Oltre il muro:
la RASDViolazioni dei Diritti Umani
nei Territori Occupati del Sahara
Occidentale.
ATTUALITA' dall' 1 al 31 dicembre 2005
N° 12

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Marocco. 32 tombe sono state scoperte nel cortile del famigerato carcere di
Tazmamart. La scoperta è stata fatta dall'Istanza Equità e Riconciliazione
(IER). Le tombe sono state identificate grazie ad un archivio dell'esercito e
alle testimonianze degli ex-secondini del carcere. Il controllo totale di
quel carcere è stato assegnato all'IER. I resti appartenevano a 30 militari e
a 2 civili. I nomi delle vittime non sono stati resi noti. L'IER ha consegnato al re il rapporto finale sulle violazioni dei
diritti umani durante gli anni di piombo in Marocco. Il rapporto sarà reso
pubblico soltanto dopo l'approvazione del re. Nelle vicinanze di Casablanca sono state scoperte tre nuove fosse
comuni nelle quali erano state sepolte le vittime della sanguinosa
repressione ordinata dal sovrano marocchino Hassan II contro le rivolte
popolari del 21 giugno 1981. E’ la quarta volta che, negli ultimi mesi, si
scoprono fosse comuni di cittadini morti durante le rivolte popolari. Le
prime due furono trovate nella città di Nador e Alhucemas con i resti dei
manifestanti uccisi nella regione del Rif nel 1984. La terza è stata trovata
a Fez con i resti dei morti del 1990. Le manifestazioni popolari a Casablanca nel 1981 iniziarono come
protesta per l’aumento del pane con uno sciopero generale proclamato dal
sindacato socialista CDT, in quegli anni all’opposizione. Il segretario della
CDT Nubir Amaui fu arrestato
lasciando il movimento, in maggioranza giovani dei quartieri periferici, soli
e incontrollati. Il colonnello Ahmed Zaruf comandante delle Unità speciali di
intervento della Gendarmeria Reale si oppose all’intervento massiccio della
polizia, ma il generale Ufkir su ordine diretto di Hassan II intervenne con
l’esercito facendo decine di morti tra i manifestanti. Durante questo
massacro il generale Ufkir seguì direttamente le operazioni militari a bordo
di un elicottero. Alcune ONG marocchine hanno espresso la loro perplessità per la
velocità con cui i resti trovati nelle fosse comuni sono stati inumati.
Procedendo in questo modo si sono distrutte le prove materiali del crimine. L’associazione marocchina di difesa dei diritti umani (AMDH),
il Forum Verità e Giustizia, l'Organizzazione Marocchina dei Diritti
Umani (OMDH) e il Comitato delle Vittime degli Avvenimenti di Giugno 1981
hanno denunciato l'inumazione delle spoglie di 77 persone ritrovate in tre
fosse comuni, perchè questa operazione, effettuata sotto la supervisione
delle autorità giudiziali di Casablanca e l'Istanza Equità e Riconciliazione,
"è un modo per nascondere la verità" su ciò che è accaduto quel
giorno. Hanno inoltre ribadito "la necessità di identificare le
vittime", individuare e processare i responsabili di questa repressione
dell'esercito e della polizia marocchina durante le "manifestazioni del pane" di
Casablanca LISTE des PRISONNIERS et CONDAMNES au cours de l'INTIFADA http://www.arso.org/intifadalistpris.htm INTIFADA SAHRAOU http://www.arso.org/intifada2005.htm STOP AU SAUVAGE MAKHZEN Campagne internationale pour la libération de Aminatou Haidar et de tous
les prisonniers politiques sahraouis http://www.arso.org/aminatoucamp.htm LE MUR DE LA HONTE http://www.murominassahara.8m.com/ |
1 dicembre 2005.
Pax Christi Wallonia-Bruxelles ha organizzato un dibattito su "Il
conflitto del Sahara Occidentale" a Bruxelles, con la senatrice Jacinta De
Roeck, presidente dell'intergruppo parlamentare belga sul Sahara Occidentale,
Jean-Luc Onckelinx, rappresentante dell'ONU presso l'UE, Olivier Pierre Louveaux dell'Istituto Europeo di
Ricerche e Cooperazione Mediterranea ed Euro-araba (MEDEA) e Francis Schwan, di
Amnesty International del Belgio francofono.
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Chahid El Hafed.Territori liberati.
La società svedese Ohman Funds
ha deciso di ritirare i suoi fondi dalla società petroliera Kerr McGee a causa
delle sue attività nel Sahara Occidentale considerate illegali. Anche un'altra
società svedese, la Seventh AP Funds,
che gestisce circa 57 miliardi di corone svedesi, venderà tutte le sue azioni
in quella società americana a partire dal febbraio 2006.
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Las Palmas. Isole Canarie.
Il Presidente della Coalizione delle Canarie (partito al potere), Paulino Rivero, ha dichiarato che la
posizione del Governo Zapatero nel
conflitto del Sahara Occidentale è "ambigua". Ha aggiunto che il suo
partito prenderà una iniziativa per chiedere al Governo spagnolo di "chiarire la sua posizione".
Il Presidente del Governo autonomo delle Canarie, Adan Martin Menis, durante una visita ufficiale di una delegazione
presidenziale sahraui di tre giorni, ha espresso l'accettazione del suo governo
alle risoluzioni delle NU in relazione al Sahara Occidentale ed ha rinnovato
l'impegno di continuare nell'aiuto sociale al popolo sahraui.
Anche il sindaco di Santa Lucia ha confermato il sostegno al popolo
sahraui a favore di un rapido referendum di autodeterminazione.
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Paesi Baschi (Spagna).
Alcune centinaia di persone hanno espresso con una manifestazione
pubblica il proprio sostegno ai
detenuti politici sahraui nelle tre principali città basche di Vitoria, Bilbao
e San Sebastian, con lo slogan: "30 anni bastano. Il Marocco è colpevole e
la Spagna responsabile".
2 dicembre 2005.
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El Ayoun. Territori Occupati.
