al suo posto di lavoro.
Il piccolo Butabaa
Mahfud, di 12 anni, è stato arrestato e maltrattato nel commissariato
della polizia giudiziaria durante tre ore dall'agente Ichi Aboulhasan.
18 febbraio
2006.
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Madrid / Chaid El Hafed..Territori Occupati.
Il presidente della Commissione Affari Esteri al
Congresso dei deputati spagnoli, José
Antonio Duràn y Lleida, ha affermato il 16 febbraio scorso, che la proposta
del Marocco di offrire uno statuto di autonomia al Sahara sotto sovranità
marocchina "sarebbe una buona
soluzione."
A tale affermazione ha risposto la responsabile
sahraui per gli Affari Esteri del Parlamento della RASD, Sig.a Larabas,
dichiarando che "il Parlamento
sahraui è indignato per quella dichiarazione, contraria alla legalità
internazionale e al principio di un referendum di autodeterminazione".
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Pisa. Italia.
Partenza del 13° volo di
solidarietà.
19-24 febbraio
2006. Algeri.
Un seminario internazionale sulla lotta al
terrorismo nel Maghreb e nella regione Sahel
sahariana si è tenuto ad Algeri con la
partecipazione di 8 paesi africani (senza il Marocco, che non ha accettato di
venire) e varie nazioni americane ed europee
(senza la Spagna). Il seminario era organizzato dal Centro africano di
studi e ricerche sul terrorismo (CAERT) e dal Centro di Studi Strategici sull'Africa (CESA) del dipartimento
americano della Difesa.
19 febbraio
2006.
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Madrid.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, in una
intervista al giornale spagnolo "Mundo negro", ha dichiarato che
"la Spagna, quale potenza amministratrice della sua ex-colonia, ha il
dovere di sostenere il diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione e deve
condannare le violazioni dei diritti umani commesse dal Marocco nei territori
occupati del Sahara Occidentale".
20 febbraio
2006.
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Dakhla. Territorio Occupati.
Il giovane sahraui El Luali Yekber Hasana Barray di 17 anni è stato prelevato in
strada e condotto al commissariato di polizia dove è stato torturato, insultato
e minacciato di morte con una pistola puntata da parte del responsabile della
Sicurezza regionale Hariz El Aarbi, tristemente noto per le sue
violenze. E' stato poi condotto fuori città spogliato dei suoi averi e abbandonato
con alcune fratture costali e ferite al capo.
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L’Organizzazione Mondiale
contro la Tortura (OMT)
La Segreteria internazionale del’OMT ha lanciato un
appello dal titolo: "Torture a bambini/ Uso eccessivo della forza da parte
della polizia/ Detenzioni arbitrarie/ Scomparse forzate".
21 febbraio
2006.
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Smara. Territori Occupati.
Sette cittadini sahraui sono stati arrestati durante
una manifestazione pacifica nel quartiere Tan Tan: Ahmed Haddi, Eddaoudi Ambarek, Chiekh Hammadi, Frahani Lahbib, Azzaz El
Ouali, El Mousaoui e Lakhdir Ambaré. Numerosi anche i feriti tra cui molti
bambini e molte donne.
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Chahid el Hafed. Territori
liberati.
Oltre 200 atleti provenienti da Spagna, Italia,
Germania e Algeria sono attesi nella wilaya di El Ayoun (Campi profughi
sahraui) per partecipare alla 6a maratona internazionale prevista negli ultimi
giorni del mese.
22 febbraio
2006.
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Isole Canarie.
Una delegazione di parlamentari delle Baleari che
voleva raggiungere il Sahara Occidentale, è stata bloccata alla partenza
dell'aereo marocchino nell'aeroporto di Las Palmas nelle Isole Canarie, per
ordine delle autorità marocchine.
Il Dr. Sbai Labbas che era stato arrestato il
2 febbraio scorso e condannato a 6 mesi di carcere, (vedi nota del 6 febbraio
scorso) ha avuto in appello una diminuzione della condanna a 3 mesi. Il Dr.
Sbai non accettando tale condanna continua lo sciopero della fame. Si può sottoscrivere la petizione in suo
favore su:
<http://mhamid-travel.com/labbas/>
23 febbraio 2006 – Emilia
Romagna. Italia.
Un
charter di solidarietà partirà il 24
febbraio dall´Emilia-Romagna per i campi
profughi Sahraui del deserto algerino. Più di 100 cittadini emiliano-romagnoli
parteciperanno alle celebrazioni del 30° anniversario della
proclamazione dello Stato sahraui in esilio e alla "Sahara
Marathon 2006" del 28 febbraio nonostante l´estrema
emergenza determinata dalla violentissima pioggia, abbattutasi tra il 9 e il 12
febbraio scorso in quella zona, e che ha danneggiato gravemente le strutture
dei campi profughi, distruggendone praticamente tre su quattro. Oltre la metà
delle abitazioni nei campi di Awserd, Smara e El Ayoun, vicino a Tindouf, è
stata infatti distrutta dalle inondazioni e un altro 25% è
stato gravemente lesionato. Anche le infrastrutture dei campi hanno subito seri
danneggiamenti e molti edifici pubblici sono crollati. Nessun ambulatorio al
momento è utilizzabile e anche gli ospedali, compresi i depositi di farmaci e
l´equipaggiamento medico, sono stati gravemente colpiti. Nei tre campi sono state
distrutte anche molte scuole.
23 febbraio
2006.
·
Palma di Maiorca (Spagna).
La deputata del gruppo Popolare spagnolo (GP) Carmen Feliu, considera "indegno" il divieto del
governo marocchino ad una delegazione parlamentare delle Isole Baleari, di
lasciare il territorio spagnolo con destinazione El Ayoun occupata.
·
Bologna- Firenze. Italia. No al Muro!
Trasmissione di Radio for
Peace e Nova Radio (Firenze) sui Muri come strumento di divisione tra i popoli.
Al centro del programma ci saranno il Muro minato che divide il Sahara
Occidentale, la situazione dei campi dopo l'alluvione, il Muro in costruzione
tra Israele e Palestina, la campagna internazionale per una pace giusta, i
possibili "ponti" per superare e abbattere questi muri, veri e propri
strumenti di uno scontro di civiltà.
Verranno effettuati
collegamenti in diretta con il Sahara Occidentale, i campi sahraui e la
Palestina. La trasmissione è supportata anche da Radio Città Pescara, Radio Sherwood,
Radio Beckwith, Radio Onda Rossa, Radio Onde Furlane che la ritrasmetteranno
sulle proprie frequenze. Pagina speciale:
http://www.radioforpeace.info/30rasd.htm
24 febbraio
2006.
·
Chahid El Hafed.
Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha ricevuto una nutrita delegazione italiana
composta da parlamentari, sindaci e
altri rappresentanti di enti locali, e membri di comitati di
solidarietà, in visita nei campi profughi.