Oltre il muro: la RASD

Violazioni dei Diritti Umani

nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.

 

ATTUALITA' dall' 1 al 31 gennaio 2006

 

 

 

 

Che il 2006 ci regali bambini felici che corrono liberi nei prati, lungo il mare, sulle dune del grande deserto.

Che la tristezza e la paura possano sparire dai lori occhi grandi e profondi.

Che le ferite inflitte loro da adulti malvagi si possano rimarginare e sparire dalla loro memoria.

Che il 2006 sia veramente un anno di Pace.

Che le energie positive possano finalmente liberarsi sul nostro vecchio mondo cosi malato.

 

Per il bambino sahraui della foto ( ferito durante una manifestazione pacifica ad El Ayoun) e per tutti i bambini del mondo il nostro sincero augurio di Pace e serenità.

 

Jacqueline, Cinzia, Silvio, Giordano e tutti gli amici che hanno a cuore la storia del Popolo sahraui….e sono tanti!

****Lsta dei prigionieri e dei condannati durante l’intifada 2005**** http://www.arso.org/intifadalistpris.htm

 

1 Gennaio 2006. Bir Lehlu. Territori Liberati.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha inviato al re di Spagna Juan Carlos una lettera in cui chiede un contributo attivo e costruttivo di stabilità, integrazione e sviluppo per il bene dei paesi di tutta la regione del Maghreb. Abdelaziz ha inoltre augurato che la Spagna si assuma la sua responsabilità storica, morale e politica verso il popolo sahraui con l'applicazione della legalità internazionale nel Sahara Occidentale.

E' da ricordare che la società spagnola, in tutte le sue componenti, si è fortemente mobilitata durante tutto il 2005 per manifestare solidarietà con la causa del popolo sahraui, specie dopo lo scoppio dell'intifada nei territori occupati, sollecitando il governo spagnolo a prendere una posizione chiara di denuncia degli accordi di Madrid del 1975 che hanno fornito una copertura formale dell'occupazione illegale della ex-colonia spagnola del Rio de Oro da parte dell'invasore marocchino.

 

2 gennaio  2006. Assa, Sud del Marocco.

La popolazione sahraui è stata protagonista di una grande manifestazione pacifica in occasione del Nuovo Anno, manifestazione che è iniziata nella zona di Tuziqui, a 40 km a sud di Assa, zona nota per le diecine di vittime sahraui causate da mine antiuomo disseminate dalle forze armate marocchine. La manifestazione  ha proseguito fino dentro la città di Assa con larga partecipazione della popolazione sahraui. I partecipanti tenevano in mano, in modo pacifico ma simbolico, cartucce vuote di fucili come protesta contro l'occupazione marocchina. La marcia si è conclusa davanti alla sede del governo, dove per un'ora i manifestanti hanno chiesto la liberazione del prigioniero politico sahraui Embarek Muaazez, accusato di possesso di esplosivi e di armi dal tribunale marocchino il 30 novembre scorso. Alle ore 20 le autorità marocchine sono state obbligate a liberare Embarek , cosa che ha suscitato grande gioia nei manifestanti per essere riusciti ad ottenere quel  risultato con il loro coraggio e decisione.

 

3 gennaio 2006.

·        Chahid El Hafed. Campi Profughi Sahraui. Tindouf.

La conferenza nazionale del Comitato degli Affari Esteri si è aperta  con la presenza degli ambasciatori e dei rappresentanti del Fronte Polisario in Europa, delle province autonome di Spagna e del personale del Ministero degli esteri della RASD. La Conferenza dovrà adottare un programma di azioni   per il 2006, esaminando le possibilità di rafforzare la solidarietà internazionale, i mezzi più idonei per riorganizzare e dinamizzare il programma annuale di vacanze per i bambini sahraui all'estero, e per discutere i temi dell'aiuto umanitario internazionale nei campi profughi, aiuto che in questi ultimi tempi è stato ridotto con forte pregiudizio dell'alimentazione e della salute dei rifugiati.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Il tribunale penale di El Ayoun ha rinviato a lunedì 09 gennaio il processo in seconda istanza dei quattordici difensori dei diritti umani condannati il 14 dicembre. Gli imputati e gli avvocati della difesa erano stati informati della seduta odierna in ritardo e non erano quindi in grado di assistere alla seduta.

 

·        I Prigionieri politici scrivono al Presidente Abdelaziz

I Prigionieri politici sahraui, incarcerati nelle varie prigioni marocchine, hanno affermato, in una lettera al Capo dello stato, Mohamed Abdelaziz, in occasione del nuovo anno, che  "il popolo sahraui nei territori occupati è legato alla lotta pacifica per l'indipendenza" del Sahara Occidentale. 

"Un nuovo anno comincia, e la resistenza del popolo sahraui è al suo apogeo, rafforzata dall'attaccamento al Fronte Popolare per la Liberazione di Saguia El Hamra y Rio de Oro (Sahara Occidentale), attraverso mezzi pacifici di lotta, dal giogo coloniale marocchino”, scrivono nella lettera i 56 prigionieri politici sahraui, in risposta alla lettera che è stata loro indirizzata dal Presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del nuovo anno

 

"Le popolazioni sahraui militanti hanno ben compreso il messaggio contenuto nel vostro ultimo discorso alla Conferenza nazionale dei quadri, ed hanno deciso di attenersi alle sue direttive, rifiutando tutti i metodi violenti e riaffermando la resistenza pacifica e legittima per rivendicare il diritto all'autodeterminazione ed all'indipendenza”

 

Esprimendo la loro fierezza e la loro gratitudine per "l'attenzione particolare che ci  avete testimoniato", i prigionieri politici sahraui hanno apprezzato i continui interventi del Presidente Abdelaziz, "dallo scoppio dell'Intifada dell'indipendenza, diffondendo in tutto il mondo notizie sulla gravità della situazione, sul grado di sofferenza delle popolazioni sahraui nelle città occupate e del sud del Marocco e mobilitando tutte le forze e i mezzi per fare fronte alla repressione delle forze marocchine contro le  persone ed i beni dei sahraui".

 

Hanno, inoltre, espresso la loro gratitudine alle organizzazioni ed alle istituzioni della Repubblica Sahraui che si sono mobilitate per sostenere l'Intifada dell'indipendenza, e che hanno dato grande sostegno alle popolazioni in lotta contro l'oppressore.

 

I firmatari della lettera si sono congratulati infine col Governo sahraui che ha "dimostrato il suo attivismo per l’importante riconoscimento della RASD da parte della Repubblica Orientale dell’Uruguay che ha portato a 80 il numero di Stati che riconoscono il nostro Stato”.

