BackNote storiche sulla Cecenia
Di Giampaolo Capisani
(già pubblicato sul n. 66 del febbraio 2000 del mensile ‘Guerre e pace’)
1722 - Lo zar Pietro il Grande invade per breve tempo il Daghestan e la Cecenia settentrionale.
1770 - L’esercito zarista occupa il Caucaso settentrionale.
1785 -1791 - Insurrezione e ‘guerra santa islamica’ (ghazawat)di Sheikh Mansur Usurma.
1791-1828 - Conquista russa dell’intero Caucaso nord-occidentale.
1834 –1859 - Grande rivolta e nuova ‘ghazawat’ dell’Imam Shamil che autoproclama ‘l’Imamato del Caucaso settentrionale’, comprendente le attuali Cecenia, Inguscezia e Daghestan.
1893 - Scoperta e sfruttamento di giacimenti petroliferi in Cecenia.
1917 - Rivoluzione d’Ottobre; autoproclamazione della ‘Repubblica Autonoma del Caucaso Settentrionale’.
1919 - Nella regione si forma l’esercito ‘bianco’ del generale Denikin, che in dicembre conquista Vladikavkaz. Huzun Haji con un proprio esercito restaura l’autorità dell’Imamato del Caucaso Settentrionale. Con l’armistizio del suo principale alleato, l’Impero Ottomano, i rappresentanti della Repubblica Autonoma del Caucaso Settentrionale, fuggono in Georgia, in Turchia e più tardi in Germania.
1920 - Truppe bolsceviche, insieme all’esercito di Huzun Haji sconfiggono Denikin. Il potere bolscevico s’installa nella regione, contrastato da una nuova rivolta capeggiata da Said Bek.
1921 - Periodo di collaborazione tra musulmani e bolscevichi; fondazione della Repubblica Sovietica Socialista (RSS) della Montagna, nell’ambito della RSFS di Russia.
1922 - In dicembre nasce l’Unione Sovietica (URSS).
1929 -1931 - Rivolte in Cecenia contro la collettivizzazione e la de-islmaizzazione.
1936 – Costituzione della Repubblica Sovietica Socialista Autonoma (RSSA) della Ceceno-Inguscezia, nell’ambito della RSFS di Russia.
1941 - I tedeschi invadono l’Unione Sovietica.
1942 - Le armate tedesche raggiungono il Caucaso settentrionale; episodi di ‘collaborazionismo’ di una parte della popolazione locale, che vienne arruolata per iniziativa di alcuni emigrati del 1919 e inquadrata in una ‘legione ciscaucasica musulmana’.
1943 - Controffensiva sovietica che libera l’intero Caucaso settentrionale.
1944 - In febbraio, tutta la popolazione ceceno-inguscia, accusata di ‘collaborazionismo’ viene deportata in Asia centrale per decisione di Stalin. L’omonima repubblica viene dissolta. Altri popoli caucasici seguiranno la medesima sorte.
1953 - Morte di Stalin.
1956 - Al XX° Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS), Khrushev denuncia i ‘crimini staliniani’, tra cui quello delle deportazioni dei ‘popoli puniti’.
1957 - Decreto di riabilitazione dei Ceceno-Ingusci che rientrano nel paese d’origine. Ricostituzione della RSSA Ceceno-Inguscia.
1985 - Gorbaciov sale al potere. Iniziano la perestroïka e la glasnost.
1991- Djokhar Dudaïev prende il potere a Grozny; fallito colpo di stato a Mosca. La Cecenia proclama la propria indipendenza in forma ‘unilaterale’ ( 2 novembre 1991), atto considerato da Mosca incostituzionale. In novembre su ordine di Boris Eltsin l’esercito sovietico tenta di occupare la Cecenia, ma il Parlamento russo sconfessa il tentativo di Eltsin e le truppe vengono richiamate. In dicembre: dissoluzione dell’URSS e costituzione della Confederazione Stati Indipenenti (CSI).
1992 - L’Inguscezia si separa dalla Cecenia, che ribadisce la popria indipendenza da Mosca.
1993 - Incidenti a Grozny, Dudaeïv scioglie il governo e il Parlamento e assume i pieni poteri. In ottobre Eltsin espugna il palazzo del Parlamento di Mosca a cannonate.
