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I leader mondiali per i diritti umani chiedono la libertà per il Frate Jean-Juste, Yvon Neptune e gli altri prigionieri politici Haitiani

Di Bill Quigley - 3 Dicembre 2005

Che cosa hanno in comune la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, i membri del Parlamento Irlandese e gli Avvocati Internazionali per i Diritti Umani in Bulgaria? Hanno tutti recentemente chiesto il rilascio immediato dei prigionieri politici ad Haiti, e in maniera specifica il rilascio di Padre Gerard Jean-Juste e di Yvon Neptune.

Louis Joinet, l’esperto su Haiti della Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, nel corso delle ultime due settimane ha condotto una investigazione sulla situazione dei diritti umani ad Haiti. Joinet ha condannato l’incarcerazione del Frate Gerard Jean Juste e di Yvon Neptune, ex Primo Ministro di Haiti.

Padre Jean Juste, spesso chiamato il Martin Luther King di Haiti, è stato prima picchiato in chiesa da una banda e quindi arrestato dalla polizia mentre partecipava ad un funerale il 21 Luglio 2005. E’ stato immediatamente dichiarato un prigioniero di coscienza da Amnesty International e da allora è rimasto in carcere senza che esista alcuna accusa formale nei suoi confronti. Yvon Neptune, che aveva rivestito la carica di Primo Ministro di Haiti, è in carcere dal Maggio 2004, anche in questo caso senza che si sia tenuto alcun processo. Non è previsto alcun processo per entrambi i prigionieri, o per alcuno delle centinaia di prigionieri politici incarcerati ad Haiti.

Joinet ha detto alla Associated Press che le accuse contro Jean Juste “paiono piuttosto deboli” e ha messo in discussione le ragioni che sono alla base della detenzione del prete, che era stato visto da alcuni come un potenziale candidato presidenziale nelle prossime elezioni. “Quando un prigioniero rimane in carcere per un tempo più lungo di quello che è consentito dalla legge, diventa un prigioniero politico. E questo sembra essere il caso di Jean Juste,” ha detto Joinet. “Se il sistema giudiziario Haitiano non ha i mezzi per processare le persone che detiene, dovrebbe essere obbligato a rilasciarli,” ha concluso.

La richiesta delle Nazioni Unite affinché si proceda al rilascio dei prigionieri politici Haitiani segue ad altre due similari richieste internazionali a favore della loro libertà.

La International Association of Democratic Lawyers (IADL) – Associazione Internazionale degli Avvocati Democratici, che si recentemente riunita agli inizi di Novembre in Bulgaria, ha reclamato la libertà di tutti i prigionieri politici ad Haiti e ha scelto il caso di Padre Jean Juste per una menzione speciale.

Successivamente nel corso del mese di Novembre, alcuni membri del Parlamento Irlandese hanno richiesto il rilascio di Padre Jean Juste, Yvon Neptune e di tutti i prigionieri politici. I Parlamentari del Sinn Fein, il Partito Verde, e gli Indipendenti hanno anche richiesto che ad Haiti si svolgano elezioni complete e libere.

I poteri non eletti di Haiti hanno etichettato Padre Jean Juste “l’uomo più pericoloso di Haiti” per le sue continue e implacabili richieste a favore della libertà dei prigionieri, per le cure prestate nei confronti dei poveri, e per la sua insistenza nel richiedere la restaurazione della democrazia.

Nel frattempo, le elezioni ad Haiti sono state rimandate ancora una volta dato che il criticismo sulla correttezza del processo elettorale è andato crescendo.

I sostenitori di vere elezioni democratiche criticano un processo elettorale che rifiuta di liberare centinaia di sostenitori del presidente Jean Bertrand Aristide, come il Frate Jean Juste e Yvon Neptune, che si trovano in carcere senza essere stati formalmente accusati o senza che esistano prospettive di un processo.

I sostenitori di vere elezioni democratiche fanno notare che anche coloro che vorrebbero votare devono confrontarsi con problemi reali. Le autorità Haitiane non elette hanno ridotto il numero di seggi elettorali da più di 4000 a solamente poche centinaia, e facendo sì che siano i quartieri più poveri ad averne il minor numero. Basta confrontare tutto questo con Los Angeles, una città che ha una popolazione leggermente più ampia condensata in una zona geografica più piccola, e che conta più di 4400 seggi elettorali. Come potrebbe votare la gente di Los Angeles se i suoi seggi elettorali venissero ridotti del 90% e se per la maggior parte fossero concentrati nelle aree più ricche?

La letale violenza di massa da parte della polizia e dei gruppi paramilitari continua ad infestare i distretti più poveri di Port au Prince. Le truppe delle Nazioni Unite sono state accusate di aver prestato protezione alla polizia per schermarle da una qualunque responsabilità e anche di aver partecipato direttamente alle violenze nei quartieri più poveri.

Il popolo di Haiti merita la democrazia tanto quanto ogni altro. Le elezioni in una atmosfera di questo tipo con ogni probabilità verranno viste più come una selezione che una elezione. Come ha affermato frequentemente Padre Jean Juste prima di essere incarcerato: “Liberate i prigionieri politici, fermate gli abusi dei diritti umani e ristabilite la democrazia.”

I leader Irlandesi hanno detto nelle loro dichiarazioni che tutti i prigionieri politici devono essere rilasciati e che a tutti gli esiliati politici deve essere permesso di ritornare allo scopo di partecipare alle elezioni Haitiane. A tutti, non solo i ricchi, deve essere data una eguale opportunità di votare e di avere il proprio voto contato in maniera giusta e trasparente. Più di ogni altra cosa, la violenta repressione nei confronti dei più poveri deve essere fermata. Le elezioni non dovrebbero tenersi a meno che e fino a quando queste condizioni non verranno rispettate.

Liberate i prigionieri politici. Fermate gli abusi dei diritti umani contro i poveri. Ristabilite la democrazia. E’ difficile immaginare elezioni democratiche legittime e libere in una qualunque altra maniera.

Bill Quigley, della Loyola University New Orleans School of Law, è un avvocato volontario di Padre Jean-Juste assieme all’Institute for Justice and Democracy (www.ijdh.org) che assiste Mario Joseph del Bureau des Advocats Internationaux. Può essere contattato al seguente indirizzo di posta: Quigley@loyno.edu.

Traduzione di Melektro per www.radioforpeace.info