Milinin Ahmed Mohamed è stato arrestato dalla polizia marocchina
durante una manifestazione pacifica per l'autodeterminazione del popolo sahraui
e rinchiuso nel carcere di El Ayoun.
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Rabat.
Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo(PJD), partito religioso e
legale, ha organizzato per l'11 gennaio p.v. una conferenza internazionale sul
Sahara: "Vogliamo vedere con alcuni paesi che hanno avuto esperienza nel
settore della regionalizzazione, come
questa è stata gestita in relazione ad una soluzione per il Sahara".
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Firenze. Italia.
Convenzione Nazionale su i Sahraui:”30 anni bastano”.
3 dicembre 2005. Parigi.
L'avvocato Richard Sedillot,
del tribunale di Rouen, ha sottolineato l'importanza di
"internazionalizzare i processi portati avanti dal Marocco contro
i sahraui sia per ciò che riguarda la pubblica informazione attraverso i media
che per le procedure di diritto internazionale. Solo così la loro lotta potrà
essere meglio conosciuta dalla comunità internazionale." L'avv. Sedillot
era stato presente come osservatore al processo contro Ahmed Hammia il 3 agosto scorso al tribunale di prima istanza di
Dakhla. L'avv. Sedillot ha anche consigliato di coinvolgere la Commissione
Africana dei Diritti Umani e dei Popoli
(CADHP) e di altre associazioni internazionali competenti.
La CADHP pur non potendo prendere decisioni coercitive ha il potere di
svolgere inchieste e di redigere rapporti. Inoltre "il coinvolgimento
anche della giurisdizione francese potrebbe essere effettuato sulla base della
convenzione sulla tortura e nell'interesse di una vittima che avesse la
nazionalità francese. Ugualmente una causa potrebbe essere instaurata contro
noti torturatori in occasione di un loro viaggio in occidente". L'avvocato
ha infine relazionato al riguardo della causa contro Ahmed Hammia , precisando
che Hammia, il cui padre fu fatto scomparire dalla polizia marocchina quando
lui aveva appena pochi mesi di vita, è stato arrestato per aver partecipato ad
una manifestazione pacifica e perché chiedeva di sapere quale fosse stata la
sorte del padre. La polizia marocchina ha tentato di comprare il suo silenzio
con una somma ma Hammia ha rifiutato benché le sue condizioni economiche siano
particolarmente difficili. L'avvocato ha infine raccontato come "le
autorità marocchine hanno impedito a tutti i militanti sahraui dei diritti
umani di assistere al dibattito in
tribunale ed anche di contattarmi, sperando così di farmi rinunciare ad essere
presente al processo". "La polizia ha inoltre tentato di impedire che
io contattassi l'avvocato della difesa che era venuto al mio hotel per
discutere con me la pratica dell'accusato." "Il pubblico nell'aula
era composto quasi esclusivamente di agenti di polizia in borghese."
"L'accusa di violenze fatte dall'imputato contro agenti delle forze dell'ordine
era basata su sue dichiarazioni estorte sotto tortura". Hammia è stato poi
condannato a due mesi di carcere.
4 dicembre 2005.
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El Ayoun. Territori Occupati.
Il processo ai militanti sahraui per i diritti umani, già rinviato una
prima volta il 22 novembre scorso, è stato
ulteriormente rinviato al 6 dicembre prossimo. Durante la seduta di oggi l'inviato speciale del
giornale spagnolo El Periodico non è stato fatto entrare nella sala del
tribunale. "Il rinvio del dibattito è una mossa illegale e ingiusta del
tribunale che vuole stancare e rendere difficile il soggiorno degli osservatori
stranieri e degli avvocati difensori" ha affermato uno degli avvocati, Mohamed Fadel Lili. "Durante tutta
la mattinata abbiamo dovuto assistere ad una sfilata di accusati di diritto comune
processati per furti o stupri e solo verso le ore 17 i militanti sahraui sono
stati condotti nell'aula delle udienze" ha continuato l'avvocato. "Alì Salem Tamek ha denunciato le
manipolazioni di questo processo di opinioni mentre Hmad Hammad ha ringraziato gli osservatori stranieri di essere
presenti e poter così vedere con i propri occhi questa parodia di
processo".
All'uscita dall'aula il rappresentante degli avvocati francesi, avv. Olivier Guilbaud, ha dichiarato che
"La giustizia marocchina ha perso l'occasione di dimostrare la sua
serietà, dando di sé un'immagine pietosa" "Il governo
marocchino, sapendo che gli osservatori internazionali non possono restare
indefinitamente ad El Ayoun, cerca di allungare i tempi per evitare testimoni
imbarazzanti, ma molti di noi resteranno anche alla prossima seduta" ha
dichiarato il corrispondente di El Periodico.
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Rabat.
Reporters sans frontières (RST) ha denunciato la censura da parte del
Marocco sui siti internet sahraui fin dal 21 novembre scorso, ed ha chiesto
alle autorità marocchine di sbloccarli, considerando che tale blocco
costituisce un grave attacco alla libertà di espressione.
Il Sahara Occidentale è sottoposto dal 1975 ad un blocco mediatico e
poliziesco e, più recentemente ad uno stato d'assedio permanente. Le uniche
informazioni che filtravano dal territorio
arrivavano solo attraverso internet o telefoni cellulari che le autorità
coloniali hanno ora bloccato. "Silenzio, si uccide" ha commentato un
osservatore.
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Italia.
Il Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna si è pronunciato contro il
processo dei detenuti politici sahraui che è iniziato ad El Ayoun mercoledì
scorso, denunciando l'illegalità di un tale processo.
"In qualità di cittadini italiani e consiglieri regionali
impegnati per il rispetto dei diritti umani e per l'applicazione delle
risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU sul Sahara Occidentale, gli eletti
dell'Emilia-Romagna hanno chiesto all'Ambasciatore d'Italia a Rabat di prestare
la maggior attenzione possibile allo svolgimento del processo inviando sul
posto un osservatore delegato dall'ambasciata.
Questa stessa richiesta è stata inoltrata dall’Associazione Nazionale
di Solidarietà con il Popolo sahraui e da diverse altre Associazioni di
solidarietà, OnG, ecc….
