26 Luglio 2007
18 Luglio 07 [Washington DC] — Secondo il nuovo rapporto 'Vital Signs' [Segnali Vitali] pubblicato dell'istituto Worldwatch le case automobilistiche a livello mondiale hanno prodotto 67 milioni di veicoli nel 2006, mettendo così in circolazione sulle strade un numero record di nuove automobili, un fenomeno che fino ad ora mai si era verificato in tale portata. Mentre la produzione globale è cresciuta l'anno scorso del 4 per cento, la Cina ha aumentato la propria produzione di quasi il 30 per cento, sorpassando la Germania e trasformandosi nel terzo maggiore produttore mondiale.
"La dipendenza dall'automobile dell'America sta trasformandosi in un fenomeno globale senza che ci sia alcuna inversione di tendenza in vista,” afferma il ricercatore Michael Renner di Worldwatch, che è l'autore di questo rapporto. “Questa tendenza reclama soluzioni immediate ed innovatrici nei trasporti per affrontare il problema del consumo di combustibili fossili che è responsabile del grave danneggiamento del nostro clima.”
L'aumento della Cina rappresenta il cambiamento più drammatico nell'industria automobilistica mondiale, con una produzione che si è più che quintuplicata nel corso dell'ultimo decennio. Le vendite in Cina hanno superato i 3 milioni di veicoli nel 2005, e sono quasi 9 milioni le automobili in circolazione sulle strade del paese. Anche se questa è ancora una flotta comparativamente di ridotte dimensioni, è molto probabile che andrà sviluppandosi velocemente durante i prossimi anni e si ritiene che la Cina diventerà un importante esportatore nel corso dei prossimi quattro anni.
Secondo il resoconto 'State of the World 2007' di WorldWatch, la congestione del traffico, gli incidenti stradali, l'inquinamento atmosferico, il cambiamento climatico e il picco nella produzione petrolifera [peak oil] sono tutte sfide che il mondo si ritrova a dover affrontare a causa di trasporti centrati sull'automobile. In media, lo spostamento urbano per mezzo dell'automobile fa uso di quasi il doppio di energia rispetto allo spostamento urbano per mezzo di autobus.
Malgrado la crescente consapevolezza sugli impatti ambientali che derivano dalla bruciatura di combustibili fossili, generalmente i consumatori sono stati lenti nell'adottare veicoli che sono più efficienti nei consumi di carburante. Tuttavia, gli aumenti che riguardano i prezzi del petrolio e le preoccupazioni sul cambiamento climatico degli ultimi anni, hanno stimolato l'interesse in veicoli più efficienti, compreso il diesel a bassa emissione e gli ibridi. La Toyota, la più grande distributrice di automobili ibride, per metà elettriche e per l'altra metà alimentate a benzina, ha venduto 312.500 ibridi nel 2006 e si ritiene che ne venderà 430.000 nel 2007. Oltre a questo, attualmente la Toyota e altre aziende stanno sviluppando dozzine di nuovi modelli di veicoli ibridi.
I governi sono sempre più impazienti di regolare l'economia del combustibile e le emissioni di biossido di carbonio. Verso la fine degli anni 90, i produttori di automobili che vendono all'Unione Europea hanno acconsentito in maniera volontaria di ridurre le emissioni di carbonio a 140 grammi per chilometro entro il 2008, ma sono ancora lontani dal raggiungere questo obiettivo. In risposta a questo, l'UE ha deciso di imporre limiti obbligatori che richiedono tagli ulteriori fino a 130 grammi per chilometro. Nel frattempo, la California ha intentato causa contro sei dei più grandi fabbricanti automobilistici del mondo a causa del cambiamento climatico, accusandoli del fatto che i gas responsabili dell'effetto serra emessi dai loro veicoli hanno causato danni che ammontano a miliardi di dollari. In Cina i primi standard obbligatori a livello nazionale nell'ambito dell'economia del combustibile sono entrati in vigore nel Luglio 2005 e una seconda fase più rigorosa sarà introdotta nel Gennaio del 2008.
Negli Stati Uniti, dove l'anno di riferimento 2006 ha incluso la produzione dei veicoli più pesanti degli ultimi tre decenni, il Senato ha approvato la settimana scorsa una legge sull'energia che comprende nell'ambito dell'economia del combustibile un aumento medio da 25 a 35 miglia per gallone per le automobili, le SUV e i camion da trasporto di piccola stazza, un obiettivo che dovrà essere raggiunto entro il 2020.
“Con il numero di automobili in circolazione sulle strade che va aumentando anno dopo anno, la regolazione del consumo di combustibile e delle emissioni delle automobili da sola non costituisce una vera soluzione. Quello che è veramente necessario è una rivoluzione nei trasporti,” afferma Renner. “Città come Bogotá e Londra stanno dandosi da fare per diminuire la propria dipendenza dalle automobili e molte altre città potrebbero seguire il loro esempio. Abbiamo bisogno di città più dense dove si ricorra a pratiche migliori nell'utilizzazione del territorio e dove esista un impegno concreto nei trasporti pubblici.” Secondo il 'State of the World 2007', le soluzioni innovatrici nei trasporti, quali il transito veloce degli autobus e le ferrovie leggere, stanno già contribuendo ad un trasporto urbano a maggior orientamento ambientale.
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info
Cartoon by John Pritchett – www.pritchettcartoons.com