 

Il Presidente della Repubblica, Mohamed Abdelaziz, aveva inviato, sabato scorso in  occasione delle celebrazioni delle feste del nuovo anno, una lettera commovente ai 56 prigionieri politici sahraui , rinnovando loro "il giuramento di continuare la lotta legittima per la libertà e l'indipendenza del Sahara Occidentale". Mentre i popoli del mondo festeggiano con gioia la fine di un anno e sognano un anno migliore "gli sguardi dei Sahraui  si fissano, con tristezza, sulle sinistre celle e i campi di detenzione marocchina, come la Prigione Nera nella capitale occupata della nostra patria, El Ayoun, nelle città marocchine d'Ait Melloul, Tiznit, Qenitra ed altrove", aveva sottolineato il Capo dello stato nella sua lettera.

 

Si era anche dispiaciuto per la testardaggine del Governo marocchino nel perseguire le "sue pratiche repressive coloniali nel Sahara Occidentale", facendo ancora una volta in modo "che questa felice occasione internazionale sia piena di tristezza, di repressione e di terrore" per il popolo sahraui nei territori occupati del Sahara Occidentale ed al sud del Marocco.

 

La lettera in questione è stata firmata dai prigionieri politici, incarcerati nelle prigioni marocchine, del Carcel Negro di El Ayoun occupato, la prigione locale ad Ait Melloul, la prigione locale di Tiznit, la prigione locale di Qalaat Sragna, la prigione centrale di Kenitra (Marocco) .

 

Seguono le firme di 57 prigionieri dal gruppo storico (Aminetou, Tamek. Brahim Noumria,  :  

Aminatou Haidar,Ali Salem Tamek,El Moutawakil Mohamed,El Houssein Lidri,Brahim Noumria,Laarbi Massoud,Hmad Hammad,Brahim Dahan,Saili Sidi,Bougarfa,Abderrahman,11- Hassanna El Makki,12- Hassanna El irech, Bouaamoud Mohamed Salem, Daoudi Omar, Hamadi El Karcha, Aalouat idi Mohamed, El BAchir Yaya, Ndour El Houssein, El Hafed Touballi, Abdelaziz Dai, - Nafa Bouchama, lamin Bada, Daaki Mohamed, Mohamed Mahmoud El Fak, Mohamed Mahmoud El Kainan,Mahmoud Mustafa Haddad, Haddi Chreif Ahmed Fal, Tahlil Mohamed,El Jenhi Lekhlifa, Lahouidi ahmoud, El Wali Amidan, Bougrein Mohamed El Mehdi, Bada Mhamed Bada,Ismaaili Hamada,Lekhfaouni Abdellahi,El Aagdadi Ali,Labrass Mustafa El Houssein,Labrass Brahim Mohamed,Daha Mouly Lehssen Tanji,Louchaa Lehssen Bahia,Othman Dah Tnakha,Machkour El Bachir,Rouissi Mohamed Ali Bakar,Targui Malainin Ahmed,Mohamed Bahia Rachidi,Ndour Sidi Ahmed,Chein Mohamed Lhasan M’Beirik,Ait Aabilou Brahim El Houssein,Injourni Baha Mohamed Sailamou,Leghzal Taher Mohamed Ahmed,Haddi Mouloud Aaliyen Lehbib.

 

4 gennaio 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Il processo per i 14 detenuti politici sahraui, è rimandato al 9 gennaio.

 

·        Madrid.

L'eurodeputato Willy Meyer, del partito spagnolo della Sinistra Unita (Izquierda Unida) si è chiesto quale posizione voglia prendere il Consiglio dell'Unione Europea (U.E.) di fronte  ai recenti atti repressivi da parte delle autorità marocchine contro la popolazione sahraui, in particolare dopo l'assassinio del giovane sahraui Lembarki Hamdi, morto il 29 ottobre scorso, il giorno dopo essere stato arrestato e torturato per aver partecipato a manifestazione pacifica.  "Atto di violenza che si aggiunge alle numerosissime altre aggressioni , torture, giudizi iniqui e persecuzioni permanenti contro i difensori dei diritti umani sahraui che il governo marocchino continua a praticare nei territori occupati del Sahara Occidentale. Tanto più che il Marocco si era impegnato con l'U.E, firmando il suo accordo nel quadro della politica di buona vicinanza, di promuovere i diritti umani”. L'eurodeputato  stima che, di fronte alla persistenza del Marocco nella violazione e nella non applicazione  di detto accordo, "l'U.E. debba condannare senza ambiguità la politica repressiva esercitata da quel governo verso il popolo sahraui". Egli  chiede pertanto "che l'U.E. intervenga attivamente per esigere la fine di questa politica" aggiungendo che "il Marocco non può continuare impunemente nella repressione delle popolazioni sahraui e  l'U.E. non può continuare a restare indifferente davanti ad una situazione così grave".

 

·        Dakhla.

Le forze di occupazione marocchine hanno arrestato due cittadini sahraui, Mamay Ahmed Elhenoun e Chigali Mohamed Mbarek, accusandoli di essere gli istigatori dell'intifada dell'indipendenza scatenatasi dal maggio 2005 in poi nei territori occupati del Sahara Occidentale e nel sud del Marocco. Sono stati entrambi sottoposti a lunghi e violenti interrogatori.

 

5 gennaio 2006.

·        Bir Lehlu. Territori liberati.

Le autorità competenti della RASD hanno dato il permesso al passaggio del Rally Parigi-Dakar nel territorio del Sahara Occidentale. Il passaggio delle vetture si è perciò potuto effettuare nella notte tra il 4 e il 5 gennaio.

 

·        Chahid El Hafed.

Il segretario nazionale del Polisario ha interpellato per la ennesima volta l'ONU affinché siano protette le popolazioni civili sahraui dalla scalata di repressione esercitata dal Marocco dopo l'inizio dell'intifada dell'indipendenza del maggio 2005 nei territori del Sahara Occidentale e nel sud marocchino Il segretario ha ricordato come il popolo sahraui pretenda giustamente il proprio diritto all'autodeterminazione attraverso un referendum libero, democratico e regolare organizzato dall'ONU e che ogni soluzione al di fuori di questa cornice sarà destinata all'insuccesso e non farà altro che prolungare la durata del conflitto.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Il quartiere di Inaach, nel centro della città, è stato teatro di una nuova manifestazione pacifica di richiesta del diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione e all'indipendenza. Altre manifestazioni si sono svolte in molti edifici scolastici, con distribuzione di manifestini e di bandierine sahraui. La risposta delle forze marocchine di repressione ad opera di paramilitari e di soldati marocchini in abiti civili è stata come al solito violenta. 

