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.ZA – giovane arte dal Sudafrica
Siena – dal 2 Febbraio al 4 Maggio 2008
A cura di Marlene Dumas, Lorenzo Fusi, Kendell Geers, Bernie Searle, Minnette Vári, Sue Williamson
[Italian & English Versions]


Palazzo delle Papesse apre la programmazione del 2008 con la mostra collettiva .za - giovane arte dal Sudafrica. L'esposizione è stata ideata da Lorenzo Fusi, che ha chiamato cinque affermati artisti sudafricani - Marlene Dumas, Kendell Geers, Bernie Searle, Minnette Vári, Sue Williamson - a collaborare in qualità di co-curatori a questo evento. A ciascuno è stato chiesto di segnalare il nome e l'opera di alcuni giovani artisti di età non superiore ai trentacinque anni. Sono stati così raccolti oltre venti lavori, per altrettanti artisti, perlopiù sconosciuti o pochissimo noti al pubblico italiano ed europeo.

L'esposizione costituisce una sorta di passaggio delle consegne fra gli artisti coinvolti e un omaggio da parte di coloro che già si sono guadagnati visibilità e una solida reputazione a livello internazionale nei confronti dei più giovani colleghi, spesso confinati nell'isolamento geografico di questa estrema propaggine del continente africano. Così, dalla generazione che ha ottenuto ampia visibilità - fra la fine degli anni Novanta e l'inizio del nuovo millennio - sull'onda dell'entusiasmo della comunità internazionale per la fine dell'Apartheid, si passa a quella recentissima e ancora in cerca di affermazione, maturata durante il processo di stabilizzazione politica che ha visto il Sudafrica trasformarsi - non senza difficoltà e contraddizioni - in una democrazia moderna.

L'esposizione guarda al Sudafrica con gli occhi dei sudafricani, non con quelli dell'Occidente, sconfessando letture preconcette e interpretazioni stereotipate della cultura del paese. Lo spaccato che ne emerge mette in risalto le conflittualità non sanate di una società multietnica, che si dibatte fra tradizioni e modernismi, fortemente protesa verso il futuro, anche in funzione del rilancio d'immagine che intende offrire in occasione dei Mondiali di calcio del 2010.

Le opere scelte non sono unite da un tema comune, ma testimoniano la diversità espressiva e dell'argomentare nell'attuale panorama artistico sudafricano, anche se - per molti degli artisti coinvolti - è possibile rintracciare una comune matrice nell'esperienza postconcettuale.

Per quanto spesso politicamente e socialmente impegnata, la 'nuova arte' dal Sudafrica non è più solamente inquadrabile in relazione all'Apartheid. Sembra, anzi, che i giovani artisti convocati per la mostra si impegnino nel superare questa lettura facile e univoca. Dibattuti fra rimanere in patria o emigrare, fra l'impegno sul campo e la diaspora, gli artisti di .za esemplificano perfettamente la condizione dell'intellettuale o dell'operatore culturale in posizione periferica all'interno del mondo globalizzato, dove - nonostante tutto sembri essere a portata di mano - il periferico rimane comunque e invariabilmente tale.

Tutti gli artisti presenteranno opere inedite, in molti produrranno lavori nuovi o installazioni site-specific espressamente concepite per l'occasione in rapporto agli spazi del Palazzo.

In mostra opere di Colleen Alborough, Bridget Baker, Zander Blom, Dineo Bopape, Ismail Farouk, Frances Goodman, Simon Gush, Nicholas Hlobo, Moshekwa Langa, Churchill Madikida, Nandipha Mntambo, Zanele Muholi, Ruth Sacks, Sean Slemon, Doreen Southwood, Mikhael Subotzky, Johan Thom, Nontsikelelo Lolo Veleko, James Webb, Ina van Zyl.

Il catalogo Silvana Editoriale edito in edizione bilingue, conterrà testi critici dei curatori. Contemporaneamente a .ZA, si inaugurerà anche il nuovo progetto Bookshop con un'installazione di Paul Morrison.

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.ZA - young art from South Africa
Siena – From 2 February to 4 May 2008
curated by Marlene Dumas, Lorenzo Fusi, Kendell Geers, Bernie Searle, Minnette Vári, Sue Williamson


Palazzo delle Papesse announces the opening of their 2008 exhibition programme with the group show .za - young art from South Africa.

The exhibition was conceived by Lorenzo Fusi, who asked five established South African artists - Marlene Dumas, Kendell Geers, Bernie Searle, Minnette Vàri, Sue Williamson - to take part in the event in the role of co-curators. Each of these artists was asked to put forward the work of artists not older than thirty-five, still residing or mainly operating in South Africa. More than twenty works were thus gathered from as many artists, mostly unknown or very little known to the Italian and European public.

The show represents a sort of passing on of the torch, as well as a tribute on the part of the better known artists of already established international reputation towards their younger colleagues, often penalized by their geographical isolation in the farthermost point of the African continent. The generation that gained ample visibility in the Nineties, riding the wave of global enthusiasm for the end of Apartheid, passes the torch on to a new generation still in search of recognition. These younger artists reached maturity in the course of the journey their country took towards political stability, finally achieving the state of modern democracy through a process sometimes fraught with difficulties and contradictions.

The exhibition looks at South Africa through the eyes of South Africans rather than through western eyes, rejecting pre-conceived ideas and stereotyped interpretations of the country's culture. The partial portrait that emerges highlights the unresolved conflicts of a multiethnic society torn between tradition and modernity, drawn as it is towards the future, especially in view of the new image it intends to present to the global community as the host of the football World Cup in 2010.

The works selected do not share a common theme: rather, they bear witness to the diversity of expression and debate within the current contemporary art scene in South Africa. However, many of the artists in the show seem to share the influence of the post-conceptual experience.

The 'new art' from South Africa, although often politically and socially committed, can no longer be referenced solely in relation to Apartheid. On the contrary, the artists taking part in the show seem to strive to overcome this easy and univocal classification. Torn between a life at home and the possibility of a life abroad, between activism and diaspora, the artists of .ZA provide a perfect example of the plight of intellectuals and cultural professionals at the periphery of the globalised world, where everything appears to be within reach yet the periphery knows little redemption from its condition of isolation.

Works on show from the following artists: Colleen Alborough, Bridget Baker, Zander Blom, Dineo Bopape, Ismail Farouk, Frances Goodman, Simon Gush, Nicholas Hlobo, Moshekwa Langa, Churchill Madikida, Nandipha Mntambo, Zanele Muholi, Ruth Sacks, Sean Slemon, Doreen Southwood, Mikhael Subotzky, Johan Thom, Nontsikelelo Lolo Veleko, James Webb, Ina van Zyl.

The catalogue, published by Silvana Editoriale, in bilingual italian-english edition, will include essays by all the curators. With the occasion of the opening of the exhibition .ZA, a new site-specific intervention commissioned to Paul Morrison will be launched at the Papesse Bookstore.

Press Release by: Carlo Simula [Press & Communication]
Palazzo delle Papesse - Contemporary Art Center
+39 0577 22 07 21 - carlo.simula@papesse.comune.siena.it