Oltre
il muro: la RASDViolazioni dei Diritti Umani
nei Territori Occupati del Sahara
Occidentale.
ATTUALITA' dall' 1 al 30 aprile 2006.
N°4

Lista dei prigionieri politici sahraui liberati dalle
carceri marocchine della vergogna.
*** Ali Salem Tamek ***- Brahim Dahane *** Sayeli Sidi *** Hassanna Elmaki *** Hassana El Hairach *** Mohamed Salem Bouamoud *** Omar Eddaoudi *** Luchaa Lehsen Bahiya *** Amaidan Cheikh Bachir Maulud
*** Leghzal Taher Mohamed Hamou
*** Haddi Maulud Aliyen Lehbib
*** Injourni Baha Mohamed Sailamou
*** Labras Brahim Mohamed Mahjoub
*** Labras Mustafa Hossein Embarek
*** Tanji Eddaha *** E targui Milinin Sidamou *** Ait Abeilou Brahim Hossein Embarek
*** Mohamed M'Barek Ismaili *** El Hafedi Abdelmoula 20***Erguibi Saleh 21*** Othman Dahis Atnakha *** Machkour Bachir *** Elansari Mohamed Salem *** Echain Mohamed Hassan Emboirik
*** Badda al idrissi *** Hedi Cherif *** Chegraoui bachir *** Hedi Mohamed El Kainan*** El moukhtar Ben Jalloun*** Lekrimi Mustapha ***Dreiwichh
Bachir*** Bachir El Hamdi. Foto: http://www.cahiersdusahara.com/23042006_img_liberation/imgcol/index.htm
Detenuti
politici Sahraui ancora incarcerati:
Carcere di Ait Melloul: Hassan Abdellahi,
Carcere di El Ayoun: Ahmed Sidi EL Mousaoui , Hmada Mahmoud Daddi , Najla Bachir
Carcere di Inzegane: Bouregaa Omar, Banga Cheikh , Erchi Waissi, Tamek Mohamed, Kajout Brahim, Mansouri Idris, Rguibi Khlifa, Hamdi Labiad, Moustafa Lekrimi.
1 aprile 2004.
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Parigi.
Il presidente Chirac ha ricevuto il delegato per gli esteri marocchino, Tayeb Fassi Fihri, emissario del re del Marocco, che gli ha consegnato un messaggio concernente il processo in corso sul Sahara Occidentale. Chirac ha reiterato l'appoggio della Francia per una soluzione politica mutuamente accettabile e precisato che la Francia sostiene il prolungamento del mandato della MINURSO il 30 aprile prossimo.
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Marocco
Gli studenti sahraui del campus universitario di Rabat hanno denunciato la repressione marocchina a Smara, reiterando il loro attaccamento al diritto del popolo sahraui all’autodeterminazione attraverso un referendum libero, giusto e trasparente. Ugualmente hanno manifestato contro le violenze della polizia marocchina gli studenti universitari sahraui di Agadir e Marrakech.
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Bruxelles.
Alcuni membri del Parlamento europeo, guidati dal gruppo svedese, hanno chiesto che sia tenuto conto del rispetto dei diritti del popolo sahraui negli accordi di pesca tra la CE e il Marocco.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Dalle 8 di ieri
sera la città è stata scenario di numerose manifestazioni da parte di cittadini
sahraui che, sventolando bandiere della RASD e
cartelli con slogan inneggianti all’indipendenza, hanno attraversato le
vie principali. Le manifestazioni erano iniziate durante la festa per il
ritorno a casa del tenuto politico Othmani
El Loud da poco liberato. La
repressione violenta non si è fatta attendere. Tra gli arrestati, circa una
quarantina, vengono segnalati i nomi di Bourhimi
Boujemaa, Aziza Bouzrin, Bah El Baroudi, Mahmoud Ely El Houssein, lefkhir
Chiekh, Zergui Limam e Alì.
Tre feriti gravi, Dahouar Mohamed Lamine, Mankour Hamadi Semlali e Ahnmed Vall Mohamed Salem Amar, sono stati portati d’urgenza in ospedale e sottoposti ad interventi chirurgici. Altri 13 feriti gravi sono stati ricoverati in ospedale.
Le forze di occupazione hanno inoltre saccheggiato le abitazioni di molti cittadini sahraui, tra le quali quella di Fatma Ali Levanche che è stata colpita a manganellate. Anche la figlioletta di 6 mesi, che era nelle sue braccia, è stata colpita ed ha riportato un ematoma su una spalla. Ferito anche un anziano di 90 anni Andala Ahmed Salem Alamin e vari membri della sua famiglia.
I familiari degli arrestati hanno inscenato una manifestazione di protesta, davanti al commissariato di polizia, chiedendo la loro liberazione immediata .
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Smara. Territori
Occupati.
Anche a Smara due giovani sahraui, El Houssein Daoudi e Hakim Mohamed Sidi Salem, sono stati arrestati all’uscita da un cibercaffè e condotti al commissariato di polizia per interrogatori. Le manifestazioni dei giorni scorsi hanno lasciato numerosi feriti. La maggior parte, se si escludono i casi più gravi, non fidandosi del personale sanitario marocchino, non sono andati in ospedale facendosi medicare da amici nelle proprie case.
Alcune bandiere della RASD sono state issate su palazzi nei quartieri di Hay Essalam e Hay El Ghufran. La polizia ha arrestato il giovane studente Mourad Barikala.
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Boujdour.
Territori Occupati.
Studenti sahraui hanno organizzato una grande manifestazione contro il Marocco e contro le violenze della polizia nella città di Smara nei giorni scorsi, brutalmente repressa dalle forze di occupazione.
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Mhamid El
Ghezlan. Sud marocchino.
Gruppi di cittadini sahraui hanno manifestato contro la repressione del Marocco nel Sahara Occidentale e contro la proposta di autonomia avanzata dal Marocco per quel territorio, chiedendo inoltre l’intervento della comunità internazionale a difesa delle popolazioni sahraui indifese.
2 aprile 2006. Spagna.
Aichatou Ramdane, moglie di Alì Salem Tamek, ha inviato una lettera al presidente del Parlamento Europeo per chiedergli di intervenire a favore della liberazione del marito e degli altri detenuti d'opinione sahraui tuttora in carcere.
3 aprile 2006.
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Agadir.
El Mokhtar Ben Djelloun, militante per i diritti umani, condannato il 27 febbraio scorso ad un anno di carcere, è comparso in appello davanti al tribunale di Agadir. L'accusato ha rifiutato i capi di accusa, spiegando che è stato condannato per le sue opinioni politiche e dichiarando di essere cittadino sahraui e non marocchino. La pena è stata confermata dal tribunale.
Khadija Moutik, segretaria regionale dell'Unione marocchina del Lavoro (UMT) mentre si recava con altri compagni dell'associazione dei disoccupati sahraui da Goulimine ad Agadir, è stata arrestata alle 5 del mattino all'entrata della città. Alcuni poliziotti hanno fermato l'autobus in cui viaggiava e l'hanno ammanettata e ad occhi bendati, l'hanno portata via. Dopo alcune ore di interrogatorio è stata rilasciata nei sobborghi di Agadir.
