Di Remi Kanazi – 27 Dicembre 2005
L’Unione Europea dovrebbe vergognarsi. Ha gettato da parte i principi della democrazia a favore della politica di parte e dell’ipocrisia. Nella corsa alle elezioni parlamentari Palestinesi, L’Unione Europea si è rivolta al mondo politico Palestinese e ne ha approfittato per lanciare alcune minacce.
Il 19 Dicembre, Javier Solana, a capo della politica estera dell’Unione Europea ha affermato, “Tutti i partiti politici hanno il diritto di prendere parte alle elezioni, ma c’è un certo codice di condotta che deve essere accettato da tutti.” Ha continuato, “E’ molto difficile che partiti che non condannano la violenza…possano divenire nostri partner in futuro.” Più tardi Solana ha lanciato il monito che se l’Autorità Palestinese (AP) lascerà partecipare Hamas alle elezioni parlamentari, l’Unione Europea potrebbe decidere di tagliare decine di milioni di dollari di finanziamenti all’AP.
Perchè mai questa presa di posizione deve limitarsi solamente ad Hamas? E’ piuttosto chiaro che l’Unione Europea dovrebbe anche sferzare il governo Israeliano per il suo ripetuto ricorso alla violenza contro una popolazione sotto occupazione. L’Unione Europea sta forse progettando di infliggere delle sanzioni su Israele per i suoi costanti assalti aerei sulla West Bank e sulla Striscia di Gaza? Prenderanno severi provvedimenti contro la continua espropriazione di terra e risorse Palestinesi? L’Unione Europea, nella sua missione per prevenire la violenza e trovare “partners per il futuro,” dovrebbe almeno prendere posizione contro la politica degli omicidi extragiudiziali, delle demolizioni delle case, della espansione degli insediamenti, e della moltitudine di restrizioni che stanno portando la società Palestinese sempre più vicina alla terza Intifada.
Non è stata pronunciata parola sulla necessità che l’America, che anch’essa si oppone alla partecipazione di Hamas alle elezioni, tagli una parte dei 3 miliardi di dollari in aiuti che ogni anno fornisce ad Israele. Inoltre, il Quartetto non è convenuto per discutere l’imposizione su Israele di un embargo sulle armi o sul taglio dei rifornimenti di prodotti Americani quali carri armati, elicotteri e bulldozer che vengono usati nei territori occupati. Se queste istituzioni democratiche vogliono spingere in avanti un ‘codice di condotta’, può funzionare solo e unicamente se quel codice verrà rispettato da tutti.
Chi è il colpevole?
L’Unione Europea sta tentando di delegittimare Hamas a beneficio di Israele, mentre il popolo Palestinese soffre sotto l’aggressione Israeliana. Questo doppio standard illustra un fondamentale punto debole nell’approccio dell’Unione Europea nei confronti del conflitto e la sua indifferenza per la legge internazionale e la democrazia.
Secondo Al Jazeera, i commenti di Solana sono stati pronunciati dopo che il governo degli Stati Uniti aveva approvato una risoluzione, nella quale si afferma, “Il sostegno Americano nei confronti dell’Autorità Palestinese verrà messo in pericolo da una qualunque partecipazione di Hamas nel governo.” Gli Stati Uniti e l’Unione Europea non stanno provando a dire al popolo Palestinese chi possono eleggere; sono solo ben disposti a mandare in bancarotta la società Palestinese in caso che la gente decida di prendere parte al processo democratico.
La mentalità Palestinese
Secondo i recenti sondaggi, la maggioranza della società Palestinese è contraria agli attacchi su Israele e vuole ritornare al tavolo dei negoziati. Tuttavia, il popolo Palestinese vuole che vengano rispettati da Israele i principi del cessate il fuoco di Sharm al-Sheik e che vengano implementate le Convenzioni di Ginevra.
Dall’ultimo attacco suicida dello scorso mese di Ottobre, sono quasi 50 i Palestinesi che sono stati uccisi, centinai di più sono stati feriti, mentre continua la campagna degli arresti di massa. Israele sostiene che adesso la gente di Gaza è libera, tuttavia le incursioni continuano mentre i residenti della Striscia, che sono un milione e 400 mila, precipitano sempre più nella povertà, il loro commercio procede a rilento e i loro confini vengono chiusi. La scorsa settimana il Ministro Shaul Mofaz ha deciso di non dare il via ai convogli di bus fra Gaza e la West Bank, il cui inizio era previsto aver luogo il 25 di Dicembre. Anche se gli Stati Uniti hanno ‘esortato’ Israele a rendere la cosa effettiva, come è stato promesso dalla Segretaria di Stato Condoleezza Rice, Mofaz ha scelto di far ritorno ad una politica unilateralista a causa di ‘serie preoccupazioni per la sicurezza.”
La lotta armata e i civili
Gli attacchi premeditati sulla popolazione civile di Israele sono in contraddizione con la pace. Saeb Erekat, un ufficiale negoziatore Palestinese, ha denunciato l’attacco suicida del 26 Ottobre a Hadera, “Condanniamo questo attacco ad Hadera, come abbiamo sempre condannato gli attacchi suicidi sui civili Israeliani, e speriamo che non permetteremo a questo attacco o ad ogni altro attacco di minare la cessazione della violenza da entrambe le parti.”
Secondo la legge internazionale, il popolo Palestinese, inclusi i gruppi militanti, hanno il diritto alla resistenza armata contro una occupazione illegale. Nonostante ciò, in questa lotta armata, tutti quegli atti che abbiamo come obiettivo la popolazione civile sono in aperta violazione di quello stesso diritto. Ironicamente, quello che non è stato menzionato dall’Unione Europea o dal Congresso Statunitense è che Hamas non è stata coinvolta in un solo attacco suicida dall’inizio del cessate al fuoco di Sharm al-Sheikh e, per la maggior parte, è rimasta fedele a quell’accordo.
Preservare la democrazia
Non ci si può certo aspettare che Hamas rinnovi i termini del cessate il fuoco se viene punita dalla comunità internazionale per aver tentato di aderire ai principi democratici, mentre il suo ‘partner di pace’ viola in maniera flagrante i termini del cessate il fuoco. Il 21 Dicembre, Al Jazeera ha riportato che un leader di Hamas è stato ucciso dalle forze Israeliane nei Territori Occupati. Questo dovrebbe venire condannato dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dal resto della comunità internazionale, per prevenire ulteriori momenti infuocati nel conflitto.
Minare la democrazia nei territori Palestinesi avrà il solo effetto di allontanare ancora di più Israele dalla pace. Hamas, che si sta muovendo verso la assimilazione della non violenza, verrà spinta indietro fino ad imboccare nuovamente il percorso della radicalizzazione, se verrà tagliata fuori dal processo politico.
Gli Stati Uniti e l’Unione Europea devono essere chiari ed equilibrati nel loro ruolo di mediatori nel conflitto: qualunque atto illegale di aggressione non deve essere tollerato – da qualunque parte provenga.
Remi Kanazi è uno dei principali scrittori del website politico www.PoeticInjustice.net. Vive a New York ed è uno scrittore freelance Americano Palestinese. Può essere raggiunto via e-mail all’indirizzo: remroum@gmail.com.
Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info