BackI neo-conservatori ammettono che Paul potrebbe diventare il “Ross Perot del 2008”
Finalmente Ron Paul viene trattato come un serio fattore di cui tener conto in queste elezioniDi Steve Watson - 23 Gennaio 2008
22 Gennaio 08 - Pare che Ron Paul sia stato finalmente accettato come un serio candidato presidenziale da una porzione dell'ingannatrice brigata neo-con.
La National Review Online, che solitamente è un fidato portavoce neo-con, ha pubblicato un articolo sorprendentemente dettagliato ed estremamente equilibrato
sulle politiche e sulle prospettive della campagna elettorale del membro del Congresso, concludendo che Paul potrebbe diventare il Ross Perot del 2008.
"È venuto il momento di cominciare a prendere sul serio il Texano Paul, membro del Congresso da dieci anni," scrive l'economista Donald Luskin.
"Anche se per Ron Paul è un'impresa fuori portata quella di ottenere la nomina del GOP, potrebbe essere in grado di dar vita ad una rivoltosa corsa per la presidenza e questo grazie alla sua capacità di attrarre il sostegno di sostenitori dei due principali partiti e al potere nella raccolta dei fondi elettorali, probabilmente nelle vesti di candidato del Partito Libertario (per il quale ha già corso per la presidenza nel 1988). Potrebbe finire per modellare le prossime elezioni come H. Ross Perot fu capace di fare nelle presidenziali del 1992 – impedendo ad entrambi i candidati dei due principali partiti di ottenere il mandato da una maggioranza del voto popolare e spostando il centro di gravità su questioni importanti."
Luskin cita il vasto richiamo di Paul come un fattore chiave nell'attrarre sostegno di base da entrambi i lati del paradigma politico, riconoscendo che il membro del Congresso gode di un vasto potere di trazione capace di fargli guadagnare il sostegno degli elementi pacifisti della base del Partito Democratico con la sua posizione contro la guerra, unita alla sua capacità di drenare i voti dei conservatori con la sua visione a favore di un libero mercato deregolato ed economicamente sano, privato delle interferenze da parte della enorme burocrazia di governo.
È questo vasto potere di attrazione che rende Paul paragonabile a Ross Perot.
Durante le elezioni del 1992, Perot fu in grado di drenare sostegno da tutto lo spettro politico. Ricevette il 18.9% del voto popolare - all'incirca 19.741.065 voti, cosa che lo rese il candidato presidenziale di un terzo partito di maggior successo in termini di voto popolare dopo Theodore Roosevelt nelle elezioni del 1912. Riuscì persino ad piazzarsi secondo in due stati.
La candidatura di Perot aveva ricevuto una crescente attenzione da parte dei media quando la fase competitiva della stagione delle primarie si era conclusa per i due partiti principali. La campagna di Bush Senior stava perdendo di intensità mentre Bill Clinton era pesantemente coinvolto in alcuni scandali (sorpresa, sorpresa). A causa di tutto questo Perot emerse come il maggior beneficiario del rancore populistico verso i politici dell'establishment.
Non è così difficile da immaginare che Ron Paul possa emergere come la figura capace di interpretare quello stesso ruolo.
Anche se in numerose occasioni Ron Paul ha rifiutato di farsi trascinare in discussioni riguardanti la possibilità di una candidatura come indipendente, non ha mai categoricomente escluso questa eventualità. In questa fase non c'è nessuna ragione per Paul di andare indipendente, sta continuando la sua battaglia nella corsa del GOP mentre Rudy Giuliani è sul punto di essere eliminato.
Tuttavia, il fatto che la National Review citi in questo modo il potere di richiamo popolare di cui gode Paul e ammetta che è un candidato importante è estremamente incoraggiante sia per Paul che per i suoi sostenitori.
Dopo il secondo posto di questo fine settimana nello stato del Nevada, la mancanza di copertura mediatica di Ron Paul sui media mainstream è diventata del tutto inspiegabile.
Fox News, un notoriamente infido portavoce neo conservatore, ha pubblicato un grafico nel quale venivano mostrati i risultati del Nevada senza che ci fosse alcuna informazione su Paul! Non sono riusciti a menzionare il candidato che è arrivato secondo, anche se hanno parlato di quello che è arrivato primo, terzo e quarto!
Nella giornata di Domenica scorsa, la “pagina dei risultati ufficiali” sul sito web del New York Times non è persino riuscita ad elencare Ron Paul come uno dei candidati. Tuttavia, sembra che questa situazione sfavorevole si sia repentinamente invertita, e il Times da allora ha aggiunto Ron Paul alla sua guida sulle elezioni del 2008 e ha ridotto sensibilmente lo spazio dedicato a Giuliani, che Lunedì lo stesso membro del Congresso ha predetto che presto sarà fuori del tutto dalla corsa alla presidenza.
Nel frattempo, la Ron Paul Revolution sta marciando a gran velocità. La giornata di ieri ha visto i sostenitori di base raccogliere oltre 1.8 milioni di dollari in 24 ore, e questo nel corso di una “money bomb” [bomba monetaria] in occasione della giornata commemorativa dedicata a Martin Luther King; Tutto questo rappresenta un successo notevole dato che lo scorso mese di Dicembre è stata raccolta una somma record di 6 milioni di dollari in un giorno solo e il mese precedente altri 4.3 milioni di dollari, anch'essi in un giorno. I guadagni di Paul per il primo trimestre del 2008 sono già oltre 3.2 milioni di dollari e non mostrano alcun segno di rallentamento.
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info