PRIGIONIERI DELLA GUERRA DEL SAHARA OCCIDENTALE

  Dichiarazione di Titti Di Salvo, Segretaria confederale della Cgil  sulla situazione nel Sahara Occidentale


 Titti Di Salvo, responsabile del Dipartimento internazionale della CGIL, esprime grande preoccupazione per le notizie che giungono dal Sahara occidentale sulla repressione della polizia e dell’esercito del Marocco contro le manifestazioni pacifiche di protesta della popolazione Saharawi che rivendica i propri diritti e la propria autonomia. I numerosi arresti, gli atti di violenza indiscriminata aggravano una situazione drammatica e rendono sempre più difficile e complesso il raggiungimento di una soluzione pacifica e negoziata per la questione del Sahara occidentale, sulla base delle risoluzioni dell’Onu e del piano proposto dall’inviato speciale dell’Onu Baker. Le autorità del Marocco hanno inoltre impedito a delegazioni straniere ed anche a Parlamentari d’alcuni paesi europei di entrare nell’area per rendersi conto della situazione.

La Cgil chiede al governo italiano ed alla Unione europea di intervenire sul Governo del Marocco per fermare la repressione e favorire un negoziato che garantisca al Sahara Occidentale pace ed indipendenza nell’interesse di tutti i paesi interessati.

Il popolo saharawi vive da decenni in parte in esilio ed in parte sotto occupazione militare ed in condizioni di grande povertà, la politica del Governo marocchino impegna risorse importanti per presidiare un territorio occupato, distogliendole da un impegno di sviluppo e di miglioramento delle condizioni del suo popolo, la nascita di una forte unità politica ed economica del Maghreb è negativamente condizionata dal problema irrisolto del Sahara occidentale. Per queste ragioni ed anche per favorire lo sviluppo di un più stretto rapporto euromediterraneo la Cgil rivolge un appello a tutti i sindacati dei paesi interessati affinché rafforzino il loro impegno per favorire un dialogo finalizzato alla soluzione  equa e pacifica delle controversie e del conflitto, nello spirito di difesa della pace e dei diritti di tutti che caratterizzano le organizzazioni dei lavoratori.