Di Massimo Consoli 27 Dicembre 2005
Il 24 dicembre del 1934, a Ferrara, nasceva Maurizio Bellotti.
Il suo nome non dice molto, ai giovani di adesso, eppure, Bellotti eŽ uno dei nostri "padri nobili" di tutto rispetto, uno dei personaggi da portare sul palmo della mano, da ricordare con affetto e riconoscenza, da amare nel piuŽ pieno senso della parola per il coraggio dimostrato in tempi nei quali era quasi impensabile perfino parlare di certe cose (figurarci, poi, farle...).
Maurizio Bellotti tenne una rubrica sulla francese "Arcadie" dallŽaprile del 1959 fino al 1982, intitolata "Nouvelles dŽItalie" nella quale, grosso modo due volte lŽanno, faceva un "riassunto" esaustivo di tutto quello che di (anche lontanamente) gay avveniva nel nostro paese: libri nuovi, traduzioni di libri stranieri, spettacoli teatrali, articoli, avvenimenti di cronaca nera e rosa... Per noi che vivevamo in unŽItalia cupa, grigia, repressa, cattolicizzata a forza e con violenza, la rubrica di Bellotti era attesa come un evento straordinario.
EŽ quasi incredibile doverlo raccontare a chi non ha vissuto quellŽepoca, eppure, noi "omofili" italiani eravamo informati delle notizie che ci riguardavano attraverso una rivista francese che ci arrivava in busta anonima!
Bellotti eŽ stato in assoluto uno dei primi a trattare apertamente e coraggiosamente dell'omosessualità, senza nascondersi dietro la comoda etichetta dell'anonimato o dello pseudonimo, usando sempre il suo nome e cognome veri, anche quando ebbe una furiosa polemica con il settimanale neofascista "Il Borghese" che avrebbe scoraggiato chiunque altro dal difendere con tanto coraggio lŽidea omosessuale.
Quando, nel 1971, pubblicai il "Manifesto Gay" al quale avevo tanto lavorato sperando che diventasse un documento programmatico per un futuro movimento omofilo italiano, Bellotti fu tra i primi ad aderire entusiasticamente con un bellŽintervento intitolato "OmosessualitaŽ e Cultura". Anzi, venne perfino in Olanda per incontrarci di persona, a me, a Salvatore Adelfio e a Simon B.
Vorrei ricevere tante e tante email da voi che leggete questo mio messaggio, indirizzate a questo nostro eroe e precursore, nelle quali gli manifestate quello che, in tutta sinceritaŽ, vi sentite di dirgli.
Maurizio Bellotti non ha un indirizzo email, cosiŽ, scrivete pure a me, che provvederoŽ a fargli avere tutto quello che mi manderete.
Grazie - Massimo Consoli - diama@tin.it
PS - Per darvi un poŽ meglio lŽidea del personaggio, potete leggere un suo articolo pubblicato sul sito: http://digilander.libero.it/giovannidallorto/testi/bellotti/romano.html