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Un
livello così basso la Gam
non lo aveva mai toccato. Abbiamo raschiato il fondo della
pentola e rimangono solo quattro foto di David Bowie da
appiccicare alle pareti. Lontano ricordo di una bella galleria
che fu. O forse il Direttore dell'istituzione comunale ha
voluto fare un favore all'industria discografica, presentando
in contemporanea due artisti il cui unico scopo nella vita
è fare foto di cantanti pop per i book dei cd, o
disegnare copertine degli stessi. Non perchè pensiamo
che non vi sia dell'arte nel fare copertine, ma perchè
il senso di stucchevole, di pochezza, da calendario per
pre-adolescenti, che lasciano le stanze dedicate a Anton
Corbijn e Raymond Pettibon
è veramente siderale. Meglio gli scatti del "Safari
Metropolitano" di Margherita
Morgatin e Davide Tranchina.
Luglio 2003
Maestà
di Roma
Uno sguardo su Roma che non esiste più, com'era tra
la fine dell'impero napoleonico e l'unità. E così,
nelle tre diverse sedi espositive di questa mostra ritroviamo
i temi cari alla pittura dell'epoca: le rovine dell'antichità,
le popolane, i viaggiatori stranieri. Nella suggestiva cornice
dell'Accademia di Francia dominano
i grandi dipinti di Ingres, nelle Scuderie
del Quirinale le grandi vedute di Roma - tra cui
la stupenda tela di Turner.Mentre alla Galleria
Nazionale d'Arte Moderna è allestito un percorso
che illustra la vita degli artisti a Roma nell'ottocento.
(Nella foto Busto Virile di Ingres).Aprile 2003.
Iperrealisti
Chiostro del Bramante Roma - Riscattati dall'indifferenza
del grande pubblico con questa mostra di successo, gli iperrealisti
tornano in voga al chiostro del bramante. Il rifiuto delle
trasgressioni dell'underground newyorkese, il ritorno all'ordine
e alle slot-machine di Las Vegas,
sono il credo degli Iperrealisti (Photorealists) come Ralph
Goins, Chuck Close,
Richard Estes. Dipingono fotografie:
non inventano nè creano niente. In una tela che si
confonde con una ripresa fotografica, gli Iperrealisti completano
il loro inganno: la fotografia è assoluta, immutabile,
spersonalizzante ma l'esasperante precisione del dipinto
ci confonde e ci fa dubitare della reale consistenza dell'immagine
che abbiamo difronte. Non mancano però opere più
problematiche, come le sculture di Duane Hanson o John De
Andrea, forte denuncia della mediocrità americana.(Nella
foto Ralph Goings, Collin's Diner). Aprile 2003
Text
Works
Galleria d'Arte Moderna (Bologna)- Mentre continua il dibattito
in città sulla gestione della G.A.M., la mostra Text
Works, che espone opere del Museo cittadino di Bolzano,
ci propone un itinerario nei rapporti tra arte
e linguaggio. Nulla di nuovo, ma certamente un'occasione
per viaggiare attraverso le ricerche artistiche degli ultimi
decenni, dalle sperimentazioni di Jhon
Cage e Kosuth fino alle
fotografie concettuali di Franco Vaccari
a sostegno della liberazione di Silvia Baraldini. (Nella
foto Maurizio Nannucci, More than meets the eye, 2000. Aprile
2003
Fiera
del Libro per Ragazzi
Fiera di Bologa - Che i libri
illustrati per ragazzi siano delle vere e proprie opere
d'arte lo dimostra anche la mostra dedicata agli illustratori
all'interno della Bologna Children's Book Fair. All'interno
si confrontano i prodotti dell'editoria per ragazzi nazionale
e internazionale. Come sempre spiccano i lavori della casa
editrice bolognese Art'E' con
la nuova collana 'I Sensibili', ma la palma di editori più
originali va sicuramente ai tipi di Orecchio
Acerbo. Molto interessanti anche le pubblicazioni
di Dada e Zoolibri.
Aprile 2003
Shakespare
nell'Arte
a Ferrara - Imperdibile questa mostra al Palazzo dei Diamantia
a Ferrara.Nelle sale del pianterreno le opere tragiche di
Shakespare prendono vita nei quadri di Fussli,
Blake e Hogart,
eccezionalmente sbarcati nella piccola città estense
dall'Inghilterra. Spettrali e inquietanti le pitture di
Fussli evocano i fantasmi delle Tre
Streghe, di Titania e Bottom,
del Giuramento. Mentre i corpi
potenti di Blake diventano il Puk del Sogno di una Notte
di Mezza Estate. Proseguendo nelle sale il successo degli
attori-divi del mondo senza televisione- è racconuntato
carrellata di dipinti che immortalavano il loro trionfo
nel cuore del pubblico. In questa davvero completa rassegna
che insegue i sentieri intricati di arte e teatro non mancano
i bozzetti degli allestimenti, dei costumi e dei teatri
dell'epoca. In chiusura di rassegna, a salutarci c'è
un altro grande piccolo quadro: La
morte di Ofelia di Delacroix. Febbraio 2003
Parmigianino
e il Manierismo Europeo a
Parma
- Presentata come l'evento espositivo
dell'anno, questa mostra sul Parmigianino, merita senza
dubbio di essere vista nonostante la mancanza di alcune
opere capitali dell'artista. Pazienza, molti altri stupendi
quadri sono riempiono le sale del gigantesco Palazzo della
Pilotta: tra questi gli Amori di Giove
del Correggio, e molte tele dei pittori manieristi italiani
e rudolfini, cioè i pittori della corte di Rodolfo
II imperatore, che aveva fatto di Praga il centro
artistico dell'Impero. Del Parmigianino diceva Giulio Carlo
Argan: "Il suo bello è
segno della negatività di tutti i valori, e da questa
negatività riceve il suo splendore, misterioso, lunare",
e così infatti ci appaiono le tele di Francesco Mazzola
(il suo vero nome), con i suoi personaggi inquietanti e
maliziosi, dalle pose ammiccanti e spiritate. Unica pecca
è che si incontrano le sale del Mazzola solo dopo
aver intrapreso già da un bel pezzo il persorso della
mostra, e che queste alcuni di questi ambienti, come ad
esempio quello che contiene il famoso Ritratto
Ovale (nella foto), sono pressochè nascoste
e malsegnalate. Marzo 2003
Donne
di Roma
ad Ariccia, Roma - Questa mostra sulle
Donne di Roma è un interessante viaggio indietro
nel tempo alla scoperta del ruolo della donna nella città
che fino a duecento anni fa era il centro del mondo. Così,
se nell'antica Roma il ruolo della donna era assolutamente
marginale (ma molto potenti erano le madri e le mogli degli
imperatori), durante il Medio Evo, la città del Papa
era considerata urbs meretricium,
visto che si pala di addirittura 6000 donne di vita in una
città di 60.000 abitanti. Ma è solo con l'età
moderna, nel cinquecento, che le donne iniziano ad acquistare
un ruolo all'interno della società romana: è
l'epoca delle grandi mecenati.
Il gusto barocco porterà ad identificare le donne
con il loro corpo: le grandi donne son per forza
delle belle donne, altrimenti il pittore avrebbe perso,
insieme alla stima, anche le vettovaglie. Nell'ottocento
c'è invece la riscoperta della bellezza rude - ma
idealizzata - delle donne del popolo: le contadinelle. Ed
è sempre in questo secolo che vedranno la luce anche
le prime riviste di moda, di
cui sono presentati in mostra alcuni esemplari. (Nella foto
Salvator Rosa, Ritratto della
moglie, in mostra). Marzo2003
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