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Smara. Territori
Occupati.
I cittadini sahraui della città di Smara hanno di nuovo manifestato denunciando le responsabilità del governo marocchino nelle violenze dei giorni scorsi con un bilancio di feriti gravi e di numerosi arresti e rinnovando la determinazione di continuare la resistenza pacifica fino alla liberazione e all’indipendenza. Le violenze della polizia si erano verificate anche la settimana passata durante le manifestazioni di giubilo in occasione del ritorno a casa di un detenuto sahraui ultimamente liberato.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
L’Associazione Sahraui delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani compiute dal Marocco (ASVGVDHEM) ha espresso le sue felicitazioni ai detenuti politici sahraui liberati ed ha espresso il più vivo ringraziamento alle istituzioni internazionali, in particolare ad Amnesty International, a Human Rights Watch e alla Organizzazione marocchina per i diritti umani (AMDH)così come alle organizzazioni sahraui e alla società civile di vari paesi per aver espresso la loro condanna dei metodi repressivi usati dal governo marocchino basati sulla tortura e la violenza.
Il premio Rafto per i diritti umani, Sidi Mohamed Daddach, che ha passato nelle carceri marocchine oltre 20 anni della sua vita, ha denunciato in una lettera indirizzata al responsabile dell’ufficio dell’Alto Commissariato per i Rifugiati di El Ayoun, di essere stato impedito da parte delle autorità marocchine di partecipare ai programmi di scambio di visite tra le famiglie sahraui dei campi profughi e quelle nei territori occupati del Sahara Occidentale, pur essendo in possesso di tutti quei requisiti che gli permetterebbero di partecipare a tali visite. A Mohamed Daddach era stato tolto il passaporto già nel 2003 quando, insieme ad altri 13 attivisti sahraui doveva recarsi a Ginevra per testimoniare contro le violazioni dei diritti umani da parte del governo marocchino, mentre ora, dopo i lunghi anni passati in carcere gli si vuole impedire di rivedere la madre che vive nei campi profughi e che, per ragioni di età e di salute, non può muoversi per venire lei in Marocco.
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Boujdour.
Territori Occupati.
Durante la notte una grande manifestazione contro l’occupazione marocchina si è svolta in città, con barricate all’imbocco di alcune strade in modo da ritardare l’intervento delle forze di polizia. Numerosi, come sempre, gli arresti e i feriti, con lesioni lacero contuse, fratture ed ematomi in varie parti del corpo. Tra gli arrestati figurano Daidih Abidin Suedi, Engueiguis Ahmed e Bacca Hamdi. Quest’ultimo è stato torturato nel commissariato di polizia mentre un quarto studente, Sidi Brahim ould Mohamed Uld Harachi, anche lui torturato, ha riportato la frattura di una gamba ed è stato quindi lasciato senza soccorso in mezzo alla strada.
Gli alunni delle scuole secondarie hanno organizzato una manifestazione all’interno della scuola. Anche lì manganellate ed arresti compreso quello di alcuni insegnanti. I genitori dei ragazzi sono stati insultati e minacciati. In serata le madri dei ragazzi arrestati e di quelli malmenati si sono concentrate davanti alle entrate delle scuole a protezione dei loro figli all’uscita dagli stabilimenti scolari.
Successivamente le madri si sono recate davanti al commissariato di polizia reclamando la liberazione degli arrestati e mostrando pubblicamente le ferite e gli ematomi di alcuni giovani come esempio di ciò che la polizia aveva fatto e mostrando tra gli altri anche Sidi Brahim, a cui non solo era stata fratturata una gamba ma a cui erano state anche ustionate le dita delle mani con la corrente elettrica durante un interrogatorio.
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Rabat.
Quattordici cittadini sahraui provenienti da Goulimine hanno tenuto oggi un sit-in davanti al Ministero degli Interni per rivendicare il loro diritto al lavoro e ad una vita dignitosa. La polizia ha obbligato i manifestanti a salire su un camion e li ha ricondotti a Goulimine. All’arrivo i manifestanti hanno subito organizzato un altro sit-in davanti alla sede amministrativa della città, manifestazione a cui hanno partecipato anche numerose donne sahraui.
4 aprile 2006.
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New York.
Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, in un colloquio avuto con il segretario delle NU Kofi Annan, ha chiesto che la Missione delle NU per l’organizzazione del referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO) assuma il suo mandato referendario e protegga la popolazione sahraui dalle violenze del Marocco, oppure si ritiri del tutto.
La MINURSO infatti,restando sul posto e non intervenendo mai a protezione dei cittadini sahraui, si sta attualmente trasformando in uno strumento di legittimazione delle ambizioni coloniali marocchine
Abdelaziz ha anche chiesto al Segretario dell’ONU che sia garantita l’apertura del territorio alle visite dell’Alto Commissariato delle NU per i diritti umani, ai diplomatici, parlamentari, ONG e alla stampa. Kofi Annan ha affermato che l’ONU segue con preoccupazione lo sviluppo degli eventi sul territorio e che farà tutti gli sforzi possibili in vista di una soluzione del conflitto che resta un problema di decolonizzazione.
4 aprile 2006.
· Bruxelles.
Il Parlamento europeo ha rifiutato di accogliere la procedura d'urgenza per la ratifica dell'accordo di pesca con il Marocco nelle acque del Sahara Occidentale. L'accordo, che doveva iniziare il 1° marzo, è così rinviato alla fine di aprile.
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Rabat.
Il partito marocchino "La via democratica" ed il partito spagnolo "Sinistra Unita/Verdi" hanno indicato in un documento comune pubblicato a Rabat di voler "difendere una soluzione democratica per il Sahara Occidentale, secondo le risoluzioni delle NU”
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Finlandia.
Il Polisario ha
chiesto al Governo finlandese di approfittare dell’occasione della visita del
primo Ministro marocchino il 6 e 7 aprile in Finlandia per domandare "che
il Marocco rispetti la legalità internazionale nel Sahara Occidentale".
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Svezia.
Molti membri del Parlamento svedese hanno pubblicato un testo dal titolo "Riconoscere il Sahara Occidentale" in occasione della visita del primo ministro marocchino. Essi richiedono al governo svedese di riconoscere la RASD.
