Di Kevin Zeese – 2 Luglio 2007
26 Giugno 07 -- Mentre il Presidente Bush e i membri della sua amministrazione hanno descritto il "Modello Corea del Sud" come approccio per l'Iraq, le morti nel paese mediorientale sono aumentate. Nella stessa settimana il generale Patraeus ha detto di vedere una permanenza di dieci anni in Iraq come probabile e Ted Koppel ha riportato che la senatrice Clinton non ritirerà le truppe. Il messaggio non si è riverberato solo a Washington, ma anche a Baghdad.
La scorsa settimana sono stati uccisi 30 soldati statunitensi - una media di oltre quattro morti al giorno, mentre non molto tempo fa la media era di due al giorno. I commenti dell'amministrazione Bush su una permanenza a lungo termine sono giunti in un momento in cui i soldati Usa sono esposti ad un maggior rischio a causa dell'aumento delle truppe in Iraq. Non solo i soldati muoiono ad un tasso in rapida ascesa, ma anche gli attacchi alla Zona Verde stanno aumentando, con i mortai che colpiscono ogni giorno, spesso molte volte al giorno.
Se ancora non fosse chiaro che gli Stati Uniti rimarranno nell'enorme ambasciata Usa che domina il profilo di Baghdad, o se non lo fossero i miliardi di dollari, le basi militari con permanenza a lungo termine in fase di costruzione, o i contratti a durata multi-decennale che le compagnie petrolifere Usa stanno negoziando, adesso si può capire il tutto dagli stessi commenti dei funzionari dell'amministrazione: gli Usa hanno decine di migliaia di truppe e basi a lungo termine in Corea e quello è il modello che l'amministrazione dice di star considerando per l'Iraq.
Questa non è la prima volta che la parole del comandante in capo sono finite con la morte di soldati americani. Il suo famoso "provocateli", che incoraggiava la resistenza all'occupazione, ebbe lo stesso impatto degli attuali commenti sull'applicare il "Modello Corea" all'Iraq.
Le dichiarazioni su una permanenza a lungo-termine sono giunte dopo che 144 membri dei 275 che compongono il Parlamento Iracheno hanno firmato una petizione che sollecitava il ritiro e dopo che una maggioranza ha approvato una legge per obbligare il Primo Ministro ad ottenere l'approvazione del Parlamento prima di dichiarare alle Nazioni Unite di estendere l'occupazione. Così, mentre il Parlamento Iracheno sta facendo dei passi per porre fine all'occupazione, l'amministrazione Bush sta parlando di una permanenza multi-decennale. [NdT a fondo pagina]
E, se gli Iracheni stanno seguendo la politica statunitense da vicino, possono aver sentito quanto ha riportato Ted Koppel sulla NPR, ossia che il massimo consulente di politica di Hillary Clinton ha detto che la senatrice non rititerà le truppe nè nel primo, né durante il secondo mandato. Inoltre, egli ha riportato che nessun principale candidato democratico prevede di ritirare le truppe. Così, c'è un crescente gap tra i funzionari del governo iracheno e la leadership politica statunitense.
Questo parlare apertamente del "Modello Corea" viene in un momento in cui sempre più truppe si assentano senza permesso, si esprimono contro la guerra e rifiutano di tornare in Iraq o di eseguire gli ordini. Oltre un anno fa, il 72 % dei soldati diceva che gli Stati Uniti si sarebbero dovuti ritirare entro un anno, adesso sempre più soldati fanno sentire la loro opposizione alla guerra e la loro mancanza di fiducia nel comandante in capo.
L'esercito riconosce che i soldati schierati contro la guerra costituiscono un serio problema per loro, in quanto sono tra i più potenti oratori contro la guerra. I veterani colpiscono al cuore degli argomenti 'dobbiamo sostenere le truppe' dei poltici di Washington.
Ad un incontro della scorsa settimana per pianificare le crescenti azioni da intraprendere contro la guerra da parte dei veterani, il presidente di Iraq Veterans Against the War, Garret Reppenhagen, ha messo in evidenza che "Finanziare la guerra significa uccidere i soldati". I Marine hanno già intrapreso un provvedimento contro uno dei Marine, Adam Kokesh. I Marine sono stati criticati da Veterans of Foreign Wars, un gruppo di veterani con 2.5 milioni di membri, per aver minacciato i diritti di libertà d'espressione dei veterani, così hanno intrapreso un provvedimento disciplinare contro Kokesh, camminandogli un congedo in condizioni onorevoli, ma sottraendogli tutti i suoi benefici di veterano.
Altri due veterani, che sono dei leader nel movimento contro la guerra, sono stati anch'essi minacciati di sanzioni disciplinari. Il marine veterano Liam Madden, che mentre era in servizio fu un co-fondatore di Appeal for Redress — un gruppo che organizzava i soldati in servizio attivo che si opponevano alla guerra - è stata minacciato di una sanzione disciplinare per aver detto che la guerra in Iraq era una "guerra di aggressione secondo i principi di Norimberga" e che "in Iraq sono stati commessi dei crimini di guerra". L'ex cappellano dell'Aviazione, il reverendo Lennox Yearwood, il quale ha partecipato alle dimostrazioni a Washington e in tutto il paese, è stato minacciato di sanzione disciplinare per "condotta inadatta di un funzionario" per via della sua attività contro la guerra - sebbene non sia stato in servizio per quattro anni. Entrambi hanno bene accolto l'attenzione dell'esercito e progettano di aumentare le loro attività contro la guerra.
Negli Stati Uniti, l'opinione pubblica è sempre più opposta alla guerra, la leadership politica irachena sta dimostrando la sua opposizione all'occupazione e sempre più soldati Usa si stanno esprimendo. La sconnessione tra la leadership politica statunitense e questi attori chiave stanno diventando sempre più evidenti. L'occupazione è sempre più difficile da giustificare.
Kevin Zeese è il direttore di Democracy Rising e co-fondatore di Voters For Peace. Leggete altri articoli di Kevin, o visitate il suo sito web.
Traduzione a cura di Carlo Martini per www.radioforpeace.info
[NdT: Il fatto che SOLO 144 membri su 275 abbiano chiesto la fine dell'occupazione, più che essere un buon segno, rivela la natura fantoccio di quello che l'autore chiama Parlamento Iracheno. Esso è ovviamente un'istituzione priva di qualunque legittimità, in quanto creata dalle forze occupanti con delle elezioni-farsa. Attualmente il "Parlamento Iracheno" rappresenta una forza in gran parte controllata dall'Iran, le cui milizie perpetuano indisturbate il genocidio della popolazione irachena (prevalentemente quella sunnita) con il beneplacito degli Stati Uniti, che perseguono il loro disegno di spartizione del paese in tre parti. Se mai l'occupazione avrà fine, sarà grazie alla resistenza armata, e non certo alle istituzioni collaborazioniste]