Di Jim Schultz – 28 Gennaio 2006
[24 Gennaio] -- La rivolta per l’acqua di Cochabamba – che ebbe inizio esattamente nel Gennaio di sei anni fa – avrà fine nella mattinata di oggi quando la Bechtel, una delle multinazionali più potenti a livello mondiale, abbandonerà formalmente il suo tentativo a livello legale di strappare al popolo della Bolivia 50 milioni di dollari. La Bechtel aveva avanzato una simile richiesta di fronte ad un tribunale segreto per il commercio reso operativo dalla World Bank – la Banca Mondiale. Ossia quella stessa istituzione che in primo luogo aveva obbligato la Bolivia in maniera coercitiva a privatizzare l’acqua. Dovendosi confrontare con innumerevoli proteste, uno sbarramento di email, visite alle proprie case, e anni di stampa dannosa, alla fine i manager della Bechtel hanno deciso di arrendersi, abbandonando la causa con un pagamento simbolico che ammonta a 30 centesimi. Questa ritirata segna un enorme precedente a livello globale.
La rivolta per l’acqua di Cochabamba
Nel Gennaio del 2000, la popolazione Boliviana di Cochabamba, si era svegliata una mattina e aveva scoperto che il suo sistema pubblico dell’acqua era stato acquistato da una misteriosa nuova compagnia, la Aguas del Tunari. La Banca Mondiale aveva obbligato la Bolivia a privatizzare la propria acqua, e aveva posto questo processo come condizione fondamentale per l’ottenimento di un qualunque altro aiuto monetario. La nuova compagnia, controllata dalla Bechtel, il gigante Californiano dell’ingegneria, aveva annunciato il suo arrivo con un enorme aumento alle bollette dell’acqua locale, che era stato apportato durante la notte. I tassi di imposta sull’acqua erano balzati in avanti con una media di più del 30 percento, e in alcuni casi gli aumenti erano stati anche più alti. La Bechtel e la compagnia Spagnola a lei associata nell’investimento, la Abengoa, avevano prezzato l’acqua ben al di là di quello che molte famiglie locali si potevano permettere.
La gente chiese la revoca in forma permanente degli aumenti dei tassi d’imposta. Il governo della Bolivia si rifiutò di accogliere tale richiesta. Allora la gente domandò la cancellazione del contratto della compagnia. Il governo rispose sguinzagliando fuori la polizia e l’esercito affinché prendessero pieno controllo della città e quindi dichiarò la legge marziale nello stato.
Nonostante la repressione, i leader trascinati fuori dalle proprie case nel mezzo della notte, nonostante l’uccisione da parte dell’esercito di un ragazzino di 17 anni– nonostante tutto questo, la gente non fece marcia indietro. Nell’Aprile del 2000, la Bechtel venne obbligata ad abbandonare il paese e la gente riconquistò il controllo sulla propria acqua.
La Bechtel si oppone combattendo
18 mesi dopo la Bechtel e la Abengoa cercarono di prendersi la loro rivincita, sottoponendo una azione legale da 50 milioni di dollari contro la Bolivia al tribunale per il commercio della World Bank - the International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID) - un forum legale fatto su misura per la Bechtel. Questo per la popolazione di Cochabamba avrebbe significato l’essere processata a Washington, in un procedimento condotto in lingua Inglese, e durante un processo così segreto che a nessun membro del pubblico o della stampa sarebbe stato consentito di sapere quando il tribunale si sarebbe riunito, chi avrebbe testimoniato o che cosa sarebbe stato detto.
La Bechtel affermò che stava citando in giudizio la Bolivia sia per le perdite subite che per i profitti che non gli era stato consentito di guadagnare. I verbali avrebbero successivamente rivelato che la Bechtel e i suoi associati avevano speso meno di un milione di dollari in Bolivia.
La gente vs. la Bechtel
Quello che la Bechtel non fu in grado di prevedere fu la tempesta di proteste pubbliche che si ritrovò a fronteggiare. I leader della rivolta per l’acqua di Cochabamba, il Democracy Center, e una serie di suoi alleati in tutto il mondo lanciarono una campagna globale per obbligare la Bechtel ad abbandonare la causa.
Migliaia di persone mandarono email ai manager della compagnia. Un gruppo di manifestanti a San Francisco bloccò l’entrata dei quartier generali della Bechtel, ne occuparono la lobby, e appesero una bandiera che correva per tutta l’entrata. Alcuni attivisti Olandesi ricorsero ad una scala per montare una insegna che rinominava l’ufficio di Amsterdam della Bechtel con il nome di Victor Hugo Daza, il diciassettenne ucciso a Cochabamba. Il Board of Supervisors di San Francisco approvò una risoluzione che chiedeva alla Bechtel di lasciare andare la causa.