Nello stesso giorno un giovane militante sahraui ha sfilato nel boulevard Alì Salem Tamek brandendo una grande bandiera della RASD ed è quindi stato seguito da alcune centinaia di cittadini sahraui, tra cui moltissime donne,  in una marcia pacifica che chiedeva a gran voce la liberazione dei detenuti politici sahraui.

 

·        Rabat.

L'ambasciatore degli USA in Marocco, Thomas Riley, ha detto, in relazione all'accordo di libero scambio tra il suo paese e il Marocco "A livello internazionale il Sahara non fa ancora parte del Marocco. Il giorno in cui un accordo con l'Algeria e le Nazioni Unite sarà firmato noi non avremo nulla da cambiare in quel documento. Per ciò che riguarda i diritti sulla pesca e sugli altri prodotti provenienti da quella regione, ciò non fa parte dell'accordo."

 

6 gennaio 206. El Ayoun. Territori occupati.

Ancora una volta gli studenti liceali sahraui hanno sfidato le forze di occupazione marocchine organizzando una marcia pacifica che, iniziatasi verso le ore 12 dal liceo Lissane Eddine Ibnou e passando per il viale Errachidia  è arrivata al viale Skikima. Le forze di polizia hanno disperso violentemente il corteo procedendo ad arresti indiscriminati.

 

7 gennaio 2006. Territori Occupati.

Altre manifestazioni contro l'occupazione marocchina si sono svolte ad El Ayoun e a Dakhla (Sahara Occidentale) come anche ad Assa  (sud marocchino). Un sit-in si è svolto davanti alla sede della società mineraria di fosfati Phosbucraa a cui hanno partecipato operai e pensionati che chiedevano il rispetto dei loro diritti non rispettati fin dal 1975. Varie bandiere della RASD sono state issate su molti edifici a Dakhla, città che risulta praticamente in stato d'assedio. Gli studenti di Assa hanno organizzato  una serata artistico culturale l'altro ieri in cui a un certo punto sono state sventolate bandiere della RASD.

 

8 gennaio 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

La seduta del tribunale di seconda istanza per i 14 detenuti politici sahraui, tra cui Alì Salem Tamek e Aminatou Haidar, è stata rinviata ancora una volta al 24 gennaio p.v.

 

·        Assa.

La popolazione sahraui di questa città marocchina ha organizzato un sit-in davanti alla sede dell'agenzia locale di trasporti chiedendo la liberazione immediata dei detenuti politici sahraui che marciscono nelle carceri marocchine, esprimendo solidarietà verso i sahraui di El Ayoun e confermando la loro volontà ad ottenere il rispetto del loro diritto all'autodeterminazione.

 

11 gennaio 2006. El Ayoun. Territori Occupati.

I 14 prigionieri politici sahraui, condannati dal  tribunale coloniale marocchino nel dicembre 2005  a pene che vanno da 6 mesi a 3 anni, dovranno  aspettare fino al 24 gennaio prossimo per il processo di appello.

-  Genhaoui El KHALIFA: 2 anni di prigione. 

- Mohamed TAHWIDI: 2 anni di prigione. 

- Mohamed ETTAHILIL: 3 anni di prigione. 

- El Wali AMIDANE: 6 mesi di prigione. 

 Ali Salem TAMEK: 8 mesi di prigione. 

- El Moussaoui SIDI AHMED: 2 anni di prigione. 

- Sidi Mohamed BELLA: 2 anni di prigione. 

- El Mahjoub CHTIOUI: 2 anni di prigione. 

- H'mad HAMMAD: 2 anni di prigione. 

- El Houssaine LYDRI: 10 mesi di prigione. 

- Brahim NOUMRIA: 10 mesi di prigione. 

- El Arbi MASSOUD: 10 mesi di prigione. 

- M. Mohamed El MOUTAWAKEL: 10 mesi di prigione. 

-Sig.ra Aminatou HAIDAR: 7 mesi di prigione. 

 

Le famiglie dei prigionieri politici hanno protestato per questo ennesimo rinvio del processo, chiedendo anche che i responsabili della morte di due sahraui siano processati. I due sahraui uccisi sono il giovane Lembarki Hamdi El Mahjoub ucciso a El Ayoun il 30 Ottobre 2005, e  Likhlifi Abba Cheikh ucciso il 3 Dicembre 2005 a Tan Tan (Sud Marocco) dal poliziotto marocchino Ahmed Nejib.

Molte manifestazioni si sono svolte in questi giorni nel Sahara Occidentale Occupato e nel Sud del Marocco in occasione della festa religiosa dell’ Id Al Adha.

Le città interessate sono El Ayoun, Smara, e Tan Tan (sud Marocco). Molti i feriti e gli arrestati dalla polizia marocchina.

 

12 gennaio 2006. Bir Lehlu. Territori Liberati.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha inviato in occasione della festa religiosa dell'Id Al Adha una lettera di auguri ai 56 detenuti politici sahraui attualmente rinchiusi nelle carceri marocchine, felicitandosi per la resistenza e la determinazione di cui hanno dato prova nella difesa dei diritti del loro popolo per l'autodeterminazione e l'indipendenza. Il Presidente ha espresso inoltre la solidarietà e il sostegno incondizionato agli eroi della lotta pacifica sahraui per l'indipendenza, da parte dei fratelli che vivono nei campi profughi.

 

13 gennaio 2006. Smara. Territori Occupati.

Numerose manifestazioni in favore del diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione e all'indipendenza del Sahara Occidentale si sono svolte nella città di Smara, sia nelle vie del centro che davanti alla chiesa spagnola. Bandiere della RASD sono state sventolate da gruppi di giovani e slogan inneggianti all'indipendenza sono stati scritti su molti muri. Unità di repressione marocchine sono intervenute causando numerosi feriti, tra cui viene citata la cittadina Hamdi Ghlana Ment Moulay Ahmad. Un altro cittadino sahraui, Mohamed Mohamed Embarek è stato arrestato nella serata  da agenti di polizia condotto in un centro di detenzione dove è stato malmenato durante parecchie ore, prima di essere abbandonato in mezzo alla strada ferito e privo di sensi.

 

14 gennaio 2006. El Ayoun. Territori Occupati.

