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Emorragia politica

Di Remi Kanazi – 9 Gennaio 2006

Lo scorso 4 Gennaio il Primo Ministro Israeliano Ariel Sharon è stato colpito da un grave infarto che ha provocato una emorragia celebrale. I paramedici hanno trasportato urgentemente Sharon dal suo ranch nel deserto Negev ad un ospedale di Gerusalemme e lo hanno sottoposto ad un intervento chirurgico per salvargli la vita. Dalle prime notizie e dalle dichiarazioni che stati rilasciate dai dottori le cose non paiono essere buone. Le perdite di sangue interne che sono seguite ad un intervento chirurgico durato sei ore hanno obbligato ad altre tre ore di sala operatoria. Dopo la seconda operazione i dottori hanno detto che i suoi segni vitali sono stabili, anche se le sue condizioni rimangono “gravi”.

I critici e gli analisti hanno già afferrato carta e penna per annotare le proprie previsioni. Molti ritengono che la carriera politica di Ariel Sharon è giunta al termine. Il corrispondente di Ha’aretz, Aluf Benn, ha affermato che “anche se riuscirà a riprendersi, gli sarà molto difficile convincere la pubblica opinione di poter essere in grado di guidare il paese per altri 4 anni, dopo essere stato colpito da due infarti in sole due settimane e mezzo.” Il collaboratore di YNet, Attila Somfalvi, è stato ancora più franco: “Dopo questo infarto, niente potrà riportare il Primo Ministro nel gioco della politica: non la sua crescente popolarità, non la preoccupazione e il cuore addolorato del pubblico e neanche le ondate di simpatia.”

Mentre in Occidente e in Israele molti avevano ingenuamente etichettato Sharon un nuovo “uomo di pace” e mentre erano andate emergendo fresche accuse di corruzione, la sua carriera politica non era mai stata tanto forte. Sharon stava conducendo un vero e proprio show individuale mentre si stava preparando alle elezioni di Marzo con il suo nuovo partito Kadima [Avanti]. I sondaggi più importanti avevano mostrato che il premier era un sicuro vincente, ma adesso la questione diventa quale sarà la direzione che Israele prenderà politicamente.

Sulla destra abbiamo l’hard-liner Binyamin Netanyahu. L’uomo forte del Likud aveva rovesciato violente critiche su Sharon e sulle sue “timide” politiche riguardanti i Territori Occupati. Netanyahu si era opposto con estremo fervore [e aveva abbandonato la posizione che occupava nella amministrazione Sharon] al “disimpegno” nella Striscia di Gaza. Continua ad essere legato strettamente ai principi cardine del Likud: il mantenimento della presenza di coloni illegali nei Territori Occupati, l’espansione a piena velocità degli insediamenti, la continuazione del processo di Giudeizzazione di Gerusalemme e la costruzione del muro in profondità nella terra Palestinese.

Sulla sinistra abbiamo Amir Peretz, lo sfidante senza speranza che è stato capace di sconfiggere Shimon Peres nella corsa alla guida del Partito Labor. Peretz, un Ebreo Marocchino, ha promesso di centrare l’attenzione sulla giustizia sociale, lo sradicamento della povertà, e sui bisogni dell’Israeliano medio. Afferma anche di essere determinato a far prevalere la soluzione per i due stati come risoluzione del conflitto Israelo-Palestinese e viene visto, nei circoli Palestinesi, come una colomba molto più forte di molti suoi colleghi nel Partito Labor. Non dobbiamo comunque dimenticare la possibilità di una nuova resurrezione dello stesso Peres, l’uomo di centro che aspira ad essere eletto premier, una posizione che ancora non ha vinto legittimamente. Si ritiene che questo politico dalla lunga esperienza sarebbe in grado di approfittare di una forte vittoria del Kadima, ma ci si chiede se il movimento morirà prima ancora di scendere in campo. In ogni caso, questa è solo la sinistra, la destra e il centro, ma ci sono molti altri che aspirano a prendere il posto di un uomo che ha dominato la politica Israeliana per 5 anni. Il tempo ci dirà quale sarà la reazione del pubblico Israeliano e chi ritengono debba essere il prossimo leader del loro stato. I Palestinesi e il resto del mondo guarderanno anch’essi da vicino per capire quale sarà la direzione che prenderà la Terra Santa.

Remi Kanazi è uno dei principali scrittori del website politico www.PoeticInjustice.net. Vive a New York ed è uno scrittore freelance Americano Palestinese. Può essere raggiunto via e-mail all’indirizzo: remroum@gmail.com.

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info