6 dicembre 2005.
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Boujdour. Territori occupati.
Tre sahraui, tra cui lo studente Jemii
Mohamed, sono stati arrestati durante nuove manifestazioni tenutesi oggi a
Boujdour. Le forze d'occupazione marocchine hanno inoltre saccheggiato
l'abitazione della famiglia di Brahim
Salem Ould Ahmed Miské dentro cui si erano rifugiati i cittadini sahraui Salek Larroussi e Blal El Mahjoub Ahmed
Miské che sono stati arrestati. Un altro sahraui, Jemii Mohamed è stato brutalizzato dalla polizia ed abbandonato
privo di conoscenza e ferito in mezzo alla strada.
Le famiglie dei detenuti, spalleggiate da parecchi giovani sahraui,
hanno tenuto un sit-in di fronte al commissariato della città denunciando
l'intervento violento della polizia e chiedendo la liberazione degli arrestati.
I quartieri popolari della città sono in stato d'assedio ed è stato proclamato
il coprifuoco.
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El Ayoun.
Il 14 agosto u.s. Mohamed Bahia
Rashidi era stato liberato dopo un anno di carcere. Era stato condannato
per aver preso posizione in pubblico a favore della squadra di calcio algerina.
Ora è stato di nuovo detenuto e portato davanti al Procuratore per varie altre imputazioni.
L'ufficiale di polizia Abderrahim
Amsaoued e il brigadiere Hassan Rochdi sono stati arrestati per
presunta responsabilità nella tragica uccisione di Hamdi Lembarki, morto sotto i le percosse della polizia il 30
novembre 2005.
7 dicembre 2005.
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Chahid El Hafed. Territori Liberati.
Il processo ai 14 detenuti politici sahraui è stato nuovamente
aggiornato, per la terza volta, al 12 dicembre prossimo. Il Governo della RASD
ha condannato energicamente queste manovre marocchine che tentano di ostacolare
la presenza degli osservatori stranieri prolungando il loro soggiorno sul
posto, ed ha invitato questi osservatori a resistere a tutte queste manovre
dissuasive
·
Chahid El Hafed.
Il Governo della RASD ha denunciato, in relazione al processo tenutosi
ad El Ayoun contro i 14 prigionieri politici sahraui, che l'aver mantenuto gli accusati in carcere durante
tutto il tempo passato, ed inoltre in condizioni vergognose, è una flagrante
violazione dei diritti umani.
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Reggio Emilia.
Jaima sahraui al Palazzo Calcagni con concerto di Nino Fantozzi per il
Popolo sahraui.
8 dicembre 2005.
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Unione Europea.
Il deputato spagnolo al Parlamento Europeo, Willy Meyer, del Gruppo
confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica, ha chiesto
all'UE di condannare senza ambiguità la politica di accanita repressione esercitata
dal governo marocchino contro la popolazione sahraui. Il deputato ha inoltre
chiesto all'UE di intervenire attivamente affinché "sia messo un termine a
tale politica ed alla violazione permanente dei diritti umani nel Sahara
Occidentale".
·
ONU.
L'Assemblea Generale dell'ONU ha adottato in seduta plenaria senza
votazione il testo di una risoluzione che sottolinea il disaccordo tra le parti
in relazione al piano di pace per il Sahara.
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Rabat.
L'Associazione marocchina dei diritti umani (AMDH) denuncia le
violazioni gravi dei diritti umani commesse
nel novembre scorso contro la popolazione civile sahraui: "Molti
sahraui sono stati torturati in carceri segrete . Le persone arrestate arbitrariamente non hanno neppure
potuto prender visione dei verbali redatti dalla polizia giudiziaria. Le richieste
formali di chi è stato oggetto di sevizie per ottenere una perizia medica sono
state sempre respinte. Tutti i processi ai militanti sahraui sono macchiate di
palesi irregolarità." L'AMDH chiede la liberazione dei 37 detenuti
politici sahraui e l'apertura di una inchiesta per stabilire la verità sulle gravi violenze repressive durante le
manifestazioni.
Il partito politico marocchino Annahdj
Eddimocrati ha espresso nuovamente la sua opinione contraria alla
repressione contro le rivendicazioni del popolo sahraui e reiterato l'appello
per la liberazione di tutti i militanti sahraui attualmente detenuti nel Carcere Nero di El Ayoun.
Secondo fonti degne di fede i controlli costieri marocchini per
bloccare barche con emigranti clandestini in rotta verso le Canarie, sono stati
notevolmente diminuiti nelle ultime settimane, rendendo possibile così la fuga
dal territorio per molti giovani sahraui. Una settantina di giovani sarebbero
così fuggiti nel mese in corso. Queste misure sarebbero da considerare come una
nuova strategia marocchina per svuotare il territorio dalla gioventù
contestataria.
10 dicembre
2005.
·
Italia.
Per il terzo mese
consecutivo, si è tenuto un sit-in davanti all’Ambasciata del Marocco convocato
dall’Associazione nazionale di solidarietà con il popolo sahraui (ANSPS) per
protestare contro le violazioni dei diritti umani nei territori del Sahara
Occidentale occupati dal Marocco. Contemporaneamente un’iniziativa analoga si è
svolta davanti al Consolato del Marocco a Milano. Per sensibilizzare la
cittadinanza di Roma un gazebo è stato allestito lo stesso giorno dalle 11.00
alle 17.00 in Largo Argentina.
Il 10 dicembre non
è stato scelto a caso. In occasione della Giornata internazionale per i diritti
umani si è voluto testimoniare la solidarietà nei confronti dei sahraui
detenuti nelle carceri marocchine e di tutto il popolo sahraui che vive
prigioniero dietro il muro di sabbia, cemento e campi minati che divide in due,
da nord a sud, il Sahara Occidentale. Dietro il “muro della vergogna”, come lo
chiamano i sahraui, i diritti umani vengono violati quotidianamente
nell’indifferenza dei governi amici del Marocco.
