Di Chris McGreal – 3 Novembre 2005
[Gerusalemme :: 25/10] – James Wolfensohn, inviato internazionale in Medio Oriente, ha accusato Israele di continuare ad agire come se non si fosse ritirata dalla Striscia di Gaza: infatti ha chiuso le frontiere e non rispetta gli accordi in base ai quali doveva permettere i movimenti dei Palestinesi e delle loro merci.
Mr. Wolfensohn, inviato speciale del “Quartetto” composto da USA, ONU, UE e
Russia per sovrintendere il piano di pace della “road map”, ha dichiarato che Israele ha continuato ad impedire il libero movimento di palestinesi tra la Striscia e l’Egitto, anche nel caso in cui questi non entrino in Israele. “Il governo di Israele, per via delle sua notevoli preoccupazioni sulla
sicurezza, è riluttante a lasciare il controllo, e agisce quasi come se non ci fosse stato il ritiro, rinviando di prendere decisioni difficili e preferendo relegare le questioni scottanti a sottocommissioni molto lente”, ha scritto in una lettera all’inizio del mese ai membri del Quartetto.
Dal suo ritiro il 12 settembre, Israele ha quasi interamente tagliato fuori
la striscia di Gaza. A centinaia di lavoratori palestinesi che erano abituati ad entrare in Israele ogni giorno dall’attraversamento di Erez nel nord, è vietato di entrare, e il passaggio per i carichi di Karni è stato chiuso, tranne che per permettere agli israeliani di importare foglie di palma per le cerimonie religiose ebraiche all’inizio di questo mese.
Comunque, la critica principale di Wolfensohn riguarda l’attraversamento del confine a Rafah tra Gaza e l’Egitto, l’unica via per entrare e uscire dal territorio per la maggior parte dei palestinesi. Israele si è rifiutata di
permettere che l’attraversamento fosse riaperto, tranne che per periodiche questioni umanitarie. “Gli israeliani non hanno voluto accettare la generosa offerta dell’Unione Europea di prendere in considerazione la possibilità di una supervisione dell’attraversamento da parte di una terza parte”, ha detto. Israele sta anche impedendo di implementare un sistema provvisorio di convogli proposto da Mr. Wolfensohn e dalla Banca Mondiale per spostare palestinesi, merci e camion tra Gaza e la West Bank.
Nella relazione di accompagnamento per il Quartetto, Mr. Wolfensohn ha avvertito che la mancanza di accordo stava minando le possibilità di una
ricostruzione di Gaza. “Senza un forte miglioramento per i movimenti e l’accesso per i palestinesi, all’interno di accordi appropriati per la sicurezza di Israele, sarà impossibile realizzare la crescita economica, che è fattore essenziale per una risoluzione del conflitto”, si legge nella relazione.
Israele nega di essere deliberatamente in stallo, diche che anche lei ha
interesse ad assicurarsi la stabilità politica ed economica a Gaza. Ma Mark Regev, portavoce del ministro degli esteri, ha dichiarato che la rottura di un accordo con gli egiziani per controllare l’attraversamento di Rafah immediatamente dopo il ritiro da Gaza, nel momento in cui migliaia di
palestinesi si sono spostati senza controllo attraverso le frontiere per diversi giorni, “non ha rafforzato la fiducia…Bisogna trovare un equilibrio tra due obiettivi che sono politici: il movimento di beni e di persone, e le ovvie minacce alla sicurezza”, ha detto.
“Non ci saranno soluzioni perfette. Ci potranno essere soluzioni pratiche che saranno già una vittoria”.
Mr Wolfensohn ha anche criticato l’Autorità Palestinese per aver contribuito
ad accumulare problemi economici a causa dell’aumento dei salari del settore pubblico, mentre ha fallito nel controllo di una crescente mancanza di legalità, fatto che comprometterebbe la volontà di contribuire dei benefattori stranieri.
Ieri nella West Bank le forze israeliane hanno ucciso due combattenti della Jihad islamica nell’area di Tulkarem. Luay Saadi, 30 anni, era il leader militare del gruppo nella West Bank, nonché responsabile dell’esplosione di bombe a Tel Aviv e Netanya e altri attacchi che hanno ucciso un totale di 12 israeliani. La Jihad islamica ha minacciato “una vendetta senza precedenti” per la morte di Saadi e ha minacciato di interrompere la tregua di nove mesi.
Traduzione di Paola Merciai per www.radioforpeace.info