Alcune migliaia di cittadini sahraui venuti da varie città del Sahara Occidentale Occupato e dal sud del Marocco (Tan Tan, Assa, Goulimine, Boujdour, Dakhla, Smara) e da varie università marocchine, sono confluite ad El Ayoun per assistere ai funerali del martire Hamdi Lembarki, il giovane manifestante ucciso dalle forze di repressione marocchine il 30 ottobre scorso.

Il giovane era morto dopo essere stato ferocemente malmenato da elementi della polizia marocchina per la sola ragione di aver manifestato contro la repressione nel Sahara Occidentale "per aver detto no alla colonizzazione marocchina, e no al silenzio internazionale", ha detto un attivista sahraui partecipante alla manifestazione. Il cadavere è stato coperto con la bandiera della RASD ed i partecipanti hanno scandito slogan di condanna al Marocco per le violazioni dei diritti umani e di richiesta di un processo per i responsabili dell'omicidio sia di Hamdi Lembarki come anche dell'omicidio di un altro giovane sahraui, Lekhlifi Abba Cheij, battuto a morte a Tan Tan  il 3 dicembre u.s. da un ufficiale di polizia marocchino.

Sono occorsi due mesi per ottenere il permesso di seppellire Hamdi Lembarki.. Gli autori dell’omicidio sono stati identificati, sono due membri del GUS: Ichi Abou Hassan e il soprannominato Bahja.

Le autorità marocchine hanno preteso che l'inumazione si svolgesse in un cimitero situato ad 11 km dalla città.

Dopo il funerale i partecipanti si sono diretti in corteo verso il centro di El Ayoun dove fsono stati caricati brutalmente dalla polizia. La risposta è stata immediata, dai vari quartieri di El Ayoun : «Maatallah », « la marche noire », « Avenue Ali Salem Tamek », « Avenue Skeikima », « quartiere Inaach », e altri quartieri la popolazione è scesa in strada con manifestazioni spontanee per tutta la giornata.

Decine sono stati i sahraui arrestati e picchiati, molte anche le case saccheggiate dalla polizia marocchina per rappresaglia.  

http://www.telquel-online.com/209/maroc1_209.shtml

http://www.lereporter.ma/article.php3?id_article=266

 

15 gennaio 206. Parigi.

La ricercatrice francese Khadija Finan ha scritto un articolo analitico sul conflitto del Sahara Occidentale, pubblicato nell'edizione di gennaio di Le Monde diplomatique affermando che "I Sahraui, che trent'anni di lotta  non hanno domato, si batteranno aspramente contro ogni costrizione imposta alla loro sovranità territoriale sul Sahara Occidentale".

 

16 gennaio 206.

·        Smara. Territori Occupati.

Tre cittadini sahraui, Moulay Ahmed Elouadnouni, Soueillim Amidan e Labeidi Karoum, sono stati arrestati nel corso delle manifestazioni scatenatesi dopo i funerali del martire dell'intifada sahraui Lembarki Hamdi. Gli arrestati sono stati bastonati selvaggiamente prima di essere rilasciati, dopo alcune ore di detenzione.

Dopo il funerale anche altri cittadini sahraui che ritornavano verso El Ayoun, sono stati intercettati da forze di polizia, umiliati e maltrattati brutalmente. Un primo bilancio conta almeno 7 arrestati, tra cui alcuni feriti, un'auto sequestrata da agenti in borghese, una donna di 81 anni, Mbarka Mbarek Brahim, bastonata e ridotta in condizioni gravi. E' da segnalare che le forze di repressione marocchine colpiscono spesso persone anziane e bambini in modo da esercitare una pressione sui parenti che per la maggior parte sono dei militanti tra i più attivi.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

La detenuta politica sahraui Aminatou Haidar è stata rimessa in libertà dopo sette mesi di detenzione nel Carcel Negro di El Ayoun.  Aminatou, madre di due figli,  era  stata arrestata il 17 giugno scorso mentre era in ospedale a farsi medicare alcune ferite inflittele dalla polizia al capo e alle braccia. In precedenza era stata già arrestata e “desaparecido” per 4 anni, durante i quali era stata sottoposta ad abusi e torture. Durante 17 anni le era stato tolto il lavoro e lo stipendio e le era stato sequestrato il passaporto. Durante la sua ultima detenzione c'è stata una vera mobilitazione per la sua liberazione in ogni parte del mondo, ed è stata istituita una commissione internazionale  a tale scopo. Dal Parlamento Europeo è stata proposta per il premio Sacharov sui diritti umani. Le è stato inoltre assegnato il premio Juan Mares Bandrés dell'Assciazione spagnola di appoggio ai rifugiati e ai combattenti per i diritti umani.

 

·        16 gennaio 2006. Lemleihess (all'est di El Ayoun). Territori Occupati.

Alcune centinaia di cittadini sahraui provenienti da El Ayoun, Dakhla, Smara, Boujdour; Assa, Gulimine e Tan Tan, nonché alcuni studenti venuti da università del sud marocchino, hanno organizzato un grande ricevimento in occasione della liberazione dell'attivista sahraui Aminatou Haidar, scarcerata in questi giorni. Questa cerimonia di ricevimento si è trasformata in un vero festival popolare, in una vera festa per tutti i sahraui con grandi manifestazioni di gioia e allegria.

Nei giorni antecedenti la famiglia di Aminatou era stata sottoposta a minacce da parte del torturatore Laanigri Hamidou, direttore generale marocchino delle forze di repressione,  affinchè  non organizzasse alcun tipo di festeggiamento né nella propria abitazione né altrove. La stessa casa di Aminattou era stata fatta sgomberare dai familiari e da amici  visitatori. Ugualmente era stato minacciato il padrone di un locale in cui la famiglia di Aminattou. avrebbe potuto organizzare la festa. Per sfidare quelle direttive poliziesche, la popolazione sahraui ha montato delle grandi tende tradizionali a Lemleihess, una località a 35 km ad est di El Ayoun, sulle quali è stata innalzata la bandiera della RASD, malgrado la zona fosse tutto intorno sorvegliata da forze di polizia, acquartieratesi a 150 metri di distanza,  e tre posti di blocco fossero stati installati sulla strada tra El Ayoun e Smara.

