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La crisi in Georgia si va facendo pericolosa

Di Eric Margolis – 4 Settembre 2008

[Parigi, 1 Settembre 2008] - Lo sventato e disastroso attacco dell'insignificante Georgia contro l'estremamente piccola Ossezia del sud ha prodotto una crisi completa che ha messo gli Stati Uniti e la NATO in contrapposizione con la Russia.

In un atto carico di pericolo, le navi da guerra della NATO e degli Stati Uniti stanno consegnando rifornimenti alla Georgia, guardate dagli uomini di guerra Russi. Il Congresso degli Stati Uniti potrebbe presto votare l'assegnazione di un miliardo di dollari a favore dell'assediato satellite Georgiano dell'America.

Le potenze occidentali sono tornate ad usare la feroce retorica della Guerra Fredda. Stanno giocando con il fuoco. La Russia possiede circa 6.600 armi nucleari strategiche, per la maggior parte puntate contro l'America del Nord e l'Europa. Inoltre gli Stati Uniti, che hanno invaso l'Afghanistan e l'Irak e la cui forza aerea ha appena ucciso 90 civili Afgani, 60 dei quali erano bambini, non sono in posizione di dare lezioni a Mosca sull'aggressione.

Il presidente conservatore della Francia, Nicholas Sarkozy, ha criticato con toni esplosivi la Russia e presto terrà un summit Europeo sulla Georgia a Bruxelles. Come di consueto, il governo Canadese di Harper ha fedelmente fatto echeggiare le parole di Washington.

La Polonia ha acconsentito di piazzare un sistema missilistico anti-balistico degli Stati Uniti a soli 184 chilometri dal confine con la Russia, provocando la furia di Mosca. L'Ucraina e la Polonia stanno appoggiando con estrema forza la Georgia.

Il capo del personale della Russia, il Generale Yuri Baluyevsky, avverte che la sua nazione ha il diritto di lanciare un 'attacco nucleare preventivo' contro i propri nemici, in linea, lui ha fatto notare acidamente, con la stesse politiche dell'amministrazione Bush.

Andando oltre ogni limite in questa guerra di parole, due degli alleati di destra più vicini al Senatore John McCain, i Senatori Joseph Lieberman e Lindsay Graham, si sono recati in Georgia e hanno richiesto l'adozione di 'dure' misure contro Mosca. Hanno sollecitato l'isolamento della Russia per la 'aggressione' e l'ammissione dell'Ucraina e della Georgia nella NATO.

Gli alleati di McCain forniscono una buona anticipazione di quale potrebbe essere la sua politica estera. Lieberman e Graham, fra i principali fautori dell'occupazione Statunitense dell'Irak, hanno avuto la faccia tosta di insistere, affermando che `alla Russia non deve essere consentito di controllare le risorse energetiche.'

Questo orribile pasticcio ricorda come le grandi potenze precipitarono dentro la Prima e la Seconda Guerra Mondiale a causa di oscure questioni locali quali la Bosnia-Erzegovina e il Corridoio di Danzica. La lezione da trarre è ovvia: agire con estrema cautela. Ma pochi stanno ascoltando mentre la retorica va affilandosi.

L'amministrazione Bush – con tutta probabilità il Vice Presidente Dick Cheney – ha quasi certamente progettato o era a conoscenza dell'attacco della Georgia contro la Ossezia del Sud, appoggiata dalla Russia, lanciato con la copertura delle Olimpiadi di Pechino. Non è possibile dire se la Casa Bianca stava provando ad infliggere una piccola e rapida vittoria militare ai danni di Mosca, o se stava facendo crescere la febbre di guerra nel paese per amplificare le prospettive presidenziali di John McCain.

Questa crisi che coinvolge solamente 70.000 Ossetici del sud e 18.000 Abkhaziani avrebbe potuto essere risolta tranquillamente ricorrendo alla diplomazia. Invece l'amministrazione Bush l'ha trasformata in un confronto importante accusando la Russia dell'aggressione. Washington, che ha riconosciuto giustamente l'indipendenza degli albanesi del Kossovo dalla repressione Serba, ha denunciato il riconoscimento della Russia dell'indipendenza dell'Ossezia del Sud e della Abkhazia dalla repressione Georgiana. Nel frattempo, Mosca, che ha schiacciato la vita del movimento indipendentista della Cecenia, ha sostenuto con fare virtuoso di stare difendendo l'indipendenza Ossetica.

Le cose potrebbero peggiorare. Gli Stati Uniti stanno premendo l'Ucraina affinchè aderisca alla NATO, benchè la metà dei suoi 48 milioni di cittadini si oppongono ad una simile scelta da parte del loro paese. La costituzione dell'Ucraina prescrive uno stato neutrale. La Russia ha permesso che l'Ucraina si staccasse dall'Unione Sovietica sotto tacito accordo che non si sarebbe mai unita alla NATO e avrebbe consentito alla flotta Russa del Mar Nero di operare a partire dalla Crimea.

Il Russo Sergei Markov, esperto di politica, fa giustamente notare che Washington e la NATO vedono l'Ucraina come una nuova e ricca fonte di truppe per l'Irak e l'Afghanistan, le guerre da cui lui sostiene i leader della NATO non possono ritirare i loro soldati senza commettere un 'suicidio politico.'

La `vecchia' Europa sta provando ad evitare uno scontro con Mosca, mentre la `nuova Europa' – la Georgia, la Polonia, i Cechi e gli Stati Baltici – spaventata dal crescente potere della Russia, tende ad istigare il confronto che contrappone gli USA alla Russia.

Non solo il tentativo impacciato degli Stati Uniti di espandere la loro influenza nel cortile di Mosca è fallito rovinosamente, ma la risposta puerile e petulante di Washington, è tanto infiammatoria quanto impotente. La crisi Georgiana e le vuote minacce contro la Russia hanno destato forti passioni nazionaliste in Russia, che si vede sempre più isolata e circondata dagli Stati Uniti e dalla NATO.

L'isteria nazionalista, il jingoismo e la febbrile retorica stanno venendo da entrambe le parti. Abbiamo già visto prima una simile follia: nell'Agosto del 1914 e nel Settembre del 1939.

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info