Per rompere il
muro di silenzio che circonda la protesta pacifica dei sahraui e la repressione
del Marocco, il movimento di solidarietà ha deciso di ritrovarsi a Roma, ogni
mese fino a febbraio 2006, per denunciare le gravi violazioni dei diritti umani
e sostenere il Piano di pace dell’Onu che prevede il referendum. A turno
saranno presenti delegati di diverse regioni d’Italia, mentre continueranno le
iniziative a livello locale. All’appuntamento del 10 dicembre a Roma erano
presenti delegazioni della Liguria, particolarmente delle province di Genova e
La Spezia anche con rappresentanti degli enti locali , e del Lazio.
Continuano dopo
quasi sette mesi di mobilitazione ininterrotta le manifestazioni per la
liberazione dei prigionieri politici sahraui e per il diritto
all’autodeterminazione. La violenza della repressione non è riuscita a
fermarle.
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Roma.
Per la giornata internazionale dei diritti umani, è giunta a Roma una
delegazione della Liguria formata dal Coordinamento ligure delle associazioni
di solidarietà con il popolo Sahraui (l’associazione spezzina “Laboratorio di
pace” e “Genova con il popolo Sahraui”)
e da rappresentanti della Provincia di La Spezia e di Comuni di Bonassola,
Calice al Cornoviglio, Lerici e Pignone. La delegazione si è incontrata alle
ore 13 davanti all’Ambasciata del Marocco con i rappresentanti dell’ANSPS e
insieme hanno esposto cartelli e scandito slogan. La delegazione ha chiesto un
incontro con l’Ambasciatore, ma nessuno essendo stato disponibile a riceverla, ha
quindi imbucato una lettera, firmata da 860 persone, in cui, denunciando le
gravi violazioni dei diritti umani, si chiede la liberazione immediata dei
prigionieri politici sahraui. Quindi si è raggiunto Largo Argentina dove era in
corso dalle 11:00 a.m. una campagna di sensibilizzazione con raccolta di firme
su una petizione di Amnesty International. Un grande cammello di carta pesta,
portato da Genova, è stato utilizzato per attirare l’attenzione dei passanti.
L'azione di protesta si inserisce nella Campagna europea Trent'anni
bastano, in occasione del 30° anniversario dell'occupazione marocchina del
Sahara Occidentale (ottobre 1975). La Campagna terminerà il 27 febbraio 2005,
anniversario della proclamazione della Repubblica araba sahraui democratica
(RASD).
Della delegazione
della Liguria, guidata da Filippo Figari, Presidente dell’Associazione “Genova
con il popolo sahraui”, facevano parte anche:
il Comune di
Pignone (Sp); con il Sindaco Silvano Zaccone e il Vicesindaco Antonello
Pellegrotti; il Comune di Calice Al Cornovaglia (Sp) con l’Assessore Giorgio
Torracca; il Comune di Bonassola (Sp) con l’Assessora Arianna Rocca; la
Provincia di La Spezia con la Presidentessa del Consiglio Provinciale Gabriella
Bertone e il Comune di Lerici.
Erano presenti per
L’ANSPS On. Marisa Rodano, Segretaria Generale e Giancarlo Rosi. Erano presenti
altresì Mimmo Sesta del Progetto Sviluppo Lazio, un gruppo di giovani del Borgo
Ragazzi Don Bosco e l’Associazione spezzina di solidarietà con il popolo
Sahraui-Laboratorio di Pace.
In supporto alla Campagna, il
coordinamento ligure, insieme con la Tavola spezzina per la Pace e la Globalizzazione
dal Basso, ha iniziato un digiuno a staffetta che, si concluderà alla vigilia
di Natale. Fino a oggi hanno
aderito al digiuno: Pietro Lazagna, Gianluca Secco, Cristina Barbieri, Felicita Saccani, Cinzia Morelli,
Prospero Mutini, Giancarlo Saccani, Luca Giusti, Don Luigi Usubelli, Patrizia
Poselli, Anna Cassol, Alessandra Schiaffino, Maria Alacevich, Pippo Figari,
Antonello Pellegrotti, Francesco Pellegrotti, Carlo Brizi, Giovanna Valsuani,
Augusta Staiano, Pierfranco Origone, Luciano Bozzo.
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El Ayoun. Territori Occupati.
Malgrado lo stato di occupazione da parte della polizia e dei militari
marocchini la popolazione sahraui festeggia la giornata internazionale per i
Diritti Umani con delle manifestazioni pacifiche per l’autodeterminazione e per
l’indipendenza
11 dicembre 2005. Boujdour.
Una diecina di persone sono state arrestate e parecchie altre ferite in
seguito all'intervento della polizia contro cittadini sahraui manifestanti
pacificamente giovedì e venerdì scorsi per reclamare il diritto
all'autodeterminazione ed all'indipendenza.
Di 4 degli arrestati non si hanno più notizie. La casa di uno di essi, Brahim Salem Ahmed Miské, è sorvegliata
da una settimana dopo l'arresto del figlio.
4 studenti, Hmednah Hamdi
Belliha, Khaya Mohamed Fadel Khreicha, Mahmoud Sidi Lekhlil e Saaidi Mohamed Lenhaihi
sono stati arrestati dalla polizia nella scuola stessa e trasportati nei locali
della caserma della città. Le famiglie non ne hanno più notizie
12 dicembre 2005.
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Rabuni (Campi profughi).
Il secondo scaglione della carovana italiana dell'Associazione Italiana di Solidarietà con il popolo sahraui (ANSPS) è stato consegnato alla Mezzaluna Rossa
Sahraui dal responsabile della carovana Sandro Giovannetti. La carovana, che
era partita dal porto di La Spezia alcune settimane fa, era giunta ad Orano da
cui ha raggiunto il deserto di Tindouf guidata da autisti sahraui. Era composta
da 4 camion, un furgone, due autoveicoli, due fuoristrada ed un'ambulanza
donati da: Comune di Agliana, ANPAS-Toscana, Associazione “Tempora-Onlus” di
Trento, Associazione "Rock no war" di Modena, Associazione “Gherim”
di Bergamo, Associazione "Incontro tra i popoli del Sahara" di Fiano
Romano, Associazione "Lions Club Bacoli" di Napoli ed Associazione “Kouri
Ada” di Livorno.