Appena arrivata, verso le 9,30 del mattino, Aminattou ha preso la parola per ringraziare dell'accoglienza coraggiosa dei suoi confratelli, ma ha anche voluto ricordare di non dimenticare che "altri 55 detenuti sahraui sono ancora in carcere e che le forze coloniali marocchine persistono nella politica di repressione sistematica, detenzioni arbitrarie, sequestri di persone, torture e intimidazioni." Aminatou ha invitato la popolazione sahraui a continuare la lotta sotto la direzione del Polisario, nella linea di fedeltà tracciata dai martiri, tra cui primo El Uali (nel 1975), per ottenere l'indipendenza e cacciare gli occupanti marocchini dal territorio del Sahara Occidentale. " La mia lotta continuerà fino a che non sarà riconosciuto il diritto del nostro popolo all'indipendenza e mi batterò fino anche al martirio, se sarà necessario"  ha detto Aminattou. “Continuerò ugualmente a lottare per la liberazione dei compagni ancora in carcere e illegalmente condannati”. ha ricordato Aminattou

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha fatto recapitare un messaggio di felicitazioni ad Aminattou per la sua liberazione, in cui ha espresso la fierezza, il rispetto e la considerazione di tutti i sahraui  per la sua figura di coraggiosa attivista per l'indipendenza del Sahara Occidentale.

 

Quando la cerimonia è terminata, i partecipanti che facevano ritorno alle loro case sono stati sottoposti a stretti controlli polizieschi. La polizia ha registrato le targhe di tutte le auto dei partecipanti, ritirando abusivamente alcuni libretti di circolazione e carte di identità, proibendo l'entrata in El Ayoun ad alcuni attivisti sahraui, come al presidente di un settore dell'associazione sahraui per i diritti umani, Hamudi Iguilid, saccheggiando le abitazioni di altri attivisti, come quelle di Caziza, di Dahan Brahim e di Baba uld Lafdil, e arrestando alcuni tra i partecipanti alla festa come Yahia Mohamed Elhafed, Lhaiba Mohamed Mahmud e Dahan Maisara (trovato quest'ultimo in possesso di una bandiera sahraui) e tre giovani studenti di cui non sappiamo il nome. Maisara è fratello dell'attivista sahraui Brahim Dahan attualmente detenuto politico.

 

17 gennaio 2006. Assa, Smara, El Ayoun. Territori Occupati.

Nella città di Assa, la Festa dell'agnello è stata celebrata quest'anno con manifestazioni diverse dal solito, pacifiche e tristi nello stesso tempo perché, in più punti della città,  si sono ricordati i detenuti, i feriti, i morti per l'intifada sahraui, sono state distribuite bandierine della RASD e si è rivendicato il diritto all'indipendenza ed all'autodeterminazione. Le autorità marocchine sono riuscite ad arginare queste manifestazioni solo in tarda mattinata. Verso le 18,30 una concentrazione pacifica si è formata davanti al palazzo della regione con slogan inneggianti all'autodeterminazione e sbandieramenti di tre grandi bandiere della RASD.

 

Anche a Smara si sono avute manifestazioni dello stesso tipo, con intervento violento delle forze di polizia per disperdere i manifestanti. Molte bandiere della RASD sono state fatte sventolare durante un corteo nel viale Hassan II. La cittadina sahraui Hamdi Ghlana Mint Mulay Ahmed è stata ferita negli scontri.

 

Ad El Ayoun nella via Esqueiquima enormi bandiere della RASD sono improvvisamente apparse, fatte sventolare da giovani sahraui che hanno così sfidato l'occupante marocchino. Grossi contingenti di truppe sono state fatte intervenire per arginare la manifestazione. Il giovane sahraui Belgasem Mostafa di 18 anni è stato arrestato e portato in luogo sconosciuto.

 

18 gennaio 2006.

·        Rabat.

L'Associazione Marocchina di difesa dei diritti umani (AMDH)ha chiesto in un comunicato della sua direzione, la liberazione immediata di tutti gli attivisti sahraui ancora in carcere e l'annullamento dei processi contro di essi. L'AMDH ha inoltre denunciato le numerose violazioni dei diritti umani che i militanti sahraui hanno subito dopo il loro arresto fino alla condanna da parte di "una giustizia illegale."

 

·        Bamako (Mali).

Una importante delegazione sahraui guidata da Mohamed Sidati, membro della Segreteria nazionale e Ministro consigliere presso la Presidenza della RASD, è arrivata ieri a Bamako per prendere parte al 6° festival sociale mondiale "che costituirà uno spazio democratico aperto a varie idee ed opinioni sulla globalizzazione e sulle sue ripercussioni politico-sociali, economiche e culturali dei popoli, in particolare quelli del terzo mondo." La delegazione sahraui parteciperà alle varie attività in programma e animerà un atelier sulla lotta del popolo sahraui ed una esposizione sulla resistenza pacifica nei territori occupati  del Sahara Occidentale e sulla feroce repressione da parte del governo marocchino.

 

19 gennaio 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

E' stato arrestato da agenti della polizia mentre era per strada, in via Skeikima, il cittadino sahraui Sidna Uld Brahim Uld Kamal . Messo a forza dentro un'auto  verso le ore 17 è stato portato via, non si sa dove.

Ieri il cittadino sahraui Boudaakane Mohamed Laroussi, che lavorava presso il 4° reggimento delle Forze Armate Marocchine, è stato espulso dal suo luogo di lavoro ad El Ayoun e trasferito abusivamente nel sud del Marocco nella regione di Bouizakaren, con la "giustificazione" che alcuni suoi parenti avevano partecipato a manifestazioni in favore dell'indipendenza del Sahara Occidentale. Boudaakane è padre di 10 figli.

 

·        Campi dei profughi sahraui a Tindouf (Algeria).

Sotto la presidenza del responsabile dell'orientamento politico e membro della segreteria nazionale del Fronte Polisario, Khatri Addouh e in presenza di altri membri della segreteria nazionale e del Governo della RASD si è tenuta una manifestazione di solidarietà e di felicitazioni per Aminatou Haidar, nei locali della Scuola 27 febbraio.

 

·        Bruxelles.

La presidente del gruppo interparlamentare europeo "Pace per il popolo sahraui" ha espresso la sua gioia per la liberazione di Aminatou Haidar, chiedendo allo stato marocchino di liberare anche gli altri detenuti politici sahraui attivisti per i diritti umani.

 

20 gennaio 2006. Madrid.

Il segretario generale del partito delle Canarie, rappresentato nel Parlamento spagnolo (Coaliciòn Canaria), Josè Miguel Barragan, ha qualificato di "manovra dilatoria" il cosiddetto "piano di autonomia" per il Sahara Occidentale proposto dal governo marocchino.

 

21 gennaio 2006.

·        Khartum (Sudan).

