Di Mike Whitney – 26 Aprile 2006
Ho commesso un errore.
La scorsa settimana ho scritto un articolo dal titolo “Può Hamas cambiare una Organizzazione Politica?”, che è stato pubblicato su diversi siti web. Nell'articolo ho sostenuto che Hamas dovrebbe rinunciare pubblicamente agli attacchi dei kamikaze. Questa mia posizione è sbagliata.
E' certamente vero che gli attacchi da parte delle bombe umane sono stati un incubo nel campo delle relazioni pubbliche e hanno solo finito per promuovere gli interessi Israeliani, ma è anche vero che non ci dicono assolutamente niente su chi è il responsabile di questi atti di violenza. E' impossibile dare un giudizio obiettivo su queste azioni senza decidere chi in definitiva dovrebbe esserne considerato responsabile.
In un articolo scritto da Robert A. Pape dal titolo “Le bombe intelligenti di Al Qaida” e che è stato pubblicato sul New York Times il 9 Luglio del 2005, Pape dimostra attraverso un'estesa ricerca che è l'occupazione ad essere la ragione di fondo dietro agli attacchi dei kamikaze. Pape ha raccolto “dettagliate informazioni demografiche” su 67 dei 71 attacchi suicidi che ci sono stati fra il 1995 e il 2004 e attraverso di esse è giunto alla conclusione che gli attacchi dei kamikaze non sono il “risultato del fondamentalismo Islamico”, ma piuttosto una reazione all'occupazione militare. Le sue analisi statistiche rappresentano una necessaria boccata di ossigeno dalla demagogia di Bush, Blair e dei media occidentali che costantemente attribuiscono le bombe umane al “Fascismo Islamico” o ad altre assurdità non dimostrabili.
Gli attacchi suicidi non avvengono a New York o a Berlino, ma in un clima di oppressione andatosi sviluppando in 39 anni di occupazione militare straniera. Stiamo adesso cominciando a vedere un percorso del tutto simile che si va sviluppando in Iraq, dove l'occupazione Americana ha prodotto gli stessi risultati.
Shall we blame the Iraqis for that as well; or place the responsibility squarely where it belongs?
Dovremmo incolpare gli Iracheni anche per questo, o attribuire onestamente la responsabilità a coloro a cui appartiene?
L'attacco a Tel Aviv della scorsa settimana è stato coreografato dai media per massimizzare il senso della sofferenza e la vittimizzazione del popolo Ebreo. L'incidente è stato presentato in forma preminente su tutte le principali stazioni televisive ed è apparso sulle prime pagine della maggior parte dei giornali in tutto il paese. Paragonate tutto questo alla copertura alquanto debole che è stata data agli attacchi Israeliani su civili Palestinesi nel corso di questo mese. Dall'inizio di Aprile, Israele ha sparato più di 1000 colpi di artiglieria su Gaza “interrompendo l'elettricità e ferendo molte persone”...ci sono stati 150 raid della IDF – Forze di Difesa Israeliana - compresa l'invasione di alcune case i cui occupanti sono stati brutalizzati o arrestati senza alcuna accusa. Durante lo stesso periodo, ci sono stati quasi 30 raid che hanno causato il ferimento di numerose persone e la distruzione di proprietà personale. Il 7 Aprile, 7 Palestinesi sono stati uccisi durante un attacco aereo Israeliano a Rafah, comprese 2 donne e un bambino di 7 anni. Una famiglia intera, i cui membri non erano legati ad alcuna organizzazione militante, è stata incenerita istantaneamente dall'esplosione. In tutto, più di 18 Palestinesi sono stati uccisi dall'inizio di Aprile anche se nessuna delle loro storie è apparsa sulle prime pagine dei giornali Americani.
E' questo l'ambiente nel quale si è avuta la bomba di Tel Aviv. E' impossibile comprendere l'attacco di un kamikaze senza contestualizzarlo all'interno della brutale realtà dell'occupazione. Come suggerito dal lavoro di Robert Pape, la bomba umana emerge da questa atmosfera carica di sfiducia e di rabbia.
E' un atto stupido descrivere le vittime dell'oppressione come i perpetratori della violenza. L'occupazione è l'atto supremo di violenza del quale tutte le azioni più piccole sono mere tributarie. Israele ha creato un terreno fertile agli attacchi dei kamikaze esattamente come sta facendo l'America in Iraq. L'Iraq non ha un passato del quale facciano parte le bombe umane. Il fenomeno è interamente attribuibile all'occupazione.
Hamas non ha alcun ruolo nella violenza presente. Non hanno mai violato l'armistizio, che dura oramai da un anno.
Israele ha avuto innumerevoli opportunità per porre fine a questi assalti letali, semplicemente onorando le risoluzioni della comunità internazionale e ritirandosi ai confini del 1967 come richiesto dalle Nazioni Unite. Ha scelto di non farlo e ha invece manipolato la violenza in maniera che la aiutasse a nascondere le sue ambizioni territoriali. Non è molto diverso da George Bush che invoca l'11 Settembre per giustificare ogni nuova aggressione Americana.
Israele ha bisogno della cortina fumogena dei kamikaze allo stesso modo in cui Bush ha bisogno del terrorismo. Senza gli attacchi suicidi, i suoi piani per l'annessione di terra nella Valle del Giordano, per Gerusalemme Est e gli insediamenti finirebbero per essere esposti come la forza guida che è dietro alla politica corrente.
La sicurezza non significa niente per la leadership Israeliana. Quando la pace comincia a mettere radici, la IDF istiga qualche inutile provocazione per mantenere alte le ostilità. In questo modo, i piani per una Grande Israele possono andare avanti senza la pressione della comunità internazionale.
Quando Mahmoud Abbas ha preso il posto di Arafat, quasi l'80% degli Israeliani che sono stati intervistati in un sondaggio hanno dichiarato di volere un immediato “accordo negoziale” con il nuovo leader elettivo della AP. Questo ha finito per porre una reale minaccia ai piani di Sharon la cui strategia comporta l'espansione degli insediamenti e la confisca di più terra. Sharon si è confrontato con questa minaccia nella maniera in cui ha sempre fatto, ossia istigando i Palestinesi alla rappresaglia attraverso l'incitamento alla violenza nella West Bank e a Gaza. Questa è la maniera in cui Israele ha tradizionalmente strumentalizzato la violenza allo scopo di coprire i suoi reali obiettivi politici.
L'attacco dei kamikaze non è una strategia che Hamas dovrebbe condannare perchè non è affatto una strategia. E' una tragica e inevitabile reazione alla brutalità e alla disperazione causate dalla occupazione. Robert Pape ne ha fornito la prima prova statistica. Il suo lavoro è di valore incalcolabile per chiunque voglia comprendere le origini reali di questo grave fenomeno.
E' stata Israele a dar vita a questo vivaio del terrorismo ed è Israele che deve 'rinuciare alla violenza', sottomettendosi al volere della comunità internazionale e ponendo così fine ai suoi 39 anni di occupazione.
(Un ringraziamento speciale a Ghali Hassan, Ramzy Baroud, Liz Burbank, e al Dr. Hassan El-Najjar per avermi aperto la mente sulla realtà della vita sotto occupazione)
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info