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L’11
dicembre ’02 la commissione cultura della camera ha approvato una
risoluzione che si occupa dello studio e dell’insegnamento della storia
contemporanea. La risoluzione “impegna il governo ad attivarsi per far sì
che nelle scuole, l’insegnamento della storia, in particolare quella
contemporanea, si svolga secondo criteri oggettivi, rispettosi della verità
storica, attraverso l’utilizzo di testi di assoluto rigore scientifico che
tengano conto, in modo obiettivo, di tutte le correnti culturali e di
pensiero ”. Il promotore della risoluzione, Fabio Garagnani di Forza Italia,
ha commentato : “ è indubbio che negli ultimi anni, nella scuola italiana è
prevalsa una visione ideologica che ha sovente alterato fatti storici
incontrovertibili per fini di parte, in una pure ottica politica”.
Come studenti della Facoltà di Storia Contemporanea dell’Università di
Bologna, individuiamo in quest’atto, preoccupanti attacchi alla libertà di
ricerca e di espressione, e un tentativo di sdoganamento del carattere
antifascista (e non soltanto non-fascista) del nostro ordinamento statale e
dei principi della nostra costituzione.
Come studenti della Facoltà di Storia Contemporanea dell’Università di
Bologna siamo convinti che la ricerca storica non sia e non possa MAI essere
“neutrale”, ma che sia viceversa guidata da punti di vista soggettivi.
Questi muovono lo storico nelle scelte interpretative di fondo, nella
categorie utilizzate e nello stesso soggetto di studio prescelto, quindi la
sola forma di obiettività possibile, per chi fa la professione di storico, è
riconoscere e dichiarare apertamente le proprie scelte interpretative.
Riteniamo perciò che parlare di una verità storica oggettiva non abbia
senso.
Alla luce di tutto ciò, la risoluzione approvata dalla commissione cultura
assume allora una ben altra intenzione più pericolosa e censoria. Risulta
chiara la volontà da parte dell’attuale maggioranza, di riscrivere la storia
e di controllare il suo insegnamento. Di mistificarla con il chiaro intento
politico di riabilitare culturalmente il fascismo.
Noi, come giovani e come studenti di storia contemporanea, crediamo che la
nostra costituzione affondi invece le radici nella libertà d’espressione, di
opinione, di associazione, e in tutti quei valori e libertà che negano e si
contrappongono ai “valori” del ventennio fascista. Inoltre, gli attacchi
quotidiani provenienti da tutte le parti, tesi a sminuire l’importanza
storica dell’antifascismo e della lotta di liberazione nazionale, a non
distinguere, ci indignano. Essi risultano non indirizzati ad arricchire e
far chiarezza nel dibattito storiografico, ma solo a creare una sponda
politica nei confronti di ideologie e regimi politici che rappresentano le
pagine più buie del novecento e contro le quali ci sentiamo obbligati a
spenderci in prima persona ed in ogni modo affinchè non si verifichino mai
più.
Gli student@ della facoltà di Storia Contemporanea dell’Università di
Bologna
VI INVITIAMO CALDAMENTE A FIRMARE QUEST'APPELLO INVIANDO UNA E-MAIL
ALL’INDIRIZZO
Si-antifascismo@libero.it
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