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Madrid.
L’associazione dei
Diritti Umani (APDHE) di Spagna ha assegnato il premio per il 2005 al Fronte
Polisario per “ il coraggio con cui ha
rappresentato il popolo sahraui nella lotta per l’indipendenza, per la
solidarietà con i cittadini africani immigrati e per la difesa dei diritti umani” Il premio sarà consegnato a
Madrid il 15 Dicembre al presidente Abdel Aziz.
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Marrakech.
Agenti dei corpi di sicurezza marocchini hanno attaccato gli studenti
sahraui che avevano organizzato presso l'Università di Marrakech due giornate
d'informazione sulle violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale e
sulla natura del problema sahraui. Ci sono stati alcuni feriti e la distruzione
degli stand e del materiale.
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Boujdour. Territori Occupati.
Mahfoudha Laseiri, una donna sahraui, ha abortito in seguito
alle percosse ricevute durante una manifestazione a Boujdour. La donna era
intervenuta per difendere il giovane figlio, Said Mohamed Fenich anche lui ferito, ma è stata picchiata
ripetutamente sulla pancia dalla polizia, ferito gravemente alla
testa anche Abdellah Mohamed El Haj.
Le forze di polizia hanno arrestato tre persone Limam El Markhi, Mariem Babeyt e Hamia Teslem, e quattro studenti non ancora identificati.
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Tiznit
Il prigioniero politico El
Agdadi Ali imprigionato a Tiznit è stato torturato in cella dal
responsabile del carcere. In risposta El
Agdadi Ali ha iniziato oggi 12 dicembre 2005 uno sciopero della fame per
protestare contro le torture e il suo stato di detenzione.
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El Ayoun. Territori Occupati.
I primi distaccamenti, circa
600 militari di un contingente di truppe stimato a 20.000 soldati, sono stati
acquartierati nelle città occupate del Sahara Occidentale, in particolare nelle
scuole e nei licei di El Ayoun. In abiti civili questi militari hanno il
compito di aiutare i diversi corpi di polizia nella repressione.
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New York.
L'organizzazione Human Rights
Watch ha inviato una lettera al re Mohamed VI sottolineando che le procedure giudiziarie seguite finora
contro i prigionieri politici sahraui dimostrano che il diritto degli accusati
non è rispettato e che i processi non sono affatto "trasparenti". Il
re è il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.
·
Rabat.
Mohamed VI dovrebbe presiedere nei prossimi giorni una cerimonia in
onore dell'IER per il lavoro fatto ed ora terminato. Il lavoro dell'IER
consisteva nel raccogliere le informazioni circostanziate sulle gravi
violazioni dei diritti umani commesse nel paese tra il 1956 e il 1999,
nell'indennizzare le vittime e nel raccomandare le misure per prevenire future
violazioni dei diritti umani. L'IER ha effettuato alcune missioni di ricerca
anche nel Sahara Occidentale incontrando varie vittime di quelle violazioni. Le
autorità marocchine affermano che quella Commissione costituisce un importante
passo in avanti verso un maggior rispetto dei diritti umani in Marocco. "Ma
gli attuali arresti e gli attuali processi dimostrano che la repressione è
tuttora la regola nel Sahara Occidentale" afferma la presidente di Human
Rights Watch, signora Sarah Leah Whitson.
13 dicembre 2005. El Ayoun. Territori
Occupati.
·
Processo di 14 detenuti sahraui militanti dei
Diritti Umani.
Ore 10 si apre l’udienza.
Il primo processo con dossier n. 185/2005 Riguarda quattro
imputati:
- Lidri Elhoucine
- Elmoutaoukil Mohamed
- Masaoud Larbi
- Noumria Brahim
Gli imputati sono difesi da una dozzina di avvocati di Agadir e uno di
Marrakech.
Sono presenti come osservatori 12 avvocati stranieri:
- 5 avvocati spagnoli
- 1 avvocato italiano
- 1 avvocato tunisino
- 2 avvocati svizzeri
- 3 avvocati francesi
Per la stampa, oltre ai giornalisti locali, sono presenti tre
giornalisti della stampa europea:
- un giornalista di El Periodico, Spagna,
- un giornalista dell'Humanité, Francia,
- un giornalista svedese
Gli imputati sono entrati nell’aula del tribunale scandendo slogan a favore
del referendum nel Sahara Occidentale.
Gli avvocati difensori hanno rilevato che alcuni vizi di forma sono
presenti nella procedura: flagranza di reato, informazione delle famiglie
dei detenuti, perquisizione. Hanno quindi chiesto di non prendere in
considerazione i verbali della polizia giudiziaria.
Il giudice ha deciso di deliberare sui vizi di forma alla fine della
seduta ed ha chiamato alla sbarra i quattro imputati informandoli dei capi
d’accusa:
Costituzione di associazione a
delinquere, aver posto una bomba sulla strada pubblica, blocco del traffico
sulla strada pubblica, violenza nei confronti di funzionari dello stato,
incitamento alla disobbedienza, sit-in armato sulla via pubblica e
costituzione di associazione non autorizzata secondo il diritto delle
libertà pubbliche.
Gli accusati hanno dichiarato di essere militanti dei Diritti Umani sahraui,
membri del Forum Verità e Giustizia sezione del Sahara Occidentale, e dell’Associazione
Marocchina per i Diritti Umani (AMDH) e che gli interrogatori della polizia
sono stati sulla loro posizione sul Sahara Occidentale che è diversa da quella
ufficiale marocchina. Hanno affermato di essere per l'autodeterminazione
del popolo sahraui e per l'indipendenza del Sahara Occidentale. Hanno
dichiarato di non aver potuto prendere visione dei verbali della Polizia
Giudiziaria e che gli interrogatori non vertevano sui reati letti dal giudice .
