Back

Rubando l'appuntamento a Hillary Clinton: il movimento contro la guerra cresce

Di Joshua Frank – 12 Dicembre 2005

Si dovrebbe essere lieti che il movimento contro la guerra stia prendendo forma. Finalmente l'obiettivo non è solo George W. Bush e la sua gang. Lo scorso lunedì sera, a Manhattan, presso una raccolta fondi chic per Hillary Clinton, degli attivisti contro la guerra hanno sorvegliato la senatrice e giurato solennemente di fare così finché non cambierà la sua posizione sulla guerra.

La scorsa settimana la senatrice Clinton ha rilasciato una lettera che ha chiarito la sua (non) posizione sull'Iraq. Ha detto che non avrebbe accettato alcun calendario per il ritiro e nemmeno sostenuto la "dislocazione" delle truppe statunitensi sulle linee suggerite dal repubblicano John Murtha.

"Mi prendo la responsabilità del mio voto e, insieme alla maggioranza degli Americani, esigo che il presidente e la sua amministrazione si prendano la responsabilità per la false assicurazioni, le prove erronee e la cattiva gestione della guerra", ha scritto la Clinton nella sua lunga lettera che consisteva in nulla più che una smentita della sua colpevolezza nel casino.

Lo scorso venerdì la senatrice Clinton ha parlato ad un evento nel Kentucky dove ha ribadito la sua posizione dichiarando, "E' venuto il tempo che l'amministrazione smetta di propinare di nuovo banalità e presenti un piano per porre fine a questa guerra con successo ed onore", ha detto. "Rifiuto un calendario rigido che i terroristi possano sfruttare, e rifiuto un calendario aperto che non abbia una fine".

Traduzione: la senatrice Clinton è tutta per un estesa permanenza americana in Iraq. Lei "si prende la responsabilità" per il suo voto sulla guerra, ma non ammetterà che era sbagliato. E ovviamente, la Clinton è ancora per "vincere" questa guerra. Qualunque cosa significhi.

Gli attivisti contro la guerra nel paese non sono stati troppo lieti dal continuo bellicismo della senatrice Clinton in queste ultime settimane. Medea Benjamin di Code Pink, che lo scorso anno sostenne la campagna pro-guerra di John Kerry, ha cambiato tono sui Democratici e dice che sarà sulle tracce della Clinton nel paese. "La chiamiamo Hillary appuntamento rubato", inveisce la Benjamin.

E' questione di tempo.

Anche Cindy Sheehan ha detto che sarà sulle tracce di Hillary, sostenendo che lei ed altri attivisti potrebbero persino portare Camp Casey nelle strade di New York City. Gli attivisti qui a New York mi hanno assicurato lo scorso mese che hanno in programma di organizzare molti eventi e sit-in davanti agli uffici della Clinton nei mesi a venire. Penso sia una prova che il movimento contro la guerra stia finalmente andando da qualche parte.

Dall'altra parte del paese, gli attivisti contro la guerra hanno in programma di tenere un'enorme marcia il 20 dicembre, quando la Clinton starà partecipando ad una raccolta fondi per l'ordine degli avvocati con un'intervista a Jane Pauley.

Concentrare tutta l'energia del movimento contro la guerra sui Repubblicani è miope e, forse peggio ancora, del tutto ingenuo. I Democratici non solo hanno autorizzato questa guerra, ma tuttora sostengono ampiamente l'occupazione in corso.

Giocare contro i leader di entrambi i partiti è di primaria importanza se vogliamo terminare questo sanguinoso conflitto.

Che bello sarebbe stato per il movimento contro la guerra se avessero fatto pressione su Kerry durante l'elezione presidenziale dello scorso anno. Ma si dovrebbe essere lieti che leader come Medea Benjamin e pubblicazioni come The Nation, giornale che sta anch'esso dicendo non sosterrà alcun candidato pro-guerra nel futuro, stiano finalmente cambiando idea. La miopia liberal che ha infettato così tante persone potrebbe star finalmente svanendo.

Politici meno malvagi spesso si avvicinano ai movimenti sociali di successo; quindi speriamo che gli anti-guerrafondai mantengano la pressione su Hillary Clinton. Può solo portare a buone cose.

Joshua Frank è l'autore di “Left Out!: How Liberals Helped Reelect George W. Bush”, appena pubblicato dalla Common Courage Press. Potete ordinarne una copia a prezzo scontato sul blog di Josh: www.brickburner.org. Può essere contattato all'indirizzo: brickburner@gmail.com.

Traduzione di Carlo Martini per www.radioforpeace.info