Che le trivellazioni per il petrolio abbiano inizio Di Joshua Frank – 1 Gennaio 2006
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha approvato un prestito di 685 milioni di dollari per l’Iraq lo scorso 24 Dicembre. Ciò significa che adesso l’economia del paese, devastata dalla guerra, potrà essere integrata nell’economia globale – a tempo indefinito. La ricostruzione dell’Iraq verrà presto aperta ad altre nazioni industrializzate come pure ad altri interessi.
L’Iraq non sarà una nazione sovrana o indipendente nel futuro prossimo, anche se il Presidente Bush afferma il contrario. Il futuro finanziario del paese verrà invece dettato da una nuova colossale occupazione economica, completa di truppe militari, carri armati, basi militari straniere e così via – tutto questo grazie agli Stati Uniti, all’Inghilterra e all’FMI.
I nuovi prestiti diverranno presto il punto nevralgico della futura “stabilità economica” dell’Iraq. Naturalmente, il desiderio di capitalizzare sulle sfortune della guerra è al cuore di questa occupazione, come della benigna assistenza da parte dell’FMI. Questo è indubbiamente quello che la amministrazione Bush e i loro alleati hanno desiderato per tutto questo tempo.
“Questo accordo assicura la stabilità economica e aiuterà a costruire le fondamenta di una economia aperta e prospera in Iraq,” ha detto il Segretario del Tesoro John Snow in una dichiarazione rilasciata immediatamente dopo l’annuncio della approvazione del prestito. Il che può essere tradotto come segue: presto l’Iraq sarà campo aperto per il business.
Adesso l’FMI sarà in grado di dettare le modalità attraverso le quali l’Iraq potrà ripagare il suo sempre più ingente debito, mettendo la sua ripresa nelle mani di altri, mentre gli Stati Uniti si assicurano i maggiori profitti. Se ogni anno si riterrà necessario estrarre molti più milioni di barili di petrolio, si forzerà l’Iraq a fare in tal senso. E difatti, la accresciuta produzione di petrolio è al cuore del piano dell’FMI per l’Iraq.
In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana, l’FMI ha riportato che il nuovo governo dell’Iraq ha pianificato per il prossimo anno di allocare risorse allo scopo di espandere la produzione di petrolio, e questo come parte di un nuovo e ampio schema economico che è stato proposto dall’FMI, nella speranza che l’economia dell’Iraq prenda una direzione in salita. In altre parole, l’Iraq verrà obbligato a cominciare le trivellazioni per estrarre maggior quantità di petrolio.
E naturalmente non è pensabile che la democrazia verrà mai realmente raggiunta o che sia davvero desiderata dall’FMI e dai loro benestanti investitori – il paese è destinato solamente a trasformarsi in un altro campo giochi per imprese imperiali e per la cupidigia capitalista. Tutto a spese dell’indipendenza, poiché nessun paese è libero e democratico quando viene messo sotto il giogo del mondo industrializzato. I mercati minano consistentemente la democrazia quando sono motivati dall’interesse personale, e i cittadini Iracheni non potranno beneficiare in termini reali del nuovo prestito dell’FMI, che verrà elargito durante i prossimi 15 mesi.
Non lasciatevi irretire per un solo istante dall’idea che l’Iraq sarà in grado di liberarsi della vorace cupidigia globale nel prossimo futuro – anche se le truppe Statunitensi dovessero venire smobilitate. I tentacoli del capitalismo stanno adesso pienamente avvolgendo Babilonia, come se già non lo stessero facendo in precedenza, e presto il petrolio comincerà a scorrere a fiumi. Anche se le truppe degli Stati Uniti venissero smobilitate o addirittura “riportate a casa”, in ogni caso l’occupazione dell’Iraq continuerà.
Imporre delle linee guida economiche con l’uso della forza potrebbe essere il nuovo motto della globalizzazione. Basta guardare al popolo Iracheno che non ha avuto modo di dire se voleva o meno essere invaso, occupato, o obbligato a soccombere di fronte a qualunque capriccio dell’FMI.
Joshua Frank è l’autore di “Left Out!: How Liberals Helped Reelect George W. Bush”, che è appena stato pubblicato dalla Common Courage Press. Potete ordinarne una copia a prezzo scontato attraverso il nuovo news blog radicale di Josh: www.brickburner.org.
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info