Di Enrico Fletzer – 4 Ottobre 2007
1 Ottobre 2007 [Bologna] -- La verità è semplice, per una volta é rivoluzionaria e sta tutta scritta in un pizzino. Il termine è stato utilizzato da un collega durante la conferenza in Comune del collettivo “Open the Space” in preparazione della manifestazione svoltasi Sabato 29 Settembre: la Street Space Parade promossa contro la giunta comunale e per la riapertura dei posti chiusi in omaggio ad un nuovo ibrido giuridico politico frutto di collaborazioni tra centro-destra e centro-sinistra, quello che a Bologna si chiama la legge Fini-Giovagnoli, dal nome del magistrato che persegue gli antiproibizionisti. Sappiamo che la mafia non apprezzerà anche perché il pizzino era la minuta del capo della Digos di Bologna, Vincenzo Ciarambino, che proponeva a Rosario Picciolo, portavoce del collettivo, un corteo autorizzato anche se “alleggerito” per le vie del centro e che Ciarambino avrebbe sottoposto ai capi.
La differenza di stile tra lui e il questore è notevole. Anche se Ciarambino è una persona affabile e di gran talento, i capi-bastone non hanno apprezzato e la “proposta di riduzione del danno nei confronti” di una manifestazione poco consona ha fatto il resto. Peccato. Questi agenti a differenza di altri sanno cos’è la realtà ed hanno un approccio realistico. Questa sarebbe la politica ma a fare il funerale alla politica di Cofferati è proprio Ciarambino, uno degli eroi della manifestazione e che la sinistra radicale potrebbe proporre come Questore.
Lo hanno capito tutti chi se ne deve andare: in primis Cofferati ma anche l’attuale Questore Francesco Cirillo appare come una persona ormai compromessa con la clique di “falce e carrello”, in una città dove anche la verità è diventata cash’n carry. Ciarambino e il suo pizzino ha dimostrato perlomeno di sapere e volere ragionare e di questi tempi a Bologna di cervello legale ce n’è disponibile solo a destra: come colui che è stato invitato alla manifestazione antimoschea di FI, Lega e AN e che poi, forse per ragioni di I.Q. non si è presentato al concentramento islamofobo in Piazza Maggiore. Un meeting peraltro autorizzato proprio da Cirillo&Cofferati. Come direbbe Veltroni è un No alla Moschea tutto volto a favore dell’ordine pubblico e della libertà di culto, di riunione e di pensiero dei Cristiani Integralisti mangiamortadella.
Nel frattempo anche grazie al carattere radicale della settimana di lotta per gli spazi, sfociata nella manifestazione di sabato scorso, delle piccole crepe hanno incrinato le facce dei sindaci più carogna che erano rappresentati al funerale del Pratello. Come si evince dagli striscioni dei laici accorsi numerosi per ribellarsi al Sindaco, questo conduce una conventio ad excludendum contro le espressioni del pensiero laico e dell’autodeterminazione tuttora sottoposte al vaglio incrociato di Curia, Questura, Comune, Partito e Magistratura con tutti i soggetti attanagliati in un groviglio inestricabile e che pretendono di definire come “ordine pubblico” la propria rappresentazione ideologica di quel che é giusto e che confina con la Gesinnungsjustiz, la giustizia ideologica dei nazisti. Intanto il pesce puzza dalla testa a cominciare dalla Questura.
Questo intreccio proibizionista, liberticida e anche suicida, sembra definire l’ordine del mondo qui a Bologna ma soprattutto costituisce un'ipotetica quadra, un possibile orizzonte alla legge&ordine, in realtà falsa coscienza e possibile identità di un partito che non c'é. Il tutto a beneficio o meglio a detrimento di Rudolph Giuliani, in corsa con i Repubblicani americani.
Bologna, per quanto ancora prigioniera di un mish-mash di fondamentalismo e stalinismo, è insorta al Pratello con notevoli segni d’insofferenza e la parola d’ordine “Cofferati Carogna Via da Bologna” ha mandato un segnale chiaro a chi sta cincischiando Ma la cosa curiosa che ormai la guerra a Cofferati l'aveva già vinta Abramo Lincoln nel 1864:
“Una volta che hai perso la stima dei tuoi concittadini, non potrai più recuperare il loro rispetto e la loro stima E’ vero che puoi prendere in giro tutti per un po’di tempo e puoi anche prenderne in giro un po’ per tutto il tempo. Ma non puoi prendere in giro tutti tutto il tempo”
Questa frase poi ripresa da Bob Marley in “Stand Up Get Up” ha mosso i manifestanti alla conquista della Città Proibita. Anche se perchè se é vero come dice Ilvo Diamanti che la politica urbana dei comuni italiani non esiste più , la non politica ha portato alla costruzione in Italia di tanti set virtuali che ricordano i villaggi russi costruiti in onore del principe Grigori Alexandrovi? Potëmkin
. Secondo la leggenda, l’aristocratico aveva fatto costruire dei villaggi di cartone lungo le rive del