1994 - Scontri tra opposte fazioni e clima di guerra civile a Grozny. L’11 dicembre l’Armata Rossa riceve l’ordine di entrare in Cecenia.
19 gennaio 1995 - Le truppe russe occupano il palazzo presidenziale di Grozny.
7 aprile 1995 - Unità dell’esercito russo compiono un massacro di civili nel villaggio di Samachki, che avrebbe ufficiosamente provocato oltre 100 morti.
14-20 giugno 1995 - A seguito di un raid con presa di ostaggi guidato dal comandante ceceno Shamil Bassaïev nell’ospedale di Budennovsk (in Russia) inizia una trattativa di pace.
21 aprile 1996 - Zelimkhan Iandarbïev, succede alla testa del movimento indipendentista al presidente ceceno Djokhar Dudaïev, ucciso dall’esplosione di un missile.
27 maggio 1996 - Zelimkhan Iandarbïev si reca al Cremlino, dove viene firmato un primo ‘cessate il fuoco’.
25 giugno 1996 - Eltsin firma un decreto che prevede un ritiro parziale delle truppe russe prima del 1° settembre.
7 luglio 1996 - Quattro giorni dopo la rielezione presidenziale di Eltsin, l’aviazione russa bombarda alcune località cecene.
6-14 agosto 1996 - I boïevichi (guerriglieri) conrattaccano ad Argun e Grozny, che riconquistano, strappandole ai russi.
31 agosto 1996 - Il generale Lebed riceve ‘poteri speciali’ da Boris Eltsin per risolvere l’affare ceceno e sigla un accordo di pace che prevede il ritiro delle forze russe, la fissazione di nuove elezioni e di un referendum sullo statuto giuridico della Cecenia, da tenersi entro il 2001.
22 gennaio 1997 - Aslan Mashkadov, ex-comandante delle forze indipendentiste viene eletto Presidente della Repubblica Cecena con il 60% dei consensi (gli altri andranno a Shamil Basaïev).
12 maggio 1997 - Boris Eltsin e Aslan Mashkadov siglano un definitivo trattato di pace a Mosca.
9 settembre 1997 - La Russia e la Cecenia siglano un accordo in merito al transito attraverso i propri territori nazionali del petrolio proveniente dai giacimenti del mar Caspio.
17 settembre 1997 - Quattro ostaggi dell’organizzazione umanitaria Equilibre, rapiti il 2 agosto in Daghestan vengono liberati in Cecenia. Secondo uno scenario divenuto classico nella regione, si moltiplicazione i rapimenti a seguito dei quali forti riscatti vengono intascati da bande locali, che si rinforzano nei confronti di un autorità centrale sempre più impotente.
1° gennaio 1998 - Aslan Mashkadov nomina Primo Ministro Shamil Bassaïev, il rivale battuto alle elezioni presidenziali
23 luglio 1998 - Mashkadov sfugge ad un attentato, mentre le sue truppe affrontano dei ‘Signori della guerra’ e Shamil Bassaïev rassegna le dimissioni.
8 dicembre 1998 - Tre ostaggi britannici e uno neo-zelandese vengono ritrovati decapitati. Mashkadov fa appello alla mobilitazione popolare contro i rapitori di ostaggi e contro i suoi rivali politici, senza risultati.
Estate 1999 - Nuovi raid dei boïevichi nel Daghestan confinante, dove vengono occupati diversi villaggi, nei quali viene proclamata la Sharia (legge coranica).
Autunno 1999 - Una serie di attentati distrugge diversi immobili alla periferia di Mosca, provocando circa 300 morti e centinaia di feriti; i responsabili russi ne rendono colpevoli i ‘criminali ceceni’ e danno il via (1°ottobre) ad una seconda guerra cecena (che comincia però in Daghestan) in nome ‘della lotta contro il terrorismo internazionale’.
29 dicembre 1999 - Le truppe russe dopo avere occupato oltre metà del territorio ceceno combattono nei quartieri di Grozny, affermando di essere sul punto di conquistare la città.
31 dicembre 1999 - Boris Eltsin rassegna le dimissioni; il Primo Ministro Vladimir Putin, che ha trasformato la guerra in Cecenia in baluardo della ‘riscossa nazionale’ assume la Presidenza ad interim della Repubblica Federale Russa.