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Le politiche per lo sviluppo dell'UE devono basarsi sui diritti umani

9 Ottobre 2008

Bruxelles, 7 Ottobre 2008 -- L'eliminazione della povertà è una delle più grandi sfide del Ventunesimo secolo nel campo dei diritti umani. Una buona qualità di vita, alimentazione sufficiente, servizi sanitari adeguati, accesso all'istruzione e protezione da catastrofi: non sono solo obiettivi di sviluppo, ma anche diritti umani. (Rapporto ONU sullo sviluppo umano 2000)

Il rapporto lanciato oggi a Bruxelles dalla Federazione Internazionale Terre des Hommes, Action Aid International, l'ufficio europeo di Amnesty International e IHRN (International Human Rights Network - Network internazionale per i Diritti Umani) passa in rassegna le politiche per lo sviluppo dell'Unione Europea, evidenziando come anche in importanti documenti come l'European Consensus on Development (Il consenso europeo sullo sviluppo) non riescono a riflettere con coerenza i principi contenuti negli accordi internazionali sui diritti umani e altri principi legali chiave in vigore nell'ambito dello sviluppo basato sui diritti umani, così come viene stabilito nel Common Understanding (Accordo comune) dell'ONU del 2003 sugli approcci basati sui diritti umani (HRBA - Human Rights Based Approach).

Il Rapporto viene presentato oggi in un incontro alla presenza di:

a. Patrick Twomey, International Human Rights Network (autore del rapporto)
b. Anton Jensen, DG Development, Commissione Europea
c. Charles Michel Geurts, DG External Relations, Commissione Europea
d. Richard Howitt, Parlamentare Europeo.

L'esame dei principali documenti sulla politica di sviluppo dell'Unione Europea, condotto in collaborazione con vari stakeholder, indica che in molti di questi documenti si utilizza sempre di più il linguaggio dei diritti umani. Un altro punto positivo rilevato sta nel fatto e registra che in alcuni documenti recenti (ad esempio quelli riguardanti i minori) si riflette coerentemente il quadro internazionale attualmente in vigore nei diritti umani.

Tuttavia esistono delle carenze in altre politiche, come ad esempio la mancanza d'utilizzo di una terminologia precisa dei diritti umani dal punto di vista penale, la rappresentazione fuorviante della relazione tra impegni politici e obblighi legali, la mancata identificazione delle sfide più importanti per lo sviluppo, quali ad esempio la povertà come negazione dei diritti umani. In particolare, il documento generale di politiche per lo sviluppo dell'Unione Europea, l'European Consensus on Development, non riesce a fissare un impegno chiaro e accurato per le politiche di sviluppo basate sui diritti umani, o a riconoscere il rispetto dei diritti umani sia come il mezzo che come l'obiettivo degli aiuti allo sviluppo dell'Unione Europea.

Il rapporto ha lo scopo di fornire informazioni a coloro che devono formulare, applicare e riesaminare le politiche per lo sviluppo dell'Unione Europea sui principi legali concordati a livello internazionale che formano la base del HRBA. Inoltre vuole assicurare che siano riflessi chiaramente nelle politiche del maggiore donatore mondiale di aiuti allo sviluppo.

Tra le raccomandazioni delle organizzazioni partecipanti troviamo che i processi futuri di formulazione e il contenuto delle politiche per lo sviluppo devono essere sottoposti a scrutinio per quel che riguarda l'approccio basato sui diritti umani, compresa l'accuratezza dei termini legali. Inoltre le politiche esistenti per lo sviluppo dovrebbero essere interpretate come tali per non mettere a repentaglio gli obblighi legali internazionali nel campo dei diritti umani.

Agli Stati Membri, ma anche agli Stati partner di sviluppo e a tutti gli stakeholder di sviluppo il report raccomanda di insistere perchè le politiche per lo sviluppo dell'Unione Europea e i suoi programmi siano coerenti con gli obblighi legali internazionali e adotti l'HRBA per l'advocacy.

Il rapporto completo "Human Rights-Based Approaches and European Union Development Aid Policies 2008" può essere scaricato dal sito www.terredeshommes.org

Per ulteriori informazioni contattare:

Salvatore Parata, Federazione Internazionale Terre des Hommes, +32 (02) 2 743 87 96, brussels@iftdg.org
Ivy Kakiiza, Actionaid International, +32 (02) 2 502 55 01, ivyk@actionaid.org
Natalia Alonso, Amnesty International EU office, +32 (02) 2 548 27 64, Nalonso@aieu.be
Patrick Twomey, International Human Rights Network, +353 49 8542934, ptwomey@ihrnetwork.org

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