Back

Paul dice che i politici usano la paura per giustificare le guerre
Un candidato del GOP chiede il ritiro delle truppe

Di Margot Sanger-Katz - 13 Ottobre 2007

8 Ottobre 2007 [ConcordMonitor.com] - Il Rappresentante al Congresso Ron Paul crede che i leader politici stiano gonfiando la minaccia rappresentata dal terrorismo al solo scopo di realizzare precisi obiettivi politici. Il Texano Paul, membro del Congresso da 10 anni, ha dichiarato ai reporter e ai redattori di Monitor che le preoccupazioni sulla sicurezza del paese sono state esacerbate per giustificare inutili invasioni militari di paesi stranieri e programmi domestici di sorveglianza.

"Mi spaventa a morte che lo farebbero, per parlare della guerra perpetua," ha detto, respingendo l'argomentazione secondo cui il terrorismo islamico rappresenta una grave minaccia con cui il paese dovrà confrontarsi per una o più generazioni a venire. "Il che significa, hanno bisogno di avere un nemico."

Paul, che sta prendendo parte alle primarie per conquistare la nomina del Partito Repubblicano alle elezioni presidenziali del 2008, ha detto di vedere un percorso chiaro per rendere il paese più sicuro e allo stesso tempo per proteggere le libertà individuali. Quella visione è in armonia con gli ideali che lui vede nella Costituzione degli Stati Uniti: un governo federale di dimensioni ridotte, vaste misure per la protezione delle libertà individuali e una politica estera di non-intervento che realizza la pace con il commercio e la cooperazione.

Questa interpretazione non fa altro che confermare quei punti di vista che hanno reso l'ex ostetrico Paul un fenomeno nella campagna elettorale. Presentandosi come l'unico candidato presidenziale del Partito Repubblicano che chiede il completo ed immediato ritiro delle truppe dall'Irak, Paul ha sfidato ripetutamente l'asserzione fatta dai suoi rivali secondo cui la continuazione della guerra renderà gli Americani più sicuri.

Paul ha detto di credere che il terrorismo sia alimentato dalla politica estera degli Stati Uniti. L'occupazione, ha dichiarato, conduce a quella forma di disperazione e di ostilità che inducono la gente a ricorrere agli attacchi suicidi.

"Fintanto che continuiamo ad occupare paesi Musulmani, la condizione di pericolo è sempre in crescita," ha detto. "A causa di tutto questo, penso che adesso stiamo vivendo un'epoca molto più pericolosa di quella in cui ci trovavamo prima dell'11 Settembre, perché invece di farci più saggi, quello che abbiamo fatto è molto di più della cosa sbagliata."

La crisi dei missili di Cuba del 1962, durante la quale gli Stati Uniti si dovettero confrontare con una minaccia militare ben definita, venne risolta pacificamente, ha detto. Attualmente, gli Stati Uniti non si trovano a dover fronteggiare minacce tanto terribili, ha detto Paul, tuttavia si volgono prontamente verso soluzioni di stampo militare.

Paul ha quindi proseguito dicendo che le paure per il terrorismo hanno contribuito ad una diminuzione della sicurezza, hanno destabilizzato il bilancio federale e hanno condotto a politiche interne che ritiene essere una violazione della Costituzione. Paul si oppone alle misure di sorveglianza non autorizzate, alle carte di identità nazionali e ad altre misure nell'ambito dell'antiterrorismo che considera essere violazioni della privacy.

"Oggi, il governo federale spende la maggior parte del suo tempo a proteggere la segretezza del governo e a violare la privacy personale, e si pensava che avremmo fatto l'opposto," ha detto.

Secondo Ron Paul, gli ultimi cento anni hanno visto il paese allontanarsi sempre di più dai precetti costituzionali. Il governo federale è andato crescendo, assieme alla nozione che il governo può risolvere i problemi esteri e quelli interni con il proprio intervento, un'idea che Paul vede come fondata su un errore di giudizio.

Paul crede che gli Stati Uniti dovrebbero rimuovere le forze armate che sono stazionate all'estero, non solo in Irak ma in Corea, in Afghanistan e in altre nazioni, eliminare numerose agenzie federali, compreso l'IRS – Internal Revenue System [agenzia esattoriale del governo federale] e la Social Security Administration [Amministrazione della Previdenza Sociale], e darsi da fare per recidere le sue alleanze politiche con nazioni straniere. Crede che il paese dovrebbe decriminalizzare la maggior parte delle droghe, ridurre drasticamente le dimensioni dell'esercito e far ritornare la moneta nazionale allo standard aureo.

Un governo più piccolo permetterebbe agli individui e agli stati di risolvere i propri problemi in maniera più creativa. In aree come la formazione e l'assistenza medica, Paul preferirebbe vedere metodi che fanno leva sul mercato e sulla scelta individuale piuttosto che alla regolazione federale. Il controllo da parte del governo frena soltanto la creatività e incoraggia una cattiva amministrazione, ha detto, indicando il sistema delle scuole pubbliche di Washington DC e la risposta federale all'uragano Katrina come esempi di come i metodi federali possono provocare costosi fallimenti.

Un governo più piccolo è inoltre necessario, ha detto, per impedire l'imminente crollo economico. Paul ritiene che gli attuali disavanzi di bilancio del paese siano insostenibili e ha predetto che presto ci sarà una crisi monetaria se il paese non cambia direzione.

Paul ha partecipato alle presidenziali del 1988 come candidato del Partito Libertario, ma ha affermato che le sue idee sono parte di una tradizione Repubblicana di lunga data. Benchè sia in profondo disaccordo su varie questioni con i suoi rivali nelle primarie del Partito Repubblicano, Paul descrive se stesso come il "vero conservatore fiscale," con una prospettiva in politica estera del tutto simile a quella con cui il presidente Bush prese parte alle elezioni per la prima volta.

"Sono un Repubblicano come Robert Taft - provengo dalla vecchia destra – che credeva nelle libertà civili e nel non-interventismo oltreoceano," ha detto Paul. "Quello che è stupefacente è che possano prendere una persona come me e farmi apparire come se non fossi un Repubblicano."

Paul ha detto di essere rimasto sorpreso e rincuorato dall'entusiasmo mostrato dai suoi giovani sostenitori, che si sono presentati agli “straw poll”, hanno diffuso il suo messaggio su vari gruppi di chat su Internet e hanno messo a punto strategie per la raccolta fondi [fundraising] alquanto significative, benchè ancora non abbiano avuto un forte impatto nei sondaggi di opinione nazionali. Il totale della raccolta fondi di Ron Paul per il terzo trimestre, segnalato la settimana scorsa, è di 5 milioni di dollari, alla pari con il Senatore dell'Arizona John McCain, un Repubblicano e il Governatore del New Mexico [Stato del Nuovo Messico] Bill Richardson, un Democratico.

Ma ha lasciato andare una nota incerta quando gli è stato chiesto come potrebbe convertire quell'energia in voti.

"Veniamo molto criticati perché non stiamo andando in tutti gli stati. Tutti vogliono che io vada e il problema è che sono veramente un po' troppo pigro per farlo. Dico loro...non sarebbe meglio se potessi parlare con voi su Internet?"

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info