Di Luca Baroncini - 11 Settembre 2007
9 Settembre 2007 -- Mentre il Lido sta tornando alla normalità dopo dieci giorni sotto i riflettori del mondo, la giuria, per l’occasione del giubileo composta unicamente da registi e capitanata dal cinese Zhang Yimou, ha assegnato i premi ufficiali, pare dopo lunga discussione. A questo punto sarà il tempo a decidere il valore dei film e la loro capacità di sopravvivere agli entusiasmi e alle delusioni del momento.
Ecco i premi, a cui segue un breve commento:
Leone d'Oro per il miglior film -- Lust, caution di Ang Lee
Leone d'Argento per la migliore regia -- Brian De Palma per Redacted
Premio Speciale della Giuria (ex aequo) -- La Graine et le mulet di Abdellatif Kechiche & I'm not There di Todd Haynes
Leone d'Oro Speciale per l'insieme dell'opera -- Nikita Michalkov per 12
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile -- Brad Pitt per The Assassination of Jesse James
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile -- Cate Blanchett per I'm not There
Premio Marcello Mastroianni (giovane attore o attrice) -- Hafsia Herzi per La Graine et le mulet
Premio Orizzonti per la fiction -- Sügisball (Autumn Ball) di Veiko ÕUNPUU (Estonia)
Premio Orizzonti per il documentario -- Wuyong (Useless) di JIA Zhangke (Cina)
Premio Orizzonti - Menzione speciale -- Death in the Land of Encantos di Lav DIAZ (Filippine)
Premio Luigi De Laurentiis per la miglior opera prima -- La zona di Rodrigo Plà (Messico)
Leone Corto Cortissimo per il miglior cortometraggio -- Dog Altogether di Paddy Considine (Gb)
Non avendo visto il vincitore del Leone d’Oro, presentato nei primi giorni del festival, posso concordare con la Giuria per il Leone creato appositamente per riconoscere il valore di “12” di Nikita Michalkov, il rifacimento russo di “La parola ai giurati” di Sidney Lumet. Dodici giurati devono giudicare un ragazzo accusato di parricidio, il problema è che il ragazzo è ceceno e l’uomo ucciso russo. Michalkov utilizza il soggetto (tratto da un teledramma di Reginald Rose del 1954) per parlare con acume della situazione politica del suo paese. Da alcuni denigrato, perché schematico, gode di una regia prodigiosa che fa scorrere in un baleno le quasi tre ore di proiezione ambientate unicamente in una palestra (tranne qualche breve inserto).
Prevedibile, data l’eco riscossa, il Premio Speciale della Giuria assegnato al film “La Graine et le mulet” del tunisino Abdellatif Bechiche (di cui abbiamo già positivamente parlato nei giorni scorsi). Qualche dubbio invece sull’ex-aequo con “I’m not there” di Todd Haynes, film per approfonditi conoscitori della vita di Bob Dylan che rischia di risultare oscuro per tutti gli altri (la distribuzione pare però credere molto nell’opera, uscita venerdì con ben 200 copie).
Discorso analogo per i premi agli attori: Cate Blanchett è molto brava, ma il suo personaggio, che rappresenterebbe l’aspetto femminile del Dylan rock, non illumina granché (perché, poi, farla assomigliare grottescamente a Dylan visto che è solo una delle sei anime del cantante?). Curioso poi, che in un festival dominato dai ruoli maschili, a essere premiata come migliore attrice sia una donna che interpreta un uomo. Quanto a Brad Pitt, nel film su Jesse James è in parte, ma nelle opere presentate si è visto di meglio, dal dolente Tommy Lee Jones di “In the Valley of Elah”, al sornione Michael Caine di “Sleuth”.
Tra i delusi, sicuramente Peter Greenaway, che per l’elegante e raffinato “Nightwatching”, sulla vita del pittore Rembrandt e sui misteri del processo creativo, meritava sicuramente qualche riconoscimento. L’Italia non è entrata nemmeno nella rosa dei papabili ed è la grande sconfitta del festival. La stampa, comunque, è stata eccessivamente spietata e si è accanita con eccesso di enfasi sulla produzione nazionale. È vero, il film di Paolo Franchi “Nessuna qualità agli eroi” è insalvabile, “L’ora di punta” di Marra, però, non è certo riuscito ma non è nemmeno da buttare, mentre “Il dolce e l’amaro” di Porporati è un onesto film di genere (la mafia) con un taglio originale che non meritava tanti dissensi. Dal Lido è definitivamente tutto.