BackLa Militarizzazione degli Stati Uniti
Le politiche di Bush fanno crescere il ruolo del Pentagono nel governo StatunitenseDi Claudia Nelson - 28 Maggio 2007
25 Maggio 07 [Global Research – www.globalresearch.ca] -- Dietro il falso pretesto della guerra al terrore l'amministrazione Bush è riuscita a mettere in moto un processo di militarizzazione degli Stati Uniti, e questo attraverso il completo indebolimento della Costituzione Statunitense, la divisione della nazione, e la ristrutturazione di importanti cariche nei dipartimenti dei servizi segreti e della difesa, allo scopo di nominare ufficiali militari in queste fondamentali cariche di leadership.
A partire dall'11 Settembre, Bush ha firmato nel 2002 il Patriot Act
e l'Homeland Security Act - Legge sulla Sicurezza Nazionale, che attribuisce alle agenzie federali incaricate di far rispettare la legge ampi poteri di monitoraggio sui cittadini. L' American Civil Liberties Union e altre organizzazioni per i diritti umani si sono opposte ad entrambe le leggi, sostenendo:
“Queste leggi infrangono le libertà civili e i diritti costituzionali degli Americani come per esempio il diritto alla libertà di espressione, la libertà di religione, di assemblea e il diritto alla privacy; il diritto ad un avvocato e ad un processo regolare; e le forme esistenti di protezione da perquisizioni e sequestri immotivati.
Strappando alle persone le loro libertà, queste leggi contribuiscono all'avanzata del processo di militarizzazione.
Il 20 Settembre del 2001, durante un discorso a camere riunite del Congresso il Presidente Bush ha fatto questa dichiarazione, “Siete con noi o siete con i terroristi.” Nel fare questa dichiarazione quello che stava facendo era di ricorrere ad una tattica molto antica chiamata “divide et impera”. Quando i soldati Statunitensi e quelli Britannici hanno invaso l'Iraq nel Marzo del 2003, la popolazione Americana era così divisa che gli attivisti contro la guerra erano considerati gruppi sovversivi dal governo Statunitense e venivano visti come dei non patrioti da molti Americani.
Oggi, sia il Congresso che il Presidente Bush continuano a soffiare su questa divisione nei media mainstream, dando così vita ad un teatrino politico di battaglia per il potere. Questa battaglia ha contribuito a creare una divisione ancora più grande fra la amministrazione Bush, il Congresso, e i partititi Repubblicano e quello Democratico, e anche fra le ali più estreme e quelle moderate di entrambi i partititi. Soffiando sulla lotta intestina e la divisione, l'opposizione si indebolisce.
Mentre questa lotta intestina continua, il presidente George W. Bush ha firmato la Riforma dei Servizi Segreti e il Terrorism Prevention Act [Legge per la Prevenzione del Terrorismo] nel 2004. Questa legge contribuisce alla totale ristrutturazione della Comunità dei Servizi Segreti, abolendo la carica di Direttore dei Servizi Segreti [Director of Central Intelligence – DCI], che era simultaneamente a capo della CIA, e sostituendola con la carica di Direttore dei Servizi Segreti Nazionali [Director of National Intelligence – DNI], il cui compito è di vigilare su tutta la comunità dei servizi segreti, nonché il Centro Nazionale per il Controterrorismo [National Counterterrorism Center – NCTC]. Adesso chi ricopre la carica di Direttore della Central Intelligence Agency [D/CIA] deve riportare al DNI. Il 30 Maggio del 2006, il Generale Michael V. Hayden, un ufficiale in servizio attivo dell'aeronautica degli Stati Uniti, è diventato il diciottesimo Direttore della CIA, una carica che fino ad allora era stata ricoperta solamente da personale civile.
Il primo Direttore dei Servizi di Intelligence Nazionali è stato John Negroponte, un diplomatico in carriera. Quando Negroponte è stato scelto come Delegato del Segretario di Stato il 13 Febbraio del 2007, è stato sostituito nella posizione di DNI da John Michael McConnell, un ammiraglio della marina in pensione. Questo significa che le due principali cariche nella Comunità dei Servizi Segreti degli Stati Uniti sono adesso occupate da ufficiali in servizio attivo o da ufficiali militari in pensione.
