Molti paesi stanno indagando su presunte missioni di contro-terrorismo nel loro territorio, ma sembra improbabile che alcune indagini avanzino. Di Tracy Wilkinson – 12 Dicembre 2005
Barcellona [Spagna] [26/11] - Dalla Scandinavia alle tropicali Isole Canarie, l'uso clandestino del suolo europeo e dello spazio aereo da parte della CIA per missioni di contro-terrorismo sta suscitando indignazione, inchieste parlamentari e una manciata di procedimenti giudiziari.
Tra i reclami: agenti della CIA, senza permesso formale, hanno sequestrato sospetti in città europee e li hanno trasportati in paesi terzi per interrogarli; i voli della CIA che hanno trasportato sospetti terroristi attorno al globo, a quanto si dice, hanno usato gli aeroporti europei per degli scali; e la CIA potrebbe star gestendo delle prigioni segrete in Europa.
Ufficialmente, l'Europa, con la sua lunga storia di rispetto per le libertà civili, è stata tiepida nei confronti delle misure di contro-terrorismo degli Stati Uniti. Trovarsi ad essere il territorio in cui si sviluppano alcune delle più controverse tattiche di Washington è divenuta una materia di dibattito e di esame di coscienza.
Ma in alcuni paesi le speranze di costringere la CIA a rendere di conto sembrano svanire.
Due paesi in cui sono emerse alcune delle prove più forti sono l'Italia, dove i procuratori stanno cercando di arrestare 22 agenti della CIA, e la Spagna, dove i funzionari hanno confermato una regolare sfilata di presunti voli della CIA negli aeroporti nazionali.
In Germania i procuratori stanno indagando sia sul presunto rapimento di un proprio cittadino da parte della CIA che su molti voli sospetti nella basi aere tedesche. La Svezia e la Norvegia hanno lanciato delle indagini in seguito ad incidenti simili. L'Olanda ha accusato Washington di nascondere il suo presunto uso di prigioni segrete in Europa, e il Consiglio d'Europa, organo a 46 membri, ha detto alla Romania di indagare sui resoconti per cui sarebbe il sito di tali detenzioni illegali.
Indagini su presunti atterraggi della CIA o scali sono in corso in Austria, Danimarca, Islanda, Norvegia e Svezia.
L'Unione Europea ha detto che ognuno dei propri membri che ospita prigioni segrete per sospetti terroristi islamici, come riferito per la prima volta dal Washington Post, sarebbe in violazione della legge e soggetto a contravvenzioni.
Questa settimana la Spagna ha detto che avrebbe iniziato un monitoraggio più severo dei voli nei propri aeroporti e un vaglio più stretto di quelli all'estero. Questo è avvenuto dopo la rivelazione che degli aerei che si credevano usati dalla CIA erano atterrati almeno 10 volte negli aeroporti spagnoli nel 2004 e nel 2005 in digressioni che avevano il marchio delle cosiddette interpretazioni straordinarie - il trasporto di sospetti terroristi da un paese ad un altro per interrogatori che in alcuni casi si presume abbiamo implicato la tortura.
I primi resoconti di traffico aereo sospetto sono stati pubblicati su un piccolo giornale locale, il Diario de Majorca, nelle Isole Balearie, dove molti dei voli sono atterrati.
Come ha rilevato un'indagine della Guardia Civile Spagnola, è stato scoperto che voli simili sono atterrati a Tenerife, nelle Isole Canarie.
Un volo che era partito da Guantanamo Bay, dove gli Stati Uniti stanno ospitando centinaia di sospetti, aveva fatto tappa a Tenerife nell'aprile 2004 mentre si dirigeva a Bucharest, la capitale della Romania.
Le rivelazioni si sono dimostrate problematiche per il governo di sinistra del primo ministro Jose Luis Rodriguez Zapatero. E' stato il primo governo che, pochi giorni dopo aver preso ufficio la scorsa primavera, ritirò le proprie truppe dall'Iraq per dissenso sull'occupazione militare guidata dagli Stati Uniti. I funzionari spagnoli sono riluttanti ad un altro conflitto con Washington.
Il ministro degli esteri Miguel Angel Moratinos, chiamato a deporre in parlamento sul caso giovedì, si è trovato sulla difensiva. Ha detto ai legislatori che sembrava nessuna legge fosse stata infranta dai voli e che il governo aveva ricevuto garanzie da Washington che i voli non erano stati usati per trasportare prigionieri.
"Il governo è convinto che tutti gli scali hanno avuto luogo entro la legge", ha detto Moratinos, leggendo da delle osservazioni preparate tra ripetute interrogazioni.