Gli avvocati nell’arringa difensiva hanno ricordato i vizi di forma,
che gli imputati non hanno firmato i verbali perché non sono loro confessioni e
che non li hanno mai visti, hanno invece firmato i verbali del procuratore
generale e del giudice istruttore. Gli imputati hanno avuto la parola ed hanno
ribadito la loro posizione politica per l'autodeterminazione del popolo sahraui
e l'indipendenza del Sahara Occidentale, che si oppongono alla sovranità
marocchina sul Sahara. Hanno confermato che sono pacifisti e che non hanno
incitato le persone alla violenza, che hanno partecipato ad un sit-in pacifico
per rivendicare il diritto all'autodeterminazione del popolo sahraui.
Hanno dichiarato che sono dei militanti dei diritti umani nel Sahara
Occidentale.
Lahoucine Llidri e Noumria
Brahim hanno affermato di essere stati portati nel penitenziario del PC CIM
ad El Ayoun e torturati. Hanno fatto anche i nomi di quattro torturatori:
Illich
Abou Elhassan, Ben Sami,
…etc. Hanno infine lasciato l’aula scandendo gli stessi slogan che avevano
urlato entrando in aula.
Ali Salem Tamek è stato chiamato in aula con dossier n. 182/2005.
Anche lui ha scandito slogan come avevano fatto i suoi compagni in precedenza.
Gli avvocati hanno fatto notare come l’imputato si trovasse in Europa dal mese
di Aprile del 2005, ben prima dell’inizio delle manifestazioni a El Ayoun
(24-25 maggio 2005). Era stato fermato all’aeroporto appena rientrato
dall’Europa. Ha confermato di essere membro del sindacato CDT.
Aminatou Haidar è stata chiamata alla sbarra con dossier n.
187/2005.
Stessa entrata in aula. Il suo avvocato ha confermato che è una ex-scomparsa,
che è stata incarcerata nel penitenziario di PC CIM (luogo di detenzione
segreto) per quattro anni, dal 1987 al 1991, picchiata a sangue dai
membri del GUS, (Gruppi Urbano di Sicurezza), sulla strada davanti a
molti testimoni e che il procuratore le ha negato la perizia medica malgrado le
ferite fossero evidenti e la richiesta sua e dei suoi avvocati. Il procuratore
ha affermato che le ferite erano dovute alle pietre dei manifestanti.
Amidan Elwali è stata chiamato alla sbarra con dossier n.
181/2005. Ha affermato di aver firmato sotto tortura
Elmoussaoui Sid Ahmed. è stato chiamato alla sbarra con
dossier n. 183/2005. Il procuratore mostra una sua foto con una bandiera
marocchina strappata. Sid Ahmed afferma che la foto è stata scattata nei locali
della gendarmeria, dopo il suo arresto, e non durante la manifestazione a Foum
El Oued, spiaggia di El Ayoun.
Anche gli imputati Ejenhaoui Lakhlifa, Mohamed Lahouidi et Mohamed Ettahlil, con dossier , n°180/2005sono stati
chiamati alla sbarra.
Mohamed Ettahlil si rifiuta di dichiarare le sue generalità al giudice, che
lo espelle dall’aula.
Vengono
chiamati infine Hmad Hammad, Balla Sidi
Mohamed, Elmahjoub Echtioui con dossier
n° 184/2005.
Gli
avvocati segnalano una contraddizione sul caso di Hmad Hammad da parte del
giudice istruttore il 15-11-05. Infatti in un primo momento aveva deciso di assolverlo per i fatti
della Casa d' España, poi nel pomeriggio, per
le stesse imputazioni del mattino, ha deciso di accusarlo.
Alle
3,30 della mattina del 14 la seduta è chiusa e la corte si ritira per
deliberare su tutti i casi.
Alle
10 del mattino vengono pronunciate le sentenze: I prigionieri politici sahraui
sono giudicati colpevoli per i delitti contenuti nei capi d’accuse
Amidane Elwali : 6 mesi
Aminatou Haidar : 7 mesi .
Tamek Ali Salem : 8 mesi .
Lidri Elhoucine: : 10 mesi
Elmoutaoukil Mohamed: 10 mesi
Masaoud Larbi : 10 mesi
Noumria Brahim : 10 mesi
Hmad Hammad : 2 anni
Balla Sidi Mohamed : 2 anni
Elmahjoub Echtioui : 2 anni
Ejenhaoui Lakhlifa : 2 anni
Mohamed Lahouidi: 2 anni
Elmoussaoui Sid Ahmed : 2 anni
Mohamed Tahlil : 3 anni
Da
segnalare che al momento del verdetto gli imputati Lakhlifa,
Mohamed Lahouidi e Mohamed Tahlil hanno chiesto che il verdetto fosse pronunciato in nome di Dio e non
in nome del Re. Il Giudice li ha allontanati dall’aula ed ha disposto che per
loro, la lettura della sentenza fosse fatta nel carcere di El Ayoun.
http://www.arso.org/intifadaprisjug221105.htm#4f
http://www.humanite.fr/journal/2005-12-13/2005-12-13-819856
http://www.arso.org/intifadaprisjug221105.htm#4f
·
Licei di El Ayoun. Territori Occupati.
Gli allievi sahraui del collegio della Cooperazione e del liceo Lissan
Edin sono stati brutalizzati ieri da coloni marocchini per aver inalberato una
grande bandiera, lunga 4 metri, all'entrata dei loro edifici scolastici. Sulla
bandiera c'era scritto "Il Sahara Occidentale è per l'indipendenza e per
l'evacuazione dei coloni marocchini". Varie fotocopie della bandiera e
vari volantini sono stati distribuiti. Il pascià di El Ayoun, accompagnato da
agenti della polizia segreta ha proceduto ad alcuni arresti tra gli studenti
che avevano rifiutato di firmare un documento che era stato loro sottoposto.