5 aprile 2006.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Come previsto 17 attivisti sahraui dei diritti umaniancora detenuti, sono stati presentati ieri davanti al tribunale penale di El Ayoun e imputati con false accuse. Usciti ammanettati dal carcere , i detenuti avevano indossato l’abito nazionale sahraui, tranne tre che erano in tuta mimetica militare, e urlavano slogan a favore della libertà per il Sahara Occidentale, l’autodeterminazione e l’indipendenza. Immediatamente sono stati presi a manganellate, ammucchiati in camionette e portati al tribunale. Lì sono stati di nuovo aggrediti così che quando sono comparsi di fronte ai giudici, erano coperti di sangue, ematomi e ferite in varie parti del corpo. Tre detenuti hanno riportato la frattura di un braccio, uno ha perso conoscenza ed un altro ha avuto un vomito ematico a causa dei colpi subiti. I detenuti sono stati divisi in 8 gruppi. Tutti hanno negato le accuse e i fatti loro falsamente imputati e si sono dichiarati difensori dei diritti umani e di una causa giusta, la causa della libertà del popolo sahraui. Essi inoltre hanno denunciato le violenze che hanno subito durante il loro trasporto in tribunale e hanno confermato la loro determinazione lanciando slogan all’uscita dal tribunale. La difesa, composta da 6 avvocati, ha richiesto l’immediata ospedalizzazione di Idrissi Boudda, uno dei detenuti che stava perdendo sangue da varie ferite al capo, ed ha chiesto che sia fatta un’inchiesta su questa aggressione. Secondo l'interpretazione del presidente del tribunale, si era trattato delle conseguenze di un incidente d'auto. E’ stata richiesta inoltre la libertà provvisoria per i detenuti. Il tribunale si è limitato ad accettare le istanze ma senza poi dar luogo né ad una inchiesta né alla libertà provvisoria degli imputati. Il dibattito è stato rinviato al 25 aprile p.v. La sala delle udienze era piena di poliziotti sia in borghese che in divisa. Pochi i sahraui a cui era stato dato l’accesso alla sala. I 5 avvocati della difesa hanno pubblicato un comunicato condannante l'aggressione, sottolineando l'illegalità del processo che non rispetta né le leggi marocchine né le convenzioni internazionali sul trattamento dei prigionieri. Le famiglie dei 17 imputati hanno inviato a Kofi Annan una lettera chiedendo di garantire la protezione dei loro figlioli.
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Smara. Territori
Occupati.
Nel quartiere Bacadum nuove manifestazioni sahraui represse dalla polizia marocchina. Durante la notte è stata arrestata la giovane Marzoug Zandoura Mohamed Ahmed mentre usciva da un ciber-caffè in cui lavorava. Trasportata nel commissariato di polizia è stata interrogata e torturata per molte ore.
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Londra.
Amnesty International (A.I.)ha espresso in un comunicato la sua inquietudine in relazione al processo contro Brahim Dahane che dovrà comparire il prossimo martedì insieme ad altri 16 detenuti sahraui davanti al tribunale di El Ayoun, dati i precedenti processi contro attivisti sahraui per i diritti umani. Dahane è accusato di incitazione a manifestazioni contro l’amministrazione marocchina, e di appartenenza ad associazione illegale (l’Associazione sahraui delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Marocco) di cui è presidente.
A.I. denuncia inoltre gli atti di violenza e di intimidazioni contro gli attivisti sahraui in occasione della recente visita del re del Marocco nel Sahara Occidentale e gli arresti che ne sono seguiti.
“La situazione dei diritti umani è
ormai precaria, afferma il comunicato di A.I., per il fatto che le autorità
marocchine persistono nell’interdire le strutture che si attivizzano a difesa dei diritti umani, come ad esempio
la sezione di Verità e Giustizia, la quale è stata obbligata a sciogliersi nel
2003 con la scusa che tale organizzazione aveva attività illegali suscettibili
di turbare l’ordine pubblico e di portare danno all’integrità territoriale del
Marocco.”
6 aprile 2006.
· Bruxelles.
Gli eurodeputati Raul Romeva i Rueda (Verdi,ALE), Iraxte Garcia Perez (PSE), Karin Scheel (PSE), Antonio Masip Hidalgo (PSE), Willy Meyer Pleite (GUE) hanno presentato tre domande al Parlamento Europeo in relazione alle violenze della polizia marocchina nelle città di El Ayoun, Smara e Boujadour.
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Chahid El Hafed.
Campi profughi.
L’Associazione delle Famiglie dei prigionieri e degli scomparsi sahraui (AFAPREDESA) e l’Unione dei Giuristi sahraui (UJS) hanno espresso la loro profonda preoccupazione di fronte all’allarmante situazione dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale e in particolare per le torture e i maltrattamenti di cui sono stati fatti oggetto i 17 detenuti sahraui portati in tribunale ad El Ayoun nei giorni scorsi.
8 aprile 2006.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Le forze di occupazione marocchina
hanno arrestato un gruppo di giovani sahraui durante manifestazioni che si sono
verificate nella notte. Si tratta dei giovani Lechab Boussahb, Mohamed Lareibi, Al Bourki Fadali, Bouchama Nafa (già
prigioniero politico), Issaoui Mohamed
El Haiba.
Le forze di polizia hanno inoltre saccheggiato l’abitazione del detenuto politico Ait Abeilou Brahim Hassan arrestandone il fratello Mohamed. Hanno anche tentato di arrestare una delle sorelle, ma non sono riusciti a portare a termine questa azione per l’intervento di una folla di giovani sahraui che ha difeso la donna.
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Boujdour.
Territori Occupati.
Tre cittadini sahraui, Sidia Zaza, Sultana Khaya e Ouara Khaya, sono stati privati del salario mensile dalle autorità coloniali marocchine perché sospettati di aver partecipato a manifestazioni ostili al governo marocchino.
9 aprile 2006. El Ayoun. Territori
Occupati.
L’Associazione Sahraui delle Vittime di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal Marocco (ASVGVDHEM) ha chiesto al governo marocchino di mettere un termine alle continue violazioni dei diritti umani nei territori del Sahara Occidentale, in conformità alle convenzioni internazionali, citando tra l’altro il trattamento inflitto ai 17 detenuti politici malmenati e torturati durante il loro trasporto in tribunale.. L’Associazione ha inoltre chiesto all’ONU di assumersi le responsabilità, proteggendo i cittadini sahraui dalla repressione e dalle torture loro inflitte da parte delle forze di repressione marocchine.
Un giovane sahraui, Khalihenna Ndour, accusato di aver innalzato la bandiera della RASD su un edificio vicino alla sua abitazione, è stato arrestato e torturato da agenti di polizia marocchina. La sua abitazione è stata saccheggiata dagli agenti.
10 aprile 2006. Smara. Territori Occupati.
Nella
notte fra l’8 e il 9 molti giovani sahraui sono scesi in piazza a Smara per
manifestare, distribuire volantini e appendere bandiere della RASD. La polizia
marocchina è intervenuta per reprimere la manifestazione arrestando 5 giovani
sahraui: Jaafar Aziz, Hayani Chrif,
Taleb Mahjoub, Chikhi Saaid e Beybat Rgueibi. I giovani sono stati condotti
al posto di polizia locale e dopo essere stati picchiati sono stati abbandonati
all’alba in una strada di Smara. Solo Moussaoui
Ahmed è stato trattenuto in carcere e di lui non si riesce ad avere
notizie.
11 aprile 2006.
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Sud Africa.
