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RAGIONI PER OPPORSI ALL'OCCUPAZIONE STATUNITENSE DELL'IRAQ di Josh Frank
1. L'occupazione militare Americana non renderà l'America più
sicura.
L'occupazione dell'Iraq si inserisce perfettamente
nella retorica di Bin Laden che afferma gli Stati
Uniti hanno ragioni prettamente empiriche ed
egoistiche per volere ricostruire il Medio Oriente. Se
la presenza militare degli Stati Uniti in Arabia
Saudita ha infiammato fondamentalisti islamici come
Bin Laden, come farà questa occupazione a non finire
nella medesima maniera -- soltanto su scala molto più
grande?
2. Come potere occupante gli Stati Uniti hanno già
violato la legge internazionale.
Giusto come per l'attacco unilaterale all'Iraq, gli
Stati Uniti hanno ancora una volta violato i codici di
comportamento internazionali. Non provvedendo alla
sicurezza dei musei e dei mercati dell'Iraq, Bush,
Ramsfeld, Cheney, Wolfowitz e compagnia bella hanno
violato trattati ed altri statuti internazionali.
Molto probabilmente Bush non farà una dichiarazione
convenzionale che la guerra è conclusa - il che
obbligherebbe gli Stati Uniti a fornire sostanziale
aiuto umanitario e a prendersi la responsabilità
immediata dei 25 milioni di cittadini dell'Iraq.
Invece il presidente americano ha eroicamente cantato
vittoria mentre simultaneamente rompeva le leggi
stesse che sostiene di sostenere.
3. Gli Iracheni non vogliono la presenza militare dell'America.
Enormi proteste contro l'occupazione dell'Iraq da
parte degli Stati Uniti si sono scatenate attraverso
tutto il paese. Con una escalation continuata di
violenza durante queste dimostrazioni e con la
uccisione di oltre 15 Iracheni da parte delle forze
statunitensi a Bagdad - sentimenti anti-usa sono
sicuramente destinati ad aumentare. Se l'Iraq è stato
liberato perchè la sua popolazione sta ancora vivendo
sotto la cappa di un potere occupante che non ha
chiesto?
4. L'occupazione ostacolerà soltanto gli sforzi
umanitari.
Le operazioni militari nell'Iraq rendono gli sforzi
umanitari più difficili aumentando la tensione e
stimolando i ribelli iracheni. Le forze americane e di
coalizione hanno fatto esperienza di spari e di lanci
di pietre mentre tentavano di fornire aiuto agli
Iracheni. Molti non sono disposti a concedere al loro
occupante la libertà di cui l'esercito avrebbe bisogno
per fornire aiuto, perché gli Stati Uniti sono ancora
visti come una minaccia alla sovranità Irachena.
5. La sicurezza irachena dovrebbe essere la priorità
numero uno.
È pertinente per la sicurezza dell'Iraq che
l'elettricità venga riattivata e che funzioni di nuovo
-- così come tutti gli ospedali e i portali di
comunicazione. Inoltre, più del 40% degli Iracheni
erano impiegati sotto il governo di Saddam e nessuno
di loro è stato pagato da quando la guerra è
cominciata. Questi sono i problemi di sicurezza che
devono essere presi in considerazione in primo luogo
affinchè l'Iraq possa cominciare a ricostruire la sua
devastata economia.
6. In USA si stanno tagliando fondi per l'ambiente,
la formazione e la salute per pagare la corrente occupazione dell'Iraq.
I funzionari del dipartimento della difesa hanno
annunciato che la valutazione di $60 miliardi di
dollari da parte del presidente Bush per la guerra in
Iraq andrebbe guardata più come un affare di $90
miliardi di dollari -- questo senza i costi aggiuntivi
dell'occupazione e di ricostruzione dell'Iraq. Allo
stesso tempo la gestione di Bush proietta un deficit
di $300 miliardi di dollari nel corso dei due prossimi
anni. Con oltre 65.000 lavori persi ogni mese negli
Stati Uniti durante l'economia di guerra di Bush,
appare chiaro che le spese federali dovrebbero essere
dirette altrove.
7. I paesi arabi stanno diventando ancor più
critici dei programmi degli Stati Uniti per governare l'Iraq nel dopoguerra.
La presenza militare degli Stati Uniti non è la
benvenuta in Medio Oriente -- con la Palestina, la
Siria, l'Iran, l'Egitto, la Turchia, l'Arabia Saudita,
il Pakistan, la Libia ed ora l'Afghanistan "liberato"
- a mostrare la loro rabbia agli occupanti dell'Iraq
con proteste e raduni politico religiosi. Sentimenti
anti-USA aumentano per ogni ora di occupazione degli
Stati Uniti. Se questa guerra è per la liberazione e
la democrazia allora le voci nelle strade dovrebbero
essere tenute in considerazione.
Purtroppo la tolleranza di Bush per il dissenso è
tristemente vicina allo zero. I voluminosi raduni
pacifisti nel mondo non hanno potuto raggiungere il
suo orecchio -- sembra dubbioso che sia disposto ad
ascoltare le voci attualmente echeggiate attraverso il
mondo arabo.
8. L'occupazione non porterà la democrazia.
Affinchè si spieghi una vera democrazia, all'Iraq
deve
essere permesso sviluppare il proprio governo, con
minima sorveglianza da parte di poteri esterni. Ma
Bush non è disposto a permettere che una tale
democrazia si sviluppi. Forse teme che un regime con
forte animosità verso Israele e gli Stati Uniti
guadagnerà supporto. Ma come questa guerra non è per
le armi di distruzione di massa, non è neanche per la
democrazia -- almeno non la democrazia che Bush
afferma di stare portando.
9. È tempo per le truppe degli Stati Uniti di
tornare a casa.
Oltre 120 americani in servizio hanno già sparso
il
loro sangue per l'invasione illegale di Bush.
L'occupazione di Beirut nel 1983 registrò 241 morti
che furono inflitte dalle forze statunitensi. Vi è
poca ragione di credere che per l'Iraq sarà affatto
differente. Le truppe americane non sono più
desiderate né accolte favorevolmente in Iraq. Che non
si lasci che questa occupazione si trasformi in
un'ombra della parodia Israelo-Palestinese -- un
conflitto che non ha la fine in vista.
10. Ci sono altre opzioni.
Gli Stati Uniti dovrebbero rimuovere dall'Iraq tutte
quelle truppe che non sono necessarie per assicurare
la protezione richiesta secondo il diritto
internazionale. Invece il personale delle Nazioni
Unite dovrebbe rientrare di nuovo in Iraq, compresi
gli ispettori delle armi e i lavoratori umanitari.
La corte internazionale dovrebbe anche condannare
questa guerra illegale ed ingiusta perseguendo quelli
che sono stati coinvolti nella sua progettazione ed
esecuzione. Il programma 'OIL for FOOD' dovrebbe
essere espanso e reintegrato per aiutare a
controbilanciare i 12 anni di brutali sanzioni e
bombardamenti subiti dall'Iraq. Inoltre, nessun
profitto dovrebbe essere realizzato dalle aziende
straniere e dagli investitori nella fase di
ricostruzione del paese arabo. Tutti i profitti che
sono realizzati dovrebbero essere direttamente e
nuovamente messi dentro le tasche degli Iracheni che
hanno perso le proprie attività, le proprie case e i
propri amati come conseguenza della guerra illegale
dell'amministrazione repubblicana. Per concludere, se
Bush desidera un amichevole e liberato Iraq -- allora
i miliardi di dollari che devono essere spesi
nell'occupazione dovrebbero essere diretti verso gli
sforzi umanitari.
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