Numerosi cittadini sahraui sono usciti pacificamente in molte
strade di El Ayoun, in particolare nel
viale Mohamed Daddach e fino al viale Alì Salem Tamek, per esprimere la loro
protesta contro la politica coloniale marocchina, sventolando bandiere della
RASD e scandendo slogan anticoloniali. La polizia è intervenuta brutalmente per
disperdere i manifestanti
13 Dicembre 2005. Madrid.
La Commissione Spagnola Ayuda al Refugiado (CEAR) e la
Fundación CEAR hanno assegnato il V Premio Juan María Bandrés a la Defensa
del Derecho de Asilo y la Solidaridad con los Refugiados al simbolo nella lotta in difesa dei diritti umani del popolo
sahraui Aminetu Haidar, per la sua esemplare lotta pacifica per i diritti del
popolo sahraui e per il rispetto della legalità internazionale nel Sahara
Occidentale. Lo ha deciso nello stesso giorno che un tribunale marocchino la
condannava a sette mesi di carcere. Gli organizzatori sperano che ad Aminetu
sia concessa la possibilità di recarsi in Spagna a ritirare il premio.
http://www.cear.es/noticias.php#texto=113
14 dicembre 2005. Territori Occupati.
·
El Ayoun.
In coincidenza con il processo ai 14 sahraui ad El Ayoun si è svolta
una manifestazione nei quartieri di Maatala, Echeria e Skeikina contro
l’occupazione marocchina. La polizia intervenuta per disperdere i manifestanti
ha ferito molte persone, tra cui sette donne, una bambina di dieci anni e
cinque uomini. Molte case sono state saccheggiate per ritorsione dalla polizia
marocchina. La manifestazione è ripresa nella serata con un corteo che ha
percorso il viale Sidi Mohamed Daddach alzando bandiere sahraui (portare una
bandiera sahraui nei territori occupati può significare una condanna a vari
anni di carcere).
http://www.arso.org/intifada12131205.htm
·
Smara .Territori Occupati.
Nella zona in cui si sta svolgendo il festival della cultura marocchina,
sono state inalberate bandiere sahraui.
15 dicembre 2005.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Continua lo sciopero degli studenti dell'Istituto (che è stato ri-nominato
col nome di Aminatou Haidar), dato che le rivendicazioni richieste non sono
state soddisfatte.
·
Rabat.
Il responsabile della Direzione Generale della Sorveglianza del
Territorio (la DGST, cioè la polizia politica) Ahmed Harrari,è stato destituito e rimpiazzato con Abdellatif Hammouchi
soprannominato il Salafista a causa della sua specialità, l'islamismo politico.
·
Riccione. Italia.
Un protocollo d’intesa è firmato fra la Provincia di Rimini, le
amministrazioni comunali e Omar Mih rappresentante del popolo sahraui.
16 dicembre 2005.
·
Venerdì nero:
http://www.arso.org/intifada161205.htm#fr [foto
1 http://www.arso.org/ELA161205 + foto 2 ]
http://www.arso.org/ELA161205b
http://www.arso.org/intifada1612054f.htm [video
http://www.cahiersdusahara.com
http://www.arso.org/intifadalistpris.htm
http://www.arso.org/intifadaafa161205.htm,
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Verso mezzogiorno alcune centinaia di persone si sono unite al corteo
degli studenti delle scuole di El Khansa e di Mansour Eddhabi, portando
bandiere della RASD e ripetendo slogan ostili all' occupazione marocchina, a
favore della libertà e della pace per il popolo sahraui. La risposta marocchina
non si è fatta attendere: un impressionante arsenale di sicurezza è
intervenuto, composto da contingenti di Gruppi Urbani di Sicurezza (GUS), Forze
Ausiliarie (FA), Compagnie Mobili d'Intervento(CMI), Gendarmeria Reale (GR),
del Dipartimento della Sorveglianza Territoriale (DST) armati di tutto punto
con manganelli, armi da fuoco e bombe lacrimogene. Si contano per il momento 64
persone arrestate, alcune diecine di feriti ed una dozzina di case
saccheggiate.
·
Chaid El Hafed. Territori Liberati.
Il primo ministro sahraui Abdelkader
Taleb Oumar, nel corso di una cena offerta ad una delegazione italiana e
rispondendo alla TV7 italiana, ha invitato la comunità internazionale ad
inviare una apposita missione per verificare sul posto la situazione di
violazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale
·
Bir Lehlu. Territori Liberati.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha indirizzato una lettera
a Kofi Annan avvertendolo del pericolo dell'invio, eseguito da parte del
Marocco, di 600 militari in abiti borghesi nel Sahara Occidentale, primo scaglione di un piano che prevede l'arrivo di 20.000 soldati marocchini,
sempre in borghese. Tale fatto può portare a scontri sanguinosi tra marocchini
e sahraui estremamente pericolosi e ad una situazione esplosiva.
·
Madrid.
Il Presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha ricevuto oggi il Premio
internazionale per i diritti umani da parte dell'Associazione spagnola dei
diritti umani (APDHE) per mano del suo presidente Manuel Ollé Sesé. Questi ha
inoltre denunciato le violazioni compiute dal Marocco nel territorio del Sahara
Occidentale condannando in particolare le pratiche di tortura e le brutali repressioni in atto in questi
ultimi mesi.
L'APDHE è un'organizzazione fondata nel 1976, che raggruppa circa 800 giuristi ed è affiliata alla Commissione
Internazionale dei Giuristi di Ginevra
ed alla Federazione Internazionale per i diritti umani (FIDH),
istituzioni queste che godono di uno
statuto consultivo speciale presso le NU, l'OIT ed il Consiglio europeo.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Numerosi arrestati sahraui sono stati portati nel centro di tortura
detto PC CMI. La situazione è grave e la città vive in stato d'assedio mai
visto prima.
16-23 dicembre. Tindouf.
Nel quadro del programma di scambi di visite tra familiari dei campi
profughi di Tindouf e familiari del Sahara Occidentale occupato, 10 famiglie
della regione del Rio de Oro hanno raggiunto in aereo Tindouf mentre 8 famiglie
sono arrivate a Dakhla provenienti dai campi profughi.
17dicembre 2005. El Ayoun.
Territori Occupati.
Dopo solo due giorni dal processo contro i 14 sahraui, terminato con
condanne da sei mesi a tre anni. una grande manifestazione si è svolta venerdì
a El Ayoun. Il corteo ha percorso le principali strade di El Ayoun prima di
essere attaccato e disperso dalla polizia marocchina.