La Commissione dell'Unione Africana ha affermato che la situazione nel Sahara Occidentale "merita una attenzione particolare da parte della comunità internazionale" 

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

I prigionieri politici sahraui hanno indirizzato una lettera di rallegramenti ad Aminattou Haidar, in occasione della sua liberazione, dichiarando che "non dimenticheranno mai la sua lotta eroica all'esterno ed all'interno del carcere, in particolare lo sciopero della fame di 51 giorni da lei intrapreso malgrado il suo stato di salute". "Ci congratuliamo per la vostra posizione coraggiosa e le dichiarazioni da voi fatte malgrado l'arresto e le torture subite, e rinnoviamo il nostro impegno a continuare l'intifada dell'indipendenza fino alla realizzazione dei nostri diritti per la costruzione di uno stato sahraui indipendente."

 

23. 24. 25 gennaio 2005. El Ayoun. Territori Occupati.

Ancora una volta lo stato marocchino infligge ingiuste condanne ai 14 detenuti politici sahraui. Tuttavia anche gravi sono stati gli avvenimenti occorsi qualche minuto prima e subito dopo la fine del processo nella notte tra il 23 e il 24 gennaio scorso, nella sala delle udienze del tribunale di El Ayoun. Numerosi agenti marocchini della DST  avevano riempito la sala  e varie unità d'intervento avevano accerchiato la sede del tribunale. Non appena i verdetti sono stati letti e prima che il giudice marocchino lasciasse in tutta fretta la sala, questa si è trasformata in pochi secondi in una bolgia di maltrattamenti e di repressione cieca da parte degli agenti dei CMI e dei GUS diretti dal noto torturatore Ichi Bouhassane. La maggior parte delle vittime erano dei famigliari dei detenuti sahraui. Tra le vittime si citano  le Sig.e Minatou Amaydane, Aziza Lahouidi e Lahdiya Balla, quest'ultima ha perso conoscenza per i colpi inflittile.

 

Il tribunale di Appello della città di El Ayoun, ha aumentato  la pena all'attivista sahraui, Ali Salem Tamek, da otto a dieci mesi di prigione.Tamek era stato condannato, il 13 dicembre scorso, dal tribunale di primo grado della stessa città ad otto mesi di prigione, accusato del delitto di "organizzazione di manifestazione non autorizzata e di violenza contro le forze dell'ordine."  

 

Il tribunale di Appello ha anche raddoppiato la pena  di Amaydane Elwali da sei mesi ad un anno, le accuse contro di lui sono le stesse di quelle di Tamek. 

Per gli altri 12 accusati nello stesso processo sono state confermate le condanne del processo di primo grado.

 

I 14 detenuti politici sono stati evacuati a colpi di manganello e tra gli insulti dei poliziotti. Non appena rientrati nel Carcel Negro di El Ayoun i detenuti Amaydane Elwali e Elmoussaoui Sidi Ahmed sono stati torturati sistematicamente da membri dei GUS. Il loro stato di salute è riferito come critico, avendo i due detenuti perso il controllo delle membra in seguito a quelle torture.

 

25. 26. 27 gennaio 2006. Territori Occupati.

Nuove manifestazioni inneggianti all'indipendenza totale del Sahara Occidentale  e reclamanti la partenza dell'invasore marocchino hanno avuto luogo in diverse strade della capitale El Ayoun, in particolare nei quartieri di Khiratouria e di Colomina. Bandiere della RASD sono state fatte sventolare sia nei cortei che sugli edifici scolastici del liceo Mohamed V e dell'Istituto Alfateh. Le forze di polizia, guidate dai noti torturatori Hamid Bahri e Ichi Bouhassane sono intervenute brutalmente.

 

Boujdour. L'agente di polizia e noto torturatore marocchino Ajlitte ha investito volontariamente con la sua auto i due cittadini sahraui Sultane Khaya e Sig.a Azza Babit che si recavano a festeggiare le famiglie sahraui in visita secondo i piani della MINURSO. La prognosi è riservata.

 

Il detenuto politico Sidi Ahmed Ndour è stato condannato in appello dal tribunale marocchino di El Ayoun a 10 mesi di carcere.

 

A El Ayoun la giovane sahraui Aichatou Ment Yahefdou di 16 anni,è stata arrestata da elementi del GUS verso le ore 20 del giorno  25 c.m. davanti ad un cibercaffè  nel viale Boucraa. E' stata interrogata e maltrattata durante tutta la notte e poi abbandonata in mezzo alla strada alle 5 del mattino. La giovinetta ha riferito di aver visto altre giovani ragazze sahraui arrestate e maltrattate dagli agenti del GUS nei locali della polizia.

 

Il cittadino sahraui Atik Mohamed è stato arrestato a Tan Tan e portato via da agenti della DST marocchina verso una località sconosciuta.

 

26 gennaio 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Un grande spiegamento di forze di sicurezza è stato messo in atto martedì scorso a El Ayoun, con i corpi motorizzati che scorazzavano per tutte le vie della città.

Nonostante ciò molti giovani sono scesi in strada con bandiere della RASD, la reazione marocchina è stata violenta e isterica, le bandiere della RASD, tolte ai giovani, sono state bruciate dalla polizia davanti ai passanti, i giovani malmenati brutalmente.  

 

·        Agadir. Marocco.

gli studenti sahraui universitari della facoltà  di Scienze Ibn Zouhr hanno fatto una manifestazione con bandiere della RASD per chiedere la fine dell’occupazione marocchina del Sahara Occidentale e la costruzione di uno stato indipendente sahraui.

 

27 gennaio 2006. El Ayoun. Territori Occupati.

Gli attivisti dei diritti umani nel Sahara Occidentale hanno lanciato un’appello alla comunità internazionale perché intervenga a proteggere i prigionieri politici sahraui nelle carceri marocchine. Nel comunicato chiedono la fine delle torture e delle persecuzioni quotidiane nelle carceri, nelle città del Sahara Occidentale e del Sud del Marocco.

Chiedendo il rispetto dei diritti umani, gli attivisti sahraui, invitano la comunità internazionale ad intervenire sul Marocco per porre fine a queste flagranti violazioni: solo inchieste internazionali e imparziali possono obbligare il Marocco al rispetto dei Diritti Umani. Nell’appello vengono ricordati i vari episodi di tortura e di vendetta nei confronti dei 14 prigionieri politici processati in appello il 24 gennaio 2005.

Aminattou Haidar è stato oggetto di persecuzioni e intimidazioni, ma anche i suoi due figli Hayat e Mohamed sono stati interrogati dalla polizia in flagrante violazione dei diritti dell’infanzia.

