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Nuova dichiarazione per la verità sull'11 Settembre da parte di Daniel Sunjata

11 Aprile 2007

7 Aprile 2007 -- Daniel Sunjata, co-protagonista della popolare e applaudita serie televisiva dell'FX Network, Rescue Me, ha parlato oggi in favore della verità sull'11 Settembre. In una lunga dichiarazione che è stata pubblicata sul sito web PatriotsQuestion911.com website, Sunjata ha esposto il proprio pensiero su come un ristretto gruppo all'interno dell'esercito e del governo Statunitense potrebbe essere stato complice nei terribili eventi dell'11 Settembre.

Sunjata è un attore versatile che ha ricevuto una nomina come Miglior Attore ai Tony Award per il ruolo che ha interpretato nell'opera teatrale di Broadway, Take Me Out. È apparso nel film di Woody Allen del 2004, “Melinda and Melinda”, e nel film del 2006 “The Devil Wears Prada” con Meryl Streep. Interpreta il ruolo di Reggie Jackson nella mini-serie di prossima uscita della ESPN, The Bronx is Burning.

Qui di seguito la dichiarazione di Sunjata:

Mi piacerebbe rispondere alla seguente domanda, “Come è possibile che un ristretto gruppo all'interno del nostro esercito e del nostro governo possa essere stato complice nei terribili eventi dell'11 Settembre senza che l'intero governo ne fosse a conoscenza?”

La mia risposta è che non sarebbe stato necessario coinvolgere l'intero governo nella presunta cospirazione per la seguente ragione; il nostro governo è una struttura gerarchica nella quale la compartimentalizzazione della conoscenza è un dato di fatto. Come è suggerito dal simbolo della piramide, il livello inferiore non sa necessariamente tutto ciò che invece conosce il livello superiore, come pure i livelli successivi che detengono informazione ancor più sensitiva e “segreta”, e così via. Anche all'interno di livelli comuni è possibile notare questa stessa compartimentalizzazione dove la “mano sinistra non sa quello che sta combinando la mano destra.”

Sono consapevole che tutto questo appare oscuro e di natura cospirativa ma è un dato di fatto. Infatti è la scusa officiale offerta dall'establishment per spiegare come un qualcosa come l'11 Settembre possa essere accaduto sotto i loro occhi. È perciò possibile [e anche probabile] che un'operazione di questa magnitudine possa essere stata portata a termine senza la partecipazione intenzionale dell'intero governo.

Per esempio, i controllori del traffico aereo del NORAD e della FAA possono benissimo essere stati tenuti all'oscuro del presunto piano, tuttavia hanno partecipato innocentemente alla sua realizzazione. La posizione comunemente accettata da parte di coloro che chiedono con urgenza un'indagine veramente indipendente sull'11 Settembre, è che una fazione criminale all'interno del nostro governo e del nostro esercito ha messo a punto e perpetrato questa spaventosa atrocità con l'aiuto delle nostre risorse, finanziate dall'ISI, quali Osama bin Laden e Al Qaeda [l'ISI è la versione Pakistana della CIA, creata e finanziata dalla CIA stessa]. Una potente prova in questo senso [anche se circostanziale, benchè ci si sarebbe aspettati che la FEMA, il NIST (National Institute of Standards and Technology) e la Commissione sull'11 Settembre avrebbero sondato tutto questo conducendo un'esamina debitamente accurata e diligente] riguarda la notizia, che è stata inizialmente riportata da numerosi organi di stampa in India e successivamente dall'FBI, secondo la quale Mohammed Atta avrebbe ricevuto un trasferimento di 100.000 dollari dal capo dell'ISI Pakistano, il Generale Mahmoud Ahmed, e questo tre giorni prima dell'attacco. Il Generale Ahmed si trovava negli Stati Uniti approssimativamente dal 9 al 13 Settembre [DURANTE L'ATTACCO], e in quei giorni si è incontrato con [fra gli altri] George J. Tenet, che a quel tempo rivestiva la carica di Direttore della CIA, e Porter Goss, il futuro Direttore della stessa Agenzia.

Non sarebbe quindi del tutto ragionevole portare in giudizio il Generale Ahmed e tutti coloro che si sono incontrati in gran segreto nel corso degli attacchi dell'11 Settembre e interrogarli sotto giuramento, per far luce sulla sostanza delle loro discussioni e la natura della loro relazione? E questo visti specialmente i documenti pubblici sui rapporti dell'ISI e il suo finanziamento di note organizzazioni terroristiche, una delle quali risulta essere Al Qaeda, e vista la rivelazione che riguarda la “donazione” da parte del Generale di 100.000 dollari poco prima dell'assassinio di 2972 anime?

E' quando si evitano questioni del tutto ovvie come questa, delle quali ce ne sono letteralmente a centinaia [molte delle quali poste dal The Family Steering Committee nel corso della cosidetta indagine della Commissione sull'11 Settembre] che diviene inevitabile richiedere un'ampia riesamina della versione ufficiale. Quando una bambina di 7 anni viene trovata uccisa a causa di violenze sessuali nella cantina della propria casa, anche se è doloroso e scorretto politicamente voler interrogare e trattare come sospetti i suoi genitori, i quali affermano che durante la violenza e lo strangolamento della loro amata stavano dormendo un sonno pesante...tuttavia, un tale protocollo è procedura standard nelle indagini di omicidio. Gli stessi protocolli non dovrebbero essere seguiti anche nel caso di un massacro di massa domestico, dove un governo che afferma di essere pesantemente dormiente durante lo svolgimento di una tale atrocità è parzialmente occupato da un gruppo di persone, le quali hanno pubblicato un documento che descrive un piano trentennale per l'affermazione di un'egemonia globale di tipo economico e militare e di una “dominazione a spettro totale”, caratterizzata da una presenza militare permanente in Medio Oriente e dall'accesso economico alle riserve petrolifere di quella regione? Specialmente quando lo stesso documento afferma che “Con tutta probabilità questo processo di trasformazione sarà lungo e difficile, a meno che non si verifichi un evento cataclismatico e catalizzante del tutto simile ad UNA NUOVA PEARL HARBOR?”

Rivela una possibile ragione, no? Dico di sì. Tu cosa ne dici?

Qui segue il link al documentario 9/11: Press For Truth, la testimonianza in prima persona delle Ragazze di Jersey [Kristen Breitweiser, Patty Casazza, Monica Gabrielle, Mindy Kleinberg, e Lorie Van Auken]; quattro vedove che per 441 giorni hanno esercitato pressioni sull'amministrazione Bush per obbligarla ad aprire un'indagine sugli eventi che riguardano [e hanno condotto all'] 11 Settembre. Hanno fornito un grande contributo nel rafforzamento del The Family Steering Committee, hanno trascorso molto tempo a condurre ricerche, e ritengono che il 70% delle scottanti domande da loro poste a nome delle famiglie delle vittime sono state completamente ignorate, dato che nel rispondere la Commissione si sarebbe ritrovata in un territorio “doloroso e politicamente scorretto”. Le loro parole hanno quindi un peso, o sono anche loro solamente delle schizzate impegnate a formulare teorie cospirative? Decidilo tu...”

Source: www.911blogger.com

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info