Più di 300 organizzazioni da 43 paesi si unirono in una petizione della cittadinanza alla Wold Bank chiedendo che il caso venisse aperto allo scrutinio e alla partecipazione dell’opinione pubblica. Un gruppo di attivisti a Washington DC protestò di fronte alla casa del capo della compagnia dell’acqua della Bechtel. Centinaia di articoli e dozzine di documentari vennero pubblicati e prodotti a livello mondiale, rendendo la Bechtel e la sua conquista dell’acqua Boliviana un esempio perfetto dell’avidità e degli abusi da parte delle multinazionali.
La Bechtel – una multinazionale così potente che si è vista assegnare un contratto da un miliardo di dollari senza concorso da parte dell’Amministrazione Bush per la ricostruzione dell’Iraq – si è ritrovata a fronteggiare molto più di quello che gli è stato possibile sostenere. Nel mese di Giugno dello scorso anno, la Bechtel e i suoi associati hanno prima alzato bandiera bianca e hanno quindi cominciato le negoziazioni per abbandonare la causa – in cambio di un pagamento simbolico di 2 bolivianos (30 centesimi). Fonti che sono vicine alle negoziazioni dicono che l’Amministratore Delegato - Chief Executive Officer della Bechtel, Riley Bechtel, è intervenuto personalmente per porre fine alla causa, consapevole del danno continuo che questa stava apportando alla reputazione della multinazionale. Alcuni ufficiali della Bechtel sono volati in Bolivia questa settimana per segnare la resa e mettersi in tasca le loro due monete.
La resa della Bechtel – il suo significato
L’accordo che segna la resa della Bechtel è di importanza storica. Il sistema di tribunali commerciali a porte chiuse della World Bank ha ricevuto più di 200 casi del tutto simili a quello della Bechtel. Le corti per il commercio della World Treaty Organization [Organizzazione Mondiale per il Commercio] e del Nafta [North American Free Trade Agreement – USA, Canada, Mexico] hanno la loro pila di casi che riguardano le multinazionali. In nessun altro di questi, tuttavia, una importante multinazionale ha finito per ritirarsi a causa della pressione pubblica.
La vittoria pubblica sulla Bechtel è un colpo diretto assestato contro la sempre più stringente tela di ragno delle regole sul commercio globale. Istituzioni finanziarie globali, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, forzano i paesi più poveri ad accordi di privatizzazione, che vengono intesi come condizione imprescindibile per la concessione di aiuti. Governi corrotti e incompetenti si siedono con le multinazionali a porte chiuse e firmano accordi dannosi. Un anno dopo, o dieci anni dopo, la gente finalmente capisce che cosa è successo. Domanda una inversione delle decisioni prese e le compagnie rispondono mettendo in guardia, “Mettete il naso nel contratto e vi trascineremo in tribunale – vincendo!”
A Cochabamba, la gente “ha messo il naso nel contratto” senza pensarci due volte e si è presa indietro la propria acqua. La campagna globale contro la Bechtel manda un messaggio importante ad altre multinazionali che stanno pensando di seguire le stesse orme legali, in Bolivia e oltre:
“No, non vi lasceremo scatenare questa battaglia a porte chiuse, dove solo ad una manciata di avvocati viene permesso di avere voce in capitolo. Scateneremo questa battaglia sulla vostra porta di casa. Vi obbligheremo a difendere le vostre azioni nella corte della pubblica opinione mondiale, di fronte ai vostri vicini, ai vostri amici, e ai media.”
Una cosa che le multinazionali sanno gestire bene è la matematica. Quando la Bechtel e i suoi associati hanno fatto i conti a Cochabamba hanno concluso che il costo della pubblica reputazione della compagnia era ben più grande di qualunque pagamento che potevano sperare di strappare dalle tasche dei poveri della Bolivia.
Una volta ancora, è chiaro che le regole economiche del gioco possono essere cambiate. Sei anni fa la gente di Cochabamba vinse la sua rivolta per l’acqua con coraggio e grande impegno. Oggi abbiamo vinto tutti la seconda e finale rivolta per l’acqua, con una persistenza che è stata davvero globale e che non poteva essere fermata: un altro mondo è davvero possibile!
Nota: Per maggiori informazioni sulla Rivolta per l’Acqua di Cochabamba, visitate la sezione che gli è dedicata sul sito web del Democracy Center: http://democracyctr.org/bechtel/.
Jim Schultz è un membro del Democracy Center che distribuisce reportage su base occasionale a più di 300 organizzazioni del noprofit, policy maker, giornalisti e altri, attraverso gli USA e in tutto il mondo. Potete richiedere di essere inseriti nella sua distribution list inviando una email al seguente indirizzo di posta: info@democracyctr.org.
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info