I legislatori di sinistra erano evidentemente increduli, ed anche la destra ha espresso perplessità sulla giustificazione del ministero degli esteri alle azioni degli Stati Uniti.
"Può dire che non ci sia prova di un crimine, ma non può dire che non ci sia un crimine", ha detto Gaspar Llamazares del partito della sinistra unita a Moartinos.
L'atteggiamento del governo non ha soddisfatto neppure l'opinione pubblica. Un gruppo di cittadini sta intentando una causa a Mahorca. Nelle Isole Canarie, il governatore Adan Martin ha chiesto un rendiconto più completo.
"Dobbiamo essere più vigili", ha detto.
In Italia, i procuratori, usando un tesoro di registrazioni telefoniche e tracce su carta, hanno minuziosamente documentato la cattura di un imam radicale egiziano da parte di agenti della CIA a Milano nel 2003. L'ecclesiastico, noto come Abu Omar, è stato fatto uscire velocemente attraverso la base aerea di Ramstein in Germania, diretto verso l'Egitto, ed ha affermato di essere stato torturato dalle autorità egiziane alla presenza di funzionari statunitensi.
Nel corso dell'estate, i procuratori hanno emesso degli ordini di arresto per gli agenti. Questo mese, seguendo il protocollo, hanno chiesto al ministro della giustizia italiano di richiedere l'estradizione degli agenti dagli Stati Uniti. Ma la scorsa settimana, il ministro della giustizia, Roberto Castelli, che risponde al primo ministro pro-Usa, Silvio Berlusconi, ha messo in dubbio le motivazioni del procuratore capo Armando Spataro e lo ha chiamato un militante di sinistra.
Il ministro della giustizia non ha deciso in via definitiva sul caso.
In Germania, le indagini stanno procedendo su due fronti.
Eberhard Bayer, il procuratore pubblico nella regione che copre la base di Ramstein, nella Germania sud-occidentale, ha aperto un'indagine sull'uso della base come scalo nel rapimento di Abu Omar.
Tracce che la CIA possa aver usate le basi statunitensi in Germania per trasportare dei sospetti terroristi hanno portato alcuni politici a chiedere un'indagine federale.
"Il ministro degli esteri tedesco dovrebbe avere una discussione con l'ambasciatore statunitense", ha detto Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, un'alta funzionaria del partito democratico libero, al giornale Berliner Zeitung.
"Se le accuse, finora senza prove, sono corrette, sarebbe oltraggioso".
Berliner Zeitung ha riferito giovedì che sei aerei della CIA avevano fatto scalo nella base di Rhein-Main vicino a Francoforte tra il dicembre del 2001 e l'agosto del 2003. Uno degli aerei era l'Hercules C-130, che lasciò la Germania per dirigersi a Baku, in Azerbaijian, il 21 gennaio 2003.
In aggiunta, quest'anno i procuratori di Munich hanno aperto un indagine sul presunto rapimento da parte della CIA di Khaled Masri, un cittadino tedesco di origine libanese, che afferma di essere stato preso il 31 dicembre 2003. Masri dice che poi è stato fatto volare dalla CIA in una prigione in Afghanistan, dove è stato trattenuto ed interrogato per cinque mesi prima si essere rilasciato, senza accuse né scuse.
Il suo avvocato, Manfred Gnjidic, ha detto di avere intenzione di citare in giudizio il governo degli Stati Uniti.
Ma la situazione politica è delicata anche in Germania, al momento. Il nuovo cancelliere, Angela Merkel, è desiderosa di rafforzare i legami con Washington, che si sono allentati con il suo predecessore, Gerhard Schroeder. Così, nonostante i politici tedeschi stiano chiedendo risposte sulle attività della CIA, la Merkel potrebbe essere riluttante a darle.
La Romania ha smentito i rapporti di Human Rights Watch per cui essa era il sito di segrete prigioni gestite dalla CIA per sospetti terroristi, la cui detenzione all'estero esenterebbe i funzionari Usa dal rispetto della convenzione di Ginevra o da altre convenzioni sui diritti umani. La Polonia, anch'essa menzionata dall'organizzazione di New York, ha rilasciato una smentita simile.
"Non teniamo terroristi qui, né gli interroghiamo", ha detto Jerzy Szmajdzinski, ministro della difesa fino al cambio di governo pochi giorni fa. "Escludo che una tale situazione si sia verificata in Polonia".
La Romania e la Polonia, che stanno emergendo da un passato comunista, sono alleati chiave nella guerra al terrorismo di Washington.
Fonte: Los Angeles Times
Jeffrey Fleishman, corrispondente del Times a Berlino, e Ela Kasprzycka, corrispondente da Varsavia, hanno contribuito a questo articolo.
Traduzione di Carlo Martini per www.radioforpeace.info