Di Massimo Consoli - 20 Dicembre 2005
Il 19 dicembre del 1948, a Cagliari, nasceva Amerigo Marras, figura intellettuale di grande spessore culturale e di una tale estrema riservatezza che, talvolta, sconfinava quasi nella misantropia. Il suo contributo alla cultura in senso lato ed al movimento glbt in particolare, soprattutto in Canada, è stato enorme, ma se volete saperne di più in merito a questo nostro connazionale, cliccate la pagina che lo riguarda su:
http://www.cybercore.com/consoli/marras.htm
Qui aggiungerò poche cose.
Amerigo ha passato dei guai seri e prolungati per molti anni, negli Stati Uniti, a causa della sua militanza di sinistra, anche se non eŽ mai stato un politico a tempo pieno, ma soltanto un intellettuale.
In particolare, gli venne contestato come reato gravissimo di aver tradotto in inglese (nel 1980, se ricordo bene) un opuscolo di appena 15 pagine che era la sintesi di due altri libretti che avevo scritto io stesso, intitolati "OmosessualitaŽ e Comunismi" e "Il Comune di Roma e gli Omosessuali".
Questo "librettino", il cui titolo in inglese era "The Italian Communist Party and the Massimo Consoli Gay International Archives", eŽ oggi in vendita alla "modica" cifra di 75 dollari (settantacinque!) presso una libreria di San Francisco:
http://www.bolerium.com/cgi-bin/bol48/94232.html
Ironia vuole che il testo non fosse affatto adulatorio nei confronti del PCI ma, al contrario, fortemente critico per la sua posizione ambigua nei confronti del movimento italiano!
Anche in seguito alla pubblicazione di questo opuscolo, lŽabitazione newyorkese di Amerigo venne perquisita dallŽFBI che vi fece irruzione con le armi in pugno, mettendo tutto a soqquadro e distruggendo parecchie cose.
Ho avuto modo di vedere i documenti che lo riguardavano, rilasciati dallŽFBI al suo avvocato, con parecchie strisce nere di pennarello (o dŽinchiostro) laddove la polizia federale non voleva che si conoscessero determinate cose.
Per anni, quando mi raccontava per lŽennesima volta quanto gli era accaduto, Amerigo ne era ancora terrorizzato, traumatizzato, non riuscendo a capacitarsi che una cosa del genere fosse potuta capitare proprio a lui, che era la persona piuŽ tranquilla e pacifica e nonviolenta che ci fosse al mondo.
Il sentirsi continuamente sotto controllo, la paura di essere incriminato da un momento allŽaltro di chissaŽ quale delitto, lo spinse ad abbandonare New York, cittaŽ che nonostante tutto amava dŽun amore disperato, ed a rinunciare per sempre agli Stati Uniti.
Si trasferiŽ in Francia.
Il 21 settembre del 2000 stavo a Nizza, allŽospedale Pasteur, reparto neurologia D, primo piano, camera 199. LiŽ Amerigo, sforzandosi per riuscire a farsi capire in maniera intelliggibile, mi chiese di vendicare la sua memoria. MoriŽ tra il 13 ed il 14 ottobre successivo.
Avrei voluto rispettare la promessa che gli avevo fatto, ma poi mi sono ammalato anchŽio, ed i miei problemi di salute hanno preso il sopravvento.
Avrei voluto presentare una richiesta ufficiale al governo degli Stati Uniti affincheŽ riconoscesse di aver sbagliato nel giudicare Amerigo Marras e gli rivolgesse delle scuse postume.
Ho condotto tante battaglie lungo tutto lŽarco della mia vita, ed ho quasi sempre avuto la soddisfazione di vincerle. So come funziona il sistema, e so pure che ho bisogno di tutta la mia forza fisica per cominciare uno scontro del genere, di tutte le mie energie per una campagna cosiŽ defatigante e prevedibilmente lunga (Amerigo ci ha lottato per ventŽanni!), e so che, oggi come oggi, non ce la farei.
Ecco, mi resta questo amaro in bocca: il dolore di non essere stato capace di vendicare la memoria di un amico carissimo, che se nŽeŽ andato per sempre convinto di aver lasciato il suo nome tra le mani della persona nella quale aveva piuŽ fiducia.
Vi ho raccontato questa storia percheŽ penso (spero!) che qualcuna delle mie battaglie (e magari proprio questa) venga ripresa, combattuta e vinta, un giorno o lŽaltro, da chi sia convinto della sua giustezza.