Il deputato al parlamento sudafricano, Brahim Salem Zroug ha denunciato le gravi violazioni dei diritti umani a cui vengono sottoposte le popolazioni sahraui nel Sahara Occidentale sotto dominio marocchino, con campagne sistematiche di torture, intimidazioni e violenze. Zroug ha denunciato inoltre la politica del governo marocchino che ostacola le visite nel territorio sia ai giornalisti che alle delegazioni di osservatori stranieri, alle OnG ed alle organizzazioni internazionali.
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Smara. Territori
Occupati.
Due cittadini sahraui, Hamada Ould Dadi e Ahmed El Moussawi, sono stati arrestati ieri e condotti a forza al
commissariato di polizia della città. Erano accusati di aver distribuito
volantini e bandierine della RASD nelle strade di Smara. Le loro case sono
state minuziosamente perquisite e poi messe a sacco. Anche l’abitazione della
cittadina sahraui Demaha Mint El Bechir
è stata totalmente saccheggiata col pretesto che la polizia stava cercandone il
fratello, Mahmoud El Bechir.
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El Ayoun. Territori Occupati.
Il 25 marzo 2006 un gruppo di detenuti politici sahraui è stato liberato. Questa liberazione parziale non è altro che il risultato di una continua lotta che ha visto riunite varie organizzazioni internazionali, associazioni per la difesa dei diritti umani, forze vive del mondo intero, parlamentari, governi, scrittori, artisti, giornalisti ed altre personalità tra cui anche democratici e militanti marocchini. Manifestazioni e sit-in sono state organizzate davanti alle ambasciate e ai consolati marocchini, comitati di sostegno e campagne internazionali sono state lanciate per sostenere i detenuti politici sahraui e garantire il rispetto dei diritti umani nel territorio del Sahara Occidentale e nel sud marocchino.
Tuttavia la repressione marocchina contro i civili sahraui continua e la situazione dei diritti umani in quell'angolo del mondo diventa sempre più drammatica: numerosi cittadini sahraui sono stati arrestati e torturati dalle forze del regno del Marocco, numerose donne e giovinette sono state violate mentre centinaia di casi di umiliazioni e maltrattamenti vengono segnalati ogni giorno.
Le autorità marocchine continuano a condurre una campagna di terrore contro i detenuti politici sahraui e i difensori dei diritti umani così come contro i loro familiari. 17 detenuti politici sahraui sono stati torturati durante il loro trasferimento il 4 aprile 2006 al tribunale marocchino di El Ayoun; i militanti sahraui Brahim Noumria, Hmad Hammad, Elhafed Taoubali, Lakhlifa Eljanhaoui sono stati ripetutamente tormentati; il padre di Lakhlifa è stato rapito e torturato; il fratello di un altro detenuto, Elhoucine Andouré, è stato anche arrestato e torturato; la famiglia del detenuto Mohamed Salem Boumoud è stata offesa ed umiliata; la popolazione sahraui di Smara è stata repressa violentemente il giorno della liberazione del prigioniero politico Loud Outmani…ecc.
Di fronte a tale tragica situazione i prigionieri politici sahraui nelle carceri marocchine fanno la seguente dichiarazione:
· Essi esprimono solidarietà completa e incondizionata con tutte le vittime sahraui della terribile ondata di repressione marocchina a Smara e ad El Ayoun;
· Chiedono alla comunità internazionale un intervento urgente a protezione dei civili sahraui contro la sanguinosa repressione e affinché sia garantito il rispetto dei diritti umani e della legalità internazionale nel Sahara Occidentale;
· Chiedono l'apertura di un'inchiesta relativa agli atti di tortura perpetrati da membri dei GUS su detenuti politici sahraui il 4 aprile scorso ad El Ayoun occupata;
· Salutano calorosamente gli sforzi compiuti da parte di tutte le organizzazioni internazionali, le associazioni e personalità, sforzi che essi appoggiano;
Denunciano le gravi violazioni e crimini perpetrati dallo stato marocchino e dichiarano l'inizio di uno sciopero della fame della durata di 48 ore, con inizio il 13 aprile 2006, nelle carceri di El Ayoun (Sahara Occidentale), Ait Melloul (Marocco), Tiznit (Marocco), Inzegane (Maro
12 aprile 2006. El Ayoun. Territori Occupati.
In un
comunicato i detenuti politici sahraui nelle carceri di Tiznit, Ait Melloul,
Inzengane (Marocco) hanno annunciato l’ennesimo sciopero della fame di 48 ore
contro le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale denunciando
condizioni carcerarie “inumane” e degradanti.
13 aprile 2006.
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Smara. Campi
profughi.
Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha chiesto alla Spagna, durante un meeting di solidarietà tra il popolo spagnolo e quello sahraui e a cui erano presenti 2000 spagnoli, “una posizione ferma e coraggiosa” ricordando all’antica potenza colonizzatrice dell’ex colonia del Rio de Oro le sue responsabilità ancora oggi in vigore per ciò che attualmente sta succedendo nel Sahara Occidentale.
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Stati Uniti.
La RASD ha partecipato in modo attivo ad una conferenza sul petrolio tenutasi ad Houston, negli USA, dal 9 al 12 aprile corrente, malgrado le pressioni che hanno esercitato su di lei gli organizzatori dell’incontro, spinti dal governo marocchino.
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Mosca.
Il Ministro russo per gli Affari Esteri, Serghiei Lavrov, ha riaffermato ieri la posizione di principio del suo paese che è schierato per un regolamento politico del conflitto sul Sahara Occidentale basato sulle risoluzione dell’ONU e già approvato a suo tempo dalle due parti.
14 aprile 2006. Madrid.
L’ex ministro marocchino degli
Affari Interni, Driss Basri,
attualmente in esilio in Spagna, in una intervista sul giornale spagnolo La Razòn,
ha affermato che il defunto re Hassan II aveva accettato nel 1980
l’ipotesi che i sahraui avrebbero potuto scegliere tra due opzioni,
l’indipendenza o l’integrazione con il Marocco, proposito che l’allora
Segretario Generale dell’ONU, Perez de
Cuellar, aveva inserito nel Piano dell’ONU. Alla domanda
dell’intervistatore “Che cosa pensate del Polisario ?” Basri risponde:”In primo luogo sono dei fratelli e in
secondo luogo degli avversari: Ma sono gente onesta, fedele alla loro causa,
che vivono in quelle condizioni che conosciamo bene da oltre 30 anni e che non
sono mai stati collusi con organizzazioni terroristiche internazionali. Il
Marocco deve tener conto di ciò nella ricerca di una soluzione onorevole e
degna”. Alla domanda “Avete problemi con l’attuale monarca?” Basri risponde:”Nessuno. Ho lavorato tutta la
vita per farlo salire al trono. Ho sempre difeso la monarchia, la famiglia
reale e il paese. Penso che dall’epoca di Socrate e di Machiavelli nessun
regime politico abbia mai trattato con tanta ingiustizia un suo servitore
fedele.”
15 aprile 2006.
·
El Ayoun.
Territori Occupati.