Il comunicato termina chiedendo alla comunità internazionale di far rispettare la legalità internazionale, particolarmente per il diritto del popolo sahraui all’autodeterminazione.

 

28 dicembre 2006.

·        Bologna:

Sit in davanti al Consolato Marocchino a Bologna Il Coordinamento delle Associazioni di Solidarietà con il Popolo Sahraui dell’Emilia Romagna in collaborazione con il BIRDHSO Sezione Italia e l’ANSPS, ha  promosso Sabato 28 gennaio 2006 dalle ore 11.00 alle ore 13.00 un presidio davanti al Consolato del Marocco di Bologna in Via del Carrozzaio, 3/B. Il sit-in ha voluto rompere il muro di silenzio che circonda la protesta nonviolenta dei Sahraui e la repressione del Regno del Marocco nelle zone occupate del Sahara Occidentale: incarcerazioni arbitrarie senza processo e/o con processi farsa, metodico ricorso alle violenze ed alle torture nelle carceri, rappresaglie e violenze anche sui famigliari.

Alla luce di queste vicende e delle denunce di Amnesty International i manifestanti hanno chiesto alle forze politiche e sociali del Marocco seguendo l’esempio di A.I.:

·        di rispettare la Carta dei diritti umani delle Nazioni Unite

·        di rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

·        di liberare tutti i prigionieri politici Sahraui attualmente nelle carceri marocchine

·        di fornire notizie sulle centinaia di desaparecidos Sahraui dei quali da anni non si conosce la sorte.

 

Durante il sit-in è stato effettuato un collegamento telefonico con Aminattou Haidar. Aminattou Haidar ha chiesto a tutti i democratici un impegno per il rispetto dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale ribadendo il suo forte impegno nella lotta per l’indipendenza del  Sahara Occidentale e per la libertà di tutti i prigionieri politici sahraui.

 

Alla fine del sit-in è stato consegnato ad un rappresentante del console marocchino un dossier sulle violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale

 

·        Roma

L’Associazione Nazionale di solidarietà con il popolo del Sahara Occidentale (A.N.S.P.S.), in collaborazione con la sezione italiana del BIRDHSO (Bureau international pour les droits humains du Sahara Occidental) ha organizzato  un sit-in a Roma, dalle ore 11:00 alle ore 13:00, in Via Spallanzani 8/10, davanti all’Ambasciata del Regno del Marocco per sollecitare la liberazione dei difensori dei diritti umani sahrawi detenuti nelle carceri del Marocco.

Anche questi manifestanti hanno aderito alle stesse richieste di Amnesty International.

 

29 gennaio 2006.

·        Santiago di Compostella, Spagna.

Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha dichiarato in una conferenza stampa nel quadro di una visita in Galizia, che "L'autonomia presentata dal Marocco (autonomia del Sahara Occidentale sotto la sovranità marocchina) mira ad ostacolare la realizzazione del referendum d'autodeterminazione del popolo sahraui secondo quanto già approvato dall'ONU…. L'ascesa al trono del re Mohamed VI si è rivelata sconcertante, con il passare del tempo, poiché abbiamo potuto notare che, per ciò che riguarda i diritti mani nel Sahara Occidentale la situazione è ancora peggiore di quella che era sotto suo padre, Hassan II."

Abdelaziz è stato ricevuto dal Presidente del Governo regionale della Galizia, il socialista Emilio Perez Tourinio, il vicepresidente, Anxo Quintana del Blocco nazionalista gagliego, e dalla presidente del Parlamento, Dolores Villarino con i quali ha avuto lunghi colloqui relativi aglli ultimi sviluppi della situazione nel Sahara Occidentale. Abdelaziz ha inoltre incontrato esponenti dei sindacati, leaders politici  locali e docenti dell'Università di Compostella

 

·        Territori Occupati e Sud del Marocco

Gli attivisti di diritti umani, e carcerati politici Sahraui che si trovano nelle prigioni di El Ayoun e Smara (territori occupati del Sahara), Ait Meloul, Kenitra, Tiznit e Calaat Sraghna (Marocco), hanno emesso  un comunicato nel quale condannano le persecuzioni, la tortura, la repressione, le umiliazioni e le minacce di morte subite da alcuni di loro.

Amaidan Eluali,Musaui Sidahmed e Sidi Mohamed Aluat (Carcel Negro) sono stati torturati all'interno di un furgone della polizia giudiziaria durante il trasferimento dal tribunale al Carcel Negro di El Ayoun durante il processo d’appello del 24 gennaio.

Sono stati maltrattati e torturati anche: 

- Mahoud Haddi Elkeinan: prigioniero politico nella prigione di Ait Meloul,

- Ali Agdadi: prigioniero politico nella prigione di Tiznit.

 

Per protestare e condannare questa gravissima situazione di maltrattamenti verso i loro compagni, da parte degli agenti dei centri penitenziari e per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e degli organismi competenti sui diritti umani i 54 carcerati politici Sahraui hanno deciso di iniziare uno sciopero della fame di 48 ore dal 31 gennaio, chiedendo attenzione sui carcerati politici sahraui nelle prigioni marocchine perchè siano salvaguardati i loro diritti di carcerati politici.

 

·        Boujdour. Territori Occupati.

I cittadini sahraui di Boujdour, hanno rivendicato giovedì, il diritto del loro popolo all'autodeterminazione durante una manifestazione di calorosa accoglienza alle famiglie provenienti dai campi profughi di Tindouf, nel quadro del programma ONU di scambio visite tra le famiglie  separate da oltre trent’anni dal muro della vergogna costruito dal Marocco. 

Le bandiere della Repubblica Araba Sahraui Democratica sono state inalzate davanti alla casa di Demba Baha, e  sui veicoli della Minurso che trasportavano le famiglie dei campi profughi in visita ai famigliari nella città di Boujdour.

Le forze di repressione marocchina hanno bloccato immediatamente tutte le strade che portavano al ricevimento delle  famiglie, impedendo così a parecchi cittadini sahrawi di raggiungere l'assembramento. 

 Una manifestazione pacifica è stata organizzata dai cittadini sahraouis a Boujdour, venerdì sera, davanti al domicilio del cittadino Abih Brahim Salem, le forze di occupazione marocchina sono intervenute per disperdere i manifestanti. Cinque i feriti secondo un primo bilancio, Soultana Khaya, Al Izza Bayit, e altri tre sono stati trasportati in un luogo sconosciuto. 

Il cittadino sahraui, Abih Brahim Salem, ha denunciato queste violazioni dei diritti umani da parte delle  forze di repressione marocchina  agli agenti della Minurso, presenti sul posto, e incaricati di accompagnare le famiglie sahraui

 

31 gennaio 2006.