Alle 12 di giovedì 15 dicembre gli alunni della scuola secondaria
di Jansaa e quella di Mansur Eldahbi, a El Ayoun, sono usciti da scuola in
corteo con le bandiere della Repubblica Araba Sahraui Democratica scandendo
slogan a favore dell’indipendenza.
Quando la manifestazione è giunta nel quartiere Alfath, si sono
uniti al corteo cittadini e cittadine di tutte le età, uomini, donne e
giovani, formando così una manifestazione che, secondo testimonianze dirette ,
è la più numerosa dal 21 maggio, data di inizio dell’intifada sahraui.
Le forze di sicurezza, arrivate su 16 camion, sono intervenute
brutalmente inseguendo i manifestanti, devastando le case dei sahraui,
che hanno cercato di difenderle con tutte le forze. Le autorità marocchine, per
impedire le manifestazioni, particolarmente nella Scuola di Jansaa, hanno
obbligato gli alunni ad uscire dalla scuola, una classe alla volta, controllati
dai poliziotti.
La polizia ha fatto un uso massiccio di forze in borghese che si sono
mescolate ai manifestanti, affiancando poi le forze di sicurezza nella
repressione. Da segnalare feroci pestaggi nelle strade. Il bilancio è grave: 48
feriti, 58 sahraui arrestati e 11 case saccheggiate. Il bilancio è ancora
provvisorio poiché il blocco che la polizia e l’esercito hanno imposto a El Ayoun
è fortissimo.
A tarda sera la città di El Ayoun è completamente assediata dalla
polizia che ha circondato anche gli ospedali, fermando chi si avvicini per
avere notizie dei familiari feriti.
L’Associazione dei
Familiari dei Prigionieri e Desaparecidos Sahraui
(AFAPREDESA) e l’Unione dei Giuristi Sahraui (UJS)
denunciano la violenta repressione della popolazione civile sahraui
indifesa nei territori occupati. AFAPREDESA e UJS condannano i gravi
attentati contro i diritti umani e accusano il Marocco di operare contro
le convenzioni e le dichiarazioni internazionali sui Diritti Umani
AFAPREDESA e UJS
esigono dalle autorità occupanti:
1- La fine
immediata della repressione del popolo sahraui nei territori occupati.
2- La liberazione
immediata dei feriti ricoverati in ospedale conformemente alle Convenzioni di
Ginevra
3- Il libero
accesso dei feriti agli ospedali conformemente alle Convenzioni di Ginevra
4- Un processo
indipendente e imparziale per i gravi attentati compiuti dalla polizia
marocchina contro il popolo sahraui.
18 dicembre 2005.
·
Algeri.
La Commissione nazionale algerina della Gioventù e dell'Educazione ha
rinnovato la solidarietà con i Sahraui. "Nel momento in cui il mondo
festeggia il giorno della Dichiarazione internazionale dei Diritti Umani, e in
cui l'ONU è utilizzata per reclamizzare
la democrazia, il popolo fratello sahraui prosegue la sua lotta tra l'amarezza
dell'occupazione marocchina e lo scacco della comunità internazionale"
"L'Algeria che fu e resta un modello del rigetto del colonialismo,
della servitù e della segregazione razziale per tutti i popoli e che ha sempre
denunciato ogni forma di colonialismo e di occupazione, chiede ora di
decolonizzare il Sahara Occidentale e concedere al popolo sahraui la sua
indipendenza e la sua libertà"
·
Rabat.
Nel contesto del conflitto sahraui le ricerche dell'Istanza Equità e
Riconciliazione hanno permesso di chiarire la sorte di 211 persone ex
desaparecidos. Di queste 144 sono morte durante o dopo scontri con l'esercito.
Per 40 di esse le identità, il luogo della morte e dell'inumazione sono stati
determinati. Per altre 88 il luogo di sepoltura non è stato ancora localizzato.
12 cadaveri non sono stati ancora identificati, mentre di altri 4 che erano
stati feriti, arrestati e ospedalizzati si sa che sono stati seppelliti in
cimiteri ora localizzati.
El Ayoun. Territori Occupati.
Due ragazzi sahraui, Myriam
Mahmoud e Taki Saadeddine, sono
stati arrestati e sottoposti a percosse per aver partecipato a manifestazioni
nel quartiere Alwda.
19 dicembre 2005.
·
Bou Craa. Territori Occupati.
Due sahraui lavoranti nell'Ufficio dei fosfati di Boukraa, sono stati
prelevati sul posto di lavoro da agenti in civile della polizia segreta
marocchina. Di essi non si hanno più notizie.
·
Bir Lehlu. Territori liberati.
Il Ministro della RASD per i territori occupati, Khalil Sidi Mohamed, ha chiesto nuovamente all' ONU che i civili
sahraui siano protetti contro la feroce repressione marocchina durante questo
periodo di attesa del referendum di autodeterminazione.
20 dicembre 2005.
·
Ri-apparizione
di Mohamed Ali Ruimi.
Il militare Mohamed Ali Ruimi,
arrestato e di cui non si avevano più notizie dal 24 novembre scorso, è
riapparso ieri 19 dicembre nel carcere PC-CMI di El Ayoun.
·
Dakhla. Territori Occupati.
Un camion guidato da un militare ha investito e ucciso tre persone a
Dakla, una quarta persona è rimasta gravemente ferita. Il Presidente e il
Governo della RASD hanno indirizzato un messaggio di condoglianze alle famiglie
dei tre defunti e denunciato energicamente questo crimine odioso.
20 e 21 dicembre 2005.
Territori Occupati.
Manifestazioni indipendentiste hanno continuato a verificarsi nelle
quattro principali città sahraui di Dakhla, El Ayoun, Boujdour e Smara. Arresti
vari tra cui quello di Khaya Bachir e Mahjoub Soudani.
A Smara una grande manifestazione si è svolta nella via principale
della città seguita da scontri con la polizia.
22 dicembre 2005.
·
El Ayoun. Territori Occupati.
Lo studente s