I 66 detenuti politici sahraui chiusi nelle carceri marocchine di Tiznit, Ait Melloul, Inzegane e nel Carcel negro di El Ayoun, hanno divulgato un comunicato relativo allo sciopero della fame iniziato l’11 aprile scorso. In tale comunicato essi:
- esprimono la loro solidarietà incondizionata verso tutte le vittime sahraui della repressione marocchina a Smara e ad El Ayoun;
- chiedono alla comunità internazionale di intervenire urgentemente per proteggere i civili sahraui da tale repressione sanguinosa e di garantire il rispetto da parte del governo marocchino dei diritti umani e della legalità internazionale nel Sahara Occidentale;
- chiedono l’apertura di una inchiesta relativa alle torture perpetrate da membri dei GUS su prigionieri politici sahraui il 4 aprile scorso ad El Ayoun;
- salutano vivamente gli sforzi compiuti da organizzazioni internazionali, associazioni e personalità varie.
·
Sahara
Occidentale. Territori Occupati.
Le città di El Ayoun, Dakhla e Smara sono state teatro in questi ultimi giorni di manifestazioni di protesta della popolazione sahraui malgrado i violenti interventi delle forze governative marocchine. Ad El Ayoun sono stati arrestati i giovani Hossein Mohamed Elisaoui e Houssein Alyalawi; a Dakhla Aoulad Chikh Mahyoub è stato torturato più volte e licenziato dal lavoro; a Smara due detenuti politici sahraui, Dadi Mahmoud Hmada e Ahmed Sidi Elmoussaoui sono stati trasferiti nel Carcel negro di El Ayoun e poi presentati davanti al giudice d’istruzione con false accuse nel tentativo di poterli accusare di delitti inventati. Questi due detenuti presentano alcune ferite dovute alle torture subite nel carcere di Smara.
17 aprile 2006. Assa. Sud marocchino.
Alcune diecine di giovani sahraui sono riusciti a trasformare una serata musicale, organizzata dalle autorità governative marocchine, in un dibattito sulle loro opinioni relative al progetto di autonomia presentato dal Marocco, dibattito che si è trasformato rapidamente in una manifestazione a favore dell’indipendenza del Sahara Occidentale, con slogan contro il Marocco e sbandieramento di bandiere della RASD. Le forze di repressione marocchine sono subito intervenute disperdendo la manifestazione ed inseguendo i giovani in una caccia all’uomo nelle strade della città. Contingenti di truppe marocchine sono state viste partire da Goulimine in direzione di Assa nella nottata.
18 aprile 2006.
·
Rabat. Marocco.
Il detenuto politico sahraui
recentemente liberato, Mohamed El
Moutaouakil, ha dichiarato in una intervista al settimanale marocchino
Assahifa, che “il Fronte Polisario è il solo legittimo rappresentante del popolo
sahraui, riconosciuto dalla comunità internazionale e che la questione del Sahara
Occidentale non può essere ignorata ma
deve essere risolta da parte dell’ONU come è stato fatto per Timor Est “.
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Assa. Sud
marocchino.
Quattro giovani sahraui sono stati arrestati in seguito alle manifestazioni del giorno 17, durante una serie di perquisizioni ed intimidazioni verso i civili sahraui.
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Boujdour.
Territori Occupati.
Manifestini che denunciano l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale sono stati distribuiti in vari quartieri della città. Alcune bandiere della RASD sono state issate su vari edifici scolastici.
19 aprile 2006. N.U. rapporto Kofi Annan
- Rapporto
del Segretario Generale dell’ONU sulla situazione del Sahara occidentale
[S/2006/249]
21 aprile 2006.
·
New York.
In una dichiarazione scritta inviata al segretario generale delle NU, il rappresentante della RASD presso l’ONU, Boukhari Ahmed, ha affermato che il Polisario respinge ogni negoziato con il Marocco che cerchi di eludere il Piano Baker e il Piano di regolamento dell’ONU, proposta dal Segretario Generale Kofi Annan nel suo rapporto e che qualsiasi altra proposta verrà respinta fino a che Rabat non smetterà di negare al popolo sahraui il suo diritto all’autodeterminazione.
·
Madrid.
Una conferenza internazionale per la decolonizzazione e l’indipendenza del Sahara Occidentale si è aperta al Salone degli Atti dell’Ateneo a Madrid, su iniziativa del Coordinamento Europeo delle Associazioni di Sostegno del popolo sahraui (EUCOCO), la Coordinazione statale delle Associazioni spagnole di solidarietà (CEAS-Sahara) e la Federazione delle istituzioni spagnole solidali col popolo sahraui (FEDISSAH).
Il presidente della RASD, Mohamed Abdelaziz, ha dichiarato in un suo intervento, che “ non si possono conciliare la legalità internazionale e l’accettazione dell’occupazione coloniale, poiché sono processi diametralmente opposti”. “Difendere il popolo sahraui nel suo legittimo diritto all’autodeterminazione, difendere un referendum libero, giusto e trasparente è un sostegno alla libertà e alla democrazia.” Abdelaziz ha inoltre dichiarato che Kofi Annan ha fatto una diagnosi giusta della situazione nel suo rapporto all’ONU, ma ha sbagliato nel proporre una soluzione che non è pertinente a quella stessa diagnosi.
22 aprile 2006.
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Dakhla.
Territori Occupati.
Allo scopo di sorvegliare i sahraui che vogliano ascoltare in internet trasmissioni ostili al governo è stata istituita dalle autorità coloniali marocchine una commissione di controllo dei cibercaffé della città, composta da 7 membri quasi tutti agenti dei servizi di polizia e presieduta dal procuratore del re.
Le forze di occupazione marocchine, guidate dal torturatore Abdellatif Bahri, hanno saccheggiato l’abitazione della famiglia di Eiwad Kmach e proceduto all’arresto del figlio Salouk, portandolo via a bordo di un’auto della polizia. Salouk è stato torturato per parecchie ore.
Altri 4 giovani sahraui sono stati arrestati: Talbi Fadili, El Houssein Lahbib Ali Lahmar, Lembarki Sidhamed e Labrass Alì Salem. L’abitazione di Miské Ahmed Ahmed Zein, attivista sahraui per i diritti umani, è sotto continua sorveglianza e lui stesso viene pedinato quotidianamente nei suoi spostamenti.
Gli studenti sahraui del liceo Lissan Ed dine Ben Al Khatib hanno manifestato la loro solidarietà per i loro compagni arrestati ad Assa in questi giorni, chiedendo la fine dell’occupazione marocchina e l’indipendenza per il Sahara Occidentale.
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Assa. Sud
marocchino.
Altri tre arresti di giovani
sahraui: Al Mansour Lidrissi, Najii
Bachir e Kharchi Wissi.
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M’hamid El
Ghizlan. Sud marocchino.
Sit-in di cittadini sahraui per esprimere il loro rifiuto della proposta di autonomia, sotto il governo marocchino, proposta dal re nel mese scorso, e la loro determinazione a continuare la lotta per l’indipendenza politica sotto la direzione del Polisario.
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Mohamed VI
grazia 33 prigionieri politici sahraui.