·        El Ayoun. Territori Occupati.

I detenuti politici sahraui hanno iniziato il nuovo sciopero della fame di 48 ore per denunciare le torture e i maltrattamenti di cui in questi ultimi giorni alcuni di loro erano stati vittime.

Da segnalare che un altro detenuto politico sahraui, Sidi Ahmed Ndour, è stato condannato il 26 gennaio u.s. ad un anno di carcere.

 

·        El Ayoun. Territori Occupati.

Il cittadino sahraui Elhaila Mohamed Mahmoud ha sospeso il suo sciopero della fame iniziato il 24 scorso, dopo che le autorità marocchine avevano risposto alla sua richiesta di essere reintegrato nel suo posto di lavoro ad El Ayoun.

 

Elhaiba Mohamed Mahmoud, insieme al suo compagno Yahia Mohamed Elhafed, aveva iniziato lo sciopero della fame  per protestare contro il trasferimento abusivo da parte della direzione delle Forze Armate Reali marocchine da El Ayoun in una caserma militare di Ben Sergao vicino ad Agadir (Marocco). I due, che lavoravano nelle Armata marocchina, erano stati arrestati il 17 gennaio.

 

·        Smara. Territori Occupati.

La città di Smara è stata teatro di una grande manifestazione di cittadini sahraui  in cui si rivendicava il diritto del popolo sahraui all'autodeterminazione, e si rigettava il progetto di autonomia presentato dal Marocco. La manifestazione è passata in tutte le strade principali della città, capitale culturale dei sahraui, prima di essere dispersa violentemente dalle forze di polizia marocchine che si sono sguinzagliate in atti di cieca  repressione nelle strade abitate soprattutto da cittadini sahraui.

 

Il giudice d'istruzione del tribunale di El Ayoun ha ordinato l'incarceramento del detenuto politico sahraui Ismaili Mohamed M'barek nel Carcel Negro di El Ayoun in attesa del giudizio senza  fissarne una data precisa.

M'barek non aveva commesso alcun delitto salvo quello di aver rivendicato ad alta voce il diritto all'autodeterminazione e all'indipendenza per il popolo sahraui e la condanna dell'occupazione da parte del Marocco del Sahara Occidentale.

 

·        Parigi.

La comunità sahraui in Francia ha sollecitato un "intervento urgente" sul Marocco da parte del Governo Francese allo scopo di "mettere fine ai crimini nel Sahara Occidentale", richiedendo inoltre all'ONU e al Consiglio di Sicurezza che sia permesso al popolo sahraui di esercitare il suo diritto all'autodeterminazione attraverso un referendum equo e trasparente già previsto dal 1991.

 

·         Chahid El Hafed. Territori Liberati.

AFAPREDESA ha espresso la sua preoccupazione di fronte alla grave  situazione dei detenuti politici sahraui nelle carceri marocchine in cui la tortura e i maltrattamenti sono quotidiani. L'AFAPREDESA ha inoltre denunciato la politica di "soluzione giuridica" applicata deliberatamente dalle autorità marocchine in un tentativo di "calmare le proteste sahraui che stanno lottando per il riconoscimento dei loro diritti".

 

 

Segnaliamo:

 

 

 

.- Roma: Mercoledì 8 febbraio, ore 18,00 LIBRERIA BIBLI Via dei Fienaroli, 28  Roma

Amnesty International

 

 

 

Il gruppo Italia 2 invita all’incontro sul tema: Quali diritti umani per il Popolo Sahraui?

Luciano Ardesi, sociologo, esperto del Mahgreb                                     

Marisa Rodano, Segretaria nazionale dell’ANSPS (Ass.ne Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi)

Introduce Concetta Tuccillo, coordinamento Nord Africa di Amnesty International

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche quest’anno l’Associazione BAN SLOUT LARBI organizza nel perio18-24 febbraio il tradizionale volo speciale di visita nei

Campi di profughi Sahraui.Vi chiediamo pertanto un piccolo aiuto da portare in dono ai nostri amici saharawi, per cercare di rendere più facile la loro permanenza nel deserto.

Per ulteriori informazioni potete contattare l’associazione  "Ban Slout Larbi”, via del Risorgimento, 61 -  Sesto Fiorentino (FI), 055 4210030, www.saharawi.net

 

 

 

La risposta del Governo Spagnolo alla "campagna di disturbo" promossa nei mesi di novembre e dicembre 2005 organizzata dall’Associazione “Khaima Sahraui” di Reggio Emilia, dal Cordinamento regionale dell’Emilia Romagna e del BIRDHSO-sezione Italia.

 

 

 

 

Da leggere:

SAHARA-TERRITOIRES OCCUPES-INTIFADA

http://www.telquel-online.com/205/couverture_205_4.shtml

Les indépendantistes ne se cachent plus

E adesso ?

http://www.telquel-online.com/205/couverture_205_4.shtml

 

USA-SAHARA-MAROC-HISTOIRE

http://www.arso.org/mundy2006.htm

Trente ans de conflit

Comment les USA et le Maroc se sont emparés du Sahara espagnol

Novembre dernier nous a rappelé le 30ème anniversaire de la crise du Sahara, éclatée en automne 1975, quand le Maroc a réussi à bouter Madrid hors de sa colonie désertique. Malgré les démentis des Etats-Unis, des documents déclassifiés démontrent que le succès du roi Hassan II a été possible grâce à l'intervention des USA.

Par Jacob Mundy

1)  Texte traduit par ARSO de l'article original anglais "How the US and Morocco seized the Spanish Sahara", publié dans l'édition anglophone du Monde diplomatique en janvier 2006. On peut consulter la version originale <http://mondediplo.com/2006/01/12asahara> ou s'abonner au Monde diplomatique (papier ou internet) Nous remercions l'auteur et Le Monde diplomatique pour leur aimable autorisation de publier ce texte.

2)  Jacob Mundy est co-auteur, avec Stephen Zunes, de "Western Sahara: War, Nationalism and Conflict Irresolution" (Syracuse University Press, à paraître).

 

La Piazza Nazionale Il Punto. Guerre dimenticate ma ancora accese. Marocco.

 

La RASD compie 30 anni nell’indifferenza generale di Luca Ferrari

Scienza Pace rivista del Cisp. Università di Pisa n°6 del 30 gennaio 2006

http://scienzaepace.unipi.it/modules.php?name=News&file=article&sid=183

 

 

 

 

 

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