Mentre il Congresso e Bush si confrontavano nei media sulle questioni che riguardano l'invasione illegale dell'Irak, il 23 Marzo 2007 McConnel ha annunciato l'introduzione di nuovi cambiamenti di stampo organizzativo, fra cui la redesignazione della carica di Capo del Personale, adesso divenuto il nuovo Direttore del Personale di Intelligence e la istituzione di un Comitato Esecutivo. L'effetto di questa riorganizzazione sarebbe quello di attribuire per la prima volta al ramo dell'esecutivo un potere completo su tutte le attività di spionaggio.
A peggiorare ancor più la questione, nel mese di Maggio del 2007 il Presidente Bush ha dato vita ad una nuova carica nel Dipartimento della Difesa a favore del Tenente Generale Douglas E., nominato Assistente del Presidente e Delegato del Consigliere per la Sicurezza Nazionale in materia di Irak e di Afghanistan. Questa nomina rappresenta una sorta di " militarizzazione" delle politiche che concernono la difesa – e questo a scapito del Segretario della Difesa civile.
Non possiamo dimenticare il terribile disastro nell'Agosto del 2005, l'uragano Katrina, quando il Presidente Bush sollecitò il Congresso a concedere all'esercito l'autorità necessaria ad assumere il comando durante i disastri nazionali, senza l'approvazione dei singoli stati come richiesto dalla legge americana. La ricerca che ho condotto mi ha portato ad un rapporto di ricerca [PDF], pubblicato nel 2004 e che è stato realizzato per conto dell'esercito dalla Rand Corporation. In questo rapporto si discute del ruolo che l'esercito degli Stati Uniti potrebbe svolgere durante il verificarsi di simili disastri nell'ambito del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale - Homeland Security Department. Questo studio dimostra che l'amministrazione Bush aveva preso in considerazione la possibilità di far crescere il ruolo domestico dell'esercito ancor prima di Katrina.
La "John Warner Defense Authorization Act" del 2007 (H.R.5122), è stata firmata dal Presidente Bush il 17 Ottobre 2006, e autorizza il presidente a dichiarare una "emergenza pubblica”, inviare le truppe dovunque voglia in America e assumere il controllo delle unità della Guardia Nazionale di stanza nei singoli stati, e questo senza il consenso del governatore o delle autorità locali di quegli stessi stati. Il Titolo V, Sottotitolo B, Parte II, Sezione 525 (a) del JWDAA del 2007 afferma, "Il Segretario [del servizio militare] interessato può ordinare ad un membro di una componente delle riserve sotto la giurisdizione del Segretario di prendere servizio attivo… L'addestramento o il dovere da compiere che gli è stato ordinato… può includere… il sostegno ad operazioni o a missioni intraprese dall'unità di quel membro su richiesta del Presidente o del Segretario della Difesa."
Il 15 Maggio del 2006, Bush ha richiesto che 6.000 soldati venissero schierati lungo il confine degli Stati Uniti. I media hanno aiutato l'amministrazione Bush a realizzare tutto questo, strumentalizzando la questione della immigrazione illegale nei loro notiziari.
L'effetto complessivo di tutti questi movimenti è di infondere negli Americani l'ideologia che la militarizzazione è un bene per la nazione. La stessa tattica è stata usata dai militari dell'Argentina prima della Guerra Sporca.
Tutta questa enfasi sulla militarizzazione mi porta a riflettere su una dichiarazione rilasciata da Bush in maniera scherzosa dopo la sua prima riunione con i capi congressuali in qualità di presidente eletto. "Ho detto a tutti e quattro che ci saranno alcuni momenti in cui non saremo d'accordo l'uno con l'altro, ma tutto ciò va bene. Se questa fosse una dittatura, tutto sarebbe molto, ma molto più facile, a condizione che sia io il dittatore."
Era questo il piano fin dall'inizio?
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info