ART 33 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA:
L’ARTE E LA SCIENZA SONO LIBERI E LIBERO NE E’ L’INSEGNAMENTO

L’11 dicembre ’02 la commissione cultura della camera ha approvato una risoluzione che si occupa dello studio e dell’insegnamento della storia contemporanea. La risoluzione “impegna il governo ad attivarsi per far sì che nelle scuole, l’insegnamento della storia, in particolare quella contemporanea, si svolga secondo criteri oggettivi, rispettosi della verità storica, attraverso l’utilizzo di testi di assoluto rigore scientifico che tengano conto, in modo obiettivo, di tutte le correnti culturali e di pensiero ”. Il promotore della risoluzione, Fabio Garagnani di Forza Italia, ha commentato : “ è indubbio che negli ultimi anni, nella scuola italiana è prevalsa una visione ideologica che ha sovente alterato fatti storici incontrovertibili per fini di parte, in una pure ottica politica”.
Come studenti della Facoltà di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna, individuiamo in quest’atto, preoccupanti attacchi alla libertà di ricerca e di espressione, e un tentativo di sdoganamento del carattere antifascista (e non soltanto non-fascista) del nostro ordinamento statale e dei principi della nostra costituzione.
Come studenti della Facoltà di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna siamo convinti che la ricerca storica non sia e non possa MAI essere “neutrale”, ma che sia viceversa guidata da punti di vista soggettivi. Questi muovono lo storico nelle scelte interpretative di fondo, nella categorie utilizzate e nello stesso soggetto di studio prescelto, quindi la sola forma di obiettività possibile, per chi fa la professione di storico, è riconoscere e dichiarare apertamente le proprie scelte interpretative. Riteniamo perciò che parlare di una verità storica oggettiva non abbia senso.
Alla luce di tutto ciò, la risoluzione approvata dalla commissione cultura assume allora una ben altra intenzione più pericolosa e censoria. Risulta chiara la volontà da parte dell’attuale maggioranza, di riscrivere la storia e di controllare il suo insegnamento. Di mistificarla con il chiaro intento politico di riabilitare culturalmente il fascismo.
Noi, come giovani e come studenti di storia contemporanea, crediamo che la nostra costituzione affondi invece le radici nella libertà d’espressione, di opinione, di associazione, e in tutti quei valori e libertà che negano e si contrappongono ai “valori” del ventennio fascista. Inoltre, gli attacchi quotidiani provenienti da tutte le parti, tesi a sminuire l’importanza storica dell’antifascismo e della lotta di liberazione nazionale, a non distinguere, ci indignano. Essi risultano non indirizzati ad arricchire e far chiarezza nel dibattito storiografico, ma solo a creare una sponda politica nei confronti di ideologie e regimi politici che rappresentano le pagine più buie del novecento e contro le quali ci sentiamo obbligati a spenderci in prima persona ed in ogni modo affinchè non si verifichino mai più.

Gli student@ della facoltà di Storia Contemporanea dell’Università di Bologna


VI INVITIAMO CALDAMENTE A FIRMARE QUEST'APPELLO INVIANDO UNA E-MAIL ALL’INDIRIZZO
Si-antifascismo@libero.it

back