La grazia reale è stata accordata, nella fretta e nella confusione ad una quarantina di detenuti politici sahraui per tentare di calmare la situazione e facilitare la campagna del CORCAS, il Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Sahariani a favore dell'autonomia. Sono stati così liberati: i difensori dei diritti umani Alì Salem Tamek e Sidi Sayeli, insieme agli altri 17 sahraui militanti non ancora condannati, tra cui Brahim Dahane che avrebbe dovuto comparire davanti al tribunale il 25 aprile prossimo, come anche El Kainan il cui trasferimento abusivo il 21 maggio 2005 dalla prigione di El Ayoun a quella di Agadir aveva scatenato le sommosse popolari che hanno dato inizio all'intifada. Il numero esatto dei detenuti politici sahraui liberati non è ancora noto, né i criteri di scelta. Mentre il Palazzo Reale parla di 48 o 46 liberati, i difensori dei diritti umani hanno contato 33 liberazioni.

Aspettando Tamek e i suoi compagni finalmente liberati all’ingresso di
Assa
città natale di Tamek
http://www.arso.org/prislib220406.htm
[Comunicado conjunto
AFAPREDESA y UJS, http://www.arso.org/afaujs230406.htm
http://fr.news.yahoo.com/22042006/290/le-roi-du-maroc-gracie-des-partisans-du-front-polisario.html
http://fr.news.yahoo.com/22042006/5/le-roi-du-maroc-accorde-sa-gr-ce-aux-derniers.html
http://fr.news.yahoo.com/22042006/5/le-roi-du-maroc-accorde-sa-gr-ce-aux-derniers.html
http://www.map.ma/fr/sections/boite1/grace_royale_en_fave/view
http://www.aujourdhui.ma/nation-details45749.html
23 aprile 2006. Algeri.
Mohamed Abdelaziz ha dichiarato che Kofi Annan, nel suo rapporto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sta trasformando l’ONU in una organizzazione debole e ingiusta e che dovrà correggere la grave ed irresponsabile proposta da lui fatta che rappresenta una “mutazione chiara della dottrina dell’ONU in materia di decolonizzazione, negando il valore di tutti i piani e accordi già conclusi sotto gli auspici dell’ONU tra il Polisario ed il Marocco”. Infine Abdelaziz ha commentato che la proposta di Kofi Annan riporta il problema a 40 anni prima, facendo ripartire i negoziati da zero.
24 aprile 2006.
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Ginevra.
La rappresentanza del Fronte Polisario per la Svizzera e le NU ha protestato contro la candidatura del Marocco al Consiglio per i Diritti Umani delle NU, poiché non ritiene che quel governo possegga le caratteristiche richieste.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Nove sahraui sono stati feriti da agenti dei GUS e della polizia nella notte tra sabato e domenica durante una festa di ricevimento al prigioniero politico sahraui Brahim Dahane, noto attivista per i diritti umani, rilasciato in questi giorni dal carcere. Queste azioni di repressione durante le feste di parenti ed amici per la liberazione di detenuti politici sahraui da parte delle forze di polizia marocchine sono diventate un sistema abituale di repressione e di intimidazione verso il popolo sahraui. Ricordiamo che il 28 marzo scorso 131 sahraui erano stati feriti a Smara durante un ricevimento organizzato per il rilascio dal carcere di Othmani El-loud Emman.
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Chaid El Hafed.
Campi profughi sahraui.
Il primo ministro della RASD, Abdelkader Taleb Oumar, ha ricevuto la Presidente del Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna Sig.a Monica Donini, accompagnata da una delegazione della sua regione in visita ai campi profughi di Tindouf. “La presenza dell’Italia a fianco del popolo sahraui nella sua lotta legittima per la libertà e l’indipendenza , che non data da oggi, è rafforzata dalla vostra presenza a capo di questa delegazione e contribuirà ad incrementare le relazioni di cooperazione e di amicizia tra i nostri due popoli” ha detto Taleb Oumar. Da parte sua la Sig.a Donini, che per la prima volta ha visitato la RASD, ha rilevato “l’alto livello di civiltà del popolo sahraui, la sua maturità politica e la sua cultura democratica e di pace che rafforzano ancor più la nostra convinzione del vostro diritto a costruire uno stato indipendente.”La Sig.a Donini ha aggiunto che la regione Emilia-Romagna si prepara ad organizzare una conferenza internazionale di solidarietà con il popolo sahraui così da ampliare il sostegno per tale giusta causa in seno all’Europa e per esercitare pressioni sul Marocco ed obbligarlo ad adeguarsi alla legalità internazionale ed al rispetto dei diritti umani. Il Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna aveva già adottato nel novembre 2004 una risoluzione di sostegno al Piano di Pace di James Baker e per un maggior aiuto al popolo sahraui.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Dopo poche ore dalla sua liberazione, appena uscito cioè dal carcere di El Ayoun, Alì Salem Tamek, noto attivista per i diritti umani, ha rilasciato una dichiarazione al giornale spagnolo ABC: “Noi non abbiamo chiesto alcun perdono né alcuna grazia poiché non abbiamo commesso alcun delitto. Il Sahara Occidentale deve essere libero. Noi respingiamo totalmente il piano di autonomia e sosteniamo la soluzione preconizzata dal piano Baker. La nostra opinione e le nostre convinzioni sono sempre le stesse”. Tamek, 33enne sposato e padre di una bambina, militante dalla prima ora per i diritti umani nel Sahara Occidentale, vive nella capitale sahraui occupata, El Ayoun, dove difende da anni la causa dell’indipendenza del Sahara Occidentale. Difesa che gli è costata numerosi arresti, deportazioni, anni di carcere, 17 scioperi della fame, torture e intimidazioni, ma per le quali non si è mai arreso.
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New York.
Il Ministro algerino degli Esteri, Mohamed Bedjaoui, ha affermato al Segretario Generale dell’ONU che il suo ultimo rapporto sul Sahara Occidentale conteneva delle “insufficienze” che rischiano di sboccare in una grande “deviazione” in relazione alla legalità internazionale.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
56 detenuti sahraui di diritto comune hanno iniziato uno sciopero della fame illimitato nel Carcel negro, contestando le pesanti pene a cui sono stati condannati e per esprimere la loro protesta circa la grazia di cui profittano soltanto i detenuti marocchini .
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Agadir.
Hassan Abdelahi arrestato ad El Ayoun il 15 febbraio scorso, e in sciopero della fame dal 27 marzo, è stato ospedalizzato ad Agadir. Abdelahi chiede di essere riconosciuto come detenuto politico d'opinione ed esige una inchiesta sulle torture subite durante gli interrogatori e nel carcere di Ait Melloul.
Un altro detenuto politico nella prigione di Inezgane (Agadir), Laatigue Ahmed di 17 anni, il cui stato di salute è grave, si è visto rifiutare la richiesta di ospedalizzazione dall'amministrazione penitenziaria.
25 aprile 2006.
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Territori
Occupati.
Mentre la situazione si aggrava ogni giorno nei Territori Occupati del Sahara Occidentale, il presidente del CORCAS, Khali Henna ould Rachid, passa dalla carota al bastone: nel suo ultimo incontro con i notabili del territorio per propagandare il progetto reale di autonomia, ha dichiarato che "nessuna manifestazione sarà più tollerata… noi la reprimeremo drasticamente e con ogni mezzo". Come risposta sono stati distribuiti volantini contro di lui nelle strade di Smara.
* ricordiamo che il Sig. Khali è stato al servizio della Spagna franchista e attualmente del re del Marocco, dopo aver tradito le aspirazioni del suo popolo, i sahraui.
http://www.arso.org/ceas050506.htm
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Smara. Territori
Occupati.
Durante manifestazioni di
protesta della popolazione sahraui è stato arrestato il giovane Nafi Lebett.
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Dakhla.
Territori Occupati.
Il giovane sahraui Ahmed Taleb Oumar è stato vittima di aggressione da parte di 4 agenti della polizia marocchina che lo hanno selvaggiamente picchiato così che ha dovuto essere trasportato in ospedale dove è stato ulteriormente umiliato con insulti e minacce da parte dei medici marocchini.
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Mhamid El
Gizlan. Sud marocchino.
I giovani sahraui diplomati e tuttora disoccupati della città hanno organizzato una manifestazione per denunciare il loro rifiuto al reclutamento forzato nell’esercito marocchino imposto dall’autorità coloniale.
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New York.
Il rappresentante del Polisario
all’ONU, Boukhari Ahmed, ha inviato
al presidente del Consiglio di Sicurezza delle N.U., alla vigilia della
riunione destinata a esaminare il rapporto presentato dal Segretario Generale, Kofi Annan, sulla situazione nel Sahara
Occidentale, e che sarà presieduta dalla Cina, una lettera di protesta in cui
ricorda le varie risoluzioni già prese dall’ONU sul problema e gli errori di giudizio e di interpretazione
che il rapporto di Kofi Annan contengono.
“Le N.U. non dovrebbero dare il loro assenso a un piano che esclude un
vero referendum di autodeterminazione rispondente alle rivendicazioni del
popolo sahraui” ha scritto il ministro. E inoltre ha precisato che “la
pretesa sovranità del Marocco sui territori occupati del Sahara Occidentale non
è stata mai riconosciuta finora da alcun membro delle N.U.”
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Rabat.
Gli studenti sahraui delle università marocchine di Rabat, Marrakech e Agadir hanno lanciato un appello per la liberazione incondizionata di tutti i detenuti politici sahraui ancora rinchiusi nelle carceri marocchine, denunciando inoltre le torture subite da tre loro colleghi, Dedi Mahmoud, Bachir Hmada e Moussaoui Ahmed così come il loro trasferimento illegale tra i detenuti di diritto comune nel Carcel negro di El Ayoun, alla vigilia della liberazione di 38 loro altri compatrioti. Essi hanno riaffermato il diritto del popolo sahraui all’autodeterminazione e all’indipendenza e il rifiuto alla proposta di autonomia annunciata dal governo marocchino.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
15 famiglie sahraui hanno organizzato un sit-in chiedendo notizie sulla sorte dei loro figli arrestati e di cui non hanno più avuto notizie da settimane. La manifestazione è stata dispersa violentemente dalle forze di occupazione marocchine. Almeno 4 persone sono state ferite: Likhlifi Nhabouha, Likhlifi Mohamed, Likhlifi Moustapha e la sig.a Ayach. Le abitazioni di queste persone sono state saccheggiate durante una cosiddetta perquisizione
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Dakhla.
Territori Occupati.
Malgrado lo stato d’assedio della città alcune bandiere sahraui sono state viste sventolare su edifici delle vie principali e successivamente tirate via dalla polizia.
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Madrid.
Il Senato spagnolo ha adottato all'unanimità una mozione in cui si chiede al governo spagnolo di difendere l'autodeterminazione del Sahara Occidentale attraverso un referendum così come i diritti umani della popolazione sahraui nei Territori Occupati del Sahara Occidentale.
http://www.un.org/Docs/journal/asp/ws.asp?m=S/RES/1675%20(2006)
http://www.un.org/News/fr-press/docs/2006/CS8711.doc.htm
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Svezia.
Aminattou Haidar, invitata da Amnesty International, dall'Associazione per le NU e dai Comitati svedesi di sostegno al popolo e alle donne sahraui, ha soggiornato a Stoccolma dove ha incontrato il presidente del Parlamento, vari responsabili politici e diverse OnG. Aminattou ha chiesto di fare ogni sforzo per metter fine alla brutale occupazione marocchina. Ha rilevato inoltre che l'accordo di pesca UE-Marocco non va a beneficio della popolazione sahraui. Aminattou è stata intervistata da molti giornali ed ha parlato alla radio nazionale.
http://www.arso.org/aminatouSe250406.htm
Fotos http://www.arso.org/AminatouSuede
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Roma
La 18a carovana di solidarietà con il popolo sahraui, composta da 7 veicoli e trasportante materiali vari come contributo di varie associazioni italiane di solidarietà e di alcune regioni e province d’Italia (Emilia-Romagna, Puglia, Catania, Firenze, Udine) si imbarcherà il giorno 26 p.v. dal porto di La Spezia in direzione del porto di Orano per raggiungere poi i campi dei rifugiati sahraui nella regione di Tindouf (Algeria).
26 aprile 2006.
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Parigi.
Il Comitato per il rispetto delle
libertà e dei diritti umani nel Sahara Occidentale (CORELSO) ha affermato che
il rapporto del Segretario Generale dell’ONU sul Sahara Occidentale “non
solo non aiuta a chiarire la situazione ma fa tabula rasa di tutti i piani e
accordi già approvati fin dal 1991
dalle N.U.” e che “ si tratta di un problema di
decolonizzazione la cui responsabilità
è delle N.U.”
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New York.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha tenuto una riunione informale sul Sahara Occidentale per esaminare l’ultimo rapporto del Segretario Generale delle N.U., insieme ai rappresentanti dei 26 paesi che forniscono gli effettivi della MINURSO. Il Consiglio deve tenere tra giorni una riunione ufficiale in cui dovrà adottare una nuova risoluzione sul problema del Sahara Occidentale e sull’eventuale prolungamento del mandato della MINURSO. Facendo sue le raccomandazioni del suo nuovo inviato personale nel Sahara Occidentale, Peter Van Walsum, Kofi Annan ha evocato la necessità di una “realpolitik” che impedirebbe all’ONU di imporre l’applicazione delle sue stesse risoluzioni. Il Marocco ed il Fronte Polisario avevano già firmato nel settembre 1997 gli Accordi di Houston, sotto il coordinamento di James Baker, allora inviato personale del Segretario Generale dell’ONU, fissanti le modalità del referendum. Gli sforzi di James Baker in favore di una soluzione giusta del conflitto erano stati coronati da successo con l’adozione all’unanimità da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nel luglio 2003, del “piano Baker” che prevedeva il referendum dopo un periodo transitorio di 5 anni. Il Polisario aveva accettato il suddetto Piano ma il Marocco, all’ultimo momento si era tirato in dietro non riconoscendo più il diritto del popolo sahraui all’autodeterminazione. E’ tale rifiuto del Marocco con il sostegno di alcuni paesi occidentali (vedi la Francia) e l’impasse che ne è derivata, che ha spinto Kofi Annan e il suo inviato personale a parlare ora della necessità di una “realpolitik”.
Reagendo al rapporto di Kofi
Annan, il Presidente della RASD, Mohamed
Abdelaziz, ha minacciato di riprendere la lotta armata nel caso che il
Consiglio di Sicurezza (CdS) approvasse il rapporto. “Noi non consigliamo al CdS di approvare quel rapporto perché pur
essendo noi un popolo colonizzato e perciò un anello debole nel sistema, nel
caso non potessimo ottenere i nostri diritti legittimi per via pacifica saremmo
obbligati di difenderli con la lotta armata”.
Anche il Ministro degli Esteri
algerino, Mohamed Bedjaoui, in un
incontro avuto con Kofi Annan nella sede dell’ONU, ha particolarmente insistito
sulla gravità della situazione che ne deriverebbe se il CdS approvasse il
rapporto dello stesso Annan “con pericolose conseguenze per la stabilità di tutto il Maghreb”
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Algeri.
Alì Salem Tamek intervistato telefonicamente dal quotidiano
algerino Liberté, ha dichiarato ieri “Il potere marocchino ha provato in ogni modo, con la repressione, i rapimenti, le torture,
la detenzione e l’assassinio di persuadere i sahraui a rinunciare al loro
legittimo diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza, ma la nostra lotta
non si è fermata. Siamo sempre decisi ad ottenere la nostra indipendenza.”
“Attualmente, ha continuato Tamek, 33 detenuti sahraui sono stati liberati
mentre ne restano ancora 14 in carcere. Questa liberazione è il frutto di una campagna di solidarietà
della comunità internazionale, degli organismi e delle associazioni
internazionali tra cui Amnesty International, di governi, di parlamentari, del
partito marocchino “La via democratica” e dell’Associazione marocchina per i
diritti umani nonché delle manifestazioni di protesta nei territori occupati
del Sahara Occidentale. Noi detenuti politici abbiamo fatto 5 scioperi della
fame, di cui uno di 51 giorni. Il regime marocchino non vuole che venga usato
il concetto di detenuto politico e con quella scusa non libera gli altri 14
sahraui che invece sono in carcere per le loro opinioni. Ma non ci sono
solo questi 14 detenuti nelle carceri marocchine.
Ci sono anche 150 prigionieri di guerra e 526 desaparecidos di cui ancora non
si sono mai avute notizie da parte del Marocco… Il governo marocchino parla di
una grazia da parte del re. Ma la nostra liberazione è frutto della
mobilitazione e della pressione esercitata sul suo governo. Noi non
abbiamo commesso alcun crimine e non abbiamo mai chiesto la grazia. La nostra posizione è chiara: siamo per un referendum di
autodeterminazione e per la creazione di uno stato indipendente.”
Ad una domanda dell’intervistatore sul rapporto di Kofi Annan e sul parere del
Consiglio reale consultativo(CORCAS) che ha stimato che tale rapporto abbia
sotterrato il Piano Baker, Tamek risponde: “L’ONU ha
gravi responsabilità per il suo silenzio davanti a tanti crimini. Le
prospettive purtroppo sono scure. Per i
sahraui il Polisario è il rappresentante legittimo ed unico. La stessa ONU lo
ha riconosciuto. Nel CORCAS ci sono anche dei sahraui che hanno accettato la
monarchia. Noi non abbiamo nessun
problema con loro perché lottiamo contro il regime marocchino e l’occupazione
del nostro territorio. Permettete che vi ricordi che nel 1989 il re Hassan II
aveva incontrato la direzione del Polisario e aveva dichiarato che era stato
conquistato il territorio sahraui ma non il loro cuore. 10 anni dopo il
risultato è lo stesso, malgrado tutti i mezzi di repressione utilizzati. “
Alla domanda su cosa pensi dell’attitudine attuale del Polisario (di una minaccia di guerra), Tamek risponde:”Non si tratta di dare delle direttive al Polisario, ma la mia è la lettura di una situazione come militante dall’interno del problema. Personalmente sono contro la guerra per principio, ma tutti qui sono convinti che il ritorno alla lotta armata sia necessario per strappare l’indipendenza. In ogni modo il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve prendere le sue responsabilità ed imporre al Marocco il rispetto della legalità internazionale per organizzare un referendum ed onorare e far rispettare i diritti umani nei territori occupati sahraui. Che la MINURSO resti silenziosa è un fatto grave e se l’ONU non fa nulla per trovare rapidamente la soluzione la sua posizione sarà interpretata come una complicità con l’occupante marocchino. Se non sarà fatto nulla ci potrà essere un genocidio nel Sahara Occidentale.”
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Boujdour.
Territori Occupati.
Studenti sahraui hanno organizzato nella notte di ieri una manifestazione in via Moussa Ben Abdala con bandiere della RASD lanciando slogan contro l’occupazione marocchina. Le forze di polizia sono intervenute disperdendo i manifestanti.
Alle 8 del mattino studentesse della scuola Massina hanno manifestato fuori dal recinto scolastico a favore dell’indipendenza. Funzionari della scuola e poliziotti sono intervenuti obbligandole violentemente a rientrare nell’edificio scolastico insultandole e minacciando di espellerle dalla scuola.
27 aprile 2006.
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El Ayoun.
Territori Occupati.
Sono passati appena 5 giorni da quando sono stati liberati 48 detenuti politici sahraui che già di nuovo dodici di essi sono stati ri-arrestati. La repressione esercitata dalle forze governative marocchine contro la popolazione sahraui, ed in particolare contro gli attivisti per i diritti umani ed i detenuti politici, è in aumento. Agenti di sicurezza e camionette della polizia sorvegliano le case delle famiglie sahraui e pedinano gli ex-detenuti nelle strade in un programma di ostilità sistematica e di intimidazione. Ecco i nomi dei 12 di nuovo arrestati:
ZREIGUINAT LEHSSEN, NDOUR
SIDAHMED, AIT ABEILOU BRAHIM HOSSEIN EMBAREK, LEGHZAL
TAHER MOHAMED HAMOU, HADDI MAULUD ALIYEN LEHBIB, AMAIDAN CHIEJ BACHIR MAULUD, BABA ELARABI,
LABRAS MUSTAFA HOSSEIN EMBAREK, DAHA TANYI, BOUCHAMA
NAFEE, MOHAMED SALEM LANSARI, RGUIBI SALEH.
Inoltre
i cittadini Mariam Salami, Yamal
Almousaoui e sua madre sono stati arrestati ieri e rilasciati dopo varie ore
